Scarica gratuitamente la conferenza del Dott. Miclavez IL DENTE AVVELENATO
ago 31

Segnalo un editoriale del presidente nazionale CIO Battisteli apparso sul sito dei colleghi della SICED.

Non avevo molte speranze conoscendo le categorie in questione da quasi trent’ anni…

Il profilo..non s’ha da fare…nè domani nè mai;  mi fischia nelle orecchie la manzoniana frase celebre..

Alzi la mano chi spera ancora…

Daniele

PROFILO: FALLIMENTO TOTALE DI UNA POLITICA “SERVILE E OBSOLETA”

Dopo l’inspiegabile annullamento della riunione interassociativa di oggi e il comunicato di ieri su odontoblog da parte del Sig. Troiani, ritengo che la misura sia colma.

Era il 2 Dicembre 2008, quando in una famosa riunione dissi al Sig. Troiani che questo modo di procedere aveva fatto il suo tempo, fallito su ogni fronte! Bisognava solo prenderne atto con un po’ di umiltà e cambiare direzione.

Gli avevo anche detto che era giunto per lui il tempo di scendere dal piedistallo di “Presidentissimo Nazionale” e mettersi intorno al tavolo allo stesso livello degli altri!

Sempre in quel periodo gli telefonai in preda a sgomento, perché ci era stata sbattuta la porta in faccia dalla Conf. Stato Regioni e gli dissi che dovevamo manifestare subito, mi riempì di sproloqui, il cui concetto finale era quello che senza un obbiettivo concreto e immediato, la manifestazione sarebbe stata solo una perdita di energie e di tempo.

Ora con ritardo di sei mesi, dove non è cambiato nulla, si presenta a chiederci di manifestare? Noi in piazza ci saremo sempre quando ci sono gli odontotecnici, ma non certo sotto la guida di chi ha 30 anno di ritardo e si sveglia dopo 6 mesi!

Anche il modo “servile” di frequentare e ristagnare sotto i portoni Ministeriali ha finito il suo tempo, ed è diventato addirittura dannoso per la dignità e l’immagine della nostra professione!

Ci chiama colleghi, poi organizza delle sconclusionate riunioni interassociative (“anche sotto telecomando”) magari, facendo più complicità con la controparte che con i “colleghi” stessi, indebolendo il fronte!

A noi non è mai passato per la testa di andare a ridicolizzare i dirigenti o le altre AAOO, davanti alle istituzioni! (Chi ha partecipato all’incontro di dicembre 08 tra AAOO e Ministero ha visto come abbiamo saputo fare fronte comune anche senza nessun accordo preliminare, la complicità tra colleghi è stata spontanea! Lo SNO non c’era , era andato per conto suo!)

In quest’ultimo mese, molti dirigenti associativi sanno quanto abbiamo fatto affinché ci fosse un incontro serio tra le AAOO (abbiamo anche accettato la proposta di codice di regolamentazione degli incontri interassociativi della FENAODI), ma alcuni, sotto sotto, non vogliono “legittimare” il CIO (sic), altri come lo SNO fanno inviti e lasciano che il Sig. Troiani stabilisca tutto (o chi per lui), date, luoghi, numeri e tipo di partecipanti, non dà agli altri nessuno spazio né possibilità di organizzarsi! Poi accusa, disdice, anticipa con lettere piene di “pseudominacce” e segreti, prive di seri ordini del giorno, poi di colpo manda un sms (del tutto informale, come avesse a che fare col suo giardiniere) e annulla in questo “modo” la riunione del 30 Aprile. Il tutto perché il CIO ha mandato una mail dove contesta il metodo, ma nonostante ciò, dice che parteciperà, e visti i tempi stretti (3-4 giorni) ha trovato, “al momento” e ripeto “al momento”, la disponibilità del Sig. Lino Busà, che però, per lui vale poco, anche se ricopre una carica confederativa all’interno di Confesercenti molto più alta della sua!!

Quando il funzionario è lui, può fare il “presidente multi funzionale dell’universo”, quando i funzionari sono degli altri, non vale la pena nemmeno più di fare la riunione e la disdice con forme snobbiste.

In questi sei mesi, l’unico cambiamento sostanziale sul profilo è stato il ritorno indietro del Ministero sul documento assurdo, definito “Fazio 2008”, ma questo era avvenuto già il giorno dell’incontro che il Ministero aveva fatto a Dicembre 2008 con tutte le AAOO, dove lui (guarda caso!) non era presente.

Ci fù chiesto di elaborare un nuovo documento sul profilo da sottoporre di nuovo al CSS e alla Conf. Stato Regioni.

Questo lavoro è stato fatto a Gennaio, ma la CNA, invitata, ancora una volta , non è venuta presso la sede FENAODI di Roma.

Il documento esiste e non è stato ancora presentato perché il blocco totale della Conf. Stato Regioni a tutte le nuove professioni sanitarie rende inutile, al momento, relazionarsi sui contenuti.

Quindi altri sei mesi persi!

Il CIO ha iniziato il cammino di recupero di 30 anni di assenza di una comunicazione moderna col pubblico dell’ odontotecnico, che dà la forza politica vera per sedersi ai tavoli senza il “panettone”, ma con la dignità di chi, da soggetto votante (insignificante) diventa soggetto convogliatore di voti (forte), che è ciò di cui vive la politica.

