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giu 30

Questo video molto esplicativo circa le varie fasi della tecnica manuale di Enrico Steger per la preparazione di corone e ponti in zirconio  in laboratorio odontotecnico, è preso dalla rete e dalle possibilità wiki che offre..

Potrete vedere chiaramente la preparazione da parte dell’ odontotecnico brasiliano della cappetta singola e del ponte su impianti, dapprima in resina (con la precisione marginale richiesta) e poi trasformata in zirconio pre-sinterizzato per poi essere sinterizzato in forno.

Sembra un po’ complesso il passaggio dal ponte in resina a quello in zirconio ma, per un odontotecnico, dopo aver appreso le varie fasi con sicurezza tutto diventa più facile.

Il pantografo manuale “legge” il ponte in resina su un lato del piatto e lo riproduce con la fresa (di varie grandezze e forme) sull’ altro lato del piatto, dove il ponte vero e proprio viene fresato in laboratorio odontotecnico.

Chissà se a qualche giovane collega odontotecnico non venga l’ idea di specializzarsi come tecnico cad-cam o nella tecnica di Enrico Steger, visto che sempre più laboratori odontotecnici investono su materiali ceramici metal-free….

Raccolta la dritta?

Buona visione

Daniele

P.S.Se non conoscete youtube (alzi la mano che non usa questo fantastico strumento) clicate nel secondo riquadro in basso da destra, per visualizzare a schermo pieno.

giu 27

IL NUOVO ODONTOTECNICO: strategie di un mondo che cambia.

“…..prenditi tutto il tempo che vuoi, non importa, basta che tu lo faccia bene…”

Negli anni ‘80/’90 si sentiva dire spesso questa frase in laboratorio odontotecnico, dove il titolare si preoccupava di servire in modo ineccepibile i suoi dentisti/clienti.

Era coinvolto emozionalmente nel soddisfare i dentisti, per non avere reclami, senza tenere sotto controllo le spese (da una analisi dei costi di settore risulta che la tariffa oraria complessiva dei dipendenti sia la voce a bilancio che incide per più del 30% sui costi di gestione totali) e quindi senza tener sotto la lente i ricavi, fine ultimo di ogni azienda, piccola o grande che sia.

Il listino prezzi era fatto sostanzialmente dal medico (“..si..si va bene però mi fai uno sconto del 20%) ed i volumi di lavoro iniziavano a scarseggiare rispetto al periodo aureo degli anni ‘60/’70

In quel periodo la situazione era diversa: gli istituti professionali per odontotecnici si contavano, su tutto il territorio nazionale, sulle dita di una mano ed erano perlopiù privati e molto costosi.

Io iniziai a lavorare come ragazzo di bottega nel ’76, mentre ancora frequentavo la scuola e ricordo che i laboratori odontotecnici della mia città non erano più di 6/7 con molti dipendenti ed i dentisti si recavano al laboratorio con la borsa piena di impronte e, discutendo col titolare, concordavano i tempi e le modalità di consegna!

Il rapporto dentisti/laboratori era sbilanciato a favore del laboratorio e le imprese artigiane del settore avevano la sola difficoltà nel reperire dipendenti abili o ragazzi volenterosi nell’ apprendere l’ arte..

Gli utili netti dei pochi fortunati ad essere proprietari di laboratori odontotecnici erano interessanti.

Le cose cambiarono: in molte città italiane aprirono scuole professionali per odontotecnici e molti studenti, attratti dalla prospettiva di grandi guadagni, vi si iscrissero proseguendo poi con la creazione di migliaia di realtà artigiane (generalmente tutte micro imprese) che saturarono il mercato: oggi, nella mia città di trecentomila abitanti, si contano 250 laboratori “ufficiali”.

Contemporaneamente, con le cicliche crisi economiche, il lavoro diminuisce e persino i dentisti, si lamentano del notevole calo di lavoro (una indagine dell’ANDI per l’ anno 2005 dichiarava una diminuzione di 1.000.000 di unità sulle poltrone dei suoi associati!!)

Come sempre accade però il mercato ,con le sue leggi imparziali, effettua la sua autoregolazione naturale nel cercare di riequilibrare la situazione che non è più, per vari motivi, funzionale.

E’ stato calcolato che nel quinquennio 2003/2007 ci sia stato un saldo negativo di aziende del nostro settore del 27% ,tutte micro imprese, purtroppo non bene strutturate per adeguarsi alla crisi persistente.

Ecco come, la noncuranza dei tempi di lavorazione, il mancato controllo degli standard di qualità e delle fonti di approvvigionamento dei macchinari e materiali, il mancato controllo dei finanziatori (banche) insomma una assenza di controllo di gestione professionale, porti  l’azienda in sofferenza sia finanziaria che patrimoniale.

Il nuovo odontotecnico deve lavorare con un occhio al banco e l’ altro al cronometro appeso al collo, deve annotare su schede prestampate tutti i tempi di lavorazione delle relative fasi, prender nota di ogni non conformità relativa ad ogni singola commessa, in modo da poter riferire con precisione al titolare ( e da questi al dentista) ogni incongruità di processo.

Il nuovo odontotecnico deve assumersi ogni responsabilità del suo operato controfirmando (nel caso di lavorazioni parziali) ogni processo eseguito e siglando con un “visto” (dopo un controllo) ogni lavorazione eseguita da un collega.

Il nuovo odontotecnico deve avere capacità tecniche, teoriche e manuali tali da poter contribuire al miglioramento del livello tecnico ed umano della realtà artigiana in cui vive e dalla quale trae sostentamento per sé e per la sua famiglia.

Il nuovo odontotecnico deve sapere che sono finiti i tempi del “…accada quel che accada alle sei me ne vado” e che il suo impegno( fisico ed intellettuale) deve essere profuso senza nessun tipo di ritrosia,  perché il bene dell’azienda è anche (nelle giuste proporzioni) il bene per sé.

Un capitolo a parte va riservato al titolare del laboratorio odontotecnico, figura sulla quale si rivolge , in ultima analisi,  tutta la responsabilità della sua azienda.

Il titolare di un’impresa artigiana, di stampo tradizionale, è una figura che, china sul suo banco di lavoro, impiega gran parte della sua vita nel rincorrere, con ansia, tutte le scandenze temporali che i committenti gli assegnano, senza avere né il tempo né le capacità imprenditoriali per far crescere la sua impresa in modo coerente e soddisfacente.

La classe artigiana, per definizione, è da sempre una categoria di lavoratori innamorata della propria arte, del sapere acquisito negli anni con sacrificio e spesso (agli inizi) senza nessuna retribuzione, ripagata con la possibilità di “imparare un mestiere”.

Questa formazione però gli si ritorce contro nel senso che i suoi sforzi sono tesi continuamente al crearsi la manualità (dote particolarmente necessaria agli odontotecnici), lasciando poco o nulla alla formazione teorica (gli istituti professionali sono quello che sono) e imprenditoriale intesa nel senso più stretto della parola.

Ecco che un ragazzo pieno d’entusiasmo esce dal percorso scolastico e, se è stato fortunato ad aver frequentato negli anni di studio un laboratorio, si trova in grado di aprire un’attività in proprio, ma non ha una minima idea di come impostare la parte economico-finanziaria

A questo punto spesso commette l’ errore della sua vita:

affronta l’ Everest  del mercato del lavoro senza aver le competenze dell’ imprenditore!

Si butta a capo chino sul lavoro e, per poter acquisire clienti, propone un listino inadeguato (per il bisogno di lavorare) che non riuscirà mai più a rendere adeguato!

Un listino che non tenga conto delle qualità intrinseche del suo lavoro (se ne ha) e dei costi di produzione di ogni singolo articolo venduto!

Nel commercio determinare il prezzo di vendita di un articolo è molto facile: prendo il prezzo di acquisto all’ ingrosso, lo ricarico della percentuale adeguata (che tenga conto dei costi generali dell’ impresa e del guadagno che imputo al mio lavoro), tempi di lavorazione non ne esistono, ecco che il prezzo di vendita è presto fatto e mi dà la certezza che se vendo, automaticamente guadagno.

Per noi artigiani  invece è molto più difficile includere in ognuno dei nostri dispositivi i numerosi costi di gestione, tra i quali il più rilevante è “il tempo uomo”.

Ma di questo argomento parleremo nel prossimo special report: “Analisi dei costi in laboratorio odontotecnico” disponibile il prossimo mese.

Daniele

giu 19

Istituto Professionale Statale Per L’Industria e L’Artigianato

Relazione in tema di Fusione e Saldatura:

-Esperienza Teorica a scuola
-Esperienza Prattica in Alternanza scuola-lavoro

Di: Ariton Simona
Classe: 3°A Odontotecnici
A.S.  2008/2009

ariton simona

ariton simona

Se volete visualizzare la relazione completa di immagini cliccate sul link sottostante:


relazione-di-ariton-simona

EPERIENZA TEORICA A SCUOLA:

