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lug 26

Quando un padre sogna il futuro per i propri figli, difficilmente sogna di metterli tutti in una barca, una barchetta….un guscio di noce…

Se affonda nel periglioso mare sempre in tempesta del lavoro, trascina sotto le onde tutti i suoi occupanti…meglio non pensarci!

stock photo : Paper boat struggling with a huge foamy waves

Probabilmente è ciò che fece Antonio, padre dei tre odontotecnici Gianni, Lucio e DAvide: non pensò ai rischi ma solo ai benefici che questa impresa familiare poteva dare.

Il laboratorio odontotecnico cresceva e serviva una mano: quale padre si tira indietro?

stock vector : Old sailor with pipe

Ecco che il factotum Antonio, nel suo tempo libero (dove lo trovava con una famiglia di quattro figli, un lavoro a tempo pieno sotto l’ esercito, un orto da curare) si dedicava alle consegne e alla contabilità.

Una contabilità vecchio stile, intendiamoci, ma efficace e senza tanti fronzoli: partita doppia ( chi è costui??) non entrava nel linguaggio di papà Antonio…

Il R.O.I (Return On Investment) un concetto sconosciuto ai più (figuriamoci al semplice Antonio), ma non scappava niente, ogni pagamento era registrato, programmato, puntuale: ogni incasso era regolaremente effettuato (la personalità del padre di famiglia e per di più militare non lasciava spazio alle furberie del mercato..)

stock photo : Business Metrics and Performance Diagram

Anche le consegne erano precise e puntuali, ed è noto a tutti gli imprenditori  quanto sia importante l’ aspetto logistico in ogni azienda di servizi…. stock photo : Young courier with carton box on shoulder. He's looking at camera. Isolated on white background.

Ehmm..il ragazzo nella foto non era  Antonio….

“…papà c’è da ritirare a Garda!!” via di corsa a Garda

“papà devi consegnare a S. Lucia…!!!” pronti si va s S. Lucia..

Quella volta, però, a Santa Lucia successe qualcosa di insolito, comico ed imbarazzante: la dentista, moglie del titolare  dello studio, anch’esso dentista, aprì il pacchetto e questo fu il suo stupore ammiccante:

stock photo : young dental assistant smiling and standing close to the chair

La dottoressa non sapeva se ridere o restar seria nel vedere il contenuto del pacco e soprattutto non sapeva se mostrarlo ad Antonio, il papà dei tre odontotecnici; alla fine si rese conto di non poter fare altrimenti: stock vector : vector illustration of sad spermatozoon condom

Antonio arrossito ed imbarazzato non capiva come poteva essere successo e non sapeva più come scusarsi; la dottoressa molto giovane, coetanea dei tre fratelli odontotecnici non smetteva più di ridere e rassicurò il povero papà che non era successo nulla ma lo incitò ad affrettarsi nel ritornare al laboratorio per consegnare il pacco giusto; la protesi combinata con attacchi della signora Ines, la quale già aspettava gia da un po’ in sala d’ aspetto.

stock photo : Serious senior woman waiting on chair and looking you

Qualche giorno dopo, Davide l’ artefice di questo affair, si “ecò presso lo studio incriminato per scusarsi dell’ accaduto e spiegare l’ evidente motivo dello scambio; la dottoressa, sorridendo si limitò a dire:”…spero che tuo padre non te li abbia sequestrati…!”

Il tono sembrava serio ma DAvide avvertì un tono divertito e vagamente malizioso nelle parole della giovane dentista!!

stock vector : vector winking happy smiling tooth

giu 04

A volte le richieste dei clienti sembrano o sono bizzarre e strane: l’umanità è così variegata che tutto ci può stare e tutto può accadere….proprio tutto?

Si potrebbe pensare che,  riferendosi al settore medico, certi protocolli di cura vengano più o meno rispettati da tutti gli addetti ai lavori…si potrebbe pensare…

Il laboratorio odontotecnico 3d da un po’ di tempo lavora per uno studio dentistico del centro città, situato proprio nella grande piazza principale, meta di milioni di turisti ogni anno..

Gianni, il fratello più grande, vi si era recato insieme al papà (non fa mai male un genitore che parla a genitori) per presentarsi e presentare il proprio listino…

Un po’ come fanno tutti per allargare la propria clientela, anche Gianni di tanto in tanto visitava degli studi agganciati da conoscenze o da qualche raccomandazione (che poi sono la stessa cosa…)

Quella volta le conoscenze portarono ad uno studio del centro che, per intendersi, era paragonabile a piazza duomo a Milano o a piazza S.Marco a Venezia o ancora a via Condotti a Roma.

