Istituto professionale di stato per l’industria e artigianato
“ENRICO FERMI”
RELAZIONE IN TEMA DI
FUSIONE E SALDATURA
Esperienza teorica a scuola
Esperienza pratica in alternanza scuola lavoro
RACHEVA VESELKA 3 A ODONTO

racheva veselka
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relazione-racheva
ANNO SCOLASTICO 2008/09
Esperienza teorica a scuola
Introduzione
Quest’anno siamo partiti studiando il modulo di Fusione e Saldatura di una protesi fissa in corone e ponti in lega.
Verrano trattati le fasi di lavoro,gli strumenti e le attrezzature di questa lavorazione,facendo riferimento allo studio
teorico e all’applicazione pratica in laboratorio nell’ambito scolastico.
Impronte
L’impronta è il negativo della bocca,cioè la conformazione dei denti e tessuti molli. Si ottiene ponendo il materiale
allo stato pastoso nel portaimpronte e premuto sui tessuti interessati nel cavo orale del paziente. Esistono vari tipi di
materiale da impronta:
-Materiali termoplastici: hanno la proprietà di diventare morbidi quando sono esposti a fonti di calore (acqua calda,aria
calda e fiamma). La temperatura di ammorbidimento e tra i 55° e i 65°C. Questo materiale è costituito da gomma
lacca,stearina,talco e altre sostanza.
-Pasta di Parigi o gesso da impronta: è un materiale rigido. Questo materiale deve essere rotto per essere rimosso dalla
bocca del paziente,quindi ricomposto in laboratorio prima della colatura.
-Paste a base di ossido di zinco ed eugenolo: è un materiale molto preciso,reperibile sotto forma di due masse viscose.
-Alginati o idrocolloidi irreversibili: è un materiale in polvere, che viene aggiunto con l’acqua in dosi opportune si
trasforma in una pasta che,indurisce in circa due minuti. Una volta utilizzato l’alginato è inservibile per nuove
impronte.
-Idrocolloidi reversibili: si utilizza in modo simile ai materiali termoplastici ed e preciso.
-Elastomeri: hanno buone doti di precisione e di resistenza. Sono sotto forma di due paste oppure di una pasta e di un
liquido. Questi materiali sono indicati come silicosi e hanno la caratteristica di essere elastici.
Sviluppo dei modelli
E’ l’esatta riproduzione in positivo della situazione presente nel cavo orale del paziente. Si ottiene colando un
materiale di estrema precisione (gesso) all’interno dell’impronta. I materiali più comunemente usati per lo sviluppo dei
modelli sono il gesso e le resine.
Gesso
E’ usato sia nella colatura dei modelli sia in oltre fasi di lavorazione. Il gesso ha 4 categorie:
-Tipo 1: sono gessi teneri per impronte. Si caratterizzano per la precisione. Sono tutta via molto fragili.
-Tipo 2: sono gessi teneri per modelli. Servono per la realizzazione dei modelli –studio e in tutte le lavorazioni che
non richiedono un gesso molto resistente.
-Tipo 3: sono gessi duri per modelli. Servono nella costruzione di modelli per la protesi totale.
-Tipo 4: sono gessi extra duri per modelli. Sono molto precisi e duri,tanto da essere utilizzati nella realizzazione
delle superficie di lavoro del modello: arcate antagoniste,elementi preparati (monconi,cavità per intarsi ecc.)
Metodo di sviluppo dei modelli
Esistono varie tecniche di colatura per la realizzazione di modelli. per lo sviluppo delle impronte servono: una
scodella,una spatola per gesso,un pennellino,uno strumento,un coltello per gesso e un seghetto per gesso con lama. Sono
necessarie anche alcune attrezzature come il miscelatore sottovuoto,un vibratore e una squadramodelli. Quando ci arriva
l’impronta dal odontoiatra bisogna disinfettarla. Per lo sviluppo di questa impronta viene utilizzato gesso di tipo 3.