Dal mese di ottobre la classe 3 A odontotecnici,insieme al professor Caceffo Nicola ha eseguito e approfondito il tema di:Fusione e Saldatura.La parte teorica è stata svolta in classe,mentre la parte prattica in laboratorio.
Generalmente si parte dallo sviluppo di un modello tratto da un’impronta in alginato.
Impronte:
L’impronta è il negativo delle arcate dentarie,permette all’odontotecnico di trarre una serie di informazioni della soluzione  odontoiatrica del paziente.
Esistono  varie tipologie di impronte in base ai materiali:
MATERIALI TERMOPLASTICI:
Hanno la proprietà di diventare morbidi quando sono esposti a fonti di calore (Acqua calda).Introdotti nella bocca del paziente si addattano facilmente e legono la conformazione.
ALGINATI o IDROCOLLOIDI IRREVERSIBILI:
E un materiale in polvere che addizionato all’ acqua in dosi opportune si trasforma in pasta,che viene inserita nel cavo orale del paziente e indurisce in due minuti.
APPARECCHIATURE:
-miscelatore sottovuoto
-vibratore
-squadramodelli
ARTICOLATORI:
L’articolatore è uno strumento che ha la funzione di riprodurre nel modo migliore i movimenti mandibolari e il rapporto di occlussione.Esistono diversi tipi di articolatori:
-articolatore semiadattabile
-articolatore a valori medi (A.V.M)
-occlusori:consentono solo movimenti di apertura e chiusura
MONTAGGIO IN ARTICOLATORE:
Il modello squadrato deve essere bordato con cera.La cera è posta presso il margine.Il modello posizionato sul piano occlusale va isolato,si pone su quest’ultimo il gesso e si abbassa la branca sup.Il materiale in eccesso viene eliminato.La successiva fase prevede le gessatura del inf.trovata la posizione corretta i modelli vengono bloccati mediante la cera collante.Per gessare l’inferiore si utilizza la stessa tecnica del sup.
CLASSIFICAZIONE DI ANGLE:
E una classificazione ortodontica composta da tre classi principali.
-1° classe:la cuspide mesio-vestibolare del 1 molare sup articola con il solco mesio-vestibolare del 1 molare inf.
2° classe:La cuspide mesio-vestibolare del 1 molare sup articola  mesialmente al solco mesio-vestibolare del 1 molare inf
-3° classe: la cuspide mesio-vestibolare del 1 molare sup. articola distalmente al solco mesio-vestibolare del 1 molare inf.
LA MODELLAZIONE:
Parliamo principalmente delle cere che in odontotecnica si utilizzano per:
-modellazione di parti di protesi da trasformare in metallo resina;
-la modellazzione di corone,intarsi,scheletrati;
-per il bordaggio delle impronte(boxing)
CLASSIFICAZIONE DELLE CERE:
CERE NATURALI:
-DI ORIGINE ANIMALE:(CERA D’API)
) -DI ORIGINE MINERALE (PARAFFINA,OZOCHERITE,CERESINA
-DI ORIGINE VEGETALE(CERA CARNAUBA,CERA CANDELILLA,BURRO DI CACAO
CERE ARTIFICIALI:
-polimeri di polietilene
-esteri di acidi grassi
-polimeri di glicoli etilenici

MODELLAZIONE IN CERA:
teE un operazione basilare per tutte le tecniche del campo odontotecnico in special modo per la realizzazione della protesi fissa.Ci sono diverse tecniche,la piu usata è la P.K.Thomas(goccia a goccia)E di fondamentale importanza riprodurre la corretta morfologia al fine di ottenere dei denti molto simili  a quelli del paziente
FASI DI PREPARAZIONE DEL CILINDRO:
I cilindri si distinguono in due tipi:
-CILINDRI IN METALLO:Fungono da contenitore all’rivestimento anche dopo l’indurimento.Tali cilindri vengono rivestiti all’interno di uno strato “cuscinetto”realizzato con dei fogli di materiale sintetico(fibra ceramica)
Sono dotati di buona termostaticità cioè durante la fusione le paretti metalliche consentono il mantenimento della temperatura.

DESCRIZIONE DELLE MACCHINE:
LA FONDITRICE:
Il suo scopo è quello di fondere per induzione la lega posta in un’apposito crogiolo ed una volta liquida iniettarla in uno stampo di forma cilindrica.
Precauzioni:-Dato il peso della macchina ogni spostamento deve avvenire per mezzo di carrello adatto,indossare sempre le pinze per rimuovere il crogiolo dal cilindro,non utilizzare metallo sporco di olio,grasso,etc.Ma soprattutto deve esere utilizzata da personale adulto ed adestrato.
SABBIATRICE:
E composta da una camera di lavoro con un proiettore a riciclo abrasivo per la sgrossatura e da 2 moduli per micro polveri a perdere.Con la sabbiatrice è possibile asportare il rivestimento e le ossidazioni di fusione su qualsiasi metallo.Le due micro sabbiatrici sono adatte per operazioni di estrema precisione.
Precauzioni:Le micro polveri sono altamente igroscopiche,bisogna mantenerle in luogo asciuto,con il barattolo ben chiuso e con la bustina di Sali di protezione(che si sostituiscono periodicamente)
Prima di effetuare qualsiasi operazione di manutenzione,scollegare l’alimentazione elettrica e quella pneumatica,se durante il lavoro sussistono dubbi,difficoltà per evitare rischi e danni,contattare il servizio tecnico.
MICROMOTORE:
Ecomposto da un manipolo che con il suo cavo di alimentazione si collega all’azionamento da banco che a sua volta viene collegato alla rete elettrica.
Precauzioni:Deve essere utilizzato da personale competente che conosca le tecniche di utilizzo di questa attrezzatura,non tentare di bloccare la rotazione del micromotore con un corpo estraneo,si deve togliere la fresa dopo averlo utilizzato per evitare che si metta in rotazione e possa venire a contatto con persone o cose.
I FORNI:
Servono per il preriscaldo di cilindri di qualunque dimensione,confezionati con qualsiasi tipo di rivestimento.Entrambi i forni possono essere dotati di aspiratori per l’estrazione dei fumi della camera di riscaldo.
Precauzioni:Assicurarsi che l’impianto sia dotato di dispositivo salvavita,si deve provedere all’estrazione della cera mediante un essiccatore ad un forno a gas,cosi i cilindri sono gia privati delle  sostanze chimiche.
MIXER:
E un apparecchiatura per la lavorazione di rivestimenti per cilindri e gessi.E costituito da una struttura portante,la quale si sviluppa verticalmente suportando le parti iniziali,motoriduttore,piano vibrante,tazze di muscolazione e coperchio con spatola.Le tazze dove avviene la miscelazione sono realizztate in plexiglass trasparente,permettendo la visione diretta della spatolazione.
Precauzioni:
Deve essere utilizzato da personale competente che conosca le tecniche moderne in uso,non tentare in nessun modo di bloccare la rotazione del mescolatore con un corpo estraneo.

CILINDRI IN PLASTICA,SILICONE O GOMMA:
Grazie alla loro elasticità permettono l’espansione di presa della massa refrattaria.Non potendo essere introdotti in forno,devono essere separati dal rivestimento,appena terminata la fase di presa.I cilindri in plastica sono molto comodi da usare perche non necessitano della realizzazione dello strato cuscinetto.
POSIZIONAMENTO DEL MODELLATO NEL CILINDRO:
Non deve essere posto sull’bordo esterno perche nel corso della fusione potrebbe causare uno “sfondamento”della massa di rivestimento,che determina poi la fuoriuscita del metallo fuso.
Il centro termico: è la zona che raffredda per ultima,in questo modo possono sfruttare le temperature raggiunte dal nucleo centrale della massa di rivestimento.
MASSE DI RIVESTIMENTO:
1-LEGANTE GESSOSO:polvere+acqua distilata,sono molto fragili necessitano del cilindro in metallo
2-LEGANTE FOSFATICO:polvere predosata+il liquido di miscelazione,può essere utilizzata per fusioni ad espansione libera
3-LEGANTE SILICEO:polvere predosata+liquido di miscelazione
FONDITRICI:
A CENTRIFUGA si divide in:fonditrice a canello e a induzione.
A canello:-gas+aria compresa
-crogiolo in ceramica
-fusioni per metalli o leghe nobili
A induzione:-elettro muffola-che contiene il crogiolo,fonde il metallo per temperatura impostata elettronicamente,perciò c’è un controllo della temperatura e della fusione.
FASI DI FUSIONE:
I manufatti modellati in cera,una volta finiti vengono trasformati in dispositivi metallici.
Procedimento:
Una volta esauriti i vari passaggi della modellazione,i’oggetto riproducente le corona,il ponte,viene inglobato in una massa refrattaria chiamata anche rivestimento.Si provoca quindi lo scioglimento della cera,e nella cavità libera si introduce il metallo fuso,spingendovelo per forza centrifuga.
APPLICAZIONE DEI PERNI:
Nella massa di rivestimento è indispensabile creare,nella massa refrattaria ,un percorso(canale di colata)attraverso il quale il metallo possa scorrere.Per ottenere il canale si colloca al modellato in cera un cono posto nella base del cilindro.Quindi all’interno del cilindro viene colata la massa di rivestimento,che una volta solidificata conserverà in negativo l’impronta del manufatto.
E importante che:
-il perno vada applicato nella sezione piu voluminosa del modellato
-il volume del perno sia superiore al volume del modellato
-l’angolo di inclinazione deve essere di 45 C
Inserimento nel forno:
Esaurita la fase di indurimento,il rivestimento viene tolto dalla base.Prima dell’istalazione del cilindro nella centrifuga,viene segnato sulla base del cilindro un punto di riferimento,che indica il senso della centrifugazione.Quindi il cilindro viene posto nel forno e portato a 250°
C dove rimane per un’ora dopodiche lentamente a temperatura tra 650 C e 750 C.Poi viene introdotto nellì apposito apparecchio per la fusione.
A scuola abbiamo fatto la Fusione con il canello:
Prevede il riscaldamento della lega tramite il canello,in un crogiolo di materiale refrattario.Si inizia introducendo nella centrifuga,il crogiolo contenente il metallo,questo viene riscaldato con il canello fino alla fusione.
RIFINITURA DELLA FUSIONE:
Quando il metallo si è raffredato si procede alla rimozione del rivestimento dal manufatto metallico.Viene ripulito con spazzoloni di vetro o con la sabbiatrice.
SALDATURA:
E la congiunzione di due porzioni metalliche,riscaldate con la fiamma del canello ed unite tramite l’apporto di una lega leggermente diversa di quella di cui sono composti i pezzi da saldare.

