Il materiale migliore per la produzione di rivestimenti estetici in campo dentale è sicuramente la ceramica.
Bisogna innanzitutto fare una distinzione tra ceramica e porcellana: comunemente si usa il termine “porcellana” anche per le protesi dentali ma in modo errato.
Per le applicazioni dentarie si dovrebbe usare il termine “ceramica “ che differisce sostanzialmente dalla porcellana per la quasi assoluta assenza di caolino.
Per precisione chiameremo perciò “ceramica” il materiale più estetico e biologicamente accettato per gli usi protesici del cavo orale.
Per molti decenni l’ uso delle caramiche dentali è stato abbinato solo a metalli, preziosi e non, che, nell’ evoluzione delle tecnologie e dei materiali, hanno portato la protesica “fissa” a livelli di estetica e robustezza ottimali.
Negli ultimi dieci anni si affacciarono i primi progetti sviluppati per la produzione di ceramica integrale (cioè prive di metallo=metal free) che, limitatamente ad alcune applicazione protesiche (corone singole ed intarsi in ceramica) davano sicuramente dei risultati estetici più naturali.
Si tratta di ceramiche create per iniezione in speciali forni (con la tecnica della “cera persa”) che una volta ricoperte con ceramiche a basso punto di fusione (750-800°C) donano alle corone una lucentezza e naturalezza inarrivabili con qualsiasi metallo-ceramica, specialmente nei settori anteriori dove l’ esigenza estetica non è rinunciabile.
Il limite di queste ceramiche era (ed è ancora) la relativa fragilità che non consente la loro applicazione nel caso di ponti, specialmente nei quadranti posteriori dove il carico masticatorio supera di gran lunga il carico di rottura del materiale caramico.
Non potendo coprire ogni esigenza protesica, verso la fine del secolo scorso l’industria del settore (usufruendo delle tecnologie cad-cam), sviluppò ed adattò un materiale con proprietà che sembravano rispondere alle esigenze dentali:lo zirconio.
Uso il verbo “adattare” perchè lo zirconio puro non era certo il materiale adatto alla protesi dentaria e per questo si arrivò a creare l’ ossido di zirconio Y-TZP (yttria-tetragonal-zirconia-polycristalline)che starebbe per “zirconio tetragonale policristallino stabilizzato con ossido i yttrio).
Nel 2002 la Degussa lanciò il Sistema Cercon che, in verità, in quegli anni era solo “CAM”, vale a dire che le sottostrutture in zirconio erano fresate da una macchina comandata da un computer (Computer-Aided-Manufacturing) ma non CAD perchè il pezzo da fresare era costruito e modellato a mano (con le possibili imprecisioni, spesso inevitabili nel costruire ponti anche estesi in resina).
In seguito altre multinazionali del campo dentale seguirono la strada tracciata dalla Degussa: la Wieland col sistema Zeno, la 3m col sistema Lava e la Kawo col sistema Everest, tutti già aggiornati con tecnologia Cad-cam.
Dopo questa intruduzione storica vorrei portare la mia esperienza di sette anni di lavorazioni su zirconio.
La ceramica su zirconio mostra alcuni vantaggi:
- Biocompatibilità -i metalli, necessariamente presenti nella metallo-ceramica, interagiscono con i fluidi del cavo orale e causano disturbi di vario genere.
- Biologici-la preparazione cervicale del moncone può essere anche iuxta-gengivale (preparare il moncone non sotto il solco gengivale mantiene inalterato il delicato sistema corona-parodonto,
- Estetico-l’ assenza di metalli che ossidano nel cavo orale (lasciando l’antiestetico bordino nero) non obbliga l’ odontotecnico ad “impazzire”per coprire le parti critiche:la chiusura cervicale.Limitatamente ai quadranti posteriori (nelle zone anteriori sono indicati altri materiali, per es. la allumina) la zirconio ceramica è consiglliata per qualsiasi indicazione protesica, anche per ponti fino a due elementi intermedi.
La zirconio ceramica segnala anche degli svantaggi:
- Costi elevati
- Impossibilità di riparazioni su strutture imperfette
- Scarsi risultati estetici nelle zone anteriori (spesso la mancanza di spazio e la poca trasparenza dello zirconio non consentono una stratificazione ceramica altamente estetica)
- Cementazione: richiede tecniche leggermente diverse da quelle usuali.