L’impasto può essere effettuato utilizzando un miscelatore sottovuoto oppure manualmente. Per evitare che si formano le
bolle d’aria nella massa, ci si serva di un vibratore. Si inizia con una minima quantità di gesso e acqua,e viene
miscelato. Partendo dall’ultimo dente di una emiarcata, si fa raggiungere al gesso quello controlaterale sull’altro
versante. La rimozione del modello non deve avvenire prima di 45-60 minuti. Con un coltello da gesso si fa delicatamente
leva sulle parti esterne del modello. Indurito il gesso si rimuove dall’impronta e si squadrano i modelli. La base del
modello,detta zoccolo,viene ridotta alle dimensioni desiderate,facendole assumere una forma tronco-piramidale. Questo
serve per la posizione dei modelli in articolatore. Il limite per la squadratura è rappresentato dal fornice,che è la
parte più profonda del bordo esterno della parte anatomica del modello.
La squadratura dei modelli si distingue in due tipi:
-squadratura alla francese,che consiste nel seguire simmetricamente l’andamento dell’arcata dentale,del relativo fornice
e del limite posteriore.
-squadratura all’americana,che prevede una forma geometrica con spigoli vivi in punti prestabiliti. Nel superiore tali
punti sono situati in corrispondenza delle proiezioni dei canini,delle proiezioni delle linee che corrono lungo il centro
dei denti, ed infine della linea sagittale mediana. Nell’inferiore , la parte anteriore è arrotondata,mentre un altro
angolo di compenso viene situato tra l’angolo di centro-cresta ed il lato che corre lungo il fornice dei denti
posteriori.
Gessatura in articolatore
L’articolatore è uno strumento la cui funzione è quella di riprodurre nel modo migliore possibile la dinamica dei
movimenti della mandibola e il rapporto di occlusione che intercorre tra le due arcate dentarie. I due modelli,superiore
e inferiore,vengono inseriti sull’articolatore per riprodurre i rapporti esistenti nella realtà.
Esistono diversi tipi di articolatori:il più utilizzato è l’articolatore a valori medi (A.V.M). Si compone di due
branche,una superiore e una inferiore,e connesso da una doppia cerniera che simula l’articolazione temporo-mandibolare. A
ogni branca è avvitata una piastrina rimovibile alla quale viene gessato il modello.
Articolazione Temporo-Manibolare: è l’articolazione più complessa del corpo umano,essa è una bicondiloartrosi (due
condili articolazioni) cioè un articolazione dotata di ampia mobilità, che vede impegnate due strutture articolari: il
condilo mandibolare da una parte e la sua cavità glenoidale del condilo temporale. Il primo (A.t.m) è una struttura
ossea in cui si distinguono una porzione anteriore convessa e una porzione posteriore piatto. La cavità glenoide è
limitata posteriormente dal meato acustico esterno e dalla sutura Petro-Timpanica (scissure diglaser), mentre
anteriormente è limitata dal Tubercolo articolare dell’osso temporale o condilo temporale. Queste due strutture si
articolano tra loro,grazie al disco articolare detto anche menisco. Il menisco è composto da tessuto fibroso e ha la
forma di una lente biconcava elastica. Esso modifica la sua forma durante l’escursioni mandibolari risultando concavo
anteriormente dove entra in contatto con il condilo temporale,convesso posteriormente in corrispondenza della cavità
glenoide. Le superfici ossee sono mantenuti tra loro a mezzo della capsula articolare. Essa è inserita a livello dell’
osso temporale anteriormente al tubercolo articolare e posteriormente alla cavità glenoide,in basso invece si inserisce
sul condilo mandibolare. Per capsula si intende 4 legamenti: tereo mandibolare, stilo mandibolare, terego mandibolare e
temporo mandibolare. La capsula è divisa in:menisco superiore che consente movimenti di scivolamento e scorrimento della
mandibola e comprende l’articolazione tra menisco e l’osso temporale. Mentre quello inferiore comprende alla mandibola
movimenti di rotazione e movimenti a cerniera della bocca. I movimenti che la mandibola compie sono: abbassamento,
innalzamento,protusione,lateralità e retrusione.
Classificazione di Angle
La classificazione di Angle si tratta di una classificazione ortodontica composta da tre classi. Si riferisce ai
soggetti dentuli, che classifica principalmente nelle tre classi in funzione di una “chiave” identificata dal rapporto
tra i primi molari superiori e inferiori. Prima classe: la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore
articola con il solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore.Seconda classe: la cuspide mesio-vestibolare del primo
molare superiore articola mesialmente al solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore.Terza classe: la cuspide
mesio-vestibolare del primo molare superiore articola distalmente al solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore.
