Scarica gratuitamente la conferenza del Dott. Miclavez IL DENTE AVVELENATO
mag 27

Non conosco questa nuova sistematica e materiale ma, quando si parla di bio-materiali, alzo sempre le antenne..

Invito i miei colleghi a ricevere informazioni sul biovetro zx-27, cosa che farò immediatamente.

Daniele

Gentile Professionista,siamo lieti di invitarLa alla conferenza riguardante

IL SISTEMA PROTESICO ZX-27
relatore Dott. Mirko Paoli
18 Giugno ore 20,30
BEST WESTERN SOAVE HOTEL
località Ritonda 82 San Bonifacio VERONA

per motivi organizzativi è indispensabile la prenotazione
a-mail info@zx27.it fax 041 5449113

Questa tecnica protesica utilizzata in Italia da alcuni anni, consente la realizzazione di protesi interamente fisse senza necessità di alcun intervento chirurgico grazie all’impiego dei pilastri in biovetro ZX-27 prodotti in un materiale innovativo che entra in intimo contatto con la cresta edentula nel massimo rispetto della mucosa alveolare…
Le informazioni riguardanti ZX-27 sono disponibili nel sito www.zx27.it

L’indirizzo e-mail è stato individuato nelle categorie professionali di libero accesso, i dati saranno trattati con il consenso dell’interessato, allo scopo di inviare gratuitamente iniziative informative.
Ai sensi dell’art. 13 della legge 675/96, è possibile chiedere, in qualsiasi momento, l’accesso, la cancellazione, la modifica o l’aggiornamento dei propri dati personali.É possibile esercitare tali diritti direttamente tramite il sito www.zx27.ito invando una e-mail ainfo@zx27.it

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___________________________________________
ZX27 Piazza S. Giorgio – Chirignago (Venezia) tel. 041 9 17 077

mag 23

Istituto professionale di stato per l’industria e l’artigianato
“ENRICO FERMI”

ANNO SCOLASTICO 2008-2009

RELAZIONE FUSIONE E SALDATURA

1)ESPERIENZA TEORICA A SCUOLA

2)ESPERIENZA PRATICA IN ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

DI
HABIBI KAMILIA

habibi camilia

CLASSE 3Aod

INTRODUZIONE:durante quest anno scolastico nelle lezioni teoriche di laboratorio svolte a scuola abbiamo approfondito il discorso di protesi dentale in campo odontotecnico.la protesi è un dispositivo che sostituisce parti dentali andate perdute o danneggiate, atta a riprestinare le funzioni dell apparato masticatorio,nel rispetto dei tessuti orali e della salute del paziente.esistono vari tipi di protesi che sono:

PROTESI DI SOSTITUZIONE:si intende sostituzione di elementi mancanti andati perduti è parziale quando sostituisce alcuni elementi mancanti di un arcata(ponti o protesi parziale)o totale quando sostituisce completamente elementi dentali mancanti di una o di tutte e due la arcate.

PROTESI SEMIFISIOLOGICA:quando le forze masticatorie sono scaricate in parte sui denti rimasti(tramite ganci)e in parte sulla mucosa gengivale e quindi sulle arcate.

PROTESI AFISILOGICA:scarica le forze masticatorie completamente sulle mucose, sulla gengiva e sull osso sottostante.

PROTESI FISSA:ricostruzione parziale di uno o più elementi coronali o intraradicolari che verrà cementata all elemento dentale residuo(corona weeneir,intarsi,provvisorio,perno moncone e richmond).

PROTESI MOBILE:è una protesi k il paziente può mettere e togliere.Può essere totale mobile(dentiera classica tutta in resina)parziale mobile (placca in resina più ganci infilo di acciaio)scheletrata(struttura in metallo solitamente cromo cobalto nichel molibdeno acciaio che supporta una placca in resina più denti artificiali.

PROTESI COMBINATA:realizzata da una parte fissa come corone e ponti e da una parte mobile solitamente uno scheletrato con denti artificiali connesse tra loro per mezzo di attacchi.

PROTESI O DISPOSITIVO ORTODONTICO:ha la funzione di correggere le anomalie osteo-dentali può essere di tipo fisso o mobile.

PROTESI SPECIALE :protesi di fissazione in caso di frattura quindi ferule chirurgiche,impianti particolare soluzione chirurgica per mancanza di numerosi elementi dentali su una arcata.

La protesi ha anche due funzioni : quella ESTETICA e quella FUNZIONALE.

IMPRONTE:L impronta è il negativo delle arcate dentarie del paziente, permette all odontotecnico di trarre una serie di informazioni.L impronta si ottiene ponendo l apposito materiale allo stato pastoso in uno strumento chiamato portaimpronte che verrà compresso con i tessuto del cavo orale della zona interessata.Ci sono vari tipi di materiale da impronta e ogniuno ha unasua funzione specifica:

PASTA DI PARIGI:materiale nn più utilizzato per l impronta ma per il fissaggio e la saldatura di parti in metallo.

MATERIALI TERMOPLASTICI:è un maeriale composto da resine, cere e gomme si rammolliscono in acqua calda tra i 55° e 65°.Si utilizza per piccole porzioni per bordi periferici, per impronte di denti singoli e per un portaimpronte e questo materiale si può riutilizzare.

PASTE OSSIDO DI ZINCO ED EUGENOLO:impronta di basatura è una pasta rigida.

ALGINATO:Deriva dalle alghe rosse agar agar è una polvere che viene miscelata con acqua indurisce in 2 minuti e deve essere sviluppata il più presto possibile.

ELASTOMERI:è un materiale tra i più utilizzati per la rilevazione dell impronta vengono utilizzati 2 masse di diversa viscosità:1)si prende una prima impronta utilizzando una pasta più densa .2)si stende sulla stessa una massa più fluida e si ha una rilevazione di una seconda impronta più dettagliata.Gli elastomeri hanno anche una caratteristica ben definita cioè quella di essere un materiale elastico,  non provoca deformazioni permanenti nel materiale in presenza di sottosquadri.Hanno anche il vantaggio di possedere compatibilità con la maggior parte dei materiali da sviluppo.

SVILUPPO DEI MODELLI
Il modello è l esatta riproduzione “in positivo” delle arcate dentarie del paziente.Ci sono varie metologie di sviluppo dei modelli tra cui :

SISTEMA BASI PREFORMATE :Consiste nel colare il modello e conteporaneamente riempire con lo stesso gesso la base preformata .Le 2 parti vanno unite immediatamente prima che inizi la fase di presa.Queste operazioni permnetterà la scomposizione dal modello favorendo la lavorazione.

PINDEX: Questa metodica prevede la colatura parziale dell impronta al fine di ottenere un modello a forma di ferro di cavallo.Dopo l indurimento del gesso , il modello viena estratto dall impronta e modificato per adattarlo a ricevere i perni.Il modello a forma di ferro di cavallo viene analizzato con la foragessi.Posizionando il modello nel piano d appoggio della foragessi. Con questo movimento fora il modellonella sua parte inferiore esattamente in corrispondenza del fascio di luce ma nel lato opposto.Alla fine dell operazione il ferro di cavallo risulterà forato nelle zone corrispondenti ai monconi sfilabili e alle ritenzioni per le zone da sfilare; vengono quindi fissati nei fori perni e ritenzioni, utilizzando cemento-resina.Poi si provvede al bordaggio dell arcata con preformati in cera, cui  seguono l isolamento con isolante gesso gesso , l inserimento della cera spia.Infine la colatura dello zoccolo.

PERNI A SPILLO:Fino a qualche anno fa era il sistema più utilizzato .Il perno è munito di uno spillo che ne permette la posizione al centro dell impronta del moncone parallelamente all asse di disinserzione del futuro segmento.

lI materiale più utilizzato per sviluppare i vari tipi di modelli è il gesso.Il gesso è un minerale che viene estratto dalle cave di pietra. Esistono 4 tipi di gesso :

1_EMI-IDRATO BETA:è prodotto a 110°, è una grana grossa, è un gesso tenero

2_EMI-IDRATO BETA:è formato da una grana grossa ma più fine del precedente ,è prodotto a 120° , è un gesso tenero , è usato per i modelli studio e gli articolatori

3_EMI-IDRATO ALFA:è prodotto a 120°,è una grana fine ,è utilizzato per modelli da lavoro e di solito è di colore giallo

4_EMI-IDRATO ALFA MODIFICATO:è prodotto a 130°, è una grana fine con l aggiunta di addittivi ed è un gesso x modelli extraduro

Per sviluppare i modelli è necessario l uso di alcune atrezzature che sono :

-VIBRATORE:è una macchina che riproduce una più o meno leggera vibrazione a un piano di appoggio , facilita durante la colatura , l eliminazione delle bolle d aria delle miscele di gesso o rivestimento.
-SQUADRAMODELLI:è una macchina a passaggio d acqua simile a una mola, che serve a rendere piane superfici dei modelli che presentano asperità non utili alla realizazzione delle protesi e che permette di dare Allo zoccolo la forma voluta.

Dopo aver colato il modello e una volta asciutto si sezionano i monconi :il modello viene suddiviso in parti che si possono sfilare dal modello e serve per facilitare il lavoro e per rifinirlo nelle facce mesiale e distale.Sucessivamente si radiano i monconi all incirca sotto il colletto per far si che la modellazione venga curata nei minimi particolari e per rifinire il colletto.A questo punto all incirca nel terzo medio del dente si applica la lacca separatrice o si fa una cappetta che serve per creare uno spazio tra il moncone e la cera durante la modellazione.

GESSATURA IN ARTICOLATORE

L articolatore è uno strumento che permette di riprodurre i moviventi mandibolari e il rapporto di occlusione che inercorre tra le due arcate dentarie.Esistono vari tipi di articolatore :

-OCCLUSORI:Riproducono solo i movimenti di apertura e chiusura a cerniera

-ARTICOLATORI A VALORE MEDIO:Riproducono tutti i movimenti di apertura e chiusura e lateralità

-SEMIADATTABILI O SEMIREGOLARI:Riproduce i movimenti di protrusività e di lateralità in alcuni è presente la retrusione.In questo tipo di articolatore il più piccolo errore può compromettere il risultato finale

-ARTICOLATORI A VALORI INDIVIDUALI:Si basano sui principi di McCollun.Tipici articolatori in grado di risolvere il pantografo analizzare i pantogrammi dei vari movimenti,nella loro completezza nei tre piani dello spazio.Sono sicuramente gli articolatori più esatti.

L articolatore più utilizzato è quello a valori medi è formato da due branche ,una superiore e una inferiore.la branca superiore è solitamente parte mobile e porta anteriormente un asta graduata regolabile tramite una vite, che ha La funzione di mantenere stabile la dimensione verticale.Essa termina sul blocchetto o guida incisiva,che in alcuni articolatori può essere regolata.La branca inferiore può riportare la riproduzione dell escursione della guida condilare, che può essere fissa o regolabile negli articolatori a valori semiindividuali o individuali.Queste due branche sono trattenute da elastici,molle o viti e connesse da un doppio snodo o cerniera che simula l articolazione temporo mandibolare.

ARTICOLAZIONE TEMPORO MANDIBOLARE

Le articolazione temporo-mandibolari ,che muovendosi sinergicamente determinano i movimenti dalla mandibola rispetto al cranio, si verificano tra il condilo del processo condiloideo della mandibola e la fossetta articolare dell osso temporale.La diartrosi è considerata doppia in quanto tra il condilo della mandibola e la cavità articolare del temporale è interposto un disco temporale , che divide l articolazione in due parti :un settore superiore detto disco temporale e un settore inferiore chiamato disco condiloideo o disco mandibolare.La cavità articolare è rivestita nella sua parte posteriore e sul fondo da uno spesso periostio , menre la parte anteriore presenta una copertura di natura cartilaginea i capi  superiore articola distalmente al solco M-V del primo molare inferiore

articolatori sono invece congiunti fra loro da una sottile capsula fibrosa, aderente al contorno del disco intracolare.

CLASSIFICAZIONE   DI   ANGLE

Questa è una classificazione ortodontica composta da tre principali classi e diversi sottoclassi Si riferisce ai soggetti dentuli , che classifica principalmente nelle tre classi in funzione di una chiave identificata dal rapporto tra i primi molari superiori e inferiori:
1° classe : La cuspide M-V del 1°molare superiore articola con il solco M-V del  1° primo molare inferiore

2° classe :La cuspide M-V del 1° molare superiore  articola mesialmente al solco M-V del primo molare inferiore

3° classe :La cuspide M-V del 1° molare superiore articola distalmente al solco M-V del primo molare inferiore

MODELLAZIONE

Prima di procedere con la modellazione dobbiamo per prima cosa scegliere la cera adatta al nostro tipo di lavoro. Esistono vari tipi di cere:

ARTIFICIALI    Polimeri di polietilene
Esteri di acidi grassi superiori con alcooli superiori
Polimeri di glicoli etilenici

NATURALI    Di origine minerale

Di origine animale

Di origini vegetale    Paraffina cere microcristalline
Ozocherite
Ceresina
Cera montana
Cera d api
Cera carnauba
Cera candelilla
Cera del giappone
Burro di cacao

Le cere dentali a seconda del loro utilizzo si suddividono in:

-cere collanti:Possiedono un buon potere adesivo, servono per tenee unite parti metalliche da saldaree in generale per fissare diversi pezzi tra loro. La loro temperatura di fusione è piuttosto elevata:70°-80°; a temperatura ambiente sono rigide e fragili.

-cere da bordaggio: non necessitano di riscaldamento eccessivo per potersi adattare al contorno dell impronta.