Daniele

giugno 1st, 2009 at 11:45
grazie per queste informazioni…
giugno 1st, 2009 at 12:51
Di nulla, cara lettrice
Ringrazio te per il commento e continua a seguirmi
Daniele
giugno 9th, 2009 at 12:55
wow..chiarissimo..sto cercando di sviluppare una tesina e le tue informazioni mi sono molto utili..sapresti dirmi qualcos’altro per ampiarla?
giugno 24th, 2009 at 18:30
ho applicato un preolare in zirconio ceramica, con cementificazione. Visto il tipo di materiale, il dente ha esercitato pressione sui molari, creandomi non pochi disagi. Sottoposta la questione mi é stata effettuato un raschiamento per ridurre le dimensioni del premolare. La mia domanda é , su questo tipo di materiale si puo’ effettuare un raschiamento dopo averlo applicato?
Grazie
giugno 24th, 2009 at 19:03
Non è stato per il tipodi materiale che la corona ha esercitato pressione sui molari.
Una domanda:sui molari intende il molare vicino (sulla stessa arcata) e/o sui molari antagonisti (arcata contrapposta)
Se parliamo di molare sulla stessa arcata è successo che il punto di contatto prossimale tra la corona e il dente naturale era troppo sovradimensionato..
Se parliamo di molare sulla arcata contrapposta (esempio inferiore se il molare era superiore, e viceversa) si tratta di un precontatto in occlusione, difetto molto pericoloso..
Un ritocco con la corona in bocca è possibile e non infrequente se il precontatto era con la arcata contrapposta ( a patto che la ceramica venga poi rilucidata, operazione un pò difficile) e non dovrebbe essere di grandi entità..
Se il precontatto era sul dente vicino (prossimale) della stessa arcata, il “raschiamento” è stato fatto con striscie di alluminio diamantato, ma la rilucidatura inpossibile per la posizione inacessibile.
Sufficientemente esauriente e chiaro?
Ciao Arcangela (mia zia suora si chiamava come te.. spero di non offenderti, è un nome così raro..)
DAniele
giugno 25th, 2009 at 10:10
Grz Daniele, si tratta di un dente sulla stessa arcata con contatto con l’arcata contrapposta. Quindi sicuramente é stato raschiato non so con che cosa, ed il contatto con l’arcata contrapposta é stato elimintato con il trapano. Al contatto con la lingua il risultato non é gradevole e molto aspro. Potrebbe essere stato applicato um materiale diverso?
P.S. in un viaggio da Roma/Napoli ho conosciuto una suora che si é seduta vicino a me e con la quale abbiamo parlato tanto, che aveva come nome laico Arcangela, e viveva presso un convento in Campania, di preciso non so’ dove. Siamo parlando della stessa persona?
Arcangela
giugno 25th, 2009 at 12:56
No, mia zia è morta 15 anni fa.. ed era in convento a Loano (sv)
Riguardo il tuo premolare, la lingua lo sente ruvido perchè la fresa con la quale è stato ritoccato era a grana grossa e poi non è stato lucidato..
Se fossi in te ritornerei dal dentista per la lucidatura perchè la porcellana impiega parecchi anni a “lisciarsi” da sola ed essendo ruvida abrade “consuma” il dente antagonista col quale va in contatto…anche lo smalto che, pur essendo durissimo, è più tenero di alcune porcellane.
Altro discorso se, per ritoccare il precontatto, il dentista ha scoperto lo zirconio: non si luciderà mai perchè ha una durezza vicina al diamante (nella scala di mosh che gradua le durezze dei materiali da uno a dieci-dal talco al diamante- a memoria il corindone è all’ ottavo/nono posto, il dieci è il diamante) e consumerà lo smalto dei denti antagonisti.
Ciao
Daniele
p.s.
Vieni a trovarmi spesso e lascia commenti che sono la linfa della mia passione per internet.
giugno 30th, 2009 at 10:40
Ciao Daniele, scusa se ti disturbo di nuovo. A due settimane dall’apposizione del premolare sull’arcata superiore sinistra, si stanno verificando dei fenomeni che non capisco quali, attacchi di mal di testa repentini sulla parte sinistra, indolenzimenti dello zigomo e leggero addormentamento della parte superiore sinistra della mascella, ho l’impressione che il dente posto sia troppo grande e quindi mi stia esercitando pressione sui denti posteriori. É possibile ? Inoltre nonostante la terapia antibiotica non riesco a masticare da quella parte xché fa male. Devo riferire che io non ho mai sofferto di denti e solo adesso mi si sta proponendo questo tipo di problema . Quali potrebbero essere le conseguenze?