ESPERIENZA PRATTICA IN ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO:
Tra gennaio e febbraio la classe 3 A odontotecnici ha fatto alternanza scuola-lavoro,una bella esperienza che aveva lo scopo di mostrarci com’è il mondo del lavoro e quali sono le diverse difficoltà di questo lavoro.Durante i 15 giorni che sono stata in laboratorio ho visto come si realizzano i vari lavori,le tecniche, che possono essere diverse a seconda del laboratorio,ma soprattutto ho capito che per la riuscita di un buon lavoro devi dedicarti completamente.
I vari lavori che ho visto nel laboratorio sono:
Il distacco di un dente:
Che poteva essere dovuto a incidenti di vario tipo.
Il procedimento:Si fissa il dente nella posizione corretta mediante la cera collante e si realizza la mascherina in silicone.Dopo aver rimosso la cera collante con la vaporizzatrice si dve fare un foro profondo ,in questo modo aumenta la capacita ritentiva.
MONTAGGIO DEI DENTI:
Si inizia dall’arcata dove c’è la presenza dei denti residui.Quindi si inizia dall’centrale sup. e per essere piu precisi si mette la cera di masticazione.Completato il montaggio di tutti i denti si invia il manufatto al clinico per la prova estetica.
CERAMICA DENTALE:
Si parte dalla cappetta metallica che richiede prima di tutto di essere opacizzata.Il primo wash di opaco è completamente bianco,perché la luce è resopinta totalmente da una superficie bianca (da una nera sarebbe tutta assorbita)Inoltre il bianco consente di avere uno sfondo uguale qualunque sia il metallo sottostante.Cotto lo strato opaco,se ne crea uno successivo impiegando tre opachi diversi,al livello del colletto si utilizza una miscela formata dall’opaco del colore base.Dopo la cottura si dovra costriure tutto il dente con la dentina.Lo smalto si applica sul contorno incisale.
PROTESI SCHELETRICA:
L’odontoiatra esegue le impronte in alginato e una cera di occlusione iniziale,poi nel laboratorio si ha l’esecuzione dei modelli studio e la prima progettazione della protesi scheletrica,cioè si evidenziano le zone di appoggio e si propone al clinico le zone dove gli appoggi dentali dei ganci devono alloggiare.Si preparano i portaimpronte individuali poi si costruisce un’ eventuale placca di masticazione in caso di edentulie estese e si richiude una prova di occlusione nel caso che la protesi possa interferire con la intercuspidazione del paziente.Si effettua il montaggio dei denti e si manda allo studio per eseguire i controlli fonetici e articolari cioè:-controllo dell’ occlusione,controllo dei bordi periferici e la loro interferenza sulle mucose orali.Quindi alla fine si ha la rifinitura della protesi scheletrica provata.

IDROCOLLOIDI REVERSIBILI:
Dopo aver riscaldato e portato allo stato di solidificazione l’idrocolloide,il medico lo introduce nella cavità orale del paziente,quando è circa a 45°C.
SVILUPPO DEI MODELLI:
TIPI DI GESSO:
TIPO 1:gessi teneri per impronte
TIPO 2:gessi teneri per modelli
TIPO3:gessi duri per modelli
TIPO4:gesssi extraduri per modelli
Quando si sviluppa un modello tratto da un’impronta in alginato è necessario:
-indossare sempre guanti chirurgici durante la manipolazione,per evitare il contaggio da malattie infettive.
-pulire molto bene l’impronta in modo da eliminare odi saliva e di sangue.
Per lo sviluppo di un’modello si utilizza gesso di tipo 3,l’impasto si effettua con miscelatore sottovuoto e la colatura si effettua sul vibratore e inizia l’apporto di un minimo quantitativo di gesso mediante una piccola spatola.
Dopo l’indurimento del gesso che avviene tra 45-60 minuti,si seziona il modello,si fa la radiatura,la lacca e le cappette in plastica con uno spessore minimo di 0,3 mm.

giu 15

Ecco un bellissimo video esplicativo sulla produzione di una corona molare in ossido di zirconio (zirconia) in cad-cam

Sono molto chiari i vari passaggi anche se, naturalmente, accelerati.

In particolare la scannerizzazione del moncone è molto più indaginoso e manca il rapporto con la arcata antagonista..

I tempi di fresatura sono sicuramente maggiori ed i tempi di sinterizzazione (cottura) di 12 h

giu 09

Nella preparazione del lavoro in zirconio si addottano le procedure usuali per la metallo ceramica classica, ma con qualche differenza:

  • Il gesso deve essere naturalmente di IV classe (extra duro) e su questo materiale non bisogna assolutamente badare a spese :la differenza tra il costo di un gesso di IV classe scadente e di uno di qualità superiore, per un modello si riduce a pochi centesimi (meno di un caffè). I migliori sul mercato sono il Fuji Rock della GC ed il Plaster rock della DENTONA;
  • Il modello deve essere sezionabile e scomponibile per poter dare “luce” allo scanner;
  • La base del modello non deve essere tipo accu-trac ma tipo pindex o zeiser;
  • Lo spazio occlusale richiesto  può essere leggermente inferiore alla metallo ceramica (non c’ è metallo scuro da coprire) ma non esagerare;
  • Lo spazio vestibolare invece(in special modo nei denti anteriori), contrariamente alle indicazioni dei produttori di zirconio deve essere, se possibile, maggiore che nella metallo ceramica: la causa di questa controindicazione risiede nel fatto che spesso i monconi sono decolorati od addirittura perni monconi metallici.Ecco perchè la traslucenza dello zirconio richiede o monconi chiari (al limite ricostruiti in composito) o spessori adeguati
  • Il ditching deve essere marcato “fisicamente” e non otticamente. Intedo dire che la marcatura non deve assolutamente essere fatta con matite di cera (e lasciando l’ oltre-fine preparazione) ma scartando il gesso fino a creare uno spigolo netto che delinei così la preparazione (ricordate la raccomandazione riguardo il gesso? Che fine farebbe questo spigolo creato se avessimo usato un gesso non superiore?

Assolutamente vietato lasciare zone di contatto con antagonisti scoperte della ceramica!!!!!!

Lo zirconio, per la sua durezza, abrade gli antagonisti creando un danno biologico grave.

[Continua]

Daniele

giu 06

Continua la rassegna delle relazioni dei ragazzi della 3 odA dell’ Istituto professionale statale  per odontotecnici “Enrico Fermi” di Verona.

Devo dire di essere piacevolmente sorpreso dall’ accuratezza e precisione delle relazioni di laboratorio odontotecnico e per questo mi complimento con i ragazzi e con il prof. Caceffo.

Siamo in tempo di scrutini ed esami, anche per gli istituti professionali per odontotecnici,  e spero che tutti questi ragazzi abbiano avuto risultati soddisfacenti; se così non fosse vorrei dire loro NON MOLLATE!!

Il mestiere di odontotecnico è meraviglioso perciò non lasciatevi scoraggiare alle prime difficoltà..sono queste che vi rendono più forti e motivati..

UN AUGURIO DI SERENA E FELICE ESTATE!!

Daniele

Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “Enrico Fermi” Verona

Relazione di laboratorio
Odontotecnico in tema di
“Fusione e Saldatura”

Realizzata da:
Rugolotto Thomas

rugolotto thomas
rugolotto thomas

Se desiderate visualizzare la relazione completa di bellissime illustrazioni e fotografie cliccate il link sottostante:

relazione-di-rugolotto-thomas

Terza A^od.
A.S 2008/2009

1. Esperienza teorica a scuola
Introduzione:

Noi alunni della classe III° A Odontotecnici dell’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato, con il proff. N. Caceffo insegnante di laboratorio odontotecnico, abbiamo affrontato l’argomento di FUSIONE e SALDATURA di una protesi dentaria fissa.
La fusione di una protesi dentale in campo odontotecnico, non sono altro che i manufatti modellati in cera che, una volta ultimati, vengono trasformati in robusti e funzionali dispositivi metallici per sostituire elementi dentali mancanti.
Questo tipo di protesi viene usata per le corone Weener, per il perno-moncone, per le Richmond e per i ponti.

Impronte:
Noi siamo partiti da un’impronta in silicone nella quale dovevamo colare al suo interno il gesso per arrivare al modello.
Un’impronta destinata al laboratorio odontotecnico, è il negativo della bocca, cioè la riproduzione dell’arcata dentale e dei tessuti molli, così quando l’impronta arriva all’odontotecnico, lui sia in grado di rilevare delle informazioni molto importanti sul lavoro che dovrà andare a fare.
Un’impronta la possiamo trovare in vari materiali ad esempio:
-Pasta di Parigi: procedimento piuttosto lungo e complesso al termine del quale l’ odontotecnico poteva frequentemente riscontrare imprecisioni nei modelli finiti;
-Materiali termoplastici: tali materiali hanno la possibilità di rammollirsi quando vengono esposti a fonti di calore;
-Paste a base di ossido di zinco ed eugenolo: sono materiali con un’elevate precisione,  l’ odontotecnico li  trova sottoforma di due masse viscose da addizionare per miscelazione;
-Alginati o idrocolloidi irreversibili(i meno amati dall’ odontotecnico per la loro deperibilità veloce) : è un materiale in polver che addizionato all’acqua con dosi opportune si trasforma in una pasta che, una volta messa nel porta impronte e posizionata nel cavo orale del paziente, indurisce in pochi minuti;
-Idrocolloidi reversibili: tramite bollitura e il successivo raffreddamento dell’agar-agar, particolare tipo di alga marina di colore rosso, si ha come risultato una soluzione gelatinosa che viene commercializzata sia allo stato solido sia in apposite siringhe (ormai poco utilizzati in laboratorio odontotrcnico);
-Elastomeri: si usano per facilità di utilizzo, per una buona precisione, per una stabilità dimensionale e una buona resistenza, gli elastomeri sono tra i materiali da impronta più utilizzati nel campo odontotecnico

Il gesso:
Per lo sviluppo delle impronte l ‘odontotecnico usa il gesso che è tra i materiali da sviluppo più usati. Il gesso, nel campo odontotecnico, viene utilizzato sia per la colatura di impronte sia per altri tipi di lavorazioni. Ci quattro tipi di gesso, ognuno adatto per certi tipi di lavori, con diversa durezza e diverso colore:
•    Tipo I: gesso tenero per impronte, formato in maggioranza solfato di calcio emi-idrato beta;
•    Tipo II: gesso tenero per modelli, formati prevalentemente da solfato di calcio emi-idrato beta;
•    Tipo III: gesso duro per modelli, composto maggiormente da solfato di calcio emi-idrato alfa;
•    Tipo IV: gesso extra duro per modelli, costituito da solfato di calcio emi-idrato alfa modificato.

Rapporto di miscelazione del gesso:
Ogni tipo di gesso ha un rapporto di miscelazione (polvere-liquido)  che l’ odontotecnico deve rispettare, per avere una sostanza più omogenea, per avere dei risultati positivi si deve rispettare il rapporto di miscelazione indicato dalle case di produzione.