-cere per spine di fusione:sono simili alle cere per fusione,in commercio si trovano sottoforma di canali preformati con barra stabilizzatrice

-cere per impronte:si suddividono in cere perregistazione e cere per impronta.

-cere per registrazioni:vengono utilizzate adattandoli alle basi di prova , o per registrare i rapporti tra le due arcate. Sono fornite in varie durezze a seconda della necessità e della composizione:morbida, media e dura.

-cere per impronta:sono utili nel rilevamento di alcuni particolari delle impronte,quali bordi. Sono molto simili alle cere da boxing, sono utili al clinico per rendere più precisi i portaimpronte standard e per evitare ai pazienti fastidiose fuoriuscite di materiali da impronta fluidi. Attualmente vengono in molti casi sostituite  dalle paste termoplastiche.

La modellazione in cera in generale, e quella dei denti in particolare, è un’operazione basilare per tutte le tecniche del campo odontotecnico e in special modo per quelle relative alla realizzazione della protesi fissa. Per mezzo della modellazione in cera, infatti, si eseguono innumerevoli lavorazioni indispensabili alla riabilitazione protesiche:
-esecuzione di cerature diagnostiche, funzionali alla progettazione e dallo studio della corretta soluzione protesica da adottare
-modellazione in cera di elementi dentari da cui ricavare con opportuni procedimenti: provvisori, elementi in metallo fuso.
Nella modellazione è di fondamentale importanza riprodurre la corretta morfologia. I contributi di abili protesisti hanno in seguito favorito la messa a punto di più avanzati sistemi di modellazione, basati su un apporto di cera più limitato e costante, detti goccia a goccia. E. V. Payne sviluppò inizialmente un sistema per la ceratura gnatologica, giungendo alla realizzazione della zona occlusale secondo un preciso schema di controllo della applicazione della cera. In seguito, H. Lundeen perfezionò ulteriormente la sistematica di Payne, variandola e aggiungendovi l’impiego di cere cromatiche. Le tecniche di modellazione funzionarie di Payne e Lundeen, tuttora largamente utilizzate, ispirandosi alla dentizione naturale, prevedendo l’occlusione dente a due denti, cioè il contatto occlusale delle strutture di un dente con quelle di due denti antagonisti, ossia tra cuspide-fossa e cuspide-cresta marginale. P. K. Thomas, invece, autore di un’altra tecnica di modellazone, definisce un tipo di occlusione che sposta il contatto delle cuspidi delle creste marginali alle fosse del singolo dente antagonista, realizzando così un occlusione tra singoli denti, detta dente a dente.
Il metodo Payne è indicato nella protesizzazioni parziali, ed in rapporte dente a due denti.
Il metodo Thomas è invece consigliabile nelle rare situazioni di rapporto dente a dente ed in tutti i casi di riabilitazioni fisse e complete in antagonismo; in tale situazione è infatti possibile modificare completamete il rapporto di occlusione esistente tra i denti.
Nella modellazione è opportuno cercare di mantenere o ripristinare una perfetta simmetria e un perfetto allineamento delle due arcate dentarie, con particolare riferimento alle curve di compenso, Wilson e Spee, che sono dotate di una precisa funzione gnatologica.

FASI DI FUSIONE E PREPARAZIONE DEL CILINDRO
I manufatti modellati in cera una volta ultimati,vengono trasformati in robusti e funzionali dispositivi metallici attraverso il procedimento della fusione a cera persa. L oggettoin cera riproducente la corona, il ponte,il gancio od altro viene inglobato in una massa refrattaria,detta rivestimento,che lo circonda completamente. Si provoca quindi lo scioglimento della cera, e nella cavità formatasi si introduce del metalli fuso, cioè allo stato liquido, spingendovelo per forza centrifuga, gravità o pressione.

Nelle fasi di fusione per permettere al metallo di entrare più omogeneamente, dobbiamo applicare dei perni di colata con la nutrice di cera non servono solo a fissare il modellato all’interno del cilindro, ma fungono anche come serbatoio di riserva del metallo che sarebbe e come canale di colata per la lega. I perni vengono posizionati a 45°C nel modellato in cera e non devono presentare angoli perché altrimenti la lega verrà deviata e la fusione non verrebbe completa. Dopo aver applicato il modellato viene fissato nella base conica e si sceglie il cilindro adeguato. Il cilindro più utilizzato è quello in metallo che è dotato di una termosticità buona, infatti le pareti metalliche consentono il mantenimento della temperatura raggiunta in forno e poi il cilindro verrà rivestito con un foglietto sintetico morbido che serve come strato cuscinetto. Ci sono anche altri tipi di cilindri per esempio quello in plastica, gomma e silicone che grazie alla loro elasticità permettono l’espansione di presa della massa di rivestimento ma vengono utilizzati soltanto con rivestimenti che hanno un elevato grado di durezza. Il manufatto deve essere poisizionato al di sopra del centro termico. A questo punto si prepara la massa di rivestimento che può essere di due tipi, a legante gessoso e a legante fosfatico. Una volta indurita la massa di rivestimento si inserisce in forno. I tempi e le fasi dipendono da diversi fattori:
-tipo di rivestimento
-dimensione del cilindro
-numero dei cilindri presenti in forno

Per trovare la quantità della lega si moltiplica il peso specifico del metallo per il peso del manufatto in cera

PROVVISORIO IN RESINA

Con il termine protesi provvisoria si definisce la protesi temporanea, atta a garantire al paziente le normali caratteristiche estetico-funzionali sino al conezionamento del dispositivo protesico definito. Il provvisorio infatti:
-ha una funzione diagnostica:è a questo tipo di protesi che è di fatto delegato il monitoraggio delle deficienze del sistema gnatologico del paziente.
-può offrire al tecnico un ambito di sperimentazione di varie soluzioni estetiche e funzionali ancora prima che il clinico effettui la preparazione dei denti pilastro.
-in campo riabilitativo alcuni provvisori ripristinano la corretta funzione di disclusione dei denti anteriori ,restituendo il giusto assetto all articolazione temporo-mandibolare
-salvaguarda i denti limitati, non devitalizzati, dagli stess termochimici
-protegge i tessuti molli dai carichi masticatori
-impedisce la migrazione e/o l estrusione dei denti preparati e di quelli antagonisti. Inoltre protegge le preparazioni, contenendo la gengiva. Il provvisorio inoltre si distingue in:
-provvisorio immediato:realizzato dal tecnico su un modello ottenuto da un impronta rilevata dal clinico prima della preparazione dei monconi. Tale tipo di provvisorio permette al medico di disporre di una protesi da applicare al termine della seduta di preparazione dei denti pilastro.
-provvisorio tradizionale:realizzato su un modello ottenuto da un impronta dei denti già preparati
-provvisorio armato:temporaneo, anch esso realizzato su un modello ottenuto da un impronta di denti preparati, ma dotato,di un rinforzo metallico fuso che gli permette di stazionare a lungo nella bocca senza rompersi o deteriorarsi.

2)esperienza pratica in alternanza scuola lavoro

ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

Dal 7 al 24 Gennaio e del 2 al 10 Febbraio abbiamo provato una nuova esperienza, quella di alternanza scuola lavoro. Questo progetto è stato organizzato dai professori che hanno contattato i laboratori odontotecnici che ci hanno ospitato. In queste tre settimane siamo entrati più da vicino nel mondo del lavoro ed è servita per dimostrarci più da vicino quale sarà il nostro futuro una volta finita la scuola. Questo progetta aveva come obbiettivo finale la costruzione di una protesi fissa, più in particolare fusione e saldatura. Per arrivare a essa bisogna saper fare la modellazione che è la cosa più essenziale da saper fare perché quasi tutti i tipi di lavoro necessitano di essa, nella modellazione è indispensabile stare attenta allo spessore, ai punti di contatto e specialmente sapere la forma del dente che si sta modellando. Finita la modellazione dei 2 elementi abbiamo scavato la parte vestibolare che verrà poi rivestita con resina e con una colla speciale abbiamo fissato delle palline che servono per la ritenzione. Abbiamo applicato i perni di colata che oltre a fissare il modellato all’interno del cilindro servono anche come serbatoio del metallo. Abbiamo posizionato i perni a 45°C e sopra al centro termico. A questo punto si prepara la massa di rivestimento. La massa si prepara mescolando una bustina di polvere con un suo liquido specifico e acqua distillata, si applica il riduttore di tensione termica sul modellato, si mescola il tutto nel miscelatore sottovuoto e poi si cola nel cilindro, una volta indurito si inserisce il cilindro in forno. Il forno è un macchinario dove viene portato il cilindro a circa 850°C e la cera si scioglie e lascia la cavità dove poi si inserirà la lega. Ora si procede con la fusione: viene inserito il crogiolo in ceramica contenente il metallo nella fonditrice, con il cannello si fonde il metallo e quando è completamente fuso allo stato liquido viene estratto il cilindro dal forno inserito nella staffa della centrifuga, si avvicina il crogiolo al cilindro e si avvia la centrifugazione. Quando la lega si è raffreddata completamente, estraiamo la fusione dal cilindro e sabbiamo con la sabbiatrice che è una macchina che serve a togliere il rivestimento dalla superficie della fusione ed elimina gli ossidi presenti. Poi si rifinisce la fusione con delle frese in tungsteno. Ora quando il medico ha provato in bocca le 2 corone singolarmente  ce le rimanda per procedere con la saldatura e ci ha dato anche la posizione adatta per saldarle. La  posizione si trova con resina o gesso o gesso-resina. Dopodichè
Le abbiamo provate sul modello e non calzavano allora abbiamo bloccato i monconcini con le corone e a loro volta in uno zoccolo di massa di rivestimento e alla fine saldiamo, questa posizione serve perché la lega si ritrae e potrebbe saldare in modo sbagliato, allora lo zoccolo serve per trovare la posizione naturale del paziente e per ripetere la saldatura se avvenisse in modo errato. Una  volta indurita la massa di rivestimento posizioniamo il tutto su una piastra di materiale refrattario e scaldiamo con il cannello il manufatto, dopodichè inseriamo tra i due denti il saldame. A questo punto aspettiamo che si raffreddi e poi togliamo la massa di rivestimento, lo sabbiamo e con delle paste lucidiamo il tutto.
Oltre a questo lavoro ho realizzato anche un provvisorio in resina.
REALIZZAZIONE DEL PROVVISORIO IN RESINA:
Per prima cosa sviluppo il modello con gesso di tipo tre senza sezionare il modello. Isolo il modello con isolante gesso-cera e svolgo la modellazione con cera bianca secondo il metodo di P.K. Thomas goccia a goccia tenendo conto dello spessore che deve essere abbondante, i bordi di chiusura, forma dei denti da modello originale a modello studio. Ora si procede con la realizzazione in silicone della mascherina che verrà posizionata come stampo nelle facce vestibolari e occlusali. Una volta indurita la mascherina tolgo i denti modellati in cera e vaporizzo il modello. A questo punto tolgo la mascherina e isolo il modello con isolante gesso-resina. Ridispongo la mascherina , preparo la resina e la colo tra la mascherina e il modello. Polimerizziamo la resina resina con la polimerizzatrice a pressione. Una volta  indurita la resina sgrosso il provvisorio con delle frese in acciaio in tungsteno piccole e con i dischi separatori in acciaio horico. Infine lucido il provvisorio con acqua e pomice e con pasta lucidande.

RIBASATURA:In laboratorio il tutor mi ha anche mostrato come si fa la ribasatura che però a scuola non si può fare perché la ribasatura di una protesi mobile di un paziente edentulo si rifà perché dopo un periodo l osso si ritrae e la protesi non calza più correttamente e non è più stabile. Col trapano si allarga la protesi per permettere così di aggiungere uno strato di resina omogeneo. La protesi viene scartata prima della zeppatura.dopodichè si zeppa e alla fine si lucida il tutto.

mag 15

ISTITUTO PROFESSIONALE STATALE ENRICO FERMI

VERONA

Eleonora Fantoni

fantoni eleonora

Indice

Esperienza teorica a scuola Pqg 1

Modello

Sviluppo del modello

Sistema delle basi preformate Pag 2

Sistema pindex

Articolatore Pag 3

Montaggio in articolatore Pag 4

Modellazione di denti singoli

Classificazione di Angle Pag 5

Preparazione del cilindro in metallo

Fusione Pag 6

Provvisorio Pag 7

Alcuni strumenti utilizzati Pag 8-9

Esperienza pratica in alternanza scuola lavoro Pag 10

Se vuoi visualizzare la relazione completa di immagini clicca il link sottostante

relazione-di-fantoni-eleonora1

Fusione e saldatura

Fantoni Eleonora classe 3 A od
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L’obiettivo finale del programma di III inerente al laboratorio di odontotecnica,è la realizzazione di una protesi fissa .

Esperienza teorica a scuola
Nei primi mesi dell’anno scolastico ci siamo impegnati nella realizzazione di un provvisorio in resina. Il tempo complessivo del lavoro è stato diviso in due fasi: una iniziale, volta  allo studio teorico preparatorio condotta in classe, l’altra invece svolta in laboratorio e consistente nell’esecuzione pratica.

MODELLO
Il modello è la riproduzione dell’arcata dento-alveolare del paziente che si ottiene con la colatura o sviluppo dell’impronta .
Il modello si divide in due parti :

1) parte anatomica riproduce la frazione della bocca comprendente i denti strutture orali dell’interesse odontotecnico.