Grazie in anticipo
Arcangela
agosto 5th, 2009 at 12:30
Consiglio particolare attenzione nella terminologia. Tutti i materiali inorganici non metallici usati per realizzare protesi o parti di esse sono materiali ceramici (chiamati spesso semplicemente ceramiche) e lo è quindi anche la zirconia (non zirconio che è un metallo di transizione), l’allumina, le ceramiche feldspatiche. le varie vetroceramiche ecc. Pertanto è necessario di volta in volta definire a quale materiale ceramico ci si riferisce. In generale il termine meno corretto in odontoiatria (molto spesso completamente errato) è quello di porcellana. Le porcellane, infatti, contengono tra i loro componenti principali il caolino, che in generale non è presente nei materiali ceramici dentari. Cordiali saluti.
agosto 15th, 2009 at 21:19
Sono onorato di essere commentato dal prof Simionato…
Intere generazioni di odontotecnici si sono formati con i suoi testi sui materiali..
I miei fratelli prima di me ed io stesso..
Benvenuto nel mio blog e spero voglia ritornarci.
Daniele
agosto 15th, 2009 at 21:33
Correggo le inesattezze pubblicate dovute naturalmente alla inversione dei termini usati.
DAniele
gennaio 20th, 2010 at 13:27
Buongiorno,
io ho una corona in ceramica su un incisico centrale superiore (mi scuso se la termonologia non è corretta) vecchia di 10 anni. col tempo è diventata antiestetica sopratutto per il colletto nero. il mio dentista mi ha suggerito per migliorare la situazione di metterne una nuova in zirconio. è una soluzione valida? o è meglio rifarne una nuova e “aggiornata” con i cambiamenti della dentatura in ceramica?
grazie,
Sebastiano Zafalon
gennaio 22nd, 2010 at 16:16
Caro sebastiano,
le corone in zirconio (si dovrebbero chiamarle zirconia, al limite “ossido di zirconio”) sono eccezionali per ovviare al problema che hai tu: il colletto nero!!
Essendo la sottostruttura in zirconia già di per se stessa bianca, non si presenta il problema di coprire con un materiale bianco una cosa scura (il metallo).
Ancora meglio, per gli incisivi anteriori sarebbe la allumina, un altro materialeceramico senza metallo.
Attenzione però perchè spesso il tuo problema non si risolve con una corona nuova perchè se il moncone sottostante (ciò che resta del tuo dente) è scuro,, potrebbe trasparire l’ ombra dal bordo gengivale che in quei punti è molto sottile.
Preciò valuta bene tutto col tuo dentista.
Ciao
Daniele
gennaio 22nd, 2010 at 16:31
grazie mille, effettivamente anche adesso c’è l’ombra scura sotto la gengiva, ma viene visivamente accentuata dal coletto nero.
è un lavoro che farò a Settembre per cui o temo per pensarci
Grazie ancora
Sebastiano
marzo 22nd, 2010 at 17:36
Buongiorno,
torno ora dal mio dentista con una diagnosi di questo tipo: radice spezzata e cariata del mio premolare superiore. La capsulina che avevo da anni con delle viti non terrà a lungo ( in più sembra che ci sia anche del pus sulla gengiva). Si consiglia pertanto l’impianto.
Tra qualche giorno dovrei procedere all’estrazione del dente per poi stare 4 mesi con un provvisorio in fibra di vetro che ho dovuto chiedere con insistenza. Alla fine dei 4 mesi, quando si sarà riformato l’osso, potrò inserire il perno con un altro provvisorio e dopo qualche tempo mi verrà messa la corona definitiva.
Alla mia richiesta di avere una corona in zirconia però mi è stato risposto che per il premolare non mi verrà fatta in zirconia proprio a causa del carico elevato, pertanto verrà utilizzato un altro tipo di ceramica che mi assicurano sarà bella ugualmente.
Ora la mia domanda è, visto che il colletto della mia capsula è ormai color argento, non sarebbe meglio avere una corona in zirconia in modo da scongiurare il pericolo del colore scuro?
E poi mi chiedevo, non sono troppi 4 mesi senza poter mettere il perno? ci vuole così tanto perché l’osso si ricrei?