Uno studio  prestigioso…

Dicevamo di richieste: un po’ bizzarre certo, insolite si potrebbe dire ma inizialmente nella norma: un circolare provvisorio in quattro ore “ il paziente viene da fuori, sa com’è…non posso mandarlo a casa senza denti..”

Non arrivava in quattro ore ma in sei-sette ce la facevamo…

Un ponte lega-resina (a quei tempi andava ancora quel materiale) da tre elementi finito (senza prove) dalla mattina alla sera: dall’ impronta alla lucidatura.

Tutto ok, basta prepararsi e tutto si può fare!!

Un circolare in ceramica senza alcuna prova dal sabato mattina alla domenica…

UN CIRCOLARE IN CERAMICA SENZA ALCUNA PROVA DAL SABATO MATTINA ALLA DOMENICA???

“….ma dottore….lavora anche la domenica?…” chiede Gianni timoroso e speranzoso di essersi sbagliato nel leggere la prescrizione…

Ecco il colpo di genio!!

La scusa puerile che nessun odontotecnico ha mai sentito:”…il paziente è mio amico, domani andiamo in gita e gli fisserò il lavoro sul pullman….”

Gianni non sapeva se ridere o se piangere appoggiando la cornetta sulla base del telefono e, guardando i suoi fratelli Lucio e Davide già sulle selle delle loro vespe per la gita sul lago, disse:“ragazzi ci tocca lavorare tutto il sabato, notte compresa…”

Davide ingranò la prima della sua vespa 125 ET3 e per dieci minuti non si vide (salvo tornare poi con le orecchie da cocker) e Lucio mise la sua vespa PX 150 sulla cavalletta e, più maturo, si mise subito al lavoro per creare due modelli…

Acqua sotto i ponti dell’ Adige ne è passata molta, ma chi si dimentica quella richiesta bizzarra?

Ironia della sorte, quel circolare in ceramica andò in bocca(non si sa se quella domenica) ma fu pagato sei mesi dopo, dopo pressanti richieste del papà dei tre odontotecnici…mai lavorazione fu più celere nell’ essere prodotta ed il pagamento avvenire in un lasso di tempo più lungo …

gen 23

Gli incontri con i professionisti generalmente si svolgono negli studi spesso prestigiosi e ben arredati da librerie piene di volumi impolverati, da poltrone in pelle e da signorine ammiccanti con le gonne sempre molto corte..

stock photo : female clerk sitting on desk in office

Ti rechi dal notaio in palazzi settecenteschi, dall’ avvocato in attico su piazza Bra, dal commercialista in uffici più moderni ed high tech…

Che siano loro a farti visita è molto raro, anzi direi quasi impossibile.

Quella volta accadde…

Accadde che la nuova commercialista del laboratorio  odontotecnico 3d, volendo conoscere, toccare con mano, valutare da vicino le capacità tecnologiche e produttive del laboratorio da seguire finanziariamente, si recò, a sorpresa, personalmente a far visita ai tre fratelli ed alla loro azienda…

stock photo : Professional prosthetic station with lot of instruments

Molte volte le sorprese sono belle, altre meno e qualche volta pericolose…

Questa volta fu pericoloso..non diciamo per chi!

Al citofono Lucio non voleva credere alle sue orecchie: la dottoressa Fabiola, commercialista incaricata, era alla porta!

“Chi è?” disse Davide? notando gli occhi sbarrati e un pò preoccupati di Lucio..

“La commercialista….” rispose Lucio “…cosa ci fa qui???…vai!! chiudi la porta di là” ordinò a Davide, mentre la dottoressa scendeva dall’ auto.

stock photo : brunette woman looks round and parks the car back

“Buoooona seeera dottoressa, che piaceeere vederlaaaa”

“..buona sera signor Lucio, passavo da queste parti e mi sono decisa a venirvi a trovare; scusate se non ho chiamato ma non ho trovato una cabina telefonica per strada…”

“Vi disturbo? ” chiese con malcelata malizia..

Il pavimento gemeva nel sopportare le punture dei tacchi a spillo della dottoressa Fabìola  Vincenzo, 34 anni, 179 centimetri di scollature generose e gonne a spacchi  come si vedono solo sulle riviste (ma quelle non sono esseri umani veri, non esistono…questa sì..ed è davanti a noi, nella nostra tana…la tana dei lupi..)