Valori indicativi del rapporto di miscelazione dei diversi tipi di gesso:

Tipi 1 e 2    45-60 ml. di acqua    100 g. di polvere
Tipo 3    27-36 ml. di acqua    100 g. di polvere
Tipo 4    20-25 ml. di acqua    100g.  di polvere

Tempo di presa del gesso:
Ogni tipo di gesso ad uso odontotecnico ha un tempo di presa ed è il periodo che va dalla miscelazione della sostanza al completo indurimento del gesso. Questo periodo però può diminuire usando acqua calda o usando l’acqua di recupero della squadramodelli; però può essere anche prolungato per la presenza di impurità nella superficie dell’impronta oppure a causa della presenza di acido alginico o borace.

Espansione di presa del gesso:
Con il termine di espansione di presa intendiamo l’aumento delle dimensioni della del gesso odontotecnico durante il tempo di presa. Questa caratteristica è inversamente proporzionale alla quantità di acqua presente nel nostro impasto.

I modelli:
Un modello ad uso odontotecnico dopo aver finito tutte le sue fasi di indurimento deve essere preparato, cioè si devono radiare i monconi, sezionarli, ovvero segare il modello dove troviamo i monconi e una volta fatto questo processo si devono fare le cappette in plastica con la stampatrice sottovuoto. Ci sono vari metodi di sviluppo di un modello in laboratorio odontotecnico, noi abbiamo analizzato quello delle basette preformate e per far in modo che il gesso coli all’interno dell’impronta senza creare bolle d’aria si usa il vibratore che, grazie alle sue vibrazioni, elimina la maggior parte di bolle d’aria che si formano durante la miscelazione.

Gessatura in articolatore:
L’articolatore è uno strumento utilizzato dall’ odontotecnico per rappresentare in vero simile i movimenti della bocca ovvero di apertura, chiusura e lateralità. Questo strumento riproduce inoltre l’articolazione temporo-mandibolare. Ci sono vari tipi di articolatori, il più diffuso è quello a valori medi, con il quale l’ odontotecnico può realizzare lavori di diversi pazienti; troviamo anche l’articolatore a valori individuali con il quale si possono compiere lavori solo di un determinato paziente. Prima di gessare i modelli nell’articolatore l’ odontotecnico deve montare il piano occlusale si fissano i modelli con la cera di masticazione per avere una giusta masticazione e per essere a conoscenza a quale classe di Angle appartiene il paziente.
Ci sono tre tipi di classi ben distinte e sono:
1.    I° classe: NORMOOCCLUSIONE, la cuspide mesio-vestibolare del I° molare superiore articola con il solco mesio-vestibolare del I° molare inferiore;

2.    II° classe: PROGENISMO, la cuspide mesio-vestibolare del I° molare superiore articola mesialmente al solco mesio-vestibolare del I° molare inferiore;

3.    III° classe: PROGNATISMO, la cuspide msio-vestibolare del I° molare superiore articola distalmente al solco mesio-vestibolare del I° molare inferiore.

Modellazione:
Per realizzare una protesi fissa, come un ponte ad esempio, l’odontotecnico parte dalla modellazione in cera. In natura troviamo molti tipi di cere divise in naturali e artificiali:

Cere di origine NATURALE:
di origine minerale    Paraffina,cere microcristalline, ozocherite, ceresina, cera montana
NATURALI    di origine animale    Cera d’api
di origine vegetale    Cera carnauba, cera candelilla, cera del giappone, burro di caco

Cere di origine ARTIFICIALE:
ARTIFICIALI    Polimeri di polietilene, esteri di acidi grassi superiori con alcoli superiori, polimeri di glicoli etilenici

Come metodo di modellazione abbiamo preso in esame quella di P.K.THOMAS, odontotecnico giapponese molto conosciuto,  che definisce un tipo di occlusione che sposta il contatto delle cuspidi dalle creste marginali alle fosse del singolo dente antagonista, avendo come risultato finale un’occlusione dente a dente. Il modellato in cera deve avere i bordi che chiudono a lama di coltello, per evitare quindi che i residui di cibo entrino all’interno del dente ricostruito, andando a danneggiare il moncone limato dal clinico e l’elemento a ponte deve essere a becco di flauto per facilitare il risciacquo. Una volta finita la modellazione si passa alla scavatura del modellato dove verrà fatta la ceramica per la faccetta estetica.

Masse di rivestimento:
Le masse di rivestimento sono materiali in campo odontotecnico che resistono a temperature molto elevate, e si ottengono miscelando, nelle giuste proporzioni, una polvere adatta, un liquido speciale e dell’acqua distillata. Questa miscela può sviluppare, a seconda della polvere che si usa, vari tipi di masse:
1.    Masse di rivestimento per fusione a legante gessoso;
2.    Masse di rivestimento per fusione a legante fosfatico;
3.    Masse di rivestimento per fusione a legante siliceo.

Le masse di rivestimento odontotecniche vengono classificate in due gruppi:
•    Masse di rivestimento per fusione;
•    Masse di rivestimento per saldatura.

Masse di rivestimento per fusione:
Le masse di rivestimento per fusione permettono all’odontotecnico di creare la forma del modellato in cera, all’interno del cilindro, che dopo essere stato messo i forno la cera verrà eliminata.

Le masse di rivestimento per fusione per odontotecnici, per la loro funzione, hanno delle caratteristiche fondamentali:
1.    Sufficiente porosità;
2.    Durezza, resistenza e refrattarietà;
3.    Espansione adeguata.

Masse di rivestimento per saldatura:
Le masse di rivestimento per saldatura sono usate, in campo odontotecnico, per mantenere nella posizione esatta le parti di metallo da unire.
Le masse di rivestimento per saldatura, per la loro funzione, hanno delle caratteristiche fondamentali:
1.    Minime espansioni di presa in aria;
2.    Facilmente manipolabili;
3.    Facilmente fratturabili dopo l’operazione di saldatura;
4.    Relativamente economici

Prima di colare la miscela all’interno del cilindro il modellato in cera viene posizionato dall’ odontotecnico nel centro termico del cilindro, che è il punto più caldo quando viene immesso il metallo fuso.

Fusione:
La fusione consiste nel far diventare il metallo solido in liquido, grazie alla fonte di calore emessa dalla fiamma, se si usa il cannello. Prima di colare il metallo però lo si pesa per avere una giusta quantità di metallo senza sprechi, e si calcola grazie alla formula:
Peso del modellato in cera per il peso specifico del metallo;
prima l’odontotecnico pesa il modello in cera completo di canali di colata e poi si passa alla formula.

Ci sono vari modi per realizzare una fusione:
•    Il cannello;
•    Per induzione.
Noi abbiamo approfondito il metodo del cannello che consiste nel mettere nella centrifuga il crogiolo in ceramica dove verrà inserito il metallo da fondere, poi con la fiamma l’odontotecnico lo  scalda fino ad avere il metallo che è passato dallo stato solido a liquido e per finire si posiziona il cilindro sull’apposito supporto della centrifuga, dove una volta fatta partire il macchinario per forza centrifuga il metallo esce da crogiolo ed entra nel cilindro.
Una volta fatto raffreddare il metallol’ odontotecnico passa alla sabbiatura della fusione per togliere gli ossidi e poi alla sgrossatura della fusione dapprima con il disco separatore per separare i canali di colata dei denti che abbiamo fuso e poi con frese in tungsteno si passa alla rifinitura dei residui che erano rimasti dai canali e per finire con frese apposite si passa all’eliminazione delle ultime parti da eliminare e con il sasso marcio e una spazzola adatta l odontotecnico passa alla lucidatura finale, una volta lucidato si vaporizza il tutto con la vaporizzatrice per disinfettare e per pulire gli elementi.
Macchinari:
Micromotore: E’ uno strumento odontotecnico che conferisce moto circolare, ad elevata velocità, e vengono usate delle frese ad alta velocità di taglio e raggiunge la velocità di 27.000 R.P.M.

Sabbiatrice: Utilizzando gli abrasivi più adatti ai singoli scopi, con la sabbiatrice è possibile asportare il rivestimento e le ossidazioni di fusione su qualsiasi metallo normalmente in uso nel settore Odontotecnico.

Saldatura:
Una saldatura avviene quando si manifesta la frattura di un ponte in metallo per esempio e con la massa di rivestimento apposita si cerca di mettere nell’esatta posizione le due parti da saldare. L’odontotecnico prende il saldame e con il cannello lo si scalda fino a far in modo che il saldame si saldi alle due parti. Il punto in cui verrà fatta la saldatura sarà sempre un punto debole della protesi.

Provvisorio in resina:
Prima di mettere nel cavo orale del paziente una protesi fissa l odontotecnico fa un provvisorio in resina, che serve per una funzione estetica, per dare al paziente la possibilità di mangiare e di palare senza problemi. Il primo passaggio è quello di colare, appena ci arrivano le impronte un modello odontotecnico che verrà usato per il provvisorio. Il primo lavoro che si svolgerà è la modellazione degli elementi mancanti con la cera bianca, una volta modellati tutti gli elementi si crea una mascherina in silicone formata da pasta in silicone e la sostanza indurente, quando abbiamo realizzato la mascherina l’ odontotecnico passa a colare al suo interno la resina e alla cottura della resina in un forno per dieci minuti. Passati i dieci minuti, quando ormai la resina è indurita con le frese adatte per quel tipo di lavoro si passa alla sgrossatura e alla rifinitura dal provvisorio, prima di metterlo in bocca al paziente lo si lucida con la pomice e la spazzola e poi con la pasta lucidante e la spazzola opportuna per lucidare.

2. Esperienza pratica in alternanza scuola-lavoro
Introduzione:

Noi alunni della III° A Odontotecnici, abbiamo partecipato al progetto di alternanza scuola-lavoro organizzato dalla nostra scuola, dai nostri proff. in particolare dal nostro proff. di laboratorio N. Caceffo. Questo progetto consisteva nel fare un periodo in un laboratorio odontotecnico alternato a un periodo a scuola. A ognuno di noi è stato assegnato un laboratorio odontotecnico il più possibile vicino alla nostra abitazione, dovevamo fare otto ore al giorno per quindici giorni lavorativi, e in questo periodo dovevamo realizzare, secondo il programma di III°, la FUSIONE e la SALDATURA di una protesi fissa.