Modellazione
La modellazione in cera in genere e quella dei denti,è un’operazione basilare per tutte le tecniche del campo
odontotecnico e in special modo per quelle relative alla realizzazione della protesi fissa.
Sistemi di modellazione
Ci sono due sistemi di modellazione : goccia a goccia e P.K.Thomas.
-goccia a goccia: questa tecnica prevede la modellazione estremamente funzionale,nella quale la cera viene applicata in
fasi successive ben definite
-P.K.Thomas: definisce un tipo di occlusione che sposta il contatto delle cuspidi dalle creste marginali alle fosse del
singolo dente antagonista,realizzando un’occlusione tra singoli denti.
Le cere
Le cere sono sostanze che divengono teneri e plastiche se vengono riscaldate,mentre induriscono con il successivo
raffreddamento. Si suddividono in naturali,che possono essere di origine minerale,animale o vegetale e artificiali. In
odontotecnica si utilizzano per:
-la modellazione di parti di protesi da trasformare in metallo o resina;
-la modellazione di corone,intarsi,scheletriti;
-per il bordaggio delle impronte
Naturali di origine minerale
Parafina: non è cera,ma un miscuglio di diversi idrocarburi. Deriva dal petrolio e ozocherite. E’ commercializzata in
masse bianche,traslucide e inodorati. Il suo intervallo di fusione è tra 40°-60°C.
Cere microcristalline: derivano dalla paraffina greca. La loro struttura microcristallina le rende meno fragili e più
tenace della paraffina. Il suo intervallo di fusione e di 60°-98°C.
Ozocherite: è reperibile nei giacimenti di petrolio. Appare molle,plastica e amorfa. Ha un colore giallo-bruno. L’
intervallo di fusione e di 50°-80°C.
Ceresina: è ottenuta dall’ozzocherite. Il suo intervallo di fusione e 61°-78°C.viene quasi sempre miscelata con la
paraffina.
Cera montana: è una cera dura e fragile,spesso impiegata in sostituzione di altre cere vegetali per aumentare la durezza
e la temperatura di fusione. L’intervallo di fusione è 83°-84°C.
Naturali di origine animale
Cera d’api: è la sostanza da cui sono fornite le celle esagonali costituenti i favi degli alveari. Dopo vari processi,a
raffreddamento,si ottiene un disco di cera (panella). Il suo intervallo di fusione è 62°-66°C.viene utilizzata per
miscelle collose,cui conferisce plastica e potere adesivo.
Naturali di origine vegetale
Cera carnauba: è sottoforma di sottile stato glutinoso dalle foglie della palma da cera. Il suo colore varia dal grigio-
verdastro al giallognolo. E’ più dura della cera d’api,e il suo intervallo di fusione è 83°-86°C. Fornisce alle cere
dentali bassa espansione e bassa contrazione.
Candellila: deriva da una pianta erbacea,si usa nelle miscele per diminuire la contrazione ed ha l’intervallo di fusione
tra 65°-69°C.
Cera del Giappone: deriva dalla estrazione di frutti che contengono grasso.
Burro di cacao: una cera di vero e proprio grasso,si estrae dai semi di cacao e il suo colore è giallognolo. Intervallo
di fusione 30°-35°C.
Cere artificiali o sintetiche
Sono caratteristiche fisiche controllabili ed un elevato grado di purezza. Vengono utilizzati come plastificanti.
Cere dentali
Si distinguono in:cere da modellazione per fusione,preformati per fusione,per masse marginali,da immersione,per
boxing,collante,in blocchi da intaglio.
Cere per modellare
Vengono impiegate nella modellazione di protesi da trasformare in metallo o resina. A seconda del loro uso vengono
suddivise in cere per fusione e cere per placche base.
Cere per fusione: servono per la modellazione completa o parziale di protesi da trasformare in metallo mediante il
procedimento della fusione a cera persa. Queste cere devono offrire una buona stabilità dimensionale,riportare la
precisione dei dettagli,si distinguono in due categorie:
-regular e sono morbide
-bard sono più dure
Cere per intarsi: si utilizzano per la modellazione di intarsi mediante l’utilizzo di due diversi sistemi:
-il metodo diretto: il medico modella direttamente l’intarsio nel cavo orale del paziente,inviando dopo al laboratorio
per la fusione
-il metodo indiretto: l’intarsio viene modellato dal tecnico su un modello.