L’esempio dei risultati di interesse, attenzione e allarmismo che stiamo ottenendo con l’iniziativa dello sportello al pubblico, dimostrano con i “famosi fatti”, quale è la direzione per sedersi ai tavoli senza atteggiamenti “servili” che ci hanno portato solo ad essere considerati il nulla più nulla del nulla, nelle mani del potere.

Andare ancora a parlare con i vari personaggi delle istituzioni , significa poco se ci si và con l’atteggiamento debole e“elemosinante” in cerca solo di “connivenze”, senza mai mettere a rischio gli interessi degli interlocutori.

“Ma la nostra forza è poca, ed è questa!” mi è stato risposto!

Chi risponde così pensa che la forza venga dalla unione delle associazioni o cose di questo genere, è vecchio! Miei cari è vecchio! Seppur utile, cambia poco le cose!

15.000 odontotecnici anche se uniti son poca roba! Ciò che conta è come la professione si relaziona e muove l’opinione pubblica, finché si vive nella “grotta laboratorio” si fanno politiche introspettive, non si conta nulla! E’ la civiltà della comunicazione! Ma noi siamo da questo punto di vista all’età della pietra!

Il CIO è nato subito con l’idea di invertire la direzione di marcia e andare verso la gente, il cittadino/paziente, ma altri invece di copiarci (non siamo gelosi!) continuano ostinatamente e diabolicamente a perseverare in atteggiamenti e programmi ,che non sono altro che trivelle che scavano sempre di più il buio pozzo dell’odontotecnica Italiana.

Alberto Battistelli

Pres. Nazionale CIO

CONFESERCENTI FEDERBIOMEDICA

Fonte:www.odontotecnica made in italy.it

ago 26

Istituto Professionale di Stato per l’Industria
e l’Artigianato
“Enrico Fermi” Verona

Relazione di laboratorio odontotecnico in tema di
Fusione e Saldatura

Svolta da:
Uberti Elia
Terza A^od
Anno sc. 2008.09

uberti elia

uberti elia

Se desiderate visualizzare la relazione completa di immagini e schemi, cliccate sul link seguente:

relazione-di-uberti-elia


Indice

1.    Esperienza teorica a scuola:
-    Impronte
-    Modelli
-    Gessatura in articolatore
-    Classificazioni di Angle
-    L’articolazione temporo mandibolare
-    Modellazione
-    Fasi di preparazione del cilindro
-    Fusione
-    Smuffolatura fusione
-    Provvisorio in resina

2.    Esperienza pratica in A.S.L
-    Introduzione
-    Sala gessi
-    Modellazione
-    Fusione
-    Resinatura delle faccette estetiche
-    Saldatura
-    Conclusione

Esperienza teorica a scuola

-Impronte.

Con la realizzazione di un’impronta avremo di fronte a noi la rilevazione al “negativo”  della bocca del paziente. Per ottenere un’impronta è necessario posizionare dell’apposita pasta all’interno di un cucchiaio solitamente in acciaio inox, questo cucchiaio verrà premuto all’interno della bocca contro l’arcata interessata.
Per effettuare un’impronta sono necessari diversi tipi di materiali e ognuno di essi ha differenti proprietà, solitamente viene utilizzato l’alginato, una polvere che miscelata con l’acqua ha un tempo di presa molto breve; oppure per un’impronta pressoché perfetta che ci permette di rilevare quasi tutti i dettagli fra cui i sottosquadri si potranno utilizzare gli elastomeri che si presentano in paste che induriscono grazie ad un catalizzatore.

-Gessi.

Per poter avere la vera rappresentazione della bocca del nostro paziente si deve apportare dell’apposito materiale all’interno dell’impronta.
Il materiale più usato per lo sviluppo delle impronte è il gesso in polvere, che mescolato omogeneamente con l’acqua produce una miscela pastosa.
A seconda delle sue proprietà e utilizzi il gesso viene suddiviso in vari tipi:

-Gesso di tipo I, chiamato anche pasta di Parigi viene utilizzato per il fissaggio di parti metalliche.
-Gesso di tipo II, è un gesso tenero, denominato emi-idrato Beta per modelli studio e fissaggio in articolatore.
-Gesso di tipo III, è un gesso duro, denominato emi-idrato Alfa è utilizzato per la colatura di modelli necessari per la realizzazione di protesi totali.
-Gesso di tipo IV, gesso extraduro emi-idrato alfa, è reperibile in varie colorazioni ed è principalmente indicato per la colatura di modelli per protesi fissa.
-Gesso di tipo IV’, utilizzato per modelli di ortodonzia.

Esistono vari metodi di sviluppo che vanno da i più tradizionali ai più tecnologici, il più usato nel campo dell’odontotecnica è il sistema Pindex a moncone sfilabile:
Dopo una attenta valutazione sul tipo di gesso da utilizzare si potrà passare allo sviluppo dell’impronta, processo piuttosto delicato poiché dovremo evitare la formazione di bolle all’interno del gesso. Con l’ausilio di un vibratore potremo quindi far risalire in superficie anche le bolle più insidiose e completato il tempo di presa del gesso potremo rimuovere il modello dall’impronta e grazie alla squadramodelli, macchinario con lama ruvida e tondeggiante con diametro di circa 30 cm, squadrarlo per prepararlo alla foratura. Per il processo di foratura è necessario una foragessi, macchinario che con l’ausilio del laser consente di individuare il punto dove si andrà a forare.
Ovviamente si andrà a forare e quindi ad inserire il perno solo nelle zone interessate e quindi in corrispondenza dei monconi.
Si potrà quindi passare alla realizzazione dello zoccolo: dopo la miscelazione di gesso giallo potremo creare una massa simile ad uno zoccolo dove potremo posizionare il nostro ferro di cavallo ricavato in precedenza. Terminato il tempo di presa si potrà passare alla squadratura di quest’ultimo facendo sempre attenzione in modo da non andare a danneggiare i denti.
Terminata la squadratura si potrà poi procedere con la gessatura in articolatore.