Il laboratorio odontotecnico
Il mio primo giorno non è stato difficile perché il mio tutor lo conoscevo già visto che frequento il laboratorio durante il periodo estivo, quindi non ho avuto problemi di inserimento.
Li ho iniziato subito a fare i lavori che lui mi assegnava perché le macchine le avevo già viste questa estate.
Il metodo di lavoro è molto diverso da come lo avevo visto a scuola, a partire dello sviluppo delle impronte, a scuola abbiamo i le impronte in silicone quindi basta colare al suo interno il gesso con cautela, mentre in laboratorio odontotecnico  c’erano i cucchiai individuali in alginato, i modelli avevano, per la maggior parte, gli acutrack e venivano gessati in articolatore senza il piano occlusale, anche la modellazione era diversa, ma non come metodo, ma come tipi di cere, infatti ogni cera aveva il suo uso.

Sviluppo delle impronte:
Lo sviluppo delle impronte era diverso e più complesso del metodo che avevamo utilizzato a scuola, c’erano più passaggi e bisognava essere ancora più attenti nel colare, all’interno del cucchiaio, il gesso.
Il cucchiaio individuale in arginato è un metodo di impronta, si prende il cucchiaio in acciaio e l’ odontotecnico mette al suo interno un materiale da impronta, in questo caso l’alginato, poi quando si deve colare al suo interno il gesso, ci sono ancora dei residui di acqua e per farli uscire l’ odontotecnico mette una piccola quantità di gesso e con il vibratore lo si fa passare su tutta l’impronta. Una volta fatto questo passaggio, l odontotecnico passa al colatura completa del gesso e si riempiono tutte le cavità lasciate dai denti del paziente.

Modelli con accutrack:
I modelli vengono realizzati con le basette in plastica, chiamate accutrack. Queste basette hanno la caratteristica di avere una specie di pinze che tengono il modello fisso alla basetta e una calamita sulla base la quale serve per tenere il modello e la basetta attaccati nella base in gesso dell’articolatore.
Una volta realizzato il modello con la base l odontotecnico passa alla radiatura dei monconi e alla sezionatura del modello, per poter lavorare meglio avendo i monconi sfilabili. E’ molto più pratico e sicuro per i monconi questo tipo di basette per si evita che magari con il tempo le “pinze” si rovinino e i monconi si sfilano e cadendo si rompano.

Gessatura in articolatore:
A scuola per gessare in articolatore si posizionava il piano occlusale e si colava un modello alla volta, durante questa esperienza ho imparato a colare i modelli senza posizionare il piano occlusale. All’inizio ho riscontrato delle difficoltà perché dovevo essere veloce per evitare che il gesso odontotecnico facesse presa e quindi i primi articolatori erano venuti male, poi continuando sono arrivato a riuscire a gessare i modelli in maniera decente.

Modellazione:
Una volta finita la gessatura in articolatore e la preparazione dei modelli si passava alla modellazione. Nella modellazione  odontotecnica non ho avuto grossi problemi perché me la cavo abbastanza bene, ho solo migliorato la mia manualità. La differenza da quando ero a scuola era che a scuola con una cera si faceva tutta la modellazione in questo progetto ho potuto notare che ogni cera aveva il suo utilizzo, infatti avevo la cera rossa per le cappette che era una cera più elastica, quella beige che era per la modellazione degli elementi e quella viola che era adatta per la rifinitura dei colletti dei denti perché aveva una bassa retrazione termica. Il metodo però era lo stesso che usavo a scuola, in labotratorio odontotecnico, quindi non ho avuto problemi.

Posizionamento nel cilindro, fusione e saldatura:
Questa fase del progetto era la più semplice perchè era uguale a quello che avevo visto a scuola quindi i problemi non c’erano, cambiavano solo le marche dei materiali, ma i macchinari  odontotecnici(FORNI, CENTRIFUGA, MIXER SOTTOVUOTO, SABBIATRICE, CANNELLO) erano uguali a quelli visti a scuola.

Macchinari:
Forno: Servono per il preriscaldo dei cilindri di qualunque dimensione, confezionati con qualsiasi tipo di rivestimento utilizzato nei laboratori Odontotecnici.

Fonditrice: Il suo scopo è quello di fondere per induzione la lega posta in un apposito crogiolo ed una volta liquida iniettarla in uno stampo di forma cilindrica precedentemente confezionato.

Mixer: E’ un’apparecchiatura per la lavorazione di rivestimenti per cilindri e gessi ed è il risultato di una stretta collaborazione con moderni laboratori odontotecnici e di uno studio accurato delle attuali innovazioni tecnologiche in campo elettromeccanico ed elettronico.

Conclusione:
Questo progetto secondo me è stato molto utile per tutti, perché chi aveva delle difficoltà ha avuto la possibilità di superarle, chi non le aveva ha avuto la possibilità di migliorare le sue capacità, ed è servito molto anche per capire se questo lavoro è proprio quello che vogliamo fare noi quando saremo grandi, questi progetti si dovrebbero fare più frequentemente per servono davvero tanto.

Indice:
1. Esperienza teorica a scuola:
•    Introduzione;
•    Impronte e vari materiali da impronta;
•    Gesso e la sua classificazione;
•    Tempo di presa e espansione;
•    I modelli;
•    Gessatura in articolatore e classi di Angle;
•    Modellazione e vari tipi di cere;
•    Masse di rivestimento;
•    Masse di rivestimento per fusione e per saldatura;
•    La fusione e i vari metodi per fondere;
•    La saldatura;
•    Provvisorio in resina;

2. Esperienza pratica in alternanza scuola-lavoro:
•    Introduzione;
•    Il laboratorio odontotecnico;
•    Sviluppo delle impronte;
•    Modelli con sistema Accutrack;
•    Gessatura in articolatore;
•    Modellazione;
•    Posizione del cilindro, fusione e saldatura;
•    Conclusione.

giu 01

ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO “ENRICO FERMI”VERONA

RELAZIONE IN TEMA DI FUSIONE E SALDATURA

1^ Esperienza teorica a scuola
2^ Esperienza pratica in Alternanza Scuola e Lavoro.

Di :   POZZERLE CINZIA

pozzerle cinzia
TERZA A od.                    Anno scolastico 2008/09

Se desiderate visualizzare la relazione completa di bellissime fotografie e schemi, cliccate sul seguente link:

relazione-di-pozzerle-cinzia2

1^ ESPERIENZA TEORICA A SCUOLA

* INTRODUZIONE:
Il lavoro che abbiamo realizzato nel primo periodo dell’anno scolastico consiste nella realizzazione del provvisorio in resina. E’ stato suddiviso in 2 fasi:una iniziale concentrata sullo studio teorico in classe e poi la seconda fase svolta in laboratorio dell’esercitazione pratica nel manufatto.
Terminato il lavoro del provvisorio in resina il quale è una protesi temporanea atta a garantire al paziente le normali caratteristiche estetico – funzionali sino alla preparazione del dispositivo protesico definitivo, abbiamo sviluppato un impronta dove si è effettuata la fusione dei denti mancanti, una volta finita la loro modellazione, secondo P. K. Thomas (goccia a goccia).Questo ultimo lavoro è la protesi definitiva che andrà a sostituire il provvisorio.

* IMPRONTE :

L’impronta è il negativo delle arcate dentarie del paziente. Li medico attraverso la rilevazione
dell’ impronta ottiene la forma della bocca, cioè la conformazione dei denti e dei tessuti molli, così da permettere all’ odontotecnico di trarre una serie di informazioni, il più possibile attendibili, in merito alla situazione odontoiatrica del paziente.
L’impronta si ottiene ponendo l’apposita pasta alginica che si presenta in polvere,ma mescolandola con l’esatta proporzione d’acqua diventa una pasta pastosa,in un particolare strumento, chiamato portaimpronta o cucchiaio che verrà poi premuto contro il cavo orale della zona interessata. Li cucchiaio è a forma di ferro di cavallo con la concavità all’interno;su tutta la sua superficie sono presenti dei fori per permettere al materiale da impronta in eccesso di fuoriuscire.
Ci sono vari tipi di materiali da impronta ognuno con particolarità diverse. L’ alginato deriva da delle alghe rosse marine (Agar-Agar),vengono cotte,seccate dopo di che triturate e rese polvere. L’ alginato indurisce in 2 minuti e deve essere sviluppato al più presto possibile per evitare delle deformazioni e di conseguenza non avere più l’ esatta rappresentazione dei tessuti e delle arcate dentarie del paziente. In ogni laboratorio odontotecnico è una quotidiana routine lo sviluppo di un modello tratto da un’ impronta in alginato. Una volta sviluppato il modello si rifinisce la base;detta zoccolo,usando la squadra modelli,ma stando ben attenti a non superare il fornice che è la parte più profonda del bordo esterno della parte anatomica del modello.
La squadra modelli è una macchina fornita da un piano dove viene appoggiato il modello da rifinire e da un disco ruotante che ci permetter la rifinitura del modello.
A seconda della lavorazione richiesta si distinguono 2 tipi di squadratura:
a) squadratura alla francese… ideale per la protesi mobile,che consiste nel seguire simmetricamente l’andamento dell’arcata dentaria, del relativo fornice e del limite posteriore. Tale squadratura risulterà priva di spigoli.
b) squadratura all’americana… prevede una forma geometrica con spigoli vivi in punti prestabiliti. Nel superiore tali punti sono situati in corrispondenza delle proiezioni dei canini, delle proiezioni delle linee che corrono lungo il centro dei denti o della cresta, ed infine della linea sagittale mediana. Nell’inferiore, invece, le parte anteriore è arrotondata, mentre un altro angolo di compenso viene situato tra l’angolo di centro-cresta ed il lato che corre lungo il fornice  dei denti posteriori.