Cere per ponti o corone: vengono utilizzati per modellazione di strutture protesiche
Cere preformate per fusioni: utilizzate per la modellazione in cera di parti di protesi scheletriti che poi diventano
metalli,sono confezionati sotto forma di fogli,fili o ganci.
Cere per placche base: si suddividono in:
-cere morbide: trovano impiego nella modellazione da margini e placche.
-cere con durezza media o invernale: sono utilizzate nel confezionamento di basi che andranno provate dal medico nella
bocca del paziente.
-cere dure o estive: presentano una maggiore durezza e quindi una elevata temperatura di ammorbidimento.
Cere di lavorazione o di utilità
Sono dotate di buona adesività e vengono utilizzate per facilitare varie operazioni. Sono suddivisi in: cere collanti,da
bordaggio,preformati per perni di fusione o mandate.
Cere collanti: servono per tenere unite le parti metalliche da saldare e per fissare diversi pezzi tra loro. Sono fornite
sotto forma di bastoncini o coni di colore vivo. Hanno elevata temperatura di fusione. Queste cere sono rigide e fragili.
Cere da bordaggio: sono sotto forma di fogli morbidi e leggermente adesivi.
Cere per spine di fusione: sono sotto forma di canali preformati con barra stabilizzatrice.
Cere per impronte: si suddividono in cere per registrazione e cere per impronte vere e proprie.
Cere per registrazione: possono essere fornite in lastre,barre dirette o sagomate. Sono utilizzate alle basi di prova o
per registrare i rapporti tra le arcate.
Cere per impronta: sono simili alle cere da boxing,sono utili al clinico per rendere più precisi i portaimpronta standart
e per evitare al paziente fastidiose fuoriuscite di materiali da impronta fluidi.
Definizione di protesi
Il termine protesi significa una sostituzione artificiale di uno o più denti andati o perduti. Qualsiasi sostituzione
artificiale di un organo adatta a ripristinare le funzioni dell’apparato masticatorio nel rispetto dei tessuti orali. Le
protesi si possono classificare basandosi sulla porzione dei denti da sostituire o sul numero di denti mancanti:
Protesi di ricostruzione
Ripristina un dente singolo o una parte di esso. Se viene ricostruita tutta o quasi tutta la corona si parlerà di protesi
di ricostruzione extracoronale(wenner,corona a tre quarti ecc.).
Protesi di sostituzione
Per questa protesi si intende sostituzione di elementi andati o perduti. Sostituzione parziale quando sostituisce alcuni
elementi mancanti di una arcata. Protesi di sostituzione totale è quando sostituisce completamente elementi dentali
mancanti di una o di tutte due arcate.
Protesi fisiologica
È il tipo di protesi nella quale i carichi masticatori vengono sostituiti dai denti pilastro residui e vengono scaricati
sull’osso alveolare.
Protesi semi-fisiologica
E’ il tipo di protesi nella quale scarica le forze masticatorie sui denti rimasti per mezzo dei ganci,in parte sui denti
pilastro e in parte sulla mucosa gengivale e quindi sulle arcate.
Protesi afisiologica
E’ il tipo di protesi nella quale scarica le forze masticatorie completamente sulla mucosa,la gengiva,le arcate e l’osso
sottostante,in quanto mancano denti o radici adatti a sopportarli.
Protesi fissa
E’ un tipo di protesi che viene fissata,cioè cementata,ad elementi dentari (monconi o intarsi) di sostegno. Alcuni esempi
di questo gruppo sono:la corona weneer in resina o ceramica,corona a giacca,corona tre quarti,intarsi,ponti,perno-moncone
e la corona richmond .
Protesi mobile
E’ una protesi che sostituisce un’arcata o parte di essa,e può essere rimossa in qualsiasi momento dal paziente. Può
essere totale,parziale o scheletrata.
Protesi scheletrata
E’ una struttura in metallo,solitamente cromo,cobalto,nichel e molibdeno,che supporta una placca in resina più denti
artificiali.
Protesi combinata
Viene utilizzata quando in un’arcata parzialmente edentula alcuni elementi sono fissi (ponti),altri mobili (scheletrati
con denti artificiali). Connesse tra loro per mezzo di attacchi.