-Gessatura in articolatore.

L’articolatore è uno strumento la cui funzione è quella di riprodurre i movimenti della bocca in modo il più possibile simile alla realtà. Esistono vari tipi di articolatore ma il più usato è l’articolatore A.V.M.
Per assicurare una buona posizione dei modelli in articolatore si dovrà prestare molta attenzione al momento del fissaggio del modello superiore sul piano occlusale con l’ausilio della cera collante. Potremo quindi procedere con la gessatura del modello utilizzando gesso bianco.
Completata la gessatura del modello superiore potremo passare all’inferiore che verrà posizionato in posizione di occlusione rispetto al superiore utilizzando ancora una volta cera collante e quindi effettuare un’altra gessatura.

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- Classificazioni di Angle

Ovviamente le relazioni tra le due arcate, superiore e inferiore, non è sempre regolare, infatti Angle suddivise l’occlusione in tre classi:

Classe I o normocclusione – Una relazione molare di classe I è quella in cui si ha la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore che occlude sul solco di sviluppo vestibolare del primo molare inferiore.

Classe II o progenismo – Una relazione molare di classe II è quella in cui si ha la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore che occlude mesialmente sul solco di sviluppo vestibolare del primo molare inferiore.

Classe III o prognatismo – Una relazione molare di classe III è quella in cui si ha la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore che occlude distalmente sul solco di sviluppo vestibolare del primo molare inferiore.

Queste disfunzioni della masticazione sono spesso causate dal malposizionamento dell’osso mandibolare con un conseguente malfunzionamento dell’articolazione temporo mandibolare.

- Articolazione temporo-mandibolare

L’ATM svolge la funzione di articolare il movimento complesso della mandibola nei tre piani dello spazio, fondamentali per la masticazione e la fonazione.
Si distinguono infatti movimenti simmetrici (apertura, chiusura, protrusione, retrusione) ed asimmetrici (lateralità, masticatori ed altri movimenti automatici).
Si distinguono inoltre dei movimenti limite, di contatto e liberi. I movimenti limite sono tutti quei movimenti che l’articolazione concede come estremi alla mandibola. I movimenti di contatto sono tutti quei movimenti che avvengono mantenendo un contatto fra i denti delle due arcate (protrusione, lateralità, retrusione). I movimenti liberi sono cosi detti dal momento che sono compresi tra i due precedenti.

- Modellazione
Con la tecnica di modellazione di P.K. Thomas, si procede con la costruzione di tutti i coni delle cuspidi. Si passa quindi alla costruzione delle creste marginali e successivamente si completano i contorni. Completata la modellazione della tavolata occlusale, si può quindi controllare se vi sono precontatti tra i denti antagonisti e terminato questo passaggio andare a realizzare il colletto del dente utilizzando della cera per margini, una cera la cui caratteristica principale è quella di possedere una bassa retrazione termica. Questa tecnica è spesso associata ad una relazione   cuspide-fossa, in cui la cuspide funzionale si inserisce nella fossa occlusale del dente antagonista dando origine ad una elazione di tipo “dente a dente”.

- Fasi di preparazione del cilindro

Terminato il processo di modellazione in cera si potrà passare alla preparazione alla fusione e grazie a questo passaggio si trasformerà la modellazione in cera in un elemento in metallo.
Nel modellato già realizzato in precedenza creeremo delle ritenzioni nella parte vestibolare; si dovrà quindi procedere con il metodo di scavo a Weener.
Dopo lo scavo a Weener posizioneremo i canali di colata in cera che fungeranno da via per l’entrata della lega. Il tutto dovrà essere pesato per calcolare le quantità di lega necessaria per la fusione.
Si potrà quindi posizionare il modellato sulla base conica e creare uno spazio tra cilindro e rivestimento con l’ausilio un foglietto di amianto posizionato aderentemente al bordo e bloccato con della cera.
Completata la preparazione del cilindro si potrà quindi procedere con la colatura del rivestimento utilizzando il miscelatore sottovuoto..

- Fusione

Terminato il tempo di presa del rivestimento potremo rimuovere la base conica e introdurre il cilindro nel forno per il preriscaldo e quando quest’ultimo arriverà ad una temperatura di 850°C circa avrà raggiunto un’espansione sufficiente per la colata della lega al suo interno.                       Si posizionerà dunque la lega all’interno del crogiolo della macchina a centrifuga e con l’ausilio del cannello si aumenterà la temperatura della lega fino a raggiungere uno stato liquido simile ad un “occhio di bue”. Rimuoveremo quindi il cilindro dal forno per introdurlo nella centrifuga che dopo essere stata azionata introdurrà la lega appunto per forza centrifuga e terminato il ciclo attenderemo il raffreddamento del cilindro per la rottura del rivestimento.
Estratta la fusione dal cilindro si passerà alla sabbiatura, alla sgrossatura e alla lucidatura della fusione.