2) zoccolo o base: serve a sostenere la parte anatomica del modello. Può essere di tanti tipi, es in plexiglas ecc..
Il materiale che ho utilizzato per lo sviluppo del modello è il gesso, componente basilare delle lavorazioni odontotecniche. Si trova in natura nelle cave, prima di utilizzarlo però bisogna fare una lavorazione  speciale chiamata calcinazione : il gesso viene macinato ad una temperatura che va  da 110 gradi centigradi a 120 gradi centigradi che lo riduce in polvere. Togliendogli l’acqua si ottiene così il solfato di calcio emi-idrato, viene chiamato così perché non contiene più acqua .
.
Ogni tipo di gesso ha rapporti diversi di miscelazione infatti la durezza del gesso dipende dalla quantità di acqua che viene aggiunta nella fase della miscelazione , i gessi più duri vengono miscelati con poca acqua mentre quelli più pastosi vengono miscelati con tanta acqua .
Quindi quando utilizziamo le scodelle di gomma oppure quelle in plastica dobbiamo controllare che siano ben asciutte e che dentro non ci sia dell’acqua perché anche con poco può cambiare la durezza del gesso .
Nel nostro caso misceliamo 27-37 ml di acqua con 100 di polvere .

SVILUPPO DEL MODELLO

Complessivamente lo sviluppo dei modelli colatura avviene nel seguente modo : Si misura con un misurino la quantità di acqua che serve , si  versa in una scodella di gomma;  si aggiunge la giusta quantità di polvere di gesso (anche il gesso viene misurato con una bilancia ); L’impasto va effettuato  con un miscelatore sotto vuoto per evitare eventuali creazioni di bolle d’aria nella massa dell’impasto; oppure viene effettuata la miscelazione a mano con una spatola per circa un minuto fino ad ottenere un preparato pastoso .
La miscelazione della polvere di gesso con l’acqua viene chiamata reazione di presa .
Una volta finita la miscelazione  si mette l’impronta sul vibratore (macchina che riproduce una leggera vibrazione di un piano di appoggio, facilita durante  la colatura l’eliminazione delle bolle d’aria delle miscele di gesso o di rivestimento), per  iniziare la colata  con apporti minimi di gesso,  distribuiti con una spatola oppure si può usare con un pennellino.
Quando   la parte dei denti è ricoperta si può procedere con maggior quantità di gesso .
Il modellato colato non deve essere estratto dall’impronta per 45-60 minuti.
Una volta indurito il gesso non si può più ripetere il processo di calcinazione (eliminare l’acqua per trasformarlo in polvere).
Il periodo che intercorre tra la miscelazione con l’acqua e il completo indurimento del gesso è detto tempo di presa . Durante questa fase si verificano due fenomeni :

1)la temperatura della massa gessosa in indurimento aumenta

2)la superficie del gesso perde lucidità.

Inoltre durante il tempo di presa aumentano le dimensioni della massa gessosa questo fenomeno si chiama espansione di presa.
Dopo che il modello si è indurito  viene tolto dall’impronta squadrato con la squadramodelli (macchina a passaggio d’acqua, che serve a rendere piane le superfici dei modelli che presentano irregolarità non utili alla realizzazione delle protesi e che permette di dare allo zoccolo la forma voluta). Esistono due tipi di squadratura: francese(rotonda) e americana (a spigoli).

Molte volte è necessario fare una colatura con un sistema di composizione del modello.
Ce ne sono di vari tipi:
1)perni a spillo
2)sistema pindex
3)sistema delle basi preformate

Sistema delle basi preformate

Il procedimento seguito nel caso delle basi preformate consiste nel colare il modello e contemporaneamente riempire con lo stesso gesso da sviluppo la base preformata ottenendo in tal modo la parte anatomica del modellato nell’impronta e lo zoccolo nella base preformata in plastica che vanno unite prima che il gesso faccia presa .
Si può anche colare prima la parte anatomica con la forma a ferro di cavallo e scavare, con una fresa a pallina, una ritenzione corrispondente alla linea di centro cresta (linea che rappresenta il centro della cresta alveolare ).
Successivamente viene fatto l’impasto di gesso che poi andrà colato nella base preformata e nella parte ritentiva scavata nel modello .
La parte anatomica viene unita allo zoccolo mentre il gesso è ancora allo stato semi-liquido .
Il modello così ottenuto viene tagliato con un seghetto per gesso,in modo da ottenere liberi i monconi o parti sui quali bisogna lavorare.

Sistema pindex

Questo sistema si può attuare sia quando si lavora con le impronte in idrocolloide sia con le impronte in silicone.
Si fa la colatura parziale dell’impronta per ottenere un modello a forma di ferro di cavallo.
Dopo l’indurimento del gesso, il modello viene estratto e con la foragessi (macchina che ha un fascio di luce puntiforme che indica con precisione dove si devono fare i fori ) vengono fatti dei fori  nelle zone corrispondenti ai monconi sfilabili e alle ritenzioni,per le zone non dovranno essere sfilate.
A questo punto vengono fissati i perni e ritenzioni con dei collanti o resina.
Quando il collante è indurito si procede con il bordeggio (boxing) dell’arcata con preformati in cera.
Si isola con isolante gesso gesso, poi si inserisce la cera spia o appositi tappi in gomma, infine verrà fatta la colatura  del gesso nel bordeggio,che servirà a formare lo zoccolo.

Il sistema che ho utilizzato io in laboratorio viene chiamato Sistema zaiser.
Come prima fase ho preso della plastilina e manipolandola ho cercato di creare un ferro di   cavallo, che poi ho appoggiato sulla base del supporto metallico, successivamente ho preso il cucchiaio con sopra l’impronta del paziente in alginato e l’ho applicata sopra il ferro di cavallo in plastilina, poi ho preso la base in plexiglas e l’ho messa al di sopra dell’impronta, la parte posteriore della base l’ho inserita in un incastro apposito,questo  mi è servito per vedere se il cucchiaio con l’impronta sono troppo alti,  ho preso dell’altra plastilina e l’ho messa intorno al cucchiaio con l’impronta. Ho cercato di fissarli per bene, mi sono accertata che i denti siano ben posizionati rispetto alla base ( che combaci). Con un pennarello indelebile nero ho segnato i punti dove dovevo andare a creare i fori con la foragessi per inserire i monconi.
Successivamente ho preso dei perni e li ho inseriti nei fori cercando di incastrarli per bene. Ho utilizzato un piccolo macchinario che serve per parificare i perni, ho inserito la base in plexiglas con i perni verticalmente nel macchinario che aveva un regolatore micrometrico, ho fatto avvicinare lentamente il piano verticale bollente fino a che non è diventato duro.
Dopo ho tolto il piano con i perni dal macchinario e ho bagnato i perni con l’acqua per farli raffreddare.
A questo punto siccome lo zoccolo in plexiglas aveva già altri fori per lavorazioni precedenti alla mia, con una spatolina ho inserito nei fori della cera, che ho riscaldato con il bunsen; questo procedimento è stato importante  perché se non si coprono i buchi dove non ci sono i monconi, il gesso entra in essi .
Successivamente ho preso 20ml di acqua e 100g di gesso e li ho miscelati con il miscelatore sotto vuoto, ho colato l’impronta sopra il vibratore, con un coltello da gesso fatto scivolare il gesso nell’impronta adeguatamente. Il gesso che è rimasto l’ho messo nei perni che si trovano nella base in plexiglas, poi ho messo la base sopra l’impronta prima che il gesso facesse presa.

Dopo questo procedimento bisognerà fissare il nostro modello sull’articolatore .

ARTICOLATORE

L’articolatore è uno strumento pratico che ha la funzione di riprodurre i movimenti di apertura e di
chiusura (movimento a cerniera) e di lateralità.
Il più utilizzato è l’articolatore a valore medio(A.M.V.).
Questo tipo di articolatore è costituito da due branche, una superiore e l’altra inferiore che sono trattenute da elastici, molle o viti e con esse da un doppio nodo o cerniere che servono a simulare l’articolazione temporo-mandibolare .
A ogni branca è collegata una piastrina nella quale viene fissato il modello .
Nella parte anteriore è collegata un asta,chiamata incisiva che permette la registrazione della distanza tra le due branche (dimensione verticale). Essa è appoggiata su un piano di scorrimento in plastica, fissato alla branca inferiore. L’asta è dotata di una spina situata perpendicolarmente circa a metà della sua altezza , essa corrisponde alla linea che è tra i due centrali, lungo la linea mediana del modello, all’altezza del loro margine incisale.

Oltre a questo articolatore ce ne sono molti altri  molto più complessi sto e altri meno complessi di questi. Ad esempio l’occlusore è un tipo di articolatore che riproduce solo il movimenti di apertura e di chiusura .

Montaggio in articolatore

Il modello superiore si fissa sul piano occlusale (piano che viene fissato con una vite nella branca inferiore al posto della piastrina inferiore) con la cera collante, cera che ha un buon abilità adesiva, serve per tenere unite le parti metalliche da saldare e in generale per fissare diversi pezzi tra loro).  Quando si fissa il modello  sul piano è importante che esso sia ben posizionato rispetto alla linea mediana. Una volta che il modello viene fissato,  si isola la parte dello zoccolo con un apposito isolante; poi si procede con la gessatura mettendo l’impasto in gesso sulla base del modello e anche sulla piastrina della branca superiore, dopo di che si abbassa la branca stessa contro la massa di gesso.
Poi con un coltello da gesso si rifinisce la forma togliendo il gesso in eccesso, dopo aver aspettato che il gesso faccia presa si procede  con il modello inferiore;  esso si fissa con la cera collante al modello superiore cercando  sempre di posizionarlo correttamente, poi si isola la base del modello inferiore e si fa la gessatura come nel superiore.

Questo procedimento descritto qui  sopra sarebbe più corretto anche se io in laboratorio ho utilizzato un altro metodo per fissare il modello sull’articolatore, fissando prima il modello inferiore e dopo quello superiore.
Come prima cosa ho fissato la piastrina inferiore sull’articolatore,  poi ho preso del gesso bianco e dell’acqua, tutto questo però senza misurare nè acqua nè gesso (ovviamente ho osservato che il gesso non fosse troppo liquido), poi li ho miscelati e dopo la miscelazione ho messo il gesso sopra la piastrina inferiore e ho messo sopra  il modello (isolato con isolante apposito) cercando di posizionarlo correttamente guardando la linea mediana .
Poi come nel metodo precedente  dopo che il gesso ha fatto presa ho fissato il modello superiore  al modello inferiore  con cera collante e poi ho miscelato il gesso con acqua, ho messo il gesso sullo zoccolo (isolato con isolante), ho abbassato la branca e con una un coltello da gesso ho tolto il gesso in eccesso.

Dopo questo procedimento ho preparato i monconi sezionandoli e perfezionandoli

MODELLAZIONE DEI DENTI SINGOLI

Prima di andare  a modellare gli elementi mancanti ho isolato i monconi con isolante di tipo ” gesso cera ( uniful isolante alginico  a base di oli emulsionati ) la pellicola che forma questo prodotto consente di creare una efficace barriera  tra cera e gesso evitando l’assorbimento di monomero da parte del gesso.
Però nel nostro caso dovremmo fare delle ” cappette “in cera oppure in PVC questo tipo di  materiale, di minimo spessore e sensibile al calore con il quale e possibile deformarlo su una base preformata, il moncone, agendo  con il sottovuoto(la macchina che viene utilizzata si chiama brega che ha una tecnica di stampaggio sotto vuoto );
Dopo questo procedimento ho incominciato a modellare i i denti incominciando a ricoprire tutta la cappetta  poi ho cercato di dare la forma ai denti creando i punti di contatto e le cuspidi nei canini premolari e molari cercando principalmente di dare la forma alle facce dei denti vestibolare,linguale,mesiale,distale,e soprattutto occlusale stando attenti in particolare alla masticazione facendosi aiutare anche da una carta rossa particolare apposita per osservare la masticazione .
Per modellare un dente oltre allo strumento P.K Tomas se è necessario si può rifinire con una spatola apposita .

Classificazione di Angle

Una cosa molto importante da valutare è la classificazione di angle;infatti quando si modella bisogna fare attenzione anche a questo.
Si tratta di una classificazione ortodontia composta da tre classi principali e diverse sottoclassi.si riferisce ai soggetti dentali,che classifica principalmente nelle tre classi in funzione di una “chiave”identificata dal rapporto tra i primi molari superiori e inferiori.

1)    prima classe la cuspide mesio vestibolare del primo molare superiore articola con il solco mesio vestibolare del primo molare inferiore
2)    seconda classe la cuspide mesio vestibolare del primo molare superiore articola mesialmente al solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore.
3)    Terza classe la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore articola distalmente al solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore.

Una volta terminati i modellati in cera gli ho scavati vestibolarmente per lasciare lo spessore minimo di 0,3 mm per ottenere i margini del modellato aperti.
Dopo di questo e indispensabile che io faccia un percorso per far si che il metallo fuso entri dentro al rivestimento, esso viene chiamato canale di colata
Per creare questo canale al mio modellato ho collegato alla sommità di un cono  in gomma  posto alla base del cilindro di fusione ,questo collegamento l’ho ottenuto unendo il modellato con delle spine di fusione  che ho collegato alla base del cilindro. Prima di collegare il modellato al cono ho pesato il corpo in cera e ho moltiplicato  il peso specifico della lega che serve a ottenere la quantità di metallo che serve per la fusione completa.