Anche per lo sviluppo delle impronte in idrocolloide  la cui composizione chimica è analoga a quella degli alginati, il materiale maggiormente utilizzato è il gesso. Sono molto delicati dopo la disinfezione dell’ impronta vanno eliminati eventuali residui d’ acqua che il materiale potrebbe assorbire, aumentando il proprio volume. Durante la colatura e la solidificazione si deve prestare attenzione a come si appoggia il portaimpronte sul piano del tavolo, per evitare che l’idrocolloide si deformi nelle zone più elastiche(le pareti dell’impronta esterne al portaimpronta o alcuni dettagli interni.
.
Le impronte in silicone (elastomeri) hanno una buona stabilita dimensionale e discreta elasticità vengono colate con il metodo dei perni a spillo il quale vengono infilzati nell’impronta a livello dei denti mancanti poi viene colata l’impronta e una volta indurita viene isolata sempre con l’isolante gesso-gesso infine si colato lo zoccolo e si seziona i monconi.
I materiali termoplastici sono classificati in materiali da impronta ma non vengono usati per un impronta, ma solo per un dente;oppure vengono usati per il rinforzo del bordo di un portaimpronta. Sono composti da resine, gomme e cere. Si trovano sotto  forma di un foglio rigido;possono essere utilizzati anche come portaimpronta
Paste a base di ossido di zinco ed eugenolo sono dei materiali rigidi e vengono utilizzati per impronte di un singolo dente o per ribasatura di protesi mobili.

*SVILUPPO DEI MODELLI
Il materiale più usato per lo sviluppo delle impronte è:il Gesso.
Il gesso, viene estratto dalle cave di gesso e si presenta di colore bianco, una volta ridotto in polvere e lavorato tramite il processo di calcinazione il quale gli viene tolta l’acqua e da bi-idrato diventa emi-idrato aggiungendogli l’ acqua diventa una soluzione omogenea e a differenza della composizione d’acqua aggiunta diventa più o meno liquida. La diversità di gesso che si trova sul mercato è causato a un cambiamento del processo di calcinazione. I gessi si distinguono in 4 tipi:
tipo 1 gessi teneri per impronta (molto fragili)gesso di Parigi
tipo 2 gessi teneri per modelli (molto resistenti) per modelli studio articolatori
tipo 3 gessi duri per modelli (modelli da lavorazioni)
tipo 4 gessi extra duri per modelli
Ci sono vari metodi di sviluppo:basi preformate, Pindex e Perni a spillo.
Sistema delle basi preformate, consiste nel colare il modello con gesso extra duro e contemporaneamente riempire con lo stesso gesso di sviluppo la base preformata, ottenendo in tal modo la formazione dello zoccolo all’interno del supporto plastico. Le 2 parti vanno unite immediatamente prima che inizi la fase di presa.
Sistema Pindex,questo metodo prevede la colatura parziale dell’impronta, al fine di ottenere un modello a forma di ferro di cavallo. Si sviluppa la prima parte dell’impronta con gesso di tipo 4 inglobando denti e arcata gengivale; a gesso indurito si sfila l’arcata sviluppata e la si squadra per metterla sul piano. Usando la foragessi.

(Apparecchiatura che fora il gesso nei punti stabiliti dove verranno poi inseriti i perni) pratichiamo un foro in direzione del moncone e applichiamo nel foro un perno in ottone, si prosegue con l’isolamento della sezione sfilabile con isolante “gesso-gesso“ e si applica sulla punta dei perni una goccia di cera spia. Coliamo con gesso di tipo 3 lo zoccolo e a gesso indurito si squadra lo zoccolo all’americana. Quando il modello sarà ben asciutto con un seghetto si taglia la sezione interessata nella quale rimarrà inglobata la punta in ottone che fungerà da guida .
Il metodo dei perni a spillo vengono collocati direttamente all’interno dell’impronta in silicone; anche per questo metodo c’ è una doppia colata di gessi prima si sviluppa la parte dei denti e arcate gengivali si isola la parte interessata al taglio e prima di sezionarlo avviene la colatura dello zoccolo.
L’ apparecchiatura usata per lo sviluppo dei modelli è il Vibratore,

macchina che producendo una più o meno leggera vibrazione di un piano di appoggio, facilita,                       durante la colata, l’eliminazione delle bolle d’aria dalle miscele di gesso o rivestimento.
Dopo aver aspettato che il materiale da sviluppo si sia indurito ,si toglie dall’impronta e si seziona il modello staccando ogni singolo moncone, utilizzando il seghetto o il disco da taglio;si rifinisce i bordi tagliati con la fresa da gesso e con una frese a pallino si segna la fine del colletto. Finita la preparazione del moncone gli si applica sopra la lacca spaziatrice distribuendola uniformemente dopo questa fase usando la stampatrice (apparecchiatura che tramite stampaggio di un foglio in plastica sopra al moncone realizza una cappetta in plastica di  spessore 0,3mm).

*GESSATURA IN ARTICOLATORE
L’articolatore è uno strumento la cui funzione è quella di fornire una verosimile imitazione dei movimenti della mandibola rispetto l’osso mascellare e il rapporto di occlusione. Li più usato è l’articolatore a valori medi .E’ composto da due branche una superiore e una inferiore, trattenute da elastici e connesse da un doppio snodo che simula l’articolazione temporo – mandibolare. Nella parte anteriore è collocata un asta, detta incisiva, che permette la regolazione della distanza tra le due branche. E’dotata da una spina, situata perpendicolarmente alla metà della sua altezza. Essa corrisponde alla linea che corre tra i due centrali, lungo la linea mediana.
Il montaggio del modello superiore avviene utilizzando il piano occlusale, un piano metilico posto orizzontalmente tra le due brache. Il piano di  montaggio supporta il modello superiore durate la gessatura.
Per la gessatura in articolatore si deve cospargere la parte inferiore dello zoccolo con della vaselina e poi ingessare aiutandosi con una spatola da gesso per rifinire e togliere il gesso in eccesso.

Articolazione temporo – mandibolare, si verifica tra il condido del processo condiloideo della mandibola e la fossetta articolare dell’osso temporale. Sono numerosi i movimenti che la mandibola può compiere, il primo movimento è la posizione a riposo si riconosce un primo movimento, esenziale al meccanismo masticatorio, che permette l’abbassamento dell’arcata dentaria inferiore, che consente l’apertura della bocca. Un movimento, consiste nella proiezione in avanti della mandibola, determina uno scorrimento dal dietro verso l’avanti ;mentre un terzo movimento simmetrico, è il movimento di lateralità, in cui i due processi condiloidei, tendono a scorrere trasversalmente.

Classificazione di Angle è molto importante sapere la classe di appartenenza del paziente. Guardando il rapporto tra i primi molari superiori e inferiori si riesce a identificare una delle 3 classi di appartenenza:
1classe:Normo occlusione La cuspide mesio – vestibolare del primo molare superiore articola con il solco intercuspidale del primo molare inferiore.

2classe:Procenismo  La cuspide mesio – vestibolare del primo molare superiore articola          mesialmente rispetto al solco intercuspidale del primo molare inferiore.

3classe:Prognatismo (morso inverso) La cuspide mesio – vestibolare del primo molare superiore
articola distalmente al solco intercuspidale del primo molare inferiore.

*MODELLAZIONE:
Cere di uso dentale:

Naturali                                           di origine minerale:   parafina
cere microcristalline
ozocherite
ceresina
cera montana

di origine animale:     cera d’api

di origine vegetale:    cera carnauba
cera candelilla
cera del giappone
burro di cacao

Artificiali o Sintetiche                    Polimeri di polietilene
Esteri di acidi grassi superiori con alcooli superiori
Polimeri di glicoli etilinici

Cere naturali

Parafina: non è una cera, ma un miscuglio di idrocarburi reperibili in natura nei petroli o nell’ ozocherite.
Cere microcristalline: sono simili alla parafina derivano dalla distillazione del petrolio grezzo, durante la solidificazione registrano una contrazione volumetrica inferiore a quella delle cere a base di parafina.
Ozocherite: nota come cera fossile,è impiegata per l’estrazione della ceresina.
Ceresina: si ottiene sottoponendo l’ozocherite greggia ad un trattamento di raffinazione.
Cera Montana: chiamata anche lignite. E’ una cera dura e fragile.

Cera D’api: è una sostanza derivante dalle celle degli alveoli liberate da larve, depurate, fuse e filtrate. Il suo utilizzo avviene in miscele collose ad alto potere adesivo.

Cera Carnauba: estratta dalle foglie di una palma brasiliana. La cera è di colore grigio-verdastre, più dura della cera d’api. Nelle miscele con le altre cere fornisce caratteristiche di bassa espansione, bassa contrazione e buona durezza.
Candelilla: prodotta dalla Euforbia pianta erbacea del Messico, Texas e America; composta da idrocarburi paraffinici e viene usata nelle miscele con altre cere.
Cera del Giappone:estratta da particolari frutti diffusi in Cina e in Giappone contengono il 15% di grasso, costituito principalmente da palmitina.Aggiunta alla parafina  ne esalta un potere adesivo.
Burro di cacao: Estratto da semi di cacao, viene utilizzato in miscela con altre cere. Ha un colore giallognolo e l’odore è simile a quello del cacao.

Cere artificiali o sintetiche

Hanno caratteristiche fisiche controllabili; sono tossiche e vengono miscelate con altri materiali. Sono prodotte in fabbrica, il loro difetto è essere tossiche e quindi devono essere utilizzate in bassa percentuale oltre che miscelate con altre cere.
Cere dentali:a seconda del loro utilizzo si suddividono in: cera da modellazione per fusione, preformate per fusione, per masse marginali, da immersione, per boxino, collante e in blocchi da intaglio.
Cere per modellare: trovano impegno nella modellazione di protesi da trasformare in metallo o  resina. A seconda del loro uso vengono suddivise in cere per fusione e cere per placche base.
Cere per fusione: servono per la modellazione completa o parziale di protesi da trasformare in metallo mediante il processo della fusione a cera persa. Queste cere devono offrire una buona stabilità dimensionale, riportare la precisione dei dettagli, non produrre residui dopo l’eliminazione e avere buona lavorabilità, sia allo stato liquido sia a quello solido.
Ci sono vari sistemi di modellazione:l’occlusione denti a due denti,  cioè il contatto occlusale delle strutture di un dente con quelle di due denti antagonisti, ossia tra cuspide-fossa e cuspide-creste marginali. Questo metodo è consigliato per la modellazione di protesi parziali.
P. K. Thomas è autore della tecnica detta dente a dente, ovvero l’occlusione che sposta il contatto delle cuspidi dalle creste marginali  alle fosse del singolo dente antagonista, realizzando un’occlusione tra singoli denti. Consigliabile nelle modellazioni di protesi fisse complete in antagonismo.
Ogni modellato non deve avere uno spessore inferiore ai 0,3mm ,l’elemento e ponte deve essere a becco di flauto (sciacquabile) ,i bordi di chiusura non devono avere rientranze altrimenti si può armare il cibo e provocare le carie. La scavatura della faccia vestibolare deve essere a cassetta.