La funzione del forno di preriscaldo è quella di sottoporre calore al cilindro, bruciare la lega e consentire l’espansione alla massa di rivestimento.

La funzione della macchina a centrifuga è quella di iniettare la lega fusa all’interno del rivestimento con l’ausilio di un braccio meccanico che ruotando spinge la lega per forza centrifuga

- Smuffolatura della fusione

Completato il raffreddamento del cilindro si potrà procedere con la rottura del cilindro aiutandoci con un martello; e con un macchinario chiamato sabbiatrice eliminare gli ultimi residui di rivestimento e ossidi, potremo dunque procedere con la sgrossatura al banco utilizzando il manipolo, la prova su articolatore ed in fine la lucidatura.

- Provvisorio in resina

In attesa della realizzazione di una protesi definitiva si deve dare al paziente la possibilità di mangiare, ecco che interviene l’utilizzo del provvisorio in resina.
Innanzitutto si deve procedere con la modellazione in cera del dente o dei denti mancanti, poi si passa alla realizzazione della mascherina in silicone, il quale si indurisce se gli viene addizionato della pasta catalizzatore. Dopo aver creato una specie di “salsicciotto”, esso viene adattato al modello nella parte interessata e lasciato riposare fino al completo indurimento.
Terminato l’indurimento si potrà procedere con la colatura della resina a freddo nello spazio che intercorre tra la mascherina e il modello e creando una specie di “riserva” nella parte linguale del modello; il tutto non potrà essere effettuato se prima non si avrà isolato con dell’isolante UNIFUL che consentirà l’estrazione del provvisorio senza danneggiare i monconi. Si potrà quindi procedere con la cottura della resina immersa in acqua distillata all’interno della polimerizzatrice. Completata la cottura si potranno rimuovere dal modello mascherina e provvisorio e dopo un’attenta valutazione alla ricerca di imperfezioni si potrà procedere con la sgrossatura al banco, la lucidatura con pietra pomice e spazzola e lucidatura finale utilizzando Sidol.

Esperienza pratica in A.S.L.

La funzione principale di questo stage è stata quella di integrare la nostra persona nel mondo del lavoro; ad essa si associano il miglioramento e la finalizzazione delle nostre tecniche di lavoro
in modo tale da raggiungere un livello sufficientemente adatto per lo svolgimento del lavoro dell’odontotecnico. In questi 15 giorni ho saputo sentirmi parte di una società di lavoratori che agiscono non solo a scopo di lucro ma anche per il bene fisico e psicologico di coloro che per qualche motivo si rivolgono ad uno studio dentistico e di conseguenza ad uno studio odontotecnico.
Per bene fisico e psicologico si intende lo studio e l’applicazione di metodi più adatti per ridare ad una persona la capacità di nutrirsi e di sentirsi a proprio agio all’interno della società.

-Sala gessi
E’ la formazione di base di un odontotecnico, una volta acquisita la padronanza del gesso si potrà realizzare qualunque cosa con esso. È necessario quindi conoscerne ogni sua proprietà in modo tale da riuscire a sfruttare a nostro favore i tempi di presa e le percentuali gesso/acqua.
Dopo l’arrivo in studio di un impronta su cucchiaio si dovrà riprodurre la bocca del paziente colandovi all’interno del gesso giallo emi-idrato alfa e rimosso una volta terminato il tempo di presa. Squadrato il modello si effettueranno dei fori in corrispondenza dei monconi per poi applicarvi dei perni che aiuteranno per la rimozione e il riposizionamento di quest’ultimi una volta colato lo zoccolo e segato in corrispondenza dei monconi. Si potrà quindi passare alla radiatura dei monconi in modo tale da creare il giusto limite marginale da rispettare durante la modellazione.

PRIMA                                                                    DOPO

-Modellazione
Per ottenere un buon risultato finale è di primaria importanza compiere una buona modellazione degli elementi mancanti tenendo sempre conto che un modellato preciso consentirà di ridurre i tempi di sgrossatura del metallo
Nella creazione dei nostri elementi saremo aiutati da una serie di cere che verranno utilizzate a seconda delle nostre necessità; la cera verde per esempio è una cera molto morbida e facile da utilizzare e mi è stata consigliata per la realizzazione delle cappette, mentre altre cere, più secche e precise, sono adatte per la totale modellazione del dente.
Alla fine del lavoro ci sarà utile estrarre il modellato dai monconi, quindi nella prima fase della modellazione dovremo utilizzare dell’isolit, una sostanza che impedisce al gesso di assorbire una parte di cera; quindi potremo iniziare a modellare la parte edentula del modello. Completata la modellazione si controllerà l’occlusione e si controlleranno tutti i precontatti.

-Fusione
Grazie a questo passaggio si trasformerà la modellazione in cera in un elemento in metallo.
Nel modellato già realizzato in precedenza creeremo delle ritenzioni nella parte vestibolare; si dovrà quindi procedere con il metodo di scavo a Weener.
Dopo lo scavo a Weener posizioneremo i canali di colata in cera che fungeranno da via per l’entrata della lega. Il tutto dovrà essere pesato per calcolare le quantità di lega necessaria per la fusione.