Preparazione del cilindro in metallo
Ho preso il cilindro in metallo che è molto importante perché serve a fare da contenitore al rivestimento anche dopo l’indurimento del rivestimento e durante tutte le successive operazioni di fusione.
Siccome il rivestimento compensa la contrazione del metallo espandendosi al cilindro ho messo all’interno uno strato di un materiale sintetico (fibra ceramica) detto cuscinetto e l’ho fissato con della cera collante.
Dopo ho il cilindro alla base conica e applichiamo un riduttore di tensione superficiale (in liquido o in spray ),che ha la funzione di agevolare  lo scorrimento del rivestimento sulla superficie del modellato e dei perni in cera .
Successivamente ho preparato il rivestimento e dopo ho colato lentamente e adeguatamente dentro al cilindro tutto questo dobbiamo farlo sopra il vibratore  (per eliminare le bolle) dopo un ora quando il rivestimento si è indurito ho potuto togliere il rivestimento dalla base e dal cilindro esterno.
Il metodo di fusione che ho utilizzato si chiama fusione a cera persa l’oggetto in cera viene inglobato in una massa refrattaria chiamata rivestimento tutto viene messo in forno, in esso la cera dentro al rivestimento si scioglie e sparisce così da poter lasciare lo stampo del modellato e del canale di colata ,infatti dopo aver estratto il cilindro dal forno viene inserito il metallo fuso,spingendolo dentro grazie alla forza centrifuga .
Poi il cilindro l’ho inserito  dentro il  forno  (forno elettrico che ha la funzione di eliminare la cera e a far avvenire l’espansione del rivestimento) dove passerà vari cicli di temperatura .all’inizio ho impostato la  temperatura a 250°C per circa un ora, dopo di che l’ho portato più o meno a 700°C.
Dopo un breve intervallo a questa temperatura l’ho introdotto nell’apposita macchina per la fusione.

Ci sono dei fattori che possono influenzare i tempi,fasi,temperatura:

1)il tipo di rivestimento che viene usato
2)la dimensione del cilindro il numero di elementi contenuti in esso da fondere
3)numero dei cilindri presenti contemporaneamente nello stesso forno
4)oggetti calcinabili presenti nel cilindro .

Fusione

Ho  riscaldato della lega tramite il cannello grazie ad un crogiuolo in ceramica (materiale refrattario); poi ho introdotto nella centrifuga il crogiolo che contiene il metallo , che viene riscaldato fino alla fusione mentre che ho fatto  questo ho utilizzare degli occhiali appositi (D.P.I) ,quando la lega era completamente fusa ho tirato fuori il cilindro dal forno e dopo averlo inserito sul suo apposito supporto chiamato staffa della centrifuga, ho avvicinato immediatamente il crogiolo al cilindro  e poi ho fatto partire la centrifugazione.

Dopo di questo e dopo che il metallo si è raffreddato  ho rimosso il rivestimento si può utilizzare un martello oppure come ho utilizzato io un martello pneumatico,tolto tutto il rivestimento ho fatto la sabbiatura che serve a togliere del tutto il rivestimento .
Successivamente con il micro motore ho tolto i perni  di colata e con delle apposite frese ho rifinito il mio manufatto in lega togliendo le parti che non mi servivano guardando sempre la masticazione aiutandomi anche con una carta speciale rossa che serve a vedere dove il dente tocca sono stata attenta  però a non togliere i contatti che mi servivano(si ci può aiutare con uno strumento apposito che si chiama spessimetro che serve a vedere lo spessore del dente)

Se la nostra fusione non è venuta bene perché i nostri  denti in lega presentano dei fori o si sono rotti possiamo riparare facendo la saldatura più precisamente con il termine saldatura in odontotecnica si definisce la congiunzione di due porzioni metalliche riscaldate con la fiamma di un cannello e unite tramite un saldame .
La saldatura a cannello dobbiamo farla quando la fusione non è stata realizzata in un unico ma in più parti.
La saldatura viene usata per unire diverse parti di un manufatto protesico  sezioni di protesi fisse,ganci,parti di ritenzione delle protesi combinate (attacchi).

Dopo  aver riscaldato nel forno il pezzo di lega viene appoggiato su una piastra che contiene del materiale refrattario; prima che il pezzo si rifreddi gli dobbiamo applicare del Flux (pasta che  serve ad aumentare la fluidità del saldame e serve anche a diminuire l’ossidazione .
Bisogna aspettare un breve tempo di raffreddamento,fino a scendere  sotto la temperatura di cristallizzazione del Flux.
Poi  dobbiamo riscaldare  la massa metallica fino a che le parti da unire non arrivino alla temperatura che serve per far avvenire la fusione del saldame.
Quando si è raggiunta la temperatura  si inserisce la bacchetta di saldame tra i due lembi; in fine bisogna lasciare raffreddare la massa metallica .
Le caratteristiche del saldame e del metallo possono essere esaltate grazie alla temperatura .
Questa si ottiene inserendo nuovamente il pezzo in forno,a non più di 200°C e innalzando graduatalmente la temperatura fino a circa 450°C.
Essa va mantenuta costante per oltre 10 minuti;il tutto si lascia quindi raffreddare lentamente all’interno della camera del forno .

PROVVISORIO

Con il termine protesi provvisoria si intende la protesi temporanea adatta a garantire al paziente  le normali caratteristiche estetico-funzionali.

Gli elementi gli ho modellati con cera rossa anche se è più utilizzata la cera bianca  ho cercato di farli simmetrici stando attenta ad dei particolari da osservare durante la modellazione bordi di chiusura spessore leggermente superiore e occlusione,per favorire la successiva zappatura della resina e per garantire un omogeneo e idoneo spessore dei colletti questi li ho modellati di dimensioni leggermente superiori alla norma,in oltre per dare maggiore robustezza al manufatto vengono resi più spessi i punti di contatto e viene realizzato un cordolo di rinforzo .
Successivamente su i denti  ho realizzato una mascherina sia vestibolare che linguale  in silicone(silicone di colore grigio che viene manipolato con una pasta rossa che prende il nome di catalizzatore che serve a far indurire il silicone) da laboratorio;quando il silicone è indurito ho tolto i denti in cera e con la vaporizzatrice ho sgrassato il modello,ho isolato il modello con isolante gesso resina.
Diversamente dalla lavorazione utilizzando la stratificazione delle diverse di resina (colletto,dentina,smalto,)avviene in un’unica stesura,così da eseguire una sola cottura con notevole risparmio di tempo.infatti stabilito il colore da utilizzare,nel rispetto delle indicazioni del clinico,le diverse masse vengono miscelate l’apposito liquido,al momento se si tratta di resina a caldo o autopolimerizzanti .la massa smalto viene depositata nelle zone vestibolari della mascherina,soprattutto nelle zone incisali e di meno nei canini,poi si colloca poi la massa del colletto nelle zone centrali aumentandone la quantità sui canini,e sfumandola verso il terzo medio per ottenere un dente più accentuato.
Ritornando alla spiegazione di prima in fine la mascherina l’ho zeppata di massa dentina,e ho cercato di mantenere l’impasto leggermente più fluido una piccola quantità può essere applicato sui monconi;ho riposizionato la mascherina sul modello e la ho  compressa per farla aderire bene sulla mascherina vestibolare   poi ho fatto  con un micro motore dei fori per far uscire la resina in eccesso;a questo punto si ho cotto il tutto con i sistemi indicati dal produttore della resina.
Terminata la cottura,la mascherina può essere rimossa da entrambi,per evitare di deteriorarli con la fresa durante la rifinitura con una matita ho evidenziato i bordi di chiusura del colletto, bisogna stare attenti perché non sempre il provvisorio in resina calza le frese che ho utilizzato sono: frese in metallo per la sgrossatura iniziale,punta montata per la rifinitura,disco in metallo horico,punte metalliche al tungsteno,punta montata,fresa a fessura.
Successivamente ho lucidato il provvisorio con il micro motore con delle frese apposite con pelo che ogni tanto le facevo girare in una pasta bianca lucidante poi per far diventare i denti ancora pù lucidi e più realistici li spazzolavo con una fresa con pelo di capra .oppure si può usare la   pomice(polvere miscelata con acqua )e poi con un apposita pasta lucidante tutto questo per migliorare la presentazione estetica tutto questo su un macchinario apposito.

ALCUNI STRUMENTI UTILIZZATI

Esperienza pratica in alternanza scuola lavoro

L’esperienza che ho vissuto nel periodo di  alternanza scuola- lavoro grazie al Professore Caceffo e alla professoressa Masin, consisteva nel frequentare per due settimane un laboratorio odontotecnico con un orario preciso da rispettare.  Il mio è stato dalle 8.35 alle 12.35,  con una pausa pranzo di due ore per ricominciare dalle 14.35 alle 18.35.
Il lavoro che ho svolto è stata la creazione di una protesi fissa.
Il mio laboratorio è stato quello dell’odontotecnico Piero Carmagnani,  in via Vicolo Broglio, a Verona.
Gli strumenti e i metodi che ho utilizzato in alternanza scuola lavoro non sono molto diversi da quelli che ho utilizzato a scuola, tranne quando ho  fissato i perni nel modello con il sistema Zaiser  e quando ho fissato il modello sull’articolatore.
Questa attività è stata veramente utile ed edificante ma soprattutto molto piacevole,perché mi ha maggiormente maturato nell’esperienza pratica .
Mi sono resa conto del notevole impegno e concentrazione che questo lavoro richiede,la massima  precisione è d’obbligo,la capacità e la corretta conoscenza di tutti i materiali e gli strumenti che vengono utilizzati e come vengono utilizzati.
Altro spunto importante che ho ricevuto, è stato l’aver notato  l’evoluzione delle strumentazioni e materiali che hanno lo scopo di migliorare la qualità del lavoro e del prodotto ottenuto.
Durante il periodo di  pratica nello studio odontotecnico mi ha fatto piacere trovare un clima   e una  collaborazione ideale,i responsabili dello studio erano sempre a disposizione ed erano attenti a risolvere ogni nostro dubbio o incertezza.
Frequentare questo laboratorio mi ha fatto sentire veramente importante ed ha aumentato la mia autostima e la fiducia per continuare a impegnarmi costantemente augurandomi di poter ripetere ancora questa esperienza.

mag 08

ISTITUTO PROFESSIONALE STATALE PER
L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“ENRICO FERMI”

RELAZIONE IN TEMA  DI FUSIONE E
SALDATURA

-Esperienza teorica a scuola
-Esperienza pratica in alternanza
scuola lavoro

Di Michael Ferrarini

ferrarini michael

Se volete visualizzare la relazione completa cliccate sul link seguente:

relazione-di-ferrarini-michael

A.S. 2008/2009

Classe  III A Odontotecnico

Esperienza teorica a scuola:

L’argomento principale di terza è fusione e saldatura. La fusione è la tecnica utilizzata in campo odontotecnico per la realizzazione di protesi fisse in lega metallica.
La protesi è uno strumento che va a sostituire parti mancanti, nello specifico una protesi dentaria è la sostituzione artificiale di uno o più denti atta a ripristinare la funzione dell’apparato masticatorio nel rispetto dei tessuti orali, della salute del paziente e dei tessuti orali.
Le protesi fisse si dividono in corone, ponti o  intarsi.
Esistono vari tipi di corone:
-Weener: corona in metallo  per ¾, con faccia vestibolare in resina o ceramica, negli anteriori, nei posteriori posteriori è possibile fare anche la faccia occlusale estetica;
-Richmond: corona a pernomoncone con cono di guttaperca, utilizzato per tappare il canale pulpare;
-Maryland: elemento pilastro con a fianco un elemento a “bandiera” ;
-Nei posteriori, corona fusa senza faccetta estetica;
-cappetta fusa: dove sopra verrà modellata in ceramica o resina la corona;
Per arrivare ad una qualsiasi di queste tipologie di protesi si deve seguire una lunga procedura, che ora elencherò.

Impronte:

Si parte con la presa dell’impronta del paziente eseguita dal clinico.
L’impronta è il negativo della forma della bocca del paziente ,ovvero denti e tessuti molli. Si effettua posizionando l’apposito materiale sul portaimpronta che può essere universale: in metallo,di varie grandezze,o individuale: realizzato dall’odontotecnico con resina fotopolimerizzante.

Ci sono vari tipi di materiali da impronta:
-pasta di Parigi o  gesso da impronta: attualmente viene utilizzato per la realizzazione  di modelli di posizione per le saldature, ma un tempo era usata per rilevare le impronte ma essendo molto rigido come materiale doveva essere rotto e nella ricostruzione l’impronta era imprecisa;
-materiali termoplastici: materiali da impronta che rammolliscono  se esposti al calore ( 55°-65° ), abbastanza precisi, venduto in coni , bastoncini e fogli, in base alla composizione sono divisi in cere, resine e gomme;
-paste a base di ossido di zinco ed eugenolo: materiali ad alta precisione, ottenuto per miscelazione delle due paste, utilizzate solo con portaimpronte individuale;
-alginati o idrocolloidi irreversibili: materiali da impronta da addizionare all’acqua, si trasforma in pasta che una volta nel cavo orale del paziente indurisce in 2 minuti. Una volta lavorato non è più riutilizzabile;
-idrocolloidi irreversibili: commercializzati allo stato solido, ottenuto dall’alga agar-agar, vengono utilizzati in modo analogo  ai materiali termoplastici, molto precisi ma anche delicati. Una volta lavorati possono essere riutilizzati facendoli rammollire;
-elastomeri: facili da utilizzare, molto precisi, hanno stabilità dimensionale e resistenza elevate, gli elastomeri sono i più utilizzati, si trovano in due paste ( pasta base + catalizzatore ).
Possibilità di ricolare nuovamente senza deterioramento.
Per la realizzazione di una protesi fissa si prenderà una prima impronta in arginato, che sarà l’impronta studio ovvero che riproduce le arcate prima della limatura dei denti, e una seconda impronta in silicone dove i denti sono già stati monconizzati.
Nella nostra esperienza scolastica dovevamo colare due impronte in silicone, uguali per tutti, privi in totale di una decina di elementi  tra superiori e inferiori.

