

Molto spesso immaginato come luogo di abusivismo sanitario, il laboratorio odontotecnico è (spesso) una realtà in cui passione, abilità manuali, competenze anatomiche e dei materiali, miglioramento tecnologico ininterrotto e arte nella riproduzione delle forme umane si intrecciano in una persona che ne coagula molte altre per la riuscita di una impresa in cui , il titolare ,dovrebbe avere anche abilità imprenditoriali.
Poche persone, spesso nenche gli odontoiatri, sono a conoscenza dell’ esperienza, della formazione e delle abilità necessarie per gestire un laboratorio odontotecnico al giorno d’ oggi, per acqisire il know-how tecnico indispensabile per trasformare le materie prime (resine, semilavorati, metalli e dispositivi preconfezionati) in protesi dentarie perfettamente “tollerate” da un “sistema “così sensibile come il cavo orale.
Io “imparo” nel mio laboratorio odontotecnico da 28 anni e sono convinto che non finirò mai .
Trasformare in laboratorio, per esempio, una impronta rilevata dal dentista, in un ponte metallo-ceramica funzionale ed estetico (non trascurando la robustezza per resistere ai muscoli più potenti del corpo umano) significa far passare al manufatto 24 fasi ed i relativi controlli che, in caso di qualsiasi malaugurato errore del tecnico pregiudicano il risultato finale.
Chi volesse trasformare la nostra arte di odontotecnici in attività ” industriale” si scontrerebbe con la natura individuale e particolare che ogni caso riveste: ogni bocca deve essere seguita da una mente/mano esperta che segue la creazione della protesi in tutti i passaggi, per portare a compimento cio che è nato, prima di tutto, nella sua mente.
Scrissero i filosofi dell’ antichità:” non posso definire un cane se non ho nella mia testa un’ idea o immagine di cane”.
Nessuna macchina potrà essere provvista di una “idea di cane”.
La macchina, nel laboratorio odontotecnico, dovrebbe avere un ruolo di supporto, di aiuto dell’ operatore; dovrebbe abbreviare qualche fase (se possibile) e migliorare i risultati finali , i tempi di lavorazione ma non potrà mai sostituire l’ elemento più prezioso: L’ ODONTOTECNICO-UOMO.
Che valore avrebbe una copia della “Pietà” di Michelangelo se fosse creata da una macchina computerizzata?
Il valore intrinseco sta nel cuore, negli occhi , nelle mani dell’ artista; , nel suo sudore..nella sua sofferenza.
Perciò io credo che la figura dell’ odontotecnico “uomo”, nella sua essenza non potrà mai mancare, come non potrà mancare nelle attività più espressamente creative.
Chi può negare che modellare un dente ,in cera o in ceramica ,non sia nient’ altro che la riproduzione di una forma esistente in natura?
E questa non è una definizione dell’ arte?
Il laboratorio odontotecnico è una realtà da preservare ,come le cose rare ed in estinzione perchè, tra le sue mura racchiude una qualità e quantità di conoscenze e passione sviluppate e tramandate nei secoli.
Daniele
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