Il tailleur bianco lasciava intravedere quanto basta per intimidire qualsiasi uomo, ma non abbastanza per farlo sognare: la camicetta blu lasciava pensare che i seni non fossero costretti dal reggiseno e proprio per questo miracolosamente non curanti della legge di gravità!!

Newton per questa donna non significa nulla: una legge, quella di gravitazione universale, che vale per tutti ma non per lei..

I due fratelli, Lucio e Davide si guardarono più volte durante la conversazione pensando:

  1. il coglione di Gianni oggi non è venuto per il mal di schiena (ben gli sta..)
  2. lo sa, questa, cosa sta facendo?
  3. speriamo non voglia vedere gli altri locali
  4. …che f…

Le donne, è risaputo,  hanno un sesto senso : con un sorrisino carico di autostima per gli apprezzamenti subiminal-erotico ricevuti dai due ragazzi di almeno dieci anni più giovani (il linguaggio del corpo, con i suoi segnali involontari, è una lingua conosciuta da Fabiola)  come leggendo i pensieri confusi dei due ragazzi, chiese:” …MI FATE VEDERE LE ALTRE STANZE?”

I due odontotecnici sembravano voler scomparire, smaterializzarsi all’ istante e, come spesso accade, non riuscirono a dire altro che “..si venga, le mostriamo il resto del laboratorio..”

Si avviarono dall’ entrata, attraverso il corridoio, verso la sala gessi, la sala modellazione, il magazzino…

“..bello, molto ben attrezzato ed ordinato… e lì cosa c’è?”

Curiosity killed the cat era il nome di un gruppo pop degli anni ’80…

Lo traduciamo in la curiosità uccise il gatto…

Indicando una porta, la dottoressa Fabiola forse si chiese il motivo della mancata apertura di quel locale ( forse lo immaginava) e, con una azione imprevedibile, impugnò la maniglia ed entrò…

stock photo : Romantic style photo of a beautiful brunette

Lo stanzino era cieco e portava al bagno, un poster tutta parete di Samanta Fox e soprattutto un letto a tre piazze che copriva quasi tutta la superficie non lasciava dubbi sulla funzione di quella stanza….

I due ragazzi, certamente un po’ acerbi ma con le idee chiarissime su come relazionarsi con le ragazze( e soprattutto con idee sulla comodità di certi momenti) arrossirono leggermente ma il loro imbarazzo si sciolse in una risata nel sentire “..e questo è lo scannatoio..” da parte di Fabiola.

stock photo : The spotty cow looks in a camera against the dark blue sky with clouds

La natura è a volte  avara con qualcuno e prodiga con altri: a questa donna aveva dato bellezza incredibile, intelligenza invidiabile e, come non bastasse, simpatia trascinante, con due fossette sulla guancia che si notavano quando sorrideva..

Alla fine di quella frase però, il suo istinto le fece girare i tacchi (il pavimento non sentiva più gli spilli, la sua visuale era ottima, beato lui) ed avviandosi verso l’ uscita ci salutò frettolosamente..

Sono passati 22 anni da quella sera di dicembre: il  rapporto lavorativo non durò molto però ai due fratelli piace pensare che la dottoressa Fabìola  Vincenzo, oggi  56 anni, ricordi ancora quel simpatico episodio..

I due odontotecnici non l’ hanno dimenticato e, di tanto in tanto, lo rammentano con nostalgia.

dic 27

Perdere un cliente, per qualsiasi motivo, è sempre un evento negativo che dovrebbe indurre a ragionare sui motivi di tale accadimento: anche per gli odontotecnici non è diverso…

Se i motivi dipendono però dallo stesso cliente, dal committente, cosa si può fare se non imprecare alla luna, per aver perso, nostro malgrado, uno studio dentistico molto interessante gestito da due fratelli odontoiatri?

Se una grave mancanza di comunicazione tra i componenti dello studio dentistico porta ad un grave danno biologico per il paziente, che colpa ne ha l’ odontotecnico se non quella di essere presente al momento della scoperta del danno stesso?

Lucio ed il fratello Davide (titolari del laboratorio odontotecnico 3d, dopo l’ abbandono del fratello maggiore Gianni) assistettero entrambi  alla prova biscotto di un ponte in metallo ceramica 35-36-37 (36 elemento di ponte) mentre il fratello dentista, che operava in un’ altra stanza, entrò nella sala dove si svolgeva la prova e dando un’ occhiata al volo al cavo orale della paziente esclamò:“..lo sai, vero, che al 36 ho messo giù un impianto?”