Sviluppo delle impronte:

Le impronte devono essere inviate al tecnico che le colerà, ovvero verserà all’interno di esse del materiale gessoso ed effetuata la presa di questultimo si avrà la perfetta riproduzione delle arcate dentarie.
Esistono vari tipi di gesso:
-tipo I: gessi teneri per impronte, notevole precisione e costi ridotti, tuttavia molto fragili;
-tipo II: gessi teneri per modelli, per la realizzazione di modelli studio, e per tutte le lavorazioni che richiedono un gesso resistente;
-tipo III: gessi duri per modelli, impiegati per la realizzazione  di modelli per protesi totale e per le lavorazioni che richiedono gessi abbastanza resistenti;
-tipo IV: gessi extra duri per modelli, molto precisi e duri, usati per arcate antagoniste, monconi e cavità per intarsi.

Per ogni tipo di gesso ci sono determinate proporzioni di acqua e polvere:

Tipi I e II

45-60 ml acqua
100 g polvere

Tipo III
27-36 ml acqua
100 g polvere

Tipo IV
20-25 ml acqua
100 g polvere

Dalla miscelazione all’indurimento del gesso ci sono tre fasi da prendere in considerazione:

•    Reazione di presa: acqua e polvere vengono uniti e si inizia la miscelazione tramite scodella e spatola in plastica. Il gesso prende una consistenza pastosa e inizia ad indurire.
•    Tempo di presa: è il tempo che intercorre tra la miscelazione ed il completo indurimento del gesso, si notano: l’aumento della temperatura e la perdita di lucidità.
•    Espansione di presa: si intende l’aumento di volume della massa durante il tempo di presa, si può tollerare al massimo un aumento dello 0,1%.

Nel laboratorio scolastico abbiamo sviluppato il modello in gesso di tipo III usando il metodo delle basette accutrac, sapendo che ne esistono altri:
-basi preformate: si cola l’impronta e la basetta con lo stesso gesso, durante la presa si uniscono le due parti, per ottenere un modello sezionabile su basetta;
-pindex: colatura dell’impronta a ferro di cavallo, foratura on macchina foragessi (apparecchiatura usata per praticare dei fori sui modelli dove poi andranno applicati i perni per lo sfilaggio) e applicazione dei perni in ottone, boxaggio del modello e applicazione della cera spia sui perni per facilitarne l’individuazione, colatura dello zoccolo e succesiva squadratura, poi sezionamento;

-perni a spillo (per elastomeri): applicazione dei perni a spillo sull’impronta sui monconi e applicazione della cera spia su di essi, colatura del’impronta a ferro di cavallo e applicazione delle rondelle di ritenzione, colatura zoccolo, rimozione cera spia  sezionamento dei monconi.

In laboratorio, una volta sviluppato i modelli, abbiamo sezionato  i monconi tramite seghetto a mano, e poi radiati tramite frese a pallino con il micromotore da banco ( trapano da banco usato in odontotecnica per varie lavorazioni, possiede varie tipologie di punte per varie lavorazioni).

Una volta radiati i monconi si passa a fare la cappetta in plastica (materiale calcinabile che durante la cottura in forno non lascia residui), tramite stampaggio a caldo nell’apposita macchina stampante, la lamina di plastica col calore viene fatta aderire al moncone situato nei pionbini dove è tenuto fermo, finito lo stampaggio si passa a rifinire la cappetta con frese sottili.

Gessatura in articolatore:

L’aricolatore è uno strumento che riproduce i movimenti mandibolari e il rapporto di occlusione che intercorre tra i due modelli.

Per il montaggio in articolatore si fissa sul piano occlusale il modello superiore, tenendo i molari leggermente rialzati, si impasta del gesso di tipo II con il quale si gessa il modello alla basetta dell’articolatore. Fatto questo si aspetta che indurisca il gesso e poi si toglie il piano occlusale e si fissa nel medesimo modo l’inferiore. Per rendere più precisa la gessatura dei modelli l’odontotecnico li metterà in relazione tramite la cera di  registrazione prese dal clinico, che mostrano l’esatto ingranaggio delle due arcate.
Quella cera che ha inviato il clinico è la cera di centrica , ovvero la relazione dei denti ottenuta quando il condilo della mandibola è nella posizione più retrusa della fossa glenoidea, ben diversa dall’occlusione abituale.
Quando però non è possibile registrare l’occlusione centrica tramite la cera, poiché la bocca è edentula, basterà bloccare due valli in cera su basi in resina foto polimerizzante, in bocca al paziente quando,tramite radiografia si è visto che il condilo è nella posizione più retrusa nella fossa.
Tramite la cera di registrazione si può capire la classe si appartenenza del paziente:
•    I classe (normocclusione): la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore articola con il solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore;
•    II classe (progenismo): la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore articola mesialmente con il solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore;
•    III classe (prognatismo): la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore articola distalmente al solco mesio-vestibolare del primo molare superiore.

Noi abbiamo usato un articolatore a valori medi (A.V.M.), ovvero che compie un movimento di lateralità di 15°, oltre al movimento a cerniera; ma ne esistono altri:
-occlusore: riporta solo il movimento di apertura e chiusura;
-articolatore individuale: riproduce apertura , chiusura e lateralità a valori regolabili, è più preciso di quello A.V.M.

L’articolatore è usato per riprodurre i movimenti della mandibola che si muove grazie all’articolazione temporo-mandibolare, l’unica articolazione mobile del cranio. Il condilo della mandibola ruota nella fossa glenoidea dell’osso temporale, per evitare l’usura del condilo è presente un cuscinetto (menisco).

Comunque la perfetta collocazione dei modelli servirà per la buona riuscita del lavoro, che così non creerà disturbi nel cavo orale del paziente, ma anche garantirà una perfetta fonazione.

Modellazione degli elementi:

Adesso possiamo iniziare la modellazione degli elementi mancanti sulla cappetta in plastica.
Per la ceratura gnatologica si usa la tecnica di P.K. Thomas, tramite spatola elettrica o bunsen.

Questa tecnica consiste nell’apportare sulla cappetta la cera progressivamente, da qui il nome “goccia a goccia”.
La tecnica di Thomas prevede un’occlusione dente a dente, biomeccanicamente più adeguata poiché scarica le forze masticatorie verticalmente. La precedente tecnica di modellazione di Payne era detta dente a due denti dal momento che ogni dente ingranava con altri due denti antagonisti. Il 95% della popolazione ha un’occlusione dente a due denti per cui, se le ricostruzioni sono estese e su entrambe le arcate sarà meglio creare un’occlusione dente a dente. Per piccolo ricostruzioni è più opportuno modellare un’occlusione dente a due denti.

In campo dentale esistono molte tipologie di cere, le principali adibite alla modellazione sono:
-cera da modellazione generale: per la struttura base del dente;
-cera da margini: cera “inerte”, con bassa retrazione termica;
-cera da tavolate occlusale: cera molto dura, non si sfalda facilmente;

Il modellato finito deve avere delle caratteristiche necessarie:
-spessore non inferiore a 0,3 mm,
-bordi di chiusura a “coltello”;
-saldature tra elementi omogenee;
-forma simile ai denti residui,tavolato occlusale modellato dale da permettere l’occlusione;
-elementi di ponte a becco di flauto, per un facile risciacquo.

Posizionamento del modellato nel cilindro:

Prima di posizionare il manufatto nel faccia vestibolare dove verrà messa la ceramica o la resina estetica,a seconda delle richieste si possono scavare solo gli anteriori o anche i posteriori. Poi si aggiungono le palline ritentive che servono da incastro per la resina o ceramica.
Fatto questo si posiziona il modellato su una base conica di plastica attraverso dei canali o spine di colata in cera, dello cilindro si passa a scavare la spessore di 0,8-0,9 mm. Il modellato deve essere posizionato centrato nel cilindro, mantenendo dall’apice del cilindro 7 mm almeno (questo servirà per mantenere un minimo di spessore del rivestimento, altrimenti la lega fusa lo sfonderebbe). I perni vanno giunti al modellato inclinati di 45° e sulla parte più voluminosa (margine incisale o tavola occlusale).
È buona cosa fissare sui perni di colata una pallina nutrice o una barra stabilizzatrice, entrambe servono per:
-rallentare il flusso della lega fusa;
-  gungono da centro termico (la zona che durante la fusione è più calda in tutto il cilindro);
-la sfera: fa da nutrice al modellato;
-la barra: fa da riserva di metallo al modellato.

Ci sono vari tipi di cilindri:
-cilindri in metallo: sono i più utilizzati, vengono rivestiti internamente di un cuscinetto di fibra di ceramica che serve per limitare l’espansione;
-cilindri in plastica, silicone, gomma: vanno usati per la tecnica dell’espansione libera dl rivestimento che vengono tolti una volta indurito, necessitano di un rivestimento resistente.

Prima di fissare il modellato alla base conica si pesa il tutto, ciò servirà per la scelta della quantità di metallo da utilizzare, dato che  si utilizza la formula:

peso del modellato x peso specifico della lega

Colatura del rivestimento e messa in forno del cilindro:

Adesso possiamo fissare il tutto alla base, posizionare il cilindro e procedere alla colata del rivestimento, prima però si pennellerà il modellato con del riduttore di tensione superficiale, che diminuisce la probabilità del formarsi di bolle.

La massa di rivestimento è un materiale resistente alle alte temperature, ottenuti miscelando acqua e polvere in giuste dosi.
A seconda della lavorazione e del cilindro utilizzato si opterà per la scielta di uno tra questi tipi di rivestimento divisi per legante:

Gessoso
Fosfatico
Siliceo
-    polvere più acqua distillata;
-    per leghe nobili;
-    trattamento termico lungo;
-    molto fragile;
-    necessita il cilindro in metallo;    -    polvere predosata in buste più liquido di miscelazione;
-    per leghe non nobili;
-    trattamento termico rapido;
-    può essere effettuata l’espansione libera;

-    polvere predosata più liquido di miscelazione;
-    per leghe non nobili;
-    trattamento termico ad intervalli;
-    cilindro in metallo.

Scelto il rivestimento si miscela tramite miscelatore sottovuoto e poi si passa a colarlo nel cilindro, prima con un pennellino ci si aiuta per le parti più piccole del modellato, poi si può colare totalmente il rivestimento con l’ausilio di un vibratore (pedana vibrante che impedisce la formazione di bolle d’aria).

Una volta indurito il rivestimento si toglie la base conica e si inserisce nel forno di preriscaldo (forno usato in odontotecnica, capace di raggiungere temperature molto alte).

Dieci minuti prima di togliere il cilindro dal forno, si mette a scaldare il crogiolo (il contenitore in ceramica dove va messa la lega durante la fusione).

Fusione:

A questo punto si toglie il crogiolo dal forno, e si posiziona dentro alla fonditrice: apparecchiatura usata in odontotecnica per fondere la lega collocata all’interno ad iniettarla nel cilindro.
La fonditrice può essere:
-a cannello: gas + aria compressa formano una miscela combustibile, si usa con un crogiolo in ceramica, usata per la fusione di leghe nobili;
-a induzione: vi è presente all’intero un’elettromuffola  dove si colloca il crogiolo, fonde il metallo per temperatura impostata.
Nella prima tipologia è presente un braccio meccanico rotante munito di una sede per il cilindro e per il crogiolo e rispettivo contrappeso per regolare la velocità di rotazione e quindi la spinta della lega.
Nella seconda può essere a rotazione o pressofusione: la lega entra nel cilindro tramite la forza di gravità.

Posizionato il crogiolo si passa a scaldare la lega, o con cannello o per induzione, nel primo caso si deve fare attenzione a non ossidare la lega restando troppo sulla lega con la fiamma. Fusa la lega si prende dal forno il cilindro e si colloca sul braccio della fonditrice, si chiude lo sportello velocemente e la macchina, innietta la lega nella cavità lasciata dalla cera  nel cilindro, scioltasi durante il riscaldo nel forno.

Rimozione del rivestimento e rifinitura della fusione:

Finita la fusione si toglie il cilindro e si mette a raffreddare. Una volta raffreddato totalmente si toglie il rivestimento tramite coltello da gesso e poi i tolgono anche gli ossidi superficiali formatisi durante il raffreddamento,  tramite la sabbiatrice: un macchinario che sparando apposita sabbia di diverse dimensioni toglie le impurità della lega; durante questa operazione bisogna stare attenti a non rimanere troppo sulla fusione con il getto di sabbia sennò si può rovinare.