*FASI DI FUSIONE :P REPARAZIONE  AL CILINDRO

Tipi di cilindro:  il cilindro in metallo funge da contenitore del rivestimento anche dopo l’indurimento e durante tutte le successive operazioni di fusione.
Dato che il rivestimento compensa la contrazione del metallo espandendosi, tali cilindri vengono rivestiti internamente da uno strato ”cuscinetto“ realizzato con fogli di materiale sintetico morbido.
I cilindri metallici sono dotati di buona termostaticità: le pareti metalliche consentono durante la fusione, il mantenimento della temperatura raggiunta in forno.
I cilindri in plastica, gomma o silicone svolgono la funzione di boxaggio durante le operazioni di colata e presa del rivestimento.
Grazie alla loro elasticità permettono l’espansione di presa della massa refrattaria di rivestimento.  Non potendo essere inseriti in forno dove l’alta temperatura li distruggerebbe devono essere separati dal rivestimento appena terminata la fase di presa di quest’ultimo.
Vengono utilizzati soltanto in combinazione con rivestimenti con un elevato grado di durezza.
Ci sono 3 tipi di rivestimenti: legante gessoso,legante fosfatico e legante siliceo.
Legante gessoso:
-polvere apposita più acqua distillata(bollita)o demineralizzate(filtrata)
-fusione per metalli con leghe nobili
-trattamento termico molto lungo
-questo tipo di legante è molto fragile e necessita del cilindro in metallo
Legante fosfatico:
-polvere predosata in bustine, più liquido di miscelazione
-fusione per metalli con leghe non nobili
-il trattamento termico può essere molto rapido e utilizzato per fusioni ad espansione libera
Legante siliceo:
-uguale al fosfatico
-cilindro in metallo
-trattamento termico con intervalli di fusione
Fasi di preparazione alla fusione
*Si riveste il cilindro in metallo con un foglio di materiale sintetico attaccandolo con della cera collante o della vaselina.
* Per permettere al metallo fuso di entrare nel calco di rivestimento,è indispensabile creare nalla massa di rivestimento, un percorso di ingresso detto canale di colata. Per ottenere tale canale di colata, il modellato in cera viene collegato sulla sommità di un cono posto alla base del cilindro di fusione. Il modellato viene unito a spine di fusione preformati in cera o plastica, e  questi al cono.
Le spine non servono solo per collegare il modellato al cono , ma durante la fusione fungono da canale di colata; assolvono inoltre la funzione di serbatoio di riserva del metallo liquido(nutrice)
*Il perno deve essere applicato nelle sezione più voluminosa del modellato e più voluminoso,ne va apposto uno per  ogni elemento dentario:laddove un elemento consti di più sezioni, come un molare, si richiede l’applicazione di più mandate;l’angolo di inclinazione è normalmente di 45° rispetto al piano del tavolato occlusale.
Il modellalo deve essere posizionato nel contro-termico del cilindro con uno spessore attorno di rivestimenti almeno di 0,7mm. Sopra alla faccia vestibolare vengono messe delle palline ritentive.

Per la preparazione del rivestimento si usa il Miscelatore sottovuoto.

Il miscelatore sottovuoto è un apparecchiatura per la lavorazione di rivestimenti e gessi. E’ costituito da una struttura portante la quale si sviluppa verticalmente supportando tutte le parti essenziali di comando;motoriduttore, piano vibrante, tazze di muscolazione e coperchio con spatola. La macchina viene comandata da un interruttore posto sul retro dove si trova anche la presa per il cavo di alimentazione. Le tazze dove avviene la muscolazione sono realizzate in plexiglass trasparente permettendo la visione diretta sia della spatolazione che del riempimento del cilindro;quella ,dedicata al rivestimento per cilindri è dotata di rubinetto di colata in acciaio inox . Il sistema di aspirazione del vuoto nelle tazze,avviene mediante una canalizzazione interna, garantisce che entrambi i contenitori, di muscolazione e di colata, siano sottovuoto così da poter effettuare tutte le operazioni in assenza d’aria. Il miscelatore può essere fornito a scelta dell’utilizzazione, con o senza pompa del vuoto.
USO E MANUNTENZIONE:Dopo aver azionato l’interruttore generale si prepara la macchina ad iniziare la lavorazione. Si toglie le tazze ed il coperchio con la spatola di muscolazione e disporre la basetta porta cilindri in gomma sulla base vibrante. Collocare il modellato da riprodurre sulla base in gomma poi incastrare il cilindro in una delle apposite scanalature. Posizionare la tazza inferiore dopo aver controllato che la guarnizione sia pulita e non vi siano corpi estranei che possano compromettere la sigillatura. Nella tazza superiore introdurre la quantità e la proporzione necessaria di rivestimento e di acqua dopo aver chiuso il rubinetto di colata. Chiudere la tazza superiore con il coperchio e disporre la tazza inferiore al proprio posto. A questo punto chiudere la valvola di scarico del vuoto ed agganciare l’innesto rapido del tubo di aspirazione ,impostare il tempo di muscolazione e poi azionare la pompa per il vuoto. Trascorso il tempo di spatolazione programmato si può iniziare la fase di colata aprendo il rubinetto.Durante la fesa di colata è possibile migliorare la compattazione del rivestimento, all’interno del cilindro azionando la vibrazione della base d’ appoggio delle tazze mediante la manopola con la quale si avvia e si regola l’intensità di vibrazione. Terminata la colata si toglie il vuoto aprendo la valvola di scarico e si rimuove le tazze dalla macchina.
Per un buon funzionamento della macchina è indispensabile tenere tutti i componenti delle tazze di muscolazione in perfetta pulizia, assicurandosi inoltre il buon stato della garanzia di tenuta;controllare inoltre il libero funzionamento della spatola di muscolazione, muovendola manualmente.

*Fasi di fusione :
1-Prima di attaccare il modellato in cera alla base del cilindro si pesa e si moltiplica poi questa misura per il peso specifico della lega utilizzata.
2-Dopo aver attaccato il modellato alla base del cilindro gli si applica sopra un riduttore di tensione superficiale ,cioè uno spray che ha il compito di agevolare lo scorrimento del rivestimento sulle pareti del modello.
3-Preparazione e colatura del rivestimento all’interno del cilindro .
4-Si aspetta che il rivestimento faccia presa e poi si inserisce nel forno fino ad arrivare alla temperatura di 750° C cicra.
Il forno di preriscaldo serve per il preriscaldo dei cilindri di qualunque dimensione,confezionati con qualsiasi tipo di rivestimento utilizzato. Il forno è dotato di aspiratori per l’estrazione dei fumi dalla camera di riscaldo,il funzionamento degli aspiratori può essere controllato direttamente dal pannello di controllo.

5-Arrivara alla temperatura necessaria si inserisce nel crogiuolo

il metallo da fondere e a differenza della fonditrice che può essere a cannello (ha il crogiolo in ceramica,fusioni per metalli nobili e è a gas più aria compressa) oppure a induzione (ha un elettro muffola che contiene il crogiuolo, fonde il metallo per temperatura impostata) si porta il metallo allo stato liquido.
La fonditrice che abbiamo a scuola è a induzione; la lega viene posta in un apposito crogiolo e una volta liquida viene iniettata all’interno del cilindro.

6-Si toglie il cilindro dal forno e si inserisce subito nella fonditrice dove per effetto centrifuga il metallo allo stato liquido entra nella cavità lasciata libera dalla cera.
7-Smuffolafura della fusione e sabbiatura con sabbia da riciclo per togliere i residui di rivestimento rimasti attaccati alla fusione.
La  sabbiatrice che abbiamo a scuola è la marca ECO ,è un centro di sabbiatura multifunzionale di ridotte dimensioni composto da una camera di lavoro con un proiettore a riciclo abrasivo per la sgrossatura è provvista di due moduli per micropolveri. Utilizzando gli abrasivi ,con la sabbiatrice è possibile asportare il rivestimento e le ossidazioni di fusione di qualsiasi metallo. Le sue microsabbiatrici applicate sono particolarmente adatte per operazioni di ottima precisione quale la preparazione della parete ritentiva sulle strutture metalliche,il decapaggio meccanico, la micro aspirazione di materiale refrattario e la satinatura lucidante di qualsiasi metallo.

8-Si stacca quindi la materozza con un disco separatore e sgrossiamo con delle frese in tung-steno ,diamantate e in acciaio sottili per rifinitura.
9-lucidatura con dischi abrasivi in gomma,spazzolini lucidanti con sasso marcio (pietra lucidante con spazzola a pelo di capra) e spazzolino lucidante in feltro e pasta brillantante.

*Saldatura o Brasatura
Si definisce saldatura ,la congiunzione la congiunzione di due parti metalliche ,riscaldate con la fiamma di un cannello ed unite tramite l’apporto di saldame ,una lega leggermente diversa da quella di cui sono composti i pezzi da saldare. Le sezioni da saldare vanno preparate levigando leggermente i lembi da unire con un gommino, e lasciando uno spazio di  max 0,7mm tra le parti ;a questo punto si inviano le diverse parti al medico, che le prova e le blocca nella corretta posizione. Il blocco ottenuto torna al tecnico che lo blocca con del rivestimento e lo mette in firno per preriscaldo .Nella parte da unire si mette del flux per permettere che la lega per saldatura scorri bene e con il cannello a fiamma corretta si fonde il metallo da saldare .A saldatura finita si fa la decappatura con sali o sabbiatura disossidante.