Si passa quindi al fissaggio dell’estremità dei canali di colata alla base conica, posizionamento del foglietto di amianto e alla colata della massa di rivestimento miscelata in precedenza con l’aiuto del miscelatore sottovuoto.
Terminato il tempo di presa del rivestimento potremo rimuovere la base conica e introdurre il cilindro nel forno per il preriscaldo e quando quest’ultimo arriverà ad una temperatura di 850°C circa avrà raggiunto un’espansione sufficiente per la colata della lega al suo interno.                       Si posizionerà dunque la lega all’interno del crogiolo della macchina a centrifuga e grazie all’induzione la fusione della lega potrà essere effettuata senza l’ausilio del cannello, e quando la lega raggiungerà uno stato liquido simile ad un “occhio di bue” rimuoveremo il cilindro dal forno per introdurlo nella centrifuga che dopo essere stata azionata introdurrà la lega appunto per forza centrifuga e terminato il ciclo attenderemo il raffreddamento del cilindro per la rottura del rivestimento.
Estratta la fusione dal cilindro si passerà alla sabbiatura, alla sgrossatura e alla lucidatura della fusione.

-Resinatura delle faccette estetiche
Onde evitare un eventuale trasparenza delle resine e quindi della possibile visibilità della lega sottostante procederemo con la stesura di un sottile strato di opacizzante sulla parte vestibolare del dente e alla cottura in acqua distillata a 120°C per circa 8/10 minuti.
Terminata la cottura potremo stendere lo strato di dentina e subito dopo un sottile strato di smalto per conferire al dente una sfumatura graduale del colore e prima di cuocere la resina stenderemo uno strato di indurente.
Procederemo allora con una seconda cottura a 120° per circa 8/10 minuti.
Dopo la cottura la resina si presenterà ruvida e opaca, ma con la sgrossatura e la lucidatura renderemo la resinatura praticamente uguale ad un dente naturale.

Prima                                                                       Dopo

-Saldatura
La saldatura o meglio dire Brasatura consiste nell’unione di due parti metalliche riscaldate e unite con del saldame.
Per iniziare dovremo trovare la giusta posizione dei denti nei rispettivi monconi(figura 1) per poi unire le due parti da saldare con un’asta e della resina a freddo, dopodichè, con della cera andremo a coprire i punti da saldare in modo tale da impedire al rivestimento di ostruire la fessura.(figura 2)

(Figura 1)    (figura 2)

Dopo aver rimosso dalla base in gesso l’elemento, si procede con la creazione di un nuovo zoccolo utilizzando però del materiale da rivestimento.

Dopo tale procedimento potremo iniziare il vero e proprio processo di saldatura:
Con un cannello alimentato a gas botano e ossigeno cercheremo di aumentare la temperatura della lega per migliorare l’unione tra le due parti quindi, dopo aver aggiunto del fluidificante nel punto da saldare si procederà con l’apporto di un metallo con temperatura di fusione più basso di quello del nostro elemento in lega in modo da non modificare le caratteristiche anatomiche dei denti.
Un metodo molto efficace è quello di disegnare una linea oltre la quale il saldame non dovrà andare con una matita, e grazie alla proprietà della grafite di resistere alle alte temperature il materiale fuso sarà vincolato a percorrere una sola direzione.

Terminata la saldatura verrà verificato se il nostro elemento calza perfettamente nel modello iniziale, e se sarà così si procederà con la sgrossatura della parte saldata e la totale lucidatura della protesi.

Conclusione

Questi vari argomenti trattati nel mio cammino di Alternanza Scuola-Lavoro sono stati per me l’approfondimento di ciò che ho imparato a scuola dandomi soddisfazioni sempre più grandi ogni volta che un lavoro veniva terminato; posso quindi affermare che per me questa è stata un’esperienza molto importante non solo perché ho conosciuto delle persone che hanno saputo darmi lezioni di vita, ma anche perché mi ha consentito di conoscere il mondo del lavoro, migliorare la mia preparazione e la mia manualità, e in particolare farmi rendere conto se questo sarà oppure no il lavoro che un domani mi aiuterà a costruirmi una vita.

ago 15

Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Artigianato
Relazione in tema di Fusione e Saldatura.
•    ESPERIENZA TEORICA A SCUOLA
•    ESPERIENZA PRATICA IN ALTERNANZA-SCUOLA LAVORO
A.S2008/2009
3A OD
VERDES LARISA-ELENA

verdes larissa

verdes larissa

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relazione-di-verdes-larisa

INDICE
•    Esperienza teorica a scuola
-introduzione
-impronte
-sviluppo dei modelli
-gessatura in articolatore
-modellazione
-preparazione del cilindro
-fasi di fusione
-smuffolatura della fusione
-saldatura o brasatura
-provvisorio in resina
•    Esperienza pratica in alternanza scuola-lavoro
-introduzione
-fusione e saldatura
-faccette estetiche
-provvisorio di prelimatura
-riparazione semplice di una protesi totale mobile
-commento personale
    ESPERIENZA TEORICA ACUOLA
Introduzione
Quest’anno la mia classe 3 ^A od  assieme al professor Caceffo Nicola abbiamo trattato il tema di fusione e saldatura per la protesi fissa(in odontotecnica),iniziando dall’impronta e arrivando alla rifinitura  e lucidatura della fusione.

FUSIONE E SALDATURA
L’IMPRONTA .