Poi si passa alla rifinitura, si toglie la matarozza (la parte fusa in lega dove prima vi erano i perni di colata) tramite disco separatore a carborundrum di tungsteno, poi si usano frese tungsteno, diamantate e acciai sottili.
Poi per la lucidatura si usano si usano dischi e tubi abrasivi in gomma,spazzolini lucidanti in pelo di capra con una pasta chiamata sasso marcio, spazzolino lucidante in feltro e pasta brillantante.
A questo punto si passa a fare gli ultimi controlli alla fusione come chiusure sul colletto e punti di contatto; se tutto va bene si può inviare al clinico che lo fisserà con del cemento apposito al paziente.
Provvisorio:

Con il termine provvisorio si definisce la protesi temporanea, atta  a garantire al paziente le normali caratteristiche estetico-funzionali sino al confezionamento del dispositivo protesico definitivo.
Le funzioni di un provvisorio sono:
-diagnostica:utilizzato per il monitoraggio delle deficienze del sistema gnatologico del paziente;
-riabilitativo: ripristina la corretta funzione dei denti anteriori, restituendo il giusto assetto all’articolazione;
-protezione: salvaguardia i denti limati dagli stress termodinamici e i tessuti molli.
Esistono vari tipi di provvisori:
-immediato: realizzato dal tecnico prima che il clinico limi i denti;
-tradizionale: realizzato dal tecnico prima che i denti siano limati;
-armato: temporaneo, come il tradizionale ma con un rinforzo metallico fuso, può stazionare molto tempo in bocca al paziente.

Il provvisorio che ho fatto a scuola è stato realizzato con il sistema della mascherina: si sviluppa un secondo modella anche senza sezionature poiché il lavoro dovrà essere si preciso ma non perfetto dato che staziona temporaneamente nel cavo orale del paziente.
Si gessano i modelli in occlusione su articolatore A.V.M. e si iniziano a modellare gli elementi con cera bianca da modellazione, dopo aver isolato i monconi e le selle eventuali con isolante gesso-cera.
Il modellato dovrà avere caratteristiche particolari anche se è provvisorio:
-bordi a lama di coltello per evitare le infiltrazioni di cibo;
-gli elementi di ponte devono essere a “becco di flauto” per facilitare il risciacquo.
Completata la modellazione si fa una mascherina in silicone (pasta siliconica + catalizzatore) che ricoprirà il modellato esclusa la faccia palatale. Una volta indurita si rimuove e si passa a ricoprire, con un lieve strato di cera bianca, i monconi. Questo servirà per facilitare il distacco del modellato riprodotto in resina. Poi si isolano i monconi e le selle con isolante gesso resinae si passa  a impastare la resina (monomero + polvere)
In un coccietto di vetro. Una volta miscelata con velocità si cola nella cavità tra i monconi e la mascherina e si mette in acqua calda dove indurirà. Dopo dieci minuti circa si può togliere la mascherina e la resina.
Si vaporizza il provvisorio e si passa alla sgrossatura e rifinitura di esso.
La vaporizzatrice è un macchinario che spara dall’apposita pistola sia acqua che vapore a temperature molto elevate (solitamente 160°C).
Per la rifinitura si usano delle frese sgrossanti e frese a punta per la rifinitura, mentre per le separazioni si usa il disco horico.
Durante la rifinitura si devono tenere presente alcuni accorgimenti:
-bordi a lama di coltello;
-elementi di ponte a “becco di flauto”;
-spessore adeguato (0,3 mm).
Finita la rifinitura si lucida con la macchina lucidatrice: macchina utilizzata in odontotecnica per la lucidatura di varie lavorazioni. Munita di i due sedi rotanti dove inserire le varie spazzole a seconda dell’uso:
-spazzola per pomice: spazzola usata con l’impasto pomice + acqua, usata per la prima lucidatura grossolana;
-spazzola per pasta brillantante:usata con l’apposita pasta, si usa per la seconda lucidatura più accurata.

Ultimata questa fase si può inviare al clinico che dopo i dovuti controlli lo fisserà al paziente.

Esperienza pratica in alternanza scuola lavoro:

La mia classe è stata impegnata nel progetto alternanza scuola-lavoro nei giorni, dal 7 al 16 gennaio e poi dal 2 al 10 febbraio.
Sotto la coordinazione del professor Caceffo  e della professoressa Masin, rispettivamente laboratorio e disegno odontotecnico, siamo stati mandati in vari laboratori odontotecnici della provincia. L’argomento principale da trattare in laboratorio era fusione e saldatura, ma a discrezione dei titolari potevamo svolgere altre tipologie di lavori.
Giorno per giorno dovevamo compilare una scheda con: la firma, l’orario di entrata e di uscita e gli argomenti e i lavori fatti  e trattati in giornata; e finito il percorso dovevamo compilare una scheda di valutazione dell’attività.
Questa esperienza ci è stata fatta intraprendere per farci capire la vita lavorativa in un vero laboratorio, le difficoltà, e farci conoscere le varie metodologie e macchinari che la scuola non può permettersi.
Io sono andato nel laboratorio che frequentavo già da un paio d’anni e quindi conoscevo già gli odontotecnici.
Dovevamo fare 8 ore al giorno, il mio orario era dalle 8.00 alle 12.00 e poi dalle 14.00 alle 18.00.
Il laboratorio dove ho svolto la mia attività aveva quattro odontotecnici ed era ben attrezzato.
Per gli argomenti che dovevamo trattare (fusione e saldatura) ho cominciato con lo sviluppo del modello su basetta accutrac come eseguito a scuola, ma solo il modello su cui lavoravo, senza antagonista, percui non ho neanche messo in articolatore.
Ho preparato il moncone radiandolo, ma gli odontotecnici la chiamavano dicing, e poi sezionato con la macchina munita di sega circolare.
Fatto questo ho messo la lacca spaziatrice come a scuola sul moncone e poi ho fatto una cappetta ma in resina (liquido+polvere) che poi andava rifinita con il micromotore per portarla a giusto spessore.
Poi ho iniziato a modellare in tutto quattro elementi (un primo molare superiore destro, un secondo premolare inferiore destro, un primo molare inferiore destro e un secondo molare inferiore destro), con cera da modellazione verde e cera da colletti viola.
Non ho potuto mettere in fusione perché il mio tutor non aveva mai tempo e quindi ho solo finito con la modellazione.
Tutto il resto del tempo però l’ho dedicato ad altri lavori come:
-sviluppo impronte: sia alginati con gesso giallo III tipo; sia siliconi, in accutrac, con gesso extraduro.
Ho potuto osservare un metodo di sviluppo impronte, soprattutto siliconi, chiamato girofol: si boxa l’impronta con la plastilina su una base di appoggio, poi si prepara una basetta tramite foratrice per lo sfilaggio dei monconi, si cola l’impronta con gesso extraduro e si applica la basetta, dopo l’indurimento si ha l’arcata a ferro di cavalo sezionabile e con monconi sfilabili;
-squadratura modelli:sempre rotondi, mai con gli spigoli di riferimento;
-realizzazione cucchiai individuali e placche di masticazione:entrambe con resina foto polimerizzante, e successiva rifinitura;
-pulizia dei vari macchinari, strumenti e attrezzi;
gessatura modelli in articolatore: sia A.V.M. sia individuali;
-scelta e montaggio denti su protesi mobile;
-realizzazione protesi provvisorie, e lucidatura;
-lucidatura protesi mobile;
-sabbiatura corone, ponti, sheletrati.
Mi è dispiaciuto molto non aver potuto fare la fusione dei miei modellati, ma è stata lo stesso un’esperienza molto formativa ed interessante, e per questo ringrazio i due professori responsabili del progetto.

mag 02

Istituto professionale di stato per l’industria e artigianato
“ENRICO FERMI”

RELAZIONE IN TEMA DI
FUSIONE E SALDATURA

Esperienza teorica a scuola
Esperienza pratica in alternanza scuola lavoro
RACHEVA VESELKA  3 A ODONTO

racheva veselka

racheva veselka

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relazione-racheva

ANNO SCOLASTICO 2008/09

Esperienza teorica a scuola
Introduzione
Quest’anno siamo partiti studiando il modulo di Fusione e Saldatura di una protesi fissa in corone e ponti in lega.

Verrano trattati le fasi di lavoro,gli strumenti e le attrezzature di questa lavorazione,facendo riferimento allo studio

teorico e all’applicazione pratica in laboratorio nell’ambito scolastico.
Impronte
L’impronta è il negativo della bocca,cioè la conformazione dei denti e tessuti molli. Si ottiene ponendo il materiale

allo stato pastoso nel portaimpronte e premuto sui tessuti interessati nel cavo orale del paziente. Esistono vari tipi di

materiale da impronta:
-Materiali termoplastici: hanno la proprietà di diventare morbidi quando sono esposti a fonti di calore (acqua calda,aria

calda e fiamma). La temperatura di ammorbidimento e tra i 55° e i 65°C. Questo materiale è costituito da gomma

lacca,stearina,talco e altre sostanza.
-Pasta di Parigi o gesso da impronta: è un materiale rigido. Questo materiale deve essere rotto per essere rimosso dalla

bocca del paziente,quindi ricomposto in laboratorio prima della colatura.
-Paste a base di ossido di zinco ed eugenolo: è un materiale molto preciso,reperibile sotto forma di due masse viscose.
-Alginati o idrocolloidi irreversibili: è un materiale in polvere, che viene aggiunto con l’acqua in dosi opportune si

trasforma in una pasta che,indurisce in circa due minuti. Una volta utilizzato l’alginato è inservibile per nuove

impronte.
-Idrocolloidi reversibili: si utilizza in modo simile ai materiali termoplastici ed e preciso.
-Elastomeri: hanno buone doti di precisione e di resistenza. Sono sotto forma di due paste oppure di una pasta e di un

liquido. Questi materiali sono indicati come silicosi e hanno la caratteristica di essere elastici.

Sviluppo dei modelli
E’ l’esatta riproduzione in positivo della situazione presente nel cavo orale del paziente. Si ottiene colando un

materiale di estrema precisione (gesso) all’interno dell’impronta. I materiali più comunemente usati per lo sviluppo dei

modelli sono il gesso e le resine.

Gesso
E’ usato sia nella colatura dei modelli sia in oltre fasi di lavorazione. Il gesso ha 4 categorie:
-Tipo 1: sono gessi teneri per impronte. Si caratterizzano per la precisione. Sono tutta via molto fragili.
-Tipo 2: sono gessi teneri per modelli. Servono per la realizzazione dei modelli –studio e in tutte le lavorazioni che

non richiedono un gesso molto resistente.
-Tipo 3: sono gessi duri per modelli. Servono nella costruzione di modelli per la protesi totale.
-Tipo 4: sono gessi extra duri per modelli. Sono molto precisi e duri,tanto da essere utilizzati nella realizzazione

delle superficie di lavoro del modello: arcate antagoniste,elementi preparati (monconi,cavità per intarsi ecc.)

Metodo di sviluppo dei modelli
Esistono varie tecniche di colatura per la realizzazione di modelli. per lo sviluppo delle impronte servono: una

scodella,una spatola per gesso,un pennellino,uno strumento,un coltello per gesso e un seghetto per gesso con lama. Sono

necessarie anche alcune attrezzature come il miscelatore sottovuoto,un vibratore e una squadramodelli.  Quando ci arriva

l’impronta dal odontoiatra bisogna disinfettarla. Per lo sviluppo di questa impronta viene utilizzato gesso di tipo 3.

L’impasto può essere effettuato utilizzando un miscelatore sottovuoto oppure manualmente. Per evitare che si formano le

bolle d’aria nella massa, ci si serva di un vibratore. Si inizia con una minima quantità di gesso e acqua,e viene

miscelato. Partendo dall’ultimo dente di una emiarcata, si fa raggiungere al gesso quello controlaterale sull’altro

versante. La rimozione del modello non deve avvenire prima di 45-60 minuti. Con un coltello da gesso si fa delicatamente

leva sulle parti esterne del modello. Indurito il gesso si rimuove dall’impronta e si squadrano i modelli. La base del

modello,detta zoccolo,viene ridotta alle dimensioni desiderate,facendole assumere una forma tronco-piramidale. Questo

serve per la posizione dei modelli in articolatore. Il limite per la squadratura è rappresentato dal fornice,che è la

parte più profonda del bordo esterno della parte anatomica del modello.

La squadratura dei modelli si distingue in due tipi:
-squadratura alla francese,che consiste nel seguire simmetricamente l’andamento dell’arcata dentale,del relativo fornice

e del limite posteriore.

-squadratura all’americana,che prevede una forma geometrica con spigoli vivi in punti prestabiliti. Nel superiore tali

punti sono situati in corrispondenza delle proiezioni dei canini,delle proiezioni delle linee che corrono lungo il centro

dei denti, ed infine della linea sagittale mediana. Nell’inferiore , la parte anteriore è arrotondata,mentre un altro

angolo di compenso viene situato tra l’angolo di centro-cresta ed il lato che corre lungo il fornice dei denti

posteriori.

Gessatura in articolatore
L’articolatore è uno strumento la cui funzione è quella di riprodurre nel modo migliore possibile la dinamica dei

movimenti della mandibola e il rapporto di occlusione che intercorre tra le due arcate dentarie. I due modelli,superiore

e inferiore,vengono inseriti sull’articolatore per riprodurre i rapporti esistenti nella realtà.