Protesi ortodontica
E’ una protesi temporanea (da alcuni mesi ad alcuni anni),che ha la funzione di correggere anomalie osteo-dentali e
correggere la crescita delle ossa mascellare e mandibolare. Può essere mobile o fissa.
Protesi speciale
E’ una classificazione di protesi che riguardano situazione legate al ripristino delle funzioni del cavo orale. Esse
sono:
• Protesi di fissazione:ha la funzione di bloccare e mantenere fissi tra loro alcuni elementi dentari per un
periodo di tempo variabile. In modo da ripristinare integrità di due capi ossei in caso di frattura,oppure di rinsaldare
elementi dentali mobili a causa di par odontopatie.
• Impianti: particolari tipi di protesi composte da materiali speciali di diverso tipo,che vengono inseriti nell’
osso mediante intervento chirurgico. In modo da costruire un utile supporto agli elementi dentali artificiali.
• Protesi chirurgiche: sono protesi che sostituiscono parti di ossa o mucosa andate o perdute in seguito a traumi o
interventi chirurgici.
Funzione della protesi dentale
E’ necessario nella ricostruzione protesica avvicinarsi il più possibile alla morfologia dentale naturale,innanzi tutto
per i fattori funzionari legati alle caratteristiche dei gruppi di denti,ai fattori estetici che sono importantissimi per
ricostruire forma e colore del dente naturale. La funzione dei gruppi di denti per appartenenza si suddivide in due
categorie: incisivi-taglio,premolari e molari-tratturazione,canini-stacco. Inoltre la funzione fonetica nella pronuncia
delle lettere. La forma del dente ricostruito influenza anche il fattore gnatologico e la protezione dei tessuti
gengivali. In caso se la corona tocca la gengiva diventa un’infezioni chiamata tasca pululenta,che è l’infezione della
polpa con le fibre parodontali.
Estetica
L’abilità del tecnico ricerca nelle sue capacità e conoscenze un valore estetico molto alto per ridare al paziente una
vita sociale adeguata. Certo è che il tecnico guarderà di ridare al paziente prima dell’estetica il valore funzionale.
Sono tanti i valori estetici da valutare,non è detto che i denti bianchi donano lucentezza al viso del paziente,ma,è vero
che la forma del dente e legata alla forma del viso,alla conformazione delle labbra e alla pigmentazione della pelle. Per
cui il valore estetico viene ricercato sulla base di più dati valutabili.
Funzione gnatologica
Una corretta funzione gnatologica concorre ad allontanare da tutti gli elementi presenti nel cavo orale l’insorgenza di
una notevole quantità di patologie. La mandibola compie vari movimenti durante la masticazione,lo studio dei quali è
compiuto della gnatologia. Nella funzione gnatologica riproduce l’occlusione. Che può essere un’occlusione abituale e
un’occlusione centrale. La prima è una posizione di chiusura abituale non propriamente definita,invece la seconda è una
posizione di chiusura di maggior numero di contatti fra i denti.
Masticazione
Le caratteristiche delle singole facce occlusali dei denti artificiali devono permettere una buona azione
masticatoria,permettendo al paziente di tagliare e triturare il cibo senza movimenti innaturali. La conformazione delle
superficie occlusali dei denti posteriori,insieme al contenimento laterale fornito da guance e lingua,deve garantire che
il cibo interposto tra le arcate non sia soggetto a vie di fuga che ne impediscano il trituramento. Nella superficie
occlusale dei denti superiori devono proteggere le guance da accidentali intrusioni tra le arcate durante la masticazione
e la deglutizione.
Fonazione
La cavità orale svolge un importante funzione nella fonazione,che non deve risultare compromessa della riabilitazione
protesica. L’importanza che rivestono sotto questo aspetto soprattutto i denti frontali superiori e inferiori,interessati
alla pronuncia di alcuni fonemi e al condizionamento del flusso d’aria di espirazione.
Fasi di fusione
I manufatti modellati in cera, vengono trasformati in robusti funzionali dispositivi metallici attraverso il procedimento
della fusione.
Applicazione dei perni
Per permettere al metallo fuso di entrare nel calcolo di rivestimento, nel quale assumerà la forma definitiva, è
indispensabile creare, nella massa del rivestimento, un percorso di ingresso, detto canale di colata, attraverso il quale
il metallo liquido possa scorrere, sino a raggiungere la forma lasciata dal modellato nel rivestimento. Per ottenere tale
canale di colare, il modellato in cera viene collegato alla sommità si un cono posto nella base del cilindro di fusione.
