Scarica gratuitamente la conferenza del Dott. Miclavez IL DENTE AVVELENATO
ago 26

Istituto Professionale di Stato per l’Industria
e l’Artigianato
“Enrico Fermi” Verona

Relazione di laboratorio odontotecnico in tema di
Fusione e Saldatura

Svolta da:
Uberti Elia
Terza A^od
Anno sc. 2008.09

uberti elia

uberti elia

Se desiderate visualizzare la relazione completa di immagini e schemi, cliccate sul link seguente:

relazione-di-uberti-elia


Indice

1.    Esperienza teorica a scuola:
-    Impronte
-    Modelli
-    Gessatura in articolatore
-    Classificazioni di Angle
-    L’articolazione temporo mandibolare
-    Modellazione
-    Fasi di preparazione del cilindro
-    Fusione
-    Smuffolatura fusione
-    Provvisorio in resina

2.    Esperienza pratica in A.S.L
-    Introduzione
-    Sala gessi
-    Modellazione
-    Fusione
-    Resinatura delle faccette estetiche
-    Saldatura
-    Conclusione

Esperienza teorica a scuola

-Impronte.

Con la realizzazione di un’impronta avremo di fronte a noi la rilevazione al “negativo”  della bocca del paziente. Per ottenere un’impronta è necessario posizionare dell’apposita pasta all’interno di un cucchiaio solitamente in acciaio inox, questo cucchiaio verrà premuto all’interno della bocca contro l’arcata interessata.
Per effettuare un’impronta sono necessari diversi tipi di materiali e ognuno di essi ha differenti proprietà, solitamente viene utilizzato l’alginato, una polvere che miscelata con l’acqua ha un tempo di presa molto breve; oppure per un’impronta pressoché perfetta che ci permette di rilevare quasi tutti i dettagli fra cui i sottosquadri si potranno utilizzare gli elastomeri che si presentano in paste che induriscono grazie ad un catalizzatore.

-Gessi.

Per poter avere la vera rappresentazione della bocca del nostro paziente si deve apportare dell’apposito materiale all’interno dell’impronta.
Il materiale più usato per lo sviluppo delle impronte è il gesso in polvere, che mescolato omogeneamente con l’acqua produce una miscela pastosa.
A seconda delle sue proprietà e utilizzi il gesso viene suddiviso in vari tipi:

-Gesso di tipo I, chiamato anche pasta di Parigi viene utilizzato per il fissaggio di parti metalliche.
-Gesso di tipo II, è un gesso tenero, denominato emi-idrato Beta per modelli studio e fissaggio in articolatore.
-Gesso di tipo III, è un gesso duro, denominato emi-idrato Alfa è utilizzato per la colatura di modelli necessari per la realizzazione di protesi totali.
-Gesso di tipo IV, gesso extraduro emi-idrato alfa, è reperibile in varie colorazioni ed è principalmente indicato per la colatura di modelli per protesi fissa.
-Gesso di tipo IV’, utilizzato per modelli di ortodonzia.

Esistono vari metodi di sviluppo che vanno da i più tradizionali ai più tecnologici, il più usato nel campo dell’odontotecnica è il sistema Pindex a moncone sfilabile:
Dopo una attenta valutazione sul tipo di gesso da utilizzare si potrà passare allo sviluppo dell’impronta, processo piuttosto delicato poiché dovremo evitare la formazione di bolle all’interno del gesso. Con l’ausilio di un vibratore potremo quindi far risalire in superficie anche le bolle più insidiose e completato il tempo di presa del gesso potremo rimuovere il modello dall’impronta e grazie alla squadramodelli, macchinario con lama ruvida e tondeggiante con diametro di circa 30 cm, squadrarlo per prepararlo alla foratura. Per il processo di foratura è necessario una foragessi, macchinario che con l’ausilio del laser consente di individuare il punto dove si andrà a forare.
Ovviamente si andrà a forare e quindi ad inserire il perno solo nelle zone interessate e quindi in corrispondenza dei monconi.
Si potrà quindi passare alla realizzazione dello zoccolo: dopo la miscelazione di gesso giallo potremo creare una massa simile ad uno zoccolo dove potremo posizionare il nostro ferro di cavallo ricavato in precedenza. Terminato il tempo di presa si potrà passare alla squadratura di quest’ultimo facendo sempre attenzione in modo da non andare a danneggiare i denti.
Terminata la squadratura si potrà poi procedere con la gessatura in articolatore.

-Gessatura in articolatore.