Esistono diversi tipi di articolatori:il più utilizzato è l’articolatore a valori medi (A.V.M). Si compone di due

branche,una superiore e una inferiore,e connesso da una doppia cerniera che simula l’articolazione temporo-mandibolare. A

ogni branca è avvitata una piastrina rimovibile alla quale viene gessato il modello.
Articolazione Temporo-Manibolare: è l’articolazione più complessa del corpo umano,essa è una bicondiloartrosi (due

condili articolazioni) cioè un articolazione dotata di ampia mobilità, che vede impegnate due strutture articolari: il

condilo mandibolare da una parte e la sua cavità glenoidale del condilo temporale. Il primo (A.t.m) è una struttura

ossea in cui si distinguono una porzione anteriore convessa e una porzione posteriore piatto. La cavità glenoide è

limitata posteriormente dal meato acustico esterno e dalla sutura Petro-Timpanica (scissure diglaser), mentre

anteriormente è limitata dal Tubercolo articolare dell’osso temporale o condilo temporale. Queste due strutture si

articolano tra loro,grazie al disco articolare detto anche menisco. Il menisco è composto da tessuto fibroso e ha la

forma di una lente biconcava elastica. Esso modifica la sua forma durante l’escursioni mandibolari risultando concavo

anteriormente dove entra in contatto con il condilo temporale,convesso posteriormente in corrispondenza della cavità

glenoide. Le superfici ossee sono mantenuti tra loro a mezzo della capsula articolare. Essa è inserita a livello dell’

osso temporale anteriormente al tubercolo articolare e posteriormente alla cavità glenoide,in basso invece si inserisce

sul condilo mandibolare. Per capsula si intende 4 legamenti: tereo mandibolare, stilo mandibolare, terego mandibolare e

temporo mandibolare. La capsula è divisa in:menisco superiore che consente movimenti di scivolamento e scorrimento della

mandibola e comprende l’articolazione tra menisco e l’osso temporale. Mentre quello inferiore comprende alla mandibola

movimenti di rotazione e movimenti a cerniera della bocca. I movimenti che la mandibola compie sono: abbassamento,

innalzamento,protusione,lateralità e retrusione.

Classificazione di Angle
La classificazione di Angle  si tratta di una classificazione ortodontica composta da tre classi. Si riferisce ai

soggetti dentuli, che classifica principalmente nelle tre classi in funzione di una “chiave” identificata dal rapporto

tra i primi molari superiori e inferiori.   Prima classe: la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore

articola con il solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore.Seconda classe: la cuspide mesio-vestibolare del primo

molare superiore articola mesialmente al solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore.Terza classe: la cuspide

mesio-vestibolare del primo molare superiore articola distalmente al solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore.

Modellazione
La modellazione in cera in genere e quella dei denti,è un’operazione basilare per tutte le tecniche del campo

odontotecnico e in special modo per quelle relative alla realizzazione della protesi fissa.
Sistemi di modellazione
Ci sono due sistemi di modellazione : goccia a goccia e P.K.Thomas.
-goccia a goccia: questa tecnica prevede la modellazione estremamente funzionale,nella quale la cera viene applicata in

fasi successive ben definite
-P.K.Thomas: definisce un tipo di occlusione che sposta il contatto delle cuspidi dalle creste marginali alle fosse del

singolo dente antagonista,realizzando un’occlusione tra singoli denti.

Le cere
Le cere sono sostanze che divengono teneri e plastiche se vengono riscaldate,mentre induriscono con il successivo

raffreddamento. Si suddividono in naturali,che possono essere  di origine minerale,animale o vegetale e artificiali. In

odontotecnica si utilizzano per:
-la modellazione di parti di protesi da trasformare in metallo o resina;
-la modellazione di corone,intarsi,scheletriti;
-per il bordaggio delle impronte
Naturali di origine minerale
Parafina: non è cera,ma un miscuglio di diversi idrocarburi. Deriva dal petrolio e ozocherite. E’ commercializzata in

masse bianche,traslucide e inodorati. Il suo intervallo di fusione è tra 40°-60°C.
Cere microcristalline: derivano dalla paraffina greca. La loro struttura microcristallina le rende meno fragili e più

tenace della paraffina. Il suo intervallo di fusione e di 60°-98°C.
Ozocherite: è reperibile nei giacimenti di petrolio. Appare molle,plastica e amorfa. Ha un colore giallo-bruno. L’

intervallo di fusione e di 50°-80°C.
Ceresina: è ottenuta dall’ozzocherite. Il suo intervallo di fusione e 61°-78°C.viene quasi sempre miscelata con la

paraffina.
Cera montana: è una cera dura e fragile,spesso impiegata in sostituzione di altre cere vegetali per aumentare la durezza

e la temperatura di fusione. L’intervallo di fusione è 83°-84°C.

Naturali di origine animale
Cera d’api: è la sostanza da cui sono fornite le celle esagonali costituenti i favi degli alveari. Dopo vari processi,a

raffreddamento,si ottiene un disco di cera (panella). Il suo intervallo di fusione è 62°-66°C.viene utilizzata per

miscelle collose,cui conferisce plastica e potere adesivo.

Naturali di origine vegetale
Cera carnauba: è sottoforma di sottile stato glutinoso dalle foglie della palma da cera. Il suo colore varia dal grigio-

verdastro al giallognolo. E’ più dura della cera d’api,e il suo intervallo di fusione è 83°-86°C. Fornisce alle cere

dentali bassa espansione e bassa contrazione.
Candellila: deriva da una pianta erbacea,si usa nelle miscele per diminuire la contrazione ed ha l’intervallo di fusione

tra 65°-69°C.
Cera del Giappone: deriva dalla estrazione di frutti  che contengono grasso.
Burro di cacao: una cera di vero e proprio grasso,si estrae dai semi di cacao e il suo colore è giallognolo. Intervallo

di fusione 30°-35°C.
Cere artificiali o sintetiche
Sono caratteristiche fisiche controllabili ed un elevato grado di purezza. Vengono utilizzati come plastificanti.
Cere dentali
Si distinguono in:cere da modellazione per fusione,preformati per fusione,per masse marginali,da immersione,per

boxing,collante,in blocchi da intaglio.
Cere per modellare
Vengono impiegate nella modellazione di protesi da trasformare in metallo o resina. A seconda del loro uso vengono

suddivise in cere per fusione e cere per placche base.
Cere per fusione: servono per la modellazione completa o parziale di protesi da trasformare in metallo mediante il

procedimento della fusione a cera persa. Queste cere devono offrire una buona stabilità dimensionale,riportare la

precisione dei dettagli,si distinguono in due categorie:
-regular e sono morbide
-bard sono più dure
Cere per intarsi: si utilizzano per la modellazione di intarsi mediante l’utilizzo di due diversi sistemi:
-il metodo diretto: il medico modella direttamente l’intarsio nel cavo orale del paziente,inviando dopo al laboratorio

per la fusione
-il metodo indiretto: l’intarsio viene modellato dal tecnico su un modello.
Cere per ponti o corone: vengono utilizzati per modellazione di strutture protesiche
Cere preformate per fusioni: utilizzate per la modellazione in cera di parti di protesi scheletriti che poi diventano

metalli,sono confezionati sotto forma di fogli,fili o ganci.
Cere per placche base: si suddividono in:
-cere morbide: trovano impiego nella modellazione da margini e placche.
-cere con durezza media o invernale: sono utilizzate nel confezionamento di basi che andranno provate dal medico nella

bocca del paziente.
-cere dure o estive: presentano una maggiore durezza e quindi una elevata temperatura di ammorbidimento.

Cere di lavorazione o di utilità
Sono dotate di buona adesività e vengono utilizzate per facilitare varie operazioni. Sono suddivisi in: cere collanti,da

bordaggio,preformati per perni di fusione o mandate.
Cere collanti: servono per tenere unite le parti metalliche da saldare e per fissare diversi pezzi tra loro. Sono fornite

sotto forma di bastoncini o coni di colore vivo. Hanno elevata temperatura di fusione. Queste cere sono rigide e fragili.
Cere da bordaggio: sono sotto forma di fogli morbidi e leggermente adesivi.
Cere per spine di fusione: sono sotto forma di canali preformati con barra stabilizzatrice.
Cere per impronte: si suddividono in cere per registrazione e cere per impronte vere e proprie.
Cere per registrazione: possono essere fornite in lastre,barre dirette o sagomate. Sono utilizzate alle basi di prova o

per registrare i rapporti tra le arcate.
Cere per impronta: sono simili alle cere da boxing,sono utili al clinico per rendere più precisi i portaimpronta standart

e per evitare al paziente fastidiose fuoriuscite di materiali da impronta fluidi.

Definizione di protesi
Il termine protesi significa una sostituzione artificiale di  uno o più denti andati o perduti. Qualsiasi sostituzione

artificiale di un organo adatta a ripristinare le funzioni dell’apparato masticatorio nel rispetto dei tessuti orali. Le

protesi si possono classificare basandosi sulla porzione dei denti da sostituire  o sul numero di denti mancanti:

Protesi di ricostruzione
Ripristina un dente singolo o una parte di esso. Se viene ricostruita tutta o quasi tutta la corona si parlerà di protesi

di ricostruzione extracoronale(wenner,corona a tre quarti ecc.).
Protesi di sostituzione
Per questa protesi si intende sostituzione di elementi andati o perduti. Sostituzione parziale quando sostituisce alcuni

elementi mancanti di una arcata. Protesi di sostituzione totale è quando sostituisce completamente elementi dentali

mancanti di una o di tutte due arcate.
Protesi fisiologica
È il tipo di protesi nella quale i carichi masticatori vengono sostituiti dai denti pilastro residui e vengono scaricati

sull’osso alveolare.
Protesi semi-fisiologica
E’ il tipo di protesi nella quale  scarica le forze masticatorie sui denti rimasti per mezzo dei ganci,in parte sui denti

pilastro e in parte sulla mucosa gengivale e quindi sulle arcate.
Protesi afisiologica
E’ il tipo di protesi nella quale scarica le forze masticatorie completamente sulla mucosa,la gengiva,le arcate e l’osso

sottostante,in quanto mancano denti o radici adatti a sopportarli.
Protesi fissa
E’ un tipo di protesi che viene fissata,cioè cementata,ad elementi dentari (monconi o intarsi) di sostegno. Alcuni esempi

di questo gruppo sono:la corona weneer in resina o ceramica,corona a giacca,corona tre quarti,intarsi,ponti,perno-moncone

e la corona richmond .

Protesi mobile
E’ una protesi che sostituisce un’arcata o parte di essa,e può essere rimossa in qualsiasi momento dal paziente. Può

essere totale,parziale o scheletrata.

Protesi scheletrata
E’ una struttura in metallo,solitamente cromo,cobalto,nichel e molibdeno,che supporta una placca in resina più denti

artificiali.
Protesi combinata
Viene utilizzata quando in un’arcata parzialmente edentula alcuni elementi sono fissi (ponti),altri mobili (scheletrati

con denti artificiali). Connesse tra loro per mezzo di attacchi.

Protesi ortodontica
E’ una protesi temporanea (da alcuni mesi ad alcuni anni),che ha la funzione di correggere anomalie osteo-dentali e

correggere la crescita delle ossa mascellare e mandibolare. Può essere mobile o fissa.
Protesi speciale
E’ una classificazione di protesi che riguardano situazione legate al ripristino delle funzioni del cavo orale. Esse

sono:
•    Protesi di fissazione:ha la funzione di bloccare e mantenere fissi tra loro alcuni elementi dentari per un

periodo di tempo variabile. In modo da ripristinare integrità di due capi ossei in caso di frattura,oppure di rinsaldare

elementi dentali mobili a causa di par odontopatie.
•    Impianti: particolari tipi di protesi composte da materiali speciali di diverso tipo,che vengono inseriti nell’

osso mediante intervento chirurgico. In modo da costruire un utile supporto agli elementi dentali artificiali.
•    Protesi chirurgiche: sono protesi che sostituiscono parti di ossa o mucosa andate o perdute in seguito a traumi o

interventi chirurgici.
Funzione della protesi dentale
E’ necessario nella ricostruzione protesica avvicinarsi il più possibile alla morfologia dentale naturale,innanzi tutto

per i fattori funzionari legati alle caratteristiche dei gruppi di denti,ai fattori estetici che sono importantissimi per

ricostruire forma e colore del dente naturale. La funzione dei gruppi di denti per appartenenza si suddivide in due

categorie: incisivi-taglio,premolari e molari-tratturazione,canini-stacco. Inoltre la funzione fonetica nella pronuncia

delle lettere. La forma del dente ricostruito influenza anche il fattore gnatologico e la protezione dei tessuti

gengivali. In caso se la corona tocca la gengiva diventa un’infezioni chiamata tasca pululenta,che è l’infezione della

polpa con le fibre parodontali.

Estetica
L’abilità del tecnico ricerca nelle sue capacità e conoscenze un valore estetico molto alto per ridare al paziente una

vita sociale adeguata. Certo è che il tecnico guarderà di ridare al paziente prima dell’estetica il valore funzionale.

Sono tanti i valori estetici da valutare,non è detto che i denti bianchi donano lucentezza al viso del paziente,ma,è vero

che la forma del dente e legata alla forma del viso,alla conformazione delle labbra e alla pigmentazione della pelle. Per

cui il valore estetico viene ricercato sulla base di più dati valutabili.

Funzione gnatologica
Una corretta funzione gnatologica concorre ad allontanare da tutti gli elementi presenti nel cavo orale l’insorgenza di

una notevole quantità di patologie. La mandibola compie vari movimenti durante la masticazione,lo studio dei quali è

compiuto della gnatologia. Nella funzione gnatologica riproduce l’occlusione. Che può essere un’occlusione abituale e

un’occlusione centrale. La prima è una posizione di chiusura abituale non propriamente definita,invece la seconda è una

posizione di chiusura di maggior numero di contatti fra i denti.
Masticazione
Le caratteristiche delle singole facce occlusali dei denti artificiali devono permettere una buona azione

masticatoria,permettendo al paziente di tagliare e triturare il cibo senza movimenti innaturali. La conformazione delle

superficie occlusali dei denti posteriori,insieme al contenimento laterale fornito da guance e lingua,deve garantire che

il cibo interposto tra le arcate non sia soggetto a vie di fuga che ne impediscano il trituramento. Nella superficie

occlusale dei denti superiori devono proteggere le guance da accidentali intrusioni tra le arcate durante la masticazione

e la deglutizione.
Fonazione
La cavità orale svolge un importante funzione nella fonazione,che non deve risultare compromessa della riabilitazione

protesica. L’importanza che rivestono sotto questo aspetto soprattutto i denti frontali superiori e inferiori,interessati

alla pronuncia di alcuni fonemi e al condizionamento del flusso d’aria di espirazione.