IL GELO DELLE PARTI PIU’ REMOTE DELLA SIBERIA ENTRO’ IN QUELLO STUDIO!!!!!

Un fratello preparò due denti per protesizzare con un ponte all’ insaputa dell’ altro che aveva, qualche mese prima inserito un impianto…

La paziente, apparentemente, non sembrava aver capito il danno subito e gli odontotecnici furono invitati a finire le due corone come singole ed in seguito liquidati senza molte spiegazioni…d’ altra parte non ce ne fu alcun bisogno, non trovate?

Questo è quello che si dice essere nel posto sbagliato al momento sbagliato…

ott 09

Si dice che il tirocinio, il periodo preparatorio, iniziale in ogni lavoro o professione sia duro, durissimo per definizione…così anche per gli odontotecnici.

Naturalmente, per chi ha la fortuna di affrontare questo passaggio sotto le forche caudine (perchè di questo si tratta)  con facilitazioni che vengano dalla parentela del titolare, sarebbe logico pensare alla classica” strada spianata“, alla “agevole discesa” senza molti intoppi: così non fu per Davide, il più giovane dei fratelli del LABORATORIO ODONTOTECNICO 3D..

Finita la scuola,  dopo un periodo estivo di meritato riposo, il giovane diciottenne si presenta al laboratorio  del fratello maggiore e, con poco entusiasmo (si sa a quell’ età si ha voglia di fare altro…) inizia il tirocinio di cui sopra; i due dipendenti già presenti, coetanei di Davide ma con più esperienza  odontotecnica, non vedono di buon occhio l’ arrivo del “rampollo” di famiglia..

Non so se negli anni ’80 era già in uso il termine anglosassone mobbing, che sta a significare un comportamento coercitivo, oppressivo nei confronti di un collega o sottomesso nel campo lavorativo…so solo che questo accadde nel laboratorio 3d….

Pensate, il fratello del titolare di una azienda che subisce mobbing dai dipendenti, suoi coetanei per di più…

Spatole di gesso spalmato in faccia ridendo quando Gianni, il titolare non era in laboratorio…

Cilindri posti in forno di preriscaldo compresi di tettarella di gomma (sotto indicazione dei due bulli)…

Indicazioni sbagliate tipo il gesso da usare per montare in articolatore (IV classe per monconi anzichè gesso rapido “muounting stone”) o resina da usare per una riparazione…

Se tirocinio doveva essere, tirocinio fu…tanto che Davide voleva lasciare quell’ inferno di  odontotecnici e darla vinta ai due “aguzzini”…

La mamma….ehhh la mamma…

La mamma dà (quasi) sempre il consiglio giusto alla sua cucciolata e guai a chi  tocca il più piccolo!

…..”caro Davide, non lasciare il laboratorio di tuo fratello; se tu impari il mestiere, bene ed in fretta chi credi se ne andrà?”

Davide oggi ricorda con tenerezza e nostalgia quegli anni, quel “tirocinio” che a lui sembrava un inferno…

Ora è titolare del laboratorio odontotecnico, il fratello maggiore ,Gianni,  ha smesso e dove è finito quel sorriso di scherno dei due bulli??

Ah….la mamma!

set 24

A volte una distrazione può costare cara..

Lucio, giovanissimo odontotecnico, non riusciva a resistere tutta la giornata senza mettere in bocca la sua amata Marlboro

Nemmeno  Davide, suo fratello più piccolo di venti mesi, bocia di laboratorio (per chi non è veneto, “bocia” significa ragazzo) agli inizi della sua carriera di odontotecnico, ci riusciva.

Il fratello maggiore, Gianni, titolare e fondatore del laboratorio odontotecnico 3D,  non fumava e mal sopportava quelle nuvole grigie che aleggiavano sui banchi di lavoro: il laboratorio sembrava una fumeria turca..

Stufo di non essere ascoltato, Gianni diede un ordine perentorio: “nei laboratori odontotecnici non si fuma perchè è pericoloso e malsano..“tuonò un giorno…”…e non si fumerà più… “

I due fratelli, sbarazzini, sogghignavano pensando già al modo di eludere quell’ ordine così, a loro parere, ingiusto.

Le due birbe già meditavano ( bastava uno sguardo) di aspettare che Gianni, titolare e quindi  spesso impegnato presso gli studi dentistici,  uscisse dal laboratorio odontotecnico per dare libero sfogo alla propria “passione”…

Come spesso accade, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi…

Lucio, il più sbadato,fu attento a non far trovare la cenere, ed a rovesciare un po’ di monomero della resina a freddo (puzzolente