*PROVVISORIO IN RESINA
Con il termine protesi provvisoria si definisce la protesi temporanea ,atta a garantire al paziente le normali caratteristiche estetico – funzionali sino al confezionamento del dispositivo protesico definitivo.
Per la realizzazione del provvisorio :
1-    Si fa lo sviluppo dei modelli per duplicazione:il modello studio e il modello di lavoro,che si realizza con un impronta in elastomero.
2-     Dopo aver colato il modello di lavoro si seziona i monconi e successivamente gli si fa la radiatura usando una fresa a pallino usando il micromotore

3-    Sui monconi si mette la lacca spaziatrice o una cappetta in plastica;
4-    Montaggio in articolatore la cui funzione è di riprodurre nel modo più migliore possibile la dinamica dei movimenti mandibolari e il rapporto di occlusione.
5-    Si ingessa i modelli in articolatore
6-    Isolo il modello con isolante gesso-cera e inizio la modellazione dei monconi con cera bianca a goccia – goccia secondo P. K. Thomas .Durante la modellazione si osserva la forma del dente dal modello studio, l’occlucione  e i bordi di chiusura.Lo spessore dei denti da modellare deve essere superiore alla norma .
7-    Terminata la modellazione si costruisce una mascherina utilizzando del silicone e della pasta indurente. La mascherina è lo stampo delle facce vestibolari e occlusali dei denti modellati. Si aspetta qualche minuto perché la mascherina faccia presa e prenda bene la forma dei denti modellati .
8-    Isolo il modello con l’isolante gesso – resina dopo averlo ben vaporizzato .Si riposiziona la mascherina e usando del liquido e polvere apposita si prepara la resina che verrà poi colata all’interno della mascherina e inserita nella polimerizzatrice a pressione per circa 10 minuti.
9-    Con frese in acciaio di tung-steno piccole e grosse e dischi di separazione si sgrossa in provvisorio.
10-    Si rifinisce il tutto con dischi in acciaio (Horico i più sottili) e per finire si lucida prima con una spazzola in pelo di capra e acqua e pomice e poi con una spazzola in feltro e pasta lucidante.

2^ESPERIENZA PRATICA IN ALTERANZA SCUOLA E LAVORO

I nostri professori ci hanno dato la possibilità di fare per tre settimane un esperienza lavorativa in laboratorio esterno alla scuola.
Il progetto di alternanza scuola – lavoro si è effettuato nei seguenti giorni:dal 7al 9/01/09 e dal 12 al 16/01/09 e dal  dopo una pausa la quale siamo ritornati a scuola abbiamo ripreso A.S.L dal 2 al 10/02/09 e al sabato andavamo a scuola .
Io sono andata nel laboratorio di Anselmi Luigi a Badia Calavena. Il mio tutor era Anselmi ,ma a volte mi insegnavano e mi mostravano i lavori che eseguivano anche i suoi collaboratori.
Ho iniziato A.S.L giovedì 8/01 per problemi di circolazione stradale causati dalla neve,nelle prime due settimane iniziavo alle 9:00 fino alle 13:30 tranne gli ultimi giorni che rimanevo in laboratorio fino alle 18:30. Non ho fatto tutti i giorni 8 ore perché non avevo un mio posto di lavoro e dovevo quasi sempre rimanere in piedi a osservare i lavori che eseguivano tranne quelle volte che ero in sala gessi per effettuare dei lavori che mi richiedevano. Nel primo ero un po’ imbarazzata perché non conoscevo nessuno ,ma già dal secondo giorno ho iniziato a stringere rapporti.
Il primo giorno si è basato sull’osservazione delle varie macchine presenti e dei lavori che si stavano effettuando. Ho visto fare una fusione partendo dalla fase di colata dei rivestimento all’interno di un cilindro in metallo. Per realizzare quella fusione hanno usato 150g di rivestimento in polvere già predosate 33ml di liquido, suddiviso in liquido d’espansione e acqua distillata. Mi hanno detto che a seconda delle varie fusioni si possono cambiare gli ml di liquido d’espansione e acqua distillata per aumentare o diminuire l’espansione. Successivamente ho assistito alla colata di un impronta in alginato , mi hanno fatto separare i monconi di un modello e mi hanno insegnato fare il dicing (margine del colletto)ai mondoni con il microscopio usando una fresa a pallino e stando ben attenti a non togliere il margine di chiusura. Ho usato la sabbiatrice utilizzando la sabbia da riciclo per togliere i residui di rivestimento dalle fusioni che avevano fatto il giorno prima.
Ho notato che per rivestire i cilindri in metallo attaccano il foglio sintetico con della vaselina mentre a scuola lo attaccavamo con delle gocce di cera collante. In fine giornata ho modellato un canino superiore dx .
Venerdì 9/01 sono arrivati in laboratorio dei nuovi lavori da fere e ho partecipato alla disinfezione delle impronte.
In laboratorio usano il disinfettante Peroxill 2000 è molto potente,elimina ogni traccia di sangue. I modelli rimangono immersi nel liquido per circa quattro minuti e si deve sempre usare i guanti in lattice. Ho imparato a colare li impronte in alginato utilizzando 150g  di gesso extra duro e 20ml di acqua distillata. Li ragazzo della sala gessi mi ha spiegato che usano quasi sempre acqua distillata per la colatura dei vari lavori tranne per la gessatura in articolatore che usano l’acqua stagnante.
Lunedì 21/01 arrivata in laboratorio ho consegnato al tutor i fogli che mi avevano dato a scuola e poi ho colato un po’ di basette per articolatori. Mattia ,il ragazzo addetto alla sala gessi mi ha mostrato la procedura per fare gli articolatori ;dopo di che mi ha fatto provare a farne uno. Ho commesso un errore dimenticandomi di bagnare la basetta con un po’ d’acqua e il gesso posto sul modello si è staccato dalla basetta ,l’ho rifatto bagnando la basetta .
Ho visto svolgere una tecnica di imperniazione diversa da quella fatta a scuola e sfogliando un libro ho notato che ci sono molte altre varie tecniche. Nella tarda mattinata ho preso il modello che mi ero colata con gesso extra duro la volta precedente,usando una fresa da gesso l’ho rifinito nei bordi e con un seghetto e un disco separatore ho separato i monconi. Infine sempre con la fresa per gesso ho rifinito i monconi nella parte tagliata.
Martedì 13/01 ho visto la fusione completa,dalla modellazione alla fusione vera e propria .Ho rivestito il cilindro usando la vaselina per attaccare il foglio di materiale sintetico attorno ai bori interni dei cilindro. Nelle fusioni effettuate nei giorni successivi hanno usato solo cilindri in silicone. Questi cilindri non vengono rivestiti al loro interno perché effettuata la presa del rivestimento (20 minuti) si toglie il cilindro.
Mercoledì 14/01 ho visto alcune saldature di ponti ,ho sabbiato con sabbia da riciclo alcuni lavori e ho modellato.
Giovedì 15/01 ho modellato tutto il giorno perché c’era un posto di lavoro libero,e ho colato delle impronte arrivate in laboratorio.
Venerdì 16/01 ho visto la messa in muffola.(finito il montaggio denti si cosparge la muffola di vaselina,si chiudono i sottosquadri con cera rosa ,si inserisce all’interno del gesso per articolatori e dopo la presa del gesso si chiude la muffola e ci cola all’interno gesso extra duro per il controstampo. Si lascia per 20 minuti la muffola all’interno di una pentola a pressione per permettere che la cera si sciolga e permettere ai denti di rimanere infissi nell’esatta posizione dentro al gesso di contrastampo.
Passati i 20 minuti si apre la muffola e con una fresa a fessure si incide delle ritenzioni alla base dei denti per permettere che si attaccano bene alla resina che verra pio colata all’interno della muffola. Dopo la colata della resina si comprime la muffola sotto una pressa dopo di che si mette a cuocere e infine si rifinisce e si lucida.
La ribasatura viene fatta perché nel passare degli anni la mucosa della bocca si contrae e la protesi può non calzare più perfettamente come dovrebbe;il medico aggiunge nella parte inferiore della protesi un materiale apposito che andrà ad occupare lo spazio formatosi tra la protesi e la mucosa della bocca. Ottenuto lo stampo il medico manda il lavoro in laboratorio,che dopo averlo disinfettato lo blocca con del gesso all’interno di uno strumento apposito dopo di che usando gesso extra duro si fa il contrastampo e una volta indurito il gesso si stacca il contrastampo  in gesso dal modello. Si toglie dalla protesi il materiale messo dal medico(per occupare lo spazio che si era formato a causa della ritenzione della mucosa della bocca)e si cola si cola al suo posto la resina, si inserisce nella macchina apposta per cuocere la resina per 15 minuti. Poi si rifinisce con frese ,si lucida e si rimanda in studio.
Dopo di 15 giorni di scuola sono ritornata in laboratorio il 3/02 perché 2/02 stavo male ;iniziavo alle 8:30 fino alle 19:00 con una pausa dove rimanevo in laboratorio a mangiare .Il 3/02 ho squadrato dei modelli,messo le impronte nel disinfettante poi le colavo e la mettevo in articolatore il resto del tempo ho modellato.
Mercoledì 4 ho modellato e ho visto fere la ceramica.
Giovedì 5 ho rivisto fere la muffola e poi ho modellato dei molari.
Venerdì 6 ho sempre modellato e lucidato dei lavori.
Lunedì 9 ho imparato a fare il cucchiaio individuale usando resina autopolimerizzante  e poi l’ho rifinito. Mi hanno aiutato a fare un provvisorio anche sr mi ricordavo i passaggi che avevo imparato a fare a scuola.
Sfortunatamente è arrivato l’ultimo giorno dove ho fatto la fusione di un molare superiore con scavatura per la ceramica. Ho fuso in un cilindro in silicone usando cromo(fonde dai 350.. ai 400°C) .
Questo progetto mi è servito molto per capire bene il lavoro e ho capito di aver scelto la scuola giusta .In laboratorio mi sono trovata molto bene e ho instaurato da subito dei bei rapporti.

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