L’articolatore è uno strumento la cui funzione è quella di riprodurre i movimenti della bocca in modo il più possibile simile alla realtà. Esistono vari tipi di articolatore ma il più usato è l’articolatore A.V.M.
Per assicurare una buona posizione dei modelli in articolatore si dovrà prestare molta attenzione al momento del fissaggio del modello superiore sul piano occlusale con l’ausilio della cera collante. Potremo quindi procedere con la gessatura del modello utilizzando gesso bianco.
Completata la gessatura del modello superiore potremo passare all’inferiore che verrà posizionato in posizione di occlusione rispetto al superiore utilizzando ancora una volta cera collante e quindi effettuare un’altra gessatura.

.

- Classificazioni di Angle

Ovviamente le relazioni tra le due arcate, superiore e inferiore, non è sempre regolare, infatti Angle suddivise l’occlusione in tre classi:

Classe I o normocclusione – Una relazione molare di classe I è quella in cui si ha la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore che occlude sul solco di sviluppo vestibolare del primo molare inferiore.

Classe II o progenismo – Una relazione molare di classe II è quella in cui si ha la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore che occlude mesialmente sul solco di sviluppo vestibolare del primo molare inferiore.

Classe III o prognatismo – Una relazione molare di classe III è quella in cui si ha la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore che occlude distalmente sul solco di sviluppo vestibolare del primo molare inferiore.

Queste disfunzioni della masticazione sono spesso causate dal malposizionamento dell’osso mandibolare con un conseguente malfunzionamento dell’articolazione temporo mandibolare.

- Articolazione temporo-mandibolare

L’ATM svolge la funzione di articolare il movimento complesso della mandibola nei tre piani dello spazio, fondamentali per la masticazione e la fonazione.
Si distinguono infatti movimenti simmetrici (apertura, chiusura, protrusione, retrusione) ed asimmetrici (lateralità, masticatori ed altri movimenti automatici).
Si distinguono inoltre dei movimenti limite, di contatto e liberi. I movimenti limite sono tutti quei movimenti che l’articolazione concede come estremi alla mandibola. I movimenti di contatto sono tutti quei movimenti che avvengono mantenendo un contatto fra i denti delle due arcate (protrusione, lateralità, retrusione). I movimenti liberi sono cosi detti dal momento che sono compresi tra i due precedenti.

- Modellazione
Con la tecnica di modellazione di P.K. Thomas, si procede con la costruzione di tutti i coni delle cuspidi. Si passa quindi alla costruzione delle creste marginali e successivamente si completano i contorni. Completata la modellazione della tavolata occlusale, si può quindi controllare se vi sono precontatti tra i denti antagonisti e terminato questo passaggio andare a realizzare il colletto del dente utilizzando della cera per margini, una cera la cui caratteristica principale è quella di possedere una bassa retrazione termica. Questa tecnica è spesso associata ad una relazione   cuspide-fossa, in cui la cuspide funzionale si inserisce nella fossa occlusale del dente antagonista dando origine ad una elazione di tipo “dente a dente”.

- Fasi di preparazione del cilindro

Terminato il processo di modellazione in cera si potrà passare alla preparazione alla fusione e grazie a questo passaggio si trasformerà la modellazione in cera in un elemento in metallo.
Nel modellato già realizzato in precedenza creeremo delle ritenzioni nella parte vestibolare; si dovrà quindi procedere con il metodo di scavo a Weener.
Dopo lo scavo a Weener posizioneremo i canali di colata in cera che fungeranno da via per l’entrata della lega. Il tutto dovrà essere pesato per calcolare le quantità di lega necessaria per la fusione.
Si potrà quindi posizionare il modellato sulla base conica e creare uno spazio tra cilindro e rivestimento con l’ausilio un foglietto di amianto posizionato aderentemente al bordo e bloccato con della cera.
Completata la preparazione del cilindro si potrà quindi procedere con la colatura del rivestimento utilizzando il miscelatore sottovuoto..

- Fusione

Terminato il tempo di presa del rivestimento potremo rimuovere la base conica e introdurre il cilindro nel forno per il preriscaldo e quando quest’ultimo arriverà ad una temperatura di 850°C circa avrà raggiunto un’espansione sufficiente per la colata della lega al suo interno.                       Si posizionerà dunque la lega all’interno del crogiolo della macchina a centrifuga e con l’ausilio del cannello si aumenterà la temperatura della lega fino a raggiungere uno stato liquido simile ad un “occhio di bue”. Rimuoveremo quindi il cilindro dal forno per introdurlo nella centrifuga che dopo essere stata azionata introdurrà la lega appunto per forza centrifuga e terminato il ciclo attenderemo il raffreddamento del cilindro per la rottura del rivestimento.
Estratta la fusione dal cilindro si passerà alla sabbiatura, alla sgrossatura e alla lucidatura della fusione.