All’interno del cilindro viene quindi colata la massa di rivestimento, che una volta solidificata, conserverà “in
negativo” l’impronta del manufatto in cera, nel fra tempo eliminato dal calore. Le spine di fusione, quindi, non servono
soltanto a fissare il modellato all’interno del cilindro, ma, durante la fusione, fungono anche da canale di colata. Esse
assolvono inoltre, se correttamente posizionate sul cono, alla cavità lasciata dalla cera la quantità di metallo liquido
necessario a compensare la normale contrazione della lega in fase di solidificazione.
Cilindri
Il rivestimento, dopo l’applicazione del modellato alla base conica, viene colato in un cilindro preventivamente fissato
alla stessa. Si distinguono due tipi di cilindro:-cilindri in metallo: sono dotati di buona termostaticità le pareti
metalliche consentono, durante la fusione, il mantenimento della temperatura raggiunta in forno.-Cilindri in plastica,
silicone o gomma:svolgono la funzione di boxaggio durante le operazioni di colata e presa del rivestimento.
Posizionamento del modellato nel cilindro
Il manufatto in cera non deve essere posto troppo in prossimità del bordo esterno del cilindro. Un corretto
posizionamento del modellato impone che le nutrici si trovino nel centro termico, ossia nella zona che raffredda per
ultima. Esse potranno così sfruttare al massimo le temperature raggiunte dal nucleo centrale della massa refrattaria e
svolgere al meglio la propria funzione; la cavità negativa lasciata dal manufatto protesico in cera, dovrà invece
rimanere al di sopra del centro termico, rimanendo tuttavia al di sotto della sommità della massa refrattaria (da 3 a 7
mm circa).
Procedimento di fusione
Si considera ora lo sviluppo in rivestimento di un intarsio e la sua successiva fusione in lega d’oro.
Preparazione del cilindro
Il modellato viene dotato di spine di fusione, connesso alla barra di stabilizzazione, e fissato alla base conica. Prima
del suo collegamento alla base del cilindro, per determinare con esattezza la quantità di metallo necessario
all’esecuzione della fusione completa, si pesa il corpo in cera, moltiplicando poi questa misura per il peso specifico
della lega utilizzata:
peso del corpo in cera = g 1 – peso specifico metallo = 13.8
1 x 13.8 = 13.8 = peso del metallo da fondere.
In seguito si fissa il cilindro alla base conica e si applica un riduttore di tensione superficiale, cioè un liquido che
ha la funzione di agrevolare lo scorrimento del rivestimento sulle pareti del modellato; infine si passa alla colatura
del rivestimento. Questo viene impiegato nelle modalità suggerite dal produttore, e colato con l’ausilio di un vibratore
e di un miscelatore sottovuoto.
Ultimate le fasi precedenti, il cilindro può essere inserito in una pentola a pressione e portato a circa 1,5 atm, per un
tempo non superiore a 8 min.
Questa procedura permette di ridurre a dimensioni trascurabili piccole inclusioni di aria eventualmente ancora presenti
sulle superfici del modellato.
Per poter togliere meglio, in seguito, il rivestimento, mettiamo un foglio di fibra di porcellana.
Inserimento in forno
Esaurita la fase di indurimento , che dura un’ora, il rivestimento può essere rimosso dalla base e liberato dal cilindro.
Solitamente il cilindro viene posto nel forno e portato a circa 250° C ; a tale temperatura rimane per circa un’ora, dopo
di che viene portato, a temperature oscillanti tra 650° e 750° C. Infine, dopo un breve intervallo a questa temperatura,
viene introdotto nell’apposito apparecchio per fusione.
Fusione
Raggiunta la temperatura prestabilita, il cilindro viene introdotto nella fonditrice in vista della colatura del metallo,
che prenderò il posto del modellato nella cavità lasciata libera dalla cera.
Esistono diversi tipi di fusione:- si un cannello;- di processi induttivi;-a laser.
Fusione con cannello e centrifuga
Il di fusione prevede il riscaldamento della lega, tramite cannello, in un crogiuolo di materiale refrattario. Si inizia
introducendo nella centrifuga il crogiuolo in ceramica contente il metallo. Quest’ultimo viene riscaldato con il cannello
fino alla fusione. Quando la lega è completamente allo stato liquido, il cilindro deve essere estratto dal forno ed
alloggiato sull’apposito supporto: la staffa della centrifuga. Si avvicina quindi immediatamente il crogiuolo al
cilindro, e si avvia la centrifugazione.