L’impronta è il negativo della bocca, cioè la conformazione dei denti e dei tessuti molli. L’impronta permette all’odontotecnico  di trarre una serie di informazioni in merito alla situazione odontoiatrica del paziente. Essa viene presa dall’odontoiatra,disinfettata poi dall’odontotecnico per evitare di contagiare eventuali malattie per poi passare allo sviluppo dei modelli .i materiali da impronta sono molto vari per composizione e proprietà e vengono utilizzati prevalentemente dall’odontoiatra

Materiali da impronta:
alginato : viene ricavato da un alga marina di colore rosso. E da svilupparsi in brevi tempi a causa della facile vaporizzazione dell’acqua di miscelazione. Indurisce in circa 2 minuti.
-Materiali termoplastici :resine,cere,gomme,ecc. Rammolliscono in acqua a 55°-65°.
-pasta a ossido di zinco ed eugenolo:(80°zinco,50°di eugenolo).
SVILUPPO DEI MODELLI.
Esistono diversi sistemi di preparazione delle impronte ,ognuno per le diverse preparazioni protesiche di sviluppo dei modelli.
Sistema pindex:

-si sviluppa la prima parte dell’impronta con gesso di tipo 4,
-a gesso indurito si sfila l’arcata sviluppata e la si squadra per metterla in piano,
-con la forra-gessi si pratica  un foro in direzione del moncone,
-nel foro si applica un perno in ottone incollato con cianocrilato ,
-si applica sulla punta del perno una goccia di cera spia,
-si cola altro gesso di tipo 3 per lo zoccolo,a gesso indurito si squadra lo zoccolo,
-quando il modello sarà asciutto con un seghetto molto fine si taglia la sezione interessata.
Perno a spillo:

-i perni a spillo vengono collocati direttamente all’interno dell’impronta
-si fa una doppia colata di gesso
- si isola la sezione interessata al taglio e poi si separa.
Basette in plastica performate:
Questo procedimento consiste nel colare il modello e contemporaneamente riempire  con lo stesso gesso  la base performata,ottenendo in tal modo la formazione dello zoccolo all’interno del supporto in plastica.

In questo caso il modello viene sviluppato per duplicazione,uno per la protesi fissa ed uno per il provvisorio. I gessi possono essere di vario tipo:
1.    Gessi teneri per impronta costituiti, dal solfato di calcio emi-idrato. Sono molto fragili.
2.    Gessi teneri per modelli composti dal solfato di calcio emi-idrato beta. Servono nella realizzazione di modelli studio.
3.    Gessi duri per modelli composti dal solfato di calcio emi-idrato alfa. Sono impiegati nella costruzione di modelli per la protesi totale.
4.    Gessi extra duri per modelli costituiti dal solfato di calcio emi-idrato alfa modificato. Sono utilizzati nella realizzazione delle superfici di lavoro del modello.

Capette:

Le capette vengono realizzate tramite stampaggio e vengono poi tagliate con forbici oppure con micromotore e frese.
Attrezzature utilizzate: squadra modelli,miscelatore sottovuoto e vibratore.
Squadra modelli:

Miscelatore sottovuoto:

E un apparecchiatura per la lavorazione dei rivestimenti per cilindri e gessi.E costituito  da una struttura portante la quale si sviluppa verticalmente suppoartndo tutte le parti essenziali,console di comando,piano vibrante,tazze di mescolazione e coperchio con spatola.
GESSATURA IN ARTICOLATORE

L’articolatore è un apparecchio meccanico la cui funzione è quella di fornire una verosimile imitazione dei movimenti della mandibola rispetto all’osso mascellare. I due modelli vengono inseriti sul articolatore per riprodurre i rapporti esistenti nella realtà tra l’arcata dentale superiore ed inferiore. Ingessando l’articolatore si individua la classe di appartenenza del paziente.
Le classi possono essere 3 e sono chiamate di angle.
1.     la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore articola con il solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore. NORMO-OCCLUSIONE.
2.     La cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore articola mesialmente con il solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore. PROGENISMO.

3.    La cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore articola distalmente con il solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore. PROGNATISMO.

Esistono diversi tipi di articolatore. Il più utilizzato attualmente è l’articolatore a valore medio. Questo articolatore riproduce i movimenti di apertura-chiusura e lateralità. Il movimento laterale è detto a valore medio quando l’escursione del condilo è all’interno della fossa glenoide (in basso e laterale fra dx e sx di 15°) . Un altro tipo di articolatore è l’oclusore il quale consente i movimenti verticali a cerniera ma non quelli laterali tra le arcate.

CERE DI REGISTRAZIONE
La cere di registrazione vengono utilizzate adattandole alle basi di prova o per registrare i rapporti tra le arcate. Sono fornite in varie durezze a seconda delle necessita, e in varie forme:lastre,in barre diritte o sgommate.

MODELLAZIONE PER PROTESI FISSA
Dopo che il gesso si è indurito e dopo aver realizzato le capette in plastica utilizzando la macchina per stampaggio, si procede con la modellazione degli elementi mancanti secondo il metodo P.K.Thomas, detto anche “dente a dente”.
Questa tecnica consiste nell’aggiungere cera poco a poco finché il dente viene costruito e viene detta “goccia a goccia”.
Rispettando i parametri generali come bordo di chiusura(lama di coltello), spessore non inferiore a 3mm, elemento ponte a becco di flauto, ecc.
Finita la modellazione si passa alla scavatura delle facce vestibolari (l’elemento a ponte scavato a cassetta). Sempre sulle facce vestibolari si applica l’adesivo e le palline ritentive necessarie per l’adesione della parte estetica.
CERE

Naturali:di origine minerale:paraffina,cere microcristalline,ozocherite,ceresina e montana.
Di origine animale:cera d’api.
Di origine vegetale:cera carnauba,cera candelilla.
Artificiali o sintetiche:sono prodotte industrialmente. Sono le sole che posseggono caratteristiche fisiche controllabili ad  un elevato grado di purezza. Vengono utilizzante in odontoiatria come plastificanti.