Fasi di fusione
I manufatti modellati in cera, vengono trasformati in robusti funzionali dispositivi metallici attraverso il procedimento

della fusione.
Applicazione dei perni
Per permettere al metallo fuso di entrare nel calcolo di rivestimento, nel quale assumerà la forma definitiva, è

indispensabile creare, nella massa del rivestimento, un percorso di ingresso, detto canale di colata, attraverso il quale

il metallo liquido possa scorrere, sino a raggiungere la forma lasciata dal modellato nel rivestimento. Per ottenere tale

canale di colare, il modellato in cera viene collegato alla sommità si un cono posto nella base del cilindro di fusione.

All’interno del cilindro viene quindi colata la massa di rivestimento, che una volta solidificata, conserverà “in

negativo” l’impronta del manufatto in cera, nel fra tempo eliminato dal calore. Le spine di fusione, quindi, non servono

soltanto a fissare il modellato all’interno del cilindro, ma, durante la fusione, fungono anche da canale di colata. Esse

assolvono inoltre, se correttamente posizionate sul cono, alla cavità lasciata dalla cera la quantità di metallo liquido

necessario a compensare la normale contrazione della lega in fase di solidificazione.
Cilindri
Il rivestimento, dopo l’applicazione del modellato alla base conica, viene colato in un cilindro preventivamente fissato

alla stessa. Si distinguono due tipi di cilindro:-cilindri in metallo: sono dotati di buona termostaticità le pareti

metalliche consentono, durante la fusione, il mantenimento della temperatura raggiunta in forno.-Cilindri in plastica,

silicone o gomma:svolgono la funzione di boxaggio durante le operazioni di colata e presa del rivestimento.
Posizionamento del modellato nel cilindro
Il manufatto in cera non deve essere posto troppo in prossimità del bordo esterno del cilindro. Un corretto

posizionamento del modellato impone che le nutrici si trovino nel centro termico, ossia nella zona che raffredda per

ultima. Esse potranno così sfruttare al massimo le temperature raggiunte dal nucleo centrale della massa refrattaria e

svolgere al meglio la propria funzione; la cavità negativa lasciata dal manufatto protesico in cera, dovrà invece

rimanere al di sopra del centro termico, rimanendo tuttavia al di sotto della sommità della massa refrattaria (da 3 a 7

mm circa).
Procedimento di fusione
Si considera ora lo sviluppo in rivestimento di un intarsio e la sua successiva fusione in lega d’oro.
Preparazione del cilindro
Il modellato viene dotato di spine di fusione, connesso alla barra di stabilizzazione, e fissato alla base conica. Prima

del suo collegamento alla base del cilindro, per determinare con esattezza la quantità di metallo necessario

all’esecuzione della fusione completa, si pesa il corpo in cera, moltiplicando poi questa misura per il peso specifico

della lega utilizzata:
peso del corpo in cera = g 1 – peso specifico metallo = 13.8
1 x 13.8 = 13.8 = peso del metallo da fondere.
In seguito si fissa il cilindro alla base conica e si applica un riduttore di tensione superficiale, cioè un liquido che

ha la funzione di agrevolare lo scorrimento del rivestimento sulle pareti del modellato; infine si passa alla colatura

del rivestimento. Questo viene impiegato nelle modalità suggerite dal produttore, e colato con l’ausilio di un vibratore

e di un miscelatore sottovuoto.
Ultimate le fasi precedenti, il cilindro può essere inserito in una pentola a pressione e portato a circa 1,5 atm, per un

tempo non superiore a 8 min.
Questa procedura permette di ridurre a dimensioni trascurabili piccole inclusioni di aria eventualmente ancora presenti

sulle superfici del modellato.
Per poter togliere meglio, in seguito, il rivestimento, mettiamo un foglio di fibra di porcellana.
Inserimento in forno
Esaurita la fase di indurimento , che dura un’ora, il rivestimento può essere rimosso dalla base e liberato dal cilindro.
Solitamente il cilindro viene posto nel forno e portato a circa 250° C ; a tale temperatura rimane per circa un’ora, dopo

di che viene portato, a temperature oscillanti tra 650° e 750° C. Infine, dopo un breve intervallo a questa temperatura,

viene introdotto nell’apposito apparecchio per fusione.
Fusione
Raggiunta la temperatura prestabilita, il cilindro viene introdotto nella fonditrice in vista della colatura del metallo,

che prenderò il posto del modellato nella cavità lasciata libera dalla cera.
Esistono diversi tipi di fusione:- si un cannello;- di processi induttivi;-a laser.
Fusione con cannello e centrifuga
Il di fusione prevede il riscaldamento della lega, tramite cannello, in un crogiuolo di materiale refrattario. Si inizia

introducendo nella centrifuga il crogiuolo in ceramica contente il metallo. Quest’ultimo viene riscaldato con il cannello

fino alla fusione. Quando la lega è completamente allo stato liquido, il cilindro deve essere estratto dal forno ed

alloggiato sull’apposito supporto: la staffa della centrifuga. Si avvicina quindi immediatamente il crogiuolo al

cilindro, e si avvia la centrifugazione.
Rifinitura della fusione
Una volta che il metallo si sia perfettamente raffreddato, si può procedere alla rimozione del rivestimento dal manufatto

metallico. La fusione metallica viene dapprima decapata con appositi sali, quindi ripulita mediante spazzolini o

lievissima sabbiatura. Si stacca quindi la materozza con un disco separatore, e si colloca la fusione sul modello in

gesso. Eventuali imperfezioni o ostacoli alla corretta inserzione del pezzo fuso possono essere evidenziati con matite,

così da facilitare l’individuazione durante la fase di rifinitura. Per evitare il deterioramento del modello originale,

le operazioni finali ( verifica delle chiusure, gommatura e lucidatura con spazzolini e paste lucidanti) possono essere

eseguite su un duplicato del modello di lavoro. La sgrossatura e la rifinitura della fusione avviene con frese in

tungsteno, diamantate,a oliva, ecc…   il lavoro ultimato può quindi essere inviato allo studio medico.
Le apparecchiature
Il forno di preriscaldo: serve per il preriscaldo del cilindri di qualunque dimensione, confezionati con qualsiasi tipo

di rivestimento utilizzato nel laboratori odontotecnici.

La fonditrice. Esistono due tipi: a cannello e a induzione. Lo scopo di essa è quello di fondere per induzione la lega

posta in un apposito crogiuolo e una volta liquida, iniettarla in uno stampo di forma cilindrica precedentemente

preconfezionato.

La sabbiatrice: è un centro di sabbiatura multifunzionale di doti dimensioni, composta da una camera da lavoro con un

proiettore a riciclo abrasivo per la sgrossatura e da due Moduli per micro polveri a perdere. Utilizzando gli abrasivi

più adatti ai singoli scopi, con la sabbiatrice è possibile asportare il rivestimento e le ossidazioni di fusioni su

qualsiasi metallo.

Micromotore: è uno strumento per il laboratorio odontotecnico. Può essere da banco usato con frese da gesso, può essere

usato per vari usi: sgrossare e rifinire i modelli di gesso, rifinire i cucchiai individuali.

Miscelatore sottovuoto è un’apparecchiatura per la lavorazione di rivestimento per cilindri e gessi. Ha il sistema di

aspirazione del vuoto nelle tazze, garantisce che entrambi i contenitori di miscelazione e colata, siano sotto vuoto così

da poter effettuare tutte le operazioni in assenza di aria.

ESPERIENZA PRATICA IN TEMA DI A.S.L (ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO)

Noi ragazzi della 3° A odontotecnici , del istituto professionale dell’industria e del artigianato “Enrico -Fermi”,

abbiamo svolto un’attività scuola-lavoro. Questo progetto lo abbiamo svolto in due periodi: Gennaio e a Febbraio. Nel

laboratorio in cui ho partecipato a questa attività, si trova a San Bonifacio. L’argomento che dovevamo eseguire era la

fusione. Il primo giorno, entrata nel laboratorio, ho cominciato a conoscere l’ambiente e il personale: il mio tutor e il

suo socio, il quale mi aiutava molte volte. Ho cominciato a far vedere al mio tutor come modellavo il quale mi dava molti

consigli utili da cui ho appreso e mi hanno aiutato a migliorare la mia esperienza. La modellazione che dovevo fare era

sull’arcata superiore in cui mancavano i due incisivi e un canino; finita la modellazione ho proseguito a guardare i vari

lavori costruiti dagli odontotecnici. Ho visto, ad esempio, “una riparazione di una protesi mobile spezzata”. Il

procedimento era il seguente: si prende la protesi spezzata e con alcune frese si tira via la resina andando a fresare

fino al crepo. Si vaporizza e si impone la resina a freddo, e quindi si mette nella parte tolta della protesi. Si mette

in acqua calda sottopressione, usando anche una pentola a sottopressione; tirata fuori la protesi, si comincia a fresare

e a togliere le parti in più; in fine si rifinisce con le frese e si lucida con acqua e pomice e pasta lucidante. Quando

ho finito l’osservazione, cominciai a modellare i denti superiori. Mentre modellavo cercavo di osservare alcuni

procedimenti come la ribbasatura a caldo della protesi totale.
Sviluppato il modello master si procede alla messa in muffola. Concludendo con la messa in muffola si apre e si toglie il

materiale da ribasatura. Con la fresa da resina si elimina completamente la resina vecchia della protesi. Si isola la

muffola con isolante gesso-resina e si impone la resina a caldo. Pronta la resina si riempie la muffola e si pressa. Si

può passare alla cottura della resina a caldo; infine si rifinisce la ribasatura e si lucida. Con questo avevo finito il

primo periodo dell’attività.
Tornata in laboratorio nei primi giorni di febbraio ho proseguito con la preparazione del cilindro; ho scavato i denti da

fondere e successivamente ho messo le palline di ritenzione con i canali di colata.
Ho proceduto con la messa del rivestimento e il cilindro l’ho messo in una pentola di pressione. Tirato fuori il cilindro

di silicone dalla massa di rivestimento, potevo metterlo in forno. Ho proseguito con la fusione, inseguito ho messo il

cilindro nella fonditrice a induzione. Pronta la fusione ho tolto la massa di rivestimento e ho sabbiato il manufatto.

Infine ho cominciato a rifinire i denti. Quando ho finito questo lavoro li ho lucidati. Una volta finito, ho osservato la

costruzione di una corona con il sistema cad-cam con cerecsirona. Il procedimento è il seguente: una volta arrivata l’

impronta di un paziente dallo studio che ha bisogno di una corona in zirconio-ceramica. Si disinfetta l’impronta e si

sviluppa con gesso apposito per la lettura 3 dimensionale. Sviluppati i modelli in gesso si gessa in articolatore e si

comincia la preparazione del moncone sfilabile. Si comincia a modellare il dente in base all’elemento prescritto dal

medico. Finita la modellazione, nella parte fresata del sistema cam, c’è un sostenio dove viene collocato il nostro

modellato in cera o in resina. Con il programma cerecsirona, si comincia la lettura del modellato. Quando ha finito la

lettura, il computer elabora i dati e proietta virtualmente sul monitor il modellato in cera. A questo punto il nostro

modellino è pronto per essere fresato. Il computer ci da le dimensioni del blocchetto in zirconio scelto si mette nella

macchina fresante (cam), e avvio il sistema. Quando ha finito di fresare tolgo il modellino dalla apposito sostegno. Il

sistema sirona da la possibilità di colorare il blocchetto con un bagno liquido, a base vegetale, che mi dà la

colorazione dentinale del paziente. Si mette in forno per l procedimento di sinterizzazione, che è un processo, che

comincia da una temperatura ambiente fino ad arrivare a 1500  gradi,e poi ritorna alla temperatura ambiente in circa

sette ore. Finito il processo la corona è pronta per la ceramizzazione. La successiva ceramizzazione deve essere fatta

con una ceramica specifica per lo zirconio. Negli ultimi giorni con i denti che avevo fuso, nella parte vestibolare, ho

imparato ad aggiungere la resina. Il procedimento è il seguente: per prima bisogna mettere una pasta chiamata opaco. L’

opaco serve per nascondere il metallo dalla resina. Dopo si mettono i denti in forno,e si procede con il mettere della

seconda pasta, che è la dentina. Mettendo questa pasta si da la forma della parte vestibolare, e si rimette di nuovo nel

forno; infine si mette lo smalto sempre dando la forma e si rimette a cuocere. Si procede con rifinire e lucidare la

resina. Con questo avevo finito l’ argomento che dovevamo eseguire in laboratorio. In questo laboratorio ci sono macchine

e sistemi nuovi che io non avevo visto fin’ora: la fonditrice a fusione, bunsen elettrici, spatole elettriche, sistema

cad-cam, saldatrice a laser, sistema sirona e il sistema per la produzione dei modelli master con il tipo Zamboni. Mi

sono trovata molto bene in questo laboratorio, anche se all0’inizio mi preoccupavo perche era la prima volta che entravo

in laboratorio. Sono soddisfatta perché ho imparato nuove cose che mi serviranno per il mio futuro.
Ringraziando il professor Caceffo e la professoressa Masin, i quali ci hanno dato questa possibilità e che ci hanno

seguiti durante il nostro percorso.

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