La funzione del forno di preriscaldo è quella di sottoporre calore al cilindro, bruciare la lega e consentire l’espansione alla massa di rivestimento.

La funzione della macchina a centrifuga è quella di iniettare la lega fusa all’interno del rivestimento con l’ausilio di un braccio meccanico che ruotando spinge la lega per forza centrifuga

- Smuffolatura della fusione

Completato il raffreddamento del cilindro si potrà procedere con la rottura del cilindro aiutandoci con un martello; e con un macchinario chiamato sabbiatrice eliminare gli ultimi residui di rivestimento e ossidi, potremo dunque procedere con la sgrossatura al banco utilizzando il manipolo, la prova su articolatore ed in fine la lucidatura.

- Provvisorio in resina

In attesa della realizzazione di una protesi definitiva si deve dare al paziente la possibilità di mangiare, ecco che interviene l’utilizzo del provvisorio in resina.
Innanzitutto si deve procedere con la modellazione in cera del dente o dei denti mancanti, poi si passa alla realizzazione della mascherina in silicone, il quale si indurisce se gli viene addizionato della pasta catalizzatore. Dopo aver creato una specie di “salsicciotto”, esso viene adattato al modello nella parte interessata e lasciato riposare fino al completo indurimento.
Terminato l’indurimento si potrà procedere con la colatura della resina a freddo nello spazio che intercorre tra la mascherina e il modello e creando una specie di “riserva” nella parte linguale del modello; il tutto non potrà essere effettuato se prima non si avrà isolato con dell’isolante UNIFUL che consentirà l’estrazione del provvisorio senza danneggiare i monconi. Si potrà quindi procedere con la cottura della resina immersa in acqua distillata all’interno della polimerizzatrice. Completata la cottura si potranno rimuovere dal modello mascherina e provvisorio e dopo un’attenta valutazione alla ricerca di imperfezioni si potrà procedere con la sgrossatura al banco, la lucidatura con pietra pomice e spazzola e lucidatura finale utilizzando Sidol.

Esperienza pratica in A.S.L.

La funzione principale di questo stage è stata quella di integrare la nostra persona nel mondo del lavoro; ad essa si associano il miglioramento e la finalizzazione delle nostre tecniche di lavoro
in modo tale da raggiungere un livello sufficientemente adatto per lo svolgimento del lavoro dell’odontotecnico. In questi 15 giorni ho saputo sentirmi parte di una società di lavoratori che agiscono non solo a scopo di lucro ma anche per il bene fisico e psicologico di coloro che per qualche motivo si rivolgono ad uno studio dentistico e di conseguenza ad uno studio odontotecnico.
Per bene fisico e psicologico si intende lo studio e l’applicazione di metodi più adatti per ridare ad una persona la capacità di nutrirsi e di sentirsi a proprio agio all’interno della società.

-Sala gessi
E’ la formazione di base di un odontotecnico, una volta acquisita la padronanza del gesso si potrà realizzare qualunque cosa con esso. È necessario quindi conoscerne ogni sua proprietà in modo tale da riuscire a sfruttare a nostro favore i tempi di presa e le percentuali gesso/acqua.
Dopo l’arrivo in studio di un impronta su cucchiaio si dovrà riprodurre la bocca del paziente colandovi all’interno del gesso giallo emi-idrato alfa e rimosso una volta terminato il tempo di presa. Squadrato il modello si effettueranno dei fori in corrispondenza dei monconi per poi applicarvi dei perni che aiuteranno per la rimozione e il riposizionamento di quest’ultimi una volta colato lo zoccolo e segato in corrispondenza dei monconi. Si potrà quindi passare alla radiatura dei monconi in modo tale da creare il giusto limite marginale da rispettare durante la modellazione.

PRIMA                                                                    DOPO

-Modellazione
Per ottenere un buon risultato finale è di primaria importanza compiere una buona modellazione degli elementi mancanti tenendo sempre conto che un modellato preciso consentirà di ridurre i tempi di sgrossatura del metallo
Nella creazione dei nostri elementi saremo aiutati da una serie di cere che verranno utilizzate a seconda delle nostre necessità; la cera verde per esempio è una cera molto morbida e facile da utilizzare e mi è stata consigliata per la realizzazione delle cappette, mentre altre cere, più secche e precise, sono adatte per la totale modellazione del dente.
Alla fine del lavoro ci sarà utile estrarre il modellato dai monconi, quindi nella prima fase della modellazione dovremo utilizzare dell’isolit, una sostanza che impedisce al gesso di assorbire una parte di cera; quindi potremo iniziare a modellare la parte edentula del modello. Completata la modellazione si controllerà l’occlusione e si controlleranno tutti i precontatti.