Rifinitura della fusione
Una volta che il metallo si sia perfettamente raffreddato, si può procedere alla rimozione del rivestimento dal manufatto
metallico. La fusione metallica viene dapprima decapata con appositi sali, quindi ripulita mediante spazzolini o
lievissima sabbiatura. Si stacca quindi la materozza con un disco separatore, e si colloca la fusione sul modello in
gesso. Eventuali imperfezioni o ostacoli alla corretta inserzione del pezzo fuso possono essere evidenziati con matite,
così da facilitare l’individuazione durante la fase di rifinitura. Per evitare il deterioramento del modello originale,
le operazioni finali ( verifica delle chiusure, gommatura e lucidatura con spazzolini e paste lucidanti) possono essere
eseguite su un duplicato del modello di lavoro. La sgrossatura e la rifinitura della fusione avviene con frese in
tungsteno, diamantate,a oliva, ecc… il lavoro ultimato può quindi essere inviato allo studio medico.
Le apparecchiature
Il forno di preriscaldo: serve per il preriscaldo del cilindri di qualunque dimensione, confezionati con qualsiasi tipo
di rivestimento utilizzato nel laboratori odontotecnici.
La fonditrice. Esistono due tipi: a cannello e a induzione. Lo scopo di essa è quello di fondere per induzione la lega
posta in un apposito crogiuolo e una volta liquida, iniettarla in uno stampo di forma cilindrica precedentemente
preconfezionato.
La sabbiatrice: è un centro di sabbiatura multifunzionale di doti dimensioni, composta da una camera da lavoro con un
proiettore a riciclo abrasivo per la sgrossatura e da due Moduli per micro polveri a perdere. Utilizzando gli abrasivi
più adatti ai singoli scopi, con la sabbiatrice è possibile asportare il rivestimento e le ossidazioni di fusioni su
qualsiasi metallo.
Micromotore: è uno strumento per il laboratorio odontotecnico. Può essere da banco usato con frese da gesso, può essere
usato per vari usi: sgrossare e rifinire i modelli di gesso, rifinire i cucchiai individuali.
Miscelatore sottovuoto è un’apparecchiatura per la lavorazione di rivestimento per cilindri e gessi. Ha il sistema di
aspirazione del vuoto nelle tazze, garantisce che entrambi i contenitori di miscelazione e colata, siano sotto vuoto così
da poter effettuare tutte le operazioni in assenza di aria.
ESPERIENZA PRATICA IN TEMA DI A.S.L (ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO)
Noi ragazzi della 3° A odontotecnici , del istituto professionale dell’industria e del artigianato “Enrico -Fermi”,
abbiamo svolto un’attività scuola-lavoro. Questo progetto lo abbiamo svolto in due periodi: Gennaio e a Febbraio. Nel
laboratorio in cui ho partecipato a questa attività, si trova a San Bonifacio. L’argomento che dovevamo eseguire era la
fusione. Il primo giorno, entrata nel laboratorio, ho cominciato a conoscere l’ambiente e il personale: il mio tutor e il
suo socio, il quale mi aiutava molte volte. Ho cominciato a far vedere al mio tutor come modellavo il quale mi dava molti
consigli utili da cui ho appreso e mi hanno aiutato a migliorare la mia esperienza. La modellazione che dovevo fare era
sull’arcata superiore in cui mancavano i due incisivi e un canino; finita la modellazione ho proseguito a guardare i vari
lavori costruiti dagli odontotecnici. Ho visto, ad esempio, “una riparazione di una protesi mobile spezzata”. Il
procedimento era il seguente: si prende la protesi spezzata e con alcune frese si tira via la resina andando a fresare
fino al crepo. Si vaporizza e si impone la resina a freddo, e quindi si mette nella parte tolta della protesi. Si mette
in acqua calda sottopressione, usando anche una pentola a sottopressione; tirata fuori la protesi, si comincia a fresare
e a togliere le parti in più; in fine si rifinisce con le frese e si lucida con acqua e pomice e pasta lucidante. Quando
ho finito l’osservazione, cominciai a modellare i denti superiori. Mentre modellavo cercavo di osservare alcuni
procedimenti come la ribbasatura a caldo della protesi totale.