PREPARAZIONE DEL CILINDRO

I cilindri possono essere di 3 tipi:
1.    cilindro in metallo funge da contenitore a rivestimento anche dopo l’indurimento e durante tutte le successive operazioni di fusioni. Dato che il rivestimento compensa la contrazione del metallo espandendosi, questo tale cilindro viene rivestito di uno strato “cuscinetto” realizzato con fogli di materiale sintetico morbido. Inoltre il cilindro in metallo ha una buona termosticità:le pareti metalliche consentono infatti durante la fusione il mantenimento della temperatura raggiunta in forno.
2) cilindro in plastica, silicone o gomma. Svolge una funzione “boxaggio”. Durante le operazioni di colata e presa di rivestimento. Grazie alla loro elasticità permettono l’espansione di presa della massa refrattaria di rivestimento. Non potendo essere introdotti in forno dove sarebbero distrutti dal calore devono essere separate dal rivestimento appena terminata la fase di presa di quest’ultimo.
Per la preparazione del cilindro si procede nel seguente modo: viene utilizzato il cilindro in metallo. Dopo aver applicato il foglio di materiale sintetico morbido il quale viene bagnato con acqua si fissa sulla base conica i perni di colata, i quali a loro volta vengono fissate sulla parte più voluminosa degli elementi. Sulla stessa viene spruzzato un riduttore di tensione superficiale in modo che il rivestimento possa scorrere meglio. Preparato il rivestimento con 16,5 ml di acqua,8ml di soluzione e 100 gr di polvere si cola il rivestimento inizialmente riempiendo le corone e poi tutti il cilindro. Si aspetta finché questo abbia fatto presa,si toglie la base conica e si inizia il procedimento di fusione.
IL CENTRO TERMICO:E  la zona che refredda per ultima. Il manufatto in cera deve essere al di sopra del centro termico,rimanendo tuttavia al de sotto della sommita della massa raffretaria.

FUSIONE

Questa tecnica è detta fusione “a cera persa” perché durante il riscaldamento in forno del cilindro la cera si scioglie e rimane l’esatta forma dei modellati e dove c’era il perno si forma il canale di colata da dove entrerà poi la lega.
Prima di tutto si pesa il metallo. Si pesa il corpo in cera,moltiplicando poi questa misura per il peso specifico della lega utilizzata. In questo modo si ha il peso del metallo da fondere.
Si procede con la fusione della lega nel crogiolo. Una volta inserito anche il cilindro si dà il via alla centrifuga della fonditrice.

Attrezzature utilizzate:forno , fonditrice e sabbiatrice.
Forno

Serve per il preriscaldo dei cilindri di qualunque dimensione,confezionati con qualsiasi tipo di rivestimento utilizzato nei laboratori odontotecnici. Possono essere dotati di aspiratori per l’estrazione dei fumi dalla camere di riscaldo;il funzionamento degli aspiratori,può essere controllato direttamente dal pannello  di controllo.

Precauzioni:
-Alcuni materiali utilizzati per la confezione dei preformati ,possono generare dei vapori ad altissima attività chimica nei confronti delle leghe che costituiscono le resistenze
-Assicurarsi che l’impianto sia dotato di dispositivo salvavita.

Fonditrice

e

La fonditrice elettrica per leghe viene utilizzata in campo odontotecnico. Il suo scopo è quello di fondere la lega posta in un apposito crogiuolo ed una volta liquida iniettarla in uno stampo di forma cilindrica precedentemente confezionato.
Precauzioni:
-Indossare gli occhiali scuri in dotazione. La luce emessa dai metalli in fusione potrebbe arrecare danni alla vista.
-La macchina deve sempre poggiare sui suoi piedini.

Sabbiatrice

E composta da una camera di lavoro con un proiettore a riciclo di abrasivo per la sgrossatura e de due moduli per micropolveri.Con la sabbiatrice è possibile asportare il rivestimento e le ossidazioni di fusione su qualsiasi metalli normalmente in uso nel settore Odontotecnico.

SMUFFOLATURA DELLA FUSIONE

La rimozione del rivestimento avviene a cilindro raffreddato. Per la rimozione del rivestimento si utilizza un coltello da gesso. Si sabbia la fusione per rimuovere residui attaccati al metallo. La sabbia utilizzata è a base di biossido di alluminio che oltre a rimuovere il rivestimento toglie l’ossido superficiale. Successivamente si tolgono le spine di colata con un disco separatore. Si sgrossa con frese tung-steno, argentate ed in acciaio sottile per la rifinitura. Gli elementi vengono lucidate con spazzola in pelo di capra e sasso marcio, poi con pasta lucidante e spazzola in pelle.