-Fusione
Grazie a questo passaggio si trasformerà la modellazione in cera in un elemento in metallo.
Nel modellato già realizzato in precedenza creeremo delle ritenzioni nella parte vestibolare; si dovrà quindi procedere con il metodo di scavo a Weener.
Dopo lo scavo a Weener posizioneremo i canali di colata in cera che fungeranno da via per l’entrata della lega. Il tutto dovrà essere pesato per calcolare le quantità di lega necessaria per la fusione.

Si passa quindi al fissaggio dell’estremità dei canali di colata alla base conica, posizionamento del foglietto di amianto e alla colata della massa di rivestimento miscelata in precedenza con l’aiuto del miscelatore sottovuoto.
Terminato il tempo di presa del rivestimento potremo rimuovere la base conica e introdurre il cilindro nel forno per il preriscaldo e quando quest’ultimo arriverà ad una temperatura di 850°C circa avrà raggiunto un’espansione sufficiente per la colata della lega al suo interno.                       Si posizionerà dunque la lega all’interno del crogiolo della macchina a centrifuga e grazie all’induzione la fusione della lega potrà essere effettuata senza l’ausilio del cannello, e quando la lega raggiungerà uno stato liquido simile ad un “occhio di bue” rimuoveremo il cilindro dal forno per introdurlo nella centrifuga che dopo essere stata azionata introdurrà la lega appunto per forza centrifuga e terminato il ciclo attenderemo il raffreddamento del cilindro per la rottura del rivestimento.
Estratta la fusione dal cilindro si passerà alla sabbiatura, alla sgrossatura e alla lucidatura della fusione.

-Resinatura delle faccette estetiche
Onde evitare un eventuale trasparenza delle resine e quindi della possibile visibilità della lega sottostante procederemo con la stesura di un sottile strato di opacizzante sulla parte vestibolare del dente e alla cottura in acqua distillata a 120°C per circa 8/10 minuti.
Terminata la cottura potremo stendere lo strato di dentina e subito dopo un sottile strato di smalto per conferire al dente una sfumatura graduale del colore e prima di cuocere la resina stenderemo uno strato di indurente.
Procederemo allora con una seconda cottura a 120° per circa 8/10 minuti.
Dopo la cottura la resina si presenterà ruvida e opaca, ma con la sgrossatura e la lucidatura renderemo la resinatura praticamente uguale ad un dente naturale.

Prima                                                                       Dopo

-Saldatura
La saldatura o meglio dire Brasatura consiste nell’unione di due parti metalliche riscaldate e unite con del saldame.
Per iniziare dovremo trovare la giusta posizione dei denti nei rispettivi monconi(figura 1) per poi unire le due parti da saldare con un’asta e della resina a freddo, dopodichè, con della cera andremo a coprire i punti da saldare in modo tale da impedire al rivestimento di ostruire la fessura.(figura 2)

(Figura 1)    (figura 2)

Dopo aver rimosso dalla base in gesso l’elemento, si procede con la creazione di un nuovo zoccolo utilizzando però del materiale da rivestimento.

Dopo tale procedimento potremo iniziare il vero e proprio processo di saldatura:
Con un cannello alimentato a gas botano e ossigeno cercheremo di aumentare la temperatura della lega per migliorare l’unione tra le due parti quindi, dopo aver aggiunto del fluidificante nel punto da saldare si procederà con l’apporto di un metallo con temperatura di fusione più basso di quello del nostro elemento in lega in modo da non modificare le caratteristiche anatomiche dei denti.
Un metodo molto efficace è quello di disegnare una linea oltre la quale il saldame non dovrà andare con una matita, e grazie alla proprietà della grafite di resistere alle alte temperature il materiale fuso sarà vincolato a percorrere una sola direzione.

Terminata la saldatura verrà verificato se il nostro elemento calza perfettamente nel modello iniziale, e se sarà così si procederà con la sgrossatura della parte saldata e la totale lucidatura della protesi.

Conclusione

Questi vari argomenti trattati nel mio cammino di Alternanza Scuola-Lavoro sono stati per me l’approfondimento di ciò che ho imparato a scuola dandomi soddisfazioni sempre più grandi ogni volta che un lavoro veniva terminato; posso quindi affermare che per me questa è stata un’esperienza molto importante non solo perché ho conosciuto delle persone che hanno saputo darmi lezioni di vita, ma anche perché mi ha consentito di conoscere il mondo del lavoro, migliorare la mia preparazione e la mia manualità, e in particolare farmi rendere conto se questo sarà oppure no il lavoro che un domani mi aiuterà a costruirmi una vita.

Leave a Reply

VISITATO VOLTE