Il dentino in fibra di vetro che mi verrà creato potrebbe staccarsi, sono già stata avvisata.
Aspetto qualche consiglio, non so cosa fare. Io terrei ancora un pò questa capsulina riattaccandola come ogni anno, l’unico problema è questo pus. Non so. Grazie mille
aprile 1st, 2010 at 20:38
Gentile Francesca,
naturalmente non posso fare delle diagnosi perchè non mi compete…
una cosa ti posso dire: vai tranquilla con lo zirconio per la futura capsula.
Io, per la mia bocca, mi sono da poco fatto un ponte in ossido di zirconio da quattro elementi..
Ciao
Daniele
aprile 4th, 2010 at 19:46
Salve!
Nei gorni scorsi , per una rottura di una radice, mi caduto l’incisivo superiore con tutto il suo perno iseritomi circa 30 anni fa.
Il dentista per ora me lo ha reinserito avvertendomi che può ricadermi da un momento all’altro e che, viste le due apicetomie fattemi più di trent’anni fa non c’è ossibilità di ingrandire il perno.
Mi consiglia di fare un impanto dentale (anzi su tutte e due gli incisivi trattati ) applicando le corone in zirconio e coprire anch gli innesti inzironio in modo da non vedere il grigio attraverso la gengiva che risulta essere sottile.
Onestamente mi spaventa il dolore ed anche il tempo di tutta la pocedura che si presenta molto lunga (circa 10/12 mesi).
Inoltre ho paurache il risultato estetico possa non essere valido.
Suggerimenti?
Grazie
edvige
aprile 4th, 2010 at 21:04
Gentile edvige,
innanzitutto ti ringrazio di essere venuta a trovarmi e spero tu abbia voglia di tornare in futuro…
Devo precisare che io NON SONO DENTISTA E PERCIò QUELLO CHE TI SCRIVERO’ NON HA NESSUN VALORE TERAPEUTICO!!
E’ VIETATO DALLA LEGGE!!!
Io sono odontotecnico e ti posso aiutare per ciò che mi compete…
La protesi più invasiva (che più lede la tua fisiologia) è il ponte di tre elementi, ma solo se i due pilastri sono sani (se sono già rovinati il dentista valuterà quanto) e devono essere limati per sorreggere il ponte.
Se i pilastri sono sani il grado minore di invasività è l ‘impianto (ottima la soluzione con il moncone e corona in zirconio).
La soluzione MENO INVASIVA è il “Maryland Bridge” che, incollato nella parte interna dei denti li lascia intatti ed è una soluzione molto estetica e conservativa.
RIPETO: QUESTA NON è UNA CONSULENZA MEDICA CHE SOLO UN ODONTOIATRA SPECIALIZZATO PUò FARE MA SOLO UNA SERIE DI POSSIBILITà PROTESICHE CHE SI PRESENTANO PER IL TUO CASO!!
Se vuoi vedere un caso risolto da me in collaborazione con un dentista puoi cliccare qui:
http://www.infobiolab.it/blog/2009/03/:
Ciao e tanti auguri di una serena PAsqua
DAniele
luglio 8th, 2010 at 19:36
Salve un consiglio per via di canino mancante e per un impianto fallito per via di un rigetto mi hanno limato i denti per posizionare un ponte di 4 elementi, ho 24 anni e vorrei sapere se lo zirconio il materiale del ponte consigliatomi è sicuro, o è meglio l’oro ceramica grazie mille!
luglio 10th, 2010 at 18:40
Ciao Emi,
purtroppo non ho buone notizie nel senso che la mancanza del canino (non dici se inferiore o superiore) è una mancanza importante perchè insieme al primo molare i canini sono determinanti nel sistema gnatologico.
Probabilmente se hai perso l’ impianto non è stato tanto il rigetto ma la scorretta esecuzione protesica.
Se devi farti fare un ponte di 4 elementi il dentista (in collaborazione con l’ odontotecnico) dovrà valutare quale materiale migliore in base agli spazi, ai pilastri ecc.
Ti posso dire comunque che lo zirconio è un materiale molto buono ed estetico: i costi sono leggermente maggiori ma, ti sssicuro, ne vale la pena.
Io ho in bocca un ponte di 4 elementi in zirconio-ceramica…naturalmente fatto da me..
Ciao
DAniele