Sviluppato il modello master si procede alla messa in muffola. Concludendo con la messa in muffola si apre e si toglie il
materiale da ribasatura. Con la fresa da resina si elimina completamente la resina vecchia della protesi. Si isola la
muffola con isolante gesso-resina e si impone la resina a caldo. Pronta la resina si riempie la muffola e si pressa. Si
può passare alla cottura della resina a caldo; infine si rifinisce la ribasatura e si lucida. Con questo avevo finito il
primo periodo dell’attività.
Tornata in laboratorio nei primi giorni di febbraio ho proseguito con la preparazione del cilindro; ho scavato i denti da
fondere e successivamente ho messo le palline di ritenzione con i canali di colata.
Ho proceduto con la messa del rivestimento e il cilindro l’ho messo in una pentola di pressione. Tirato fuori il cilindro
di silicone dalla massa di rivestimento, potevo metterlo in forno. Ho proseguito con la fusione, inseguito ho messo il
cilindro nella fonditrice a induzione. Pronta la fusione ho tolto la massa di rivestimento e ho sabbiato il manufatto.
Infine ho cominciato a rifinire i denti. Quando ho finito questo lavoro li ho lucidati. Una volta finito, ho osservato la
costruzione di una corona con il sistema cad-cam con cerecsirona. Il procedimento è il seguente: una volta arrivata l’
impronta di un paziente dallo studio che ha bisogno di una corona in zirconio-ceramica. Si disinfetta l’impronta e si
sviluppa con gesso apposito per la lettura 3 dimensionale. Sviluppati i modelli in gesso si gessa in articolatore e si
comincia la preparazione del moncone sfilabile. Si comincia a modellare il dente in base all’elemento prescritto dal
medico. Finita la modellazione, nella parte fresata del sistema cam, c’è un sostenio dove viene collocato il nostro
modellato in cera o in resina. Con il programma cerecsirona, si comincia la lettura del modellato. Quando ha finito la
lettura, il computer elabora i dati e proietta virtualmente sul monitor il modellato in cera. A questo punto il nostro
modellino è pronto per essere fresato. Il computer ci da le dimensioni del blocchetto in zirconio scelto si mette nella
macchina fresante (cam), e avvio il sistema. Quando ha finito di fresare tolgo il modellino dalla apposito sostegno. Il
sistema sirona da la possibilità di colorare il blocchetto con un bagno liquido, a base vegetale, che mi dà la
colorazione dentinale del paziente. Si mette in forno per l procedimento di sinterizzazione, che è un processo, che
comincia da una temperatura ambiente fino ad arrivare a 1500 gradi,e poi ritorna alla temperatura ambiente in circa
sette ore. Finito il processo la corona è pronta per la ceramizzazione. La successiva ceramizzazione deve essere fatta
con una ceramica specifica per lo zirconio. Negli ultimi giorni con i denti che avevo fuso, nella parte vestibolare, ho
imparato ad aggiungere la resina. Il procedimento è il seguente: per prima bisogna mettere una pasta chiamata opaco. L’
opaco serve per nascondere il metallo dalla resina. Dopo si mettono i denti in forno,e si procede con il mettere della
seconda pasta, che è la dentina. Mettendo questa pasta si da la forma della parte vestibolare, e si rimette di nuovo nel
forno; infine si mette lo smalto sempre dando la forma e si rimette a cuocere. Si procede con rifinire e lucidare la
resina. Con questo avevo finito l’ argomento che dovevamo eseguire in laboratorio. In questo laboratorio ci sono macchine
e sistemi nuovi che io non avevo visto fin’ora: la fonditrice a fusione, bunsen elettrici, spatole elettriche, sistema
cad-cam, saldatrice a laser, sistema sirona e il sistema per la produzione dei modelli master con il tipo Zamboni. Mi
sono trovata molto bene in questo laboratorio, anche se all0’inizio mi preoccupavo perche era la prima volta che entravo
in laboratorio. Sono soddisfatta perché ho imparato nuove cose che mi serviranno per il mio futuro.
Ringraziando il professor Caceffo e la professoressa Masin, i quali ci hanno dato questa possibilità e che ci hanno
seguiti durante il nostro percorso.
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