SALDATURA

Dopo aver fissato gli elementi con resina autopolimerizzante, si prepara il rivestimento per saldatura (20g di polvere e 5,4 di acqua). Si cola un po’ del rivestimento nelle corone e con il materiale rimanente si crea un blocchetto all’interno del quale si posiziona il ponte(2-3 mm). Si scalda il rivestimento nel forno e poi continuando a scaldare con il cannello si aggiungono i pezzi di metallo necessari per la saldatura del ponte. Una volta saldato e sabbiato il ponte, viene sgrossato con frese tung-steno, argentate ed in acciaio sottile per la rifinitura. Gli elementi vengono lucidate con spazzola in pelo di capra e sasso marcio, poi con pasta lucidante e spazzola in pelle.

PROVVISORIO

Gli elementi vengono modellati ricercando in modo particolare la simmetria. Questi vengono modellati di dimensioni leggermente superiori alla norma. Inoltre , al fine di conferire maggiore robustezza al manufatto vengono resi più spessi i punti di contatto. Sui denti viene realizzata una mascherina in silicone da laboratorio. Eliminata la cera con immersione in acqua bollente,l’impronta viene separata dal modello ed entrambi vengono sgrassati tramite vaporizzatrice. Per estrarre il provvisorio senza deteriorare il modello sottostante la superficie dei monconi viene rivestita, da un sottile strato di cera bianca. Si isola il modello con isolante gesso-resina. La stratificazione delle diverse masse di resina (colletto, dentina e smalto) avviene in un’unica stesura consentendo di eseguire una sola cottura. La massa smalto viene quindi depositata nelle zone vestibolari della mascherina specie nelle zone incisali e in misura ridotta nei canini; si colloca poi la massa del colletto nelle zone cervicali. La mascherina viene cotta di massa dentina. A questo punto si cuoce il tutto. Ultimata la cottura, la mascherina può essere rimossa, e, levato il provvisorio si possono vaporizzare entrambi. Le frese normalmente utilizzate per la sgrossatura sono: fresone in metallo, disco horico, punte metalliche al tung-steno. Tramite la pulitrice il provvisorio viene quindi lucidato , da prima con pomice in polvere miscelata con acqua e poi con pasta lucidante.

•    ESPERIENZA PRATICA IN ALTERNANZA-SCUOLA-LAVORO
INTRODUZIONE:
Alla mia classe 3^ A Od. Quest’anno è stata data la possibilità di vivere  un’esperienza davvero interessante ed utile.
Ognuno di noi è stato mandato in un laboratorio odontotecnico dove abbiamo avuto la possibilità di conoscere il mondo del lavoro (personalmente sono stata mandata nel laboratorio  Rizzi di Via Roveggia N°6  di Verona).
Nel periodo di Alternanza Scuola-Lavoro l’argomento principale che abbiamo svolto è stato quello di fusione e saldatura. Il tempo complessivo per il lavoro è stato di 15 giorni.
Oltre a questo argomento io come tutti i miei compagni abbiamo visto e partecipato ad altri lavori.

FACCETTE ESTETICHE

Sulle facce vestibolari si mette l’opaco e si applica uno primo strato di dentina. Si dà una prima cottura,poi si aggiunge lo smalto e si dà un’altra cottura. Infine si dà un’altra cottura di circa 4 minuti. Si finisce con le frese, e si lucida con pasta lucidante e spazzola in pelle.

Oltre all’argomento fusione e saldatura io come tutti i miei compagni ho avuto la possibilità di osservare e di partecipare ad altre attività come provvisorio di prelimatura, messa in muffola per bite e riparazioni semplici di una protesi totale.

PROVVISORIO DI PRELIMATURA

•    sviluppo dell’impronta
•    duplicazione del modello
•    montaggio in articolatore
•    ceratura degli elementi interessati
Si crea una mascherina in silicone una per il controllo limatura ed una per la colata della resina.
•    limatura dei denti
•    isolamento del modello
•    colatura della resina (primo strato dentina)
•    limatura della dentina
•    colatura dello smalto
•    sgrossatura e rifinitura del provvisorio controllando in articolatore punti di contatto occlusione e lateralità.

RIPARAZIONE DI UNA PROTESI SEMPLICE

La protesi alla cui riparazione ho avuto il piacere di partecipare era stata rotta o spaccata in due.
-Si unisce le due parti, si fanno combaciare con cianocrilato e si esegue una base della protesi in silicone duro
- si seziona di nuovo la protesi, si irruvidisce e si creano le ritenzioni.
- Si riposizionano correttamente sulla basi, si inumidiscono con il monomero, si prosegue alla colatura della resina, infine si mette a cuocere a 45°,
- si rifinisce e si lucida.

COMMENTO PERSONALE
Per me questa esperienza è stata un’esperienza molto interessante.Ho avuto modo di conoscere il mondo del lavoro e a mettere alla prova le mie conoscenze e le mie capacità .E’ una cosa molto utile soprattutto per chi non ha mai visto un laboratorio odontotecnico. Spero che altre persone come me avranno la mia stessa possibilità di approfondire in questo campo perché è molto importante dal punto di vista professionale, sia per una crescita personale.

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In queste immagini invece si intuisce il procedimento della produzione di abutment implantari in zirconia:

il collega Enrico Steger ha anticipato le grandi multinazionali del settore nella produzione di abutment individualizzati.

Complimenti!

Daniele

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Pubblico volentieri informazione sul lavoro di un collega odontotecnico, Enrico Steger, che ha creato un piccolo impero con la passione e la competenza imprenditoriale nel campo delle produzioni di protesi dentarie in zirconia.

Guardate le varie fasi operative relative alla realizzazione di corone, ponti ed abutment in zirconia, al seguente link:

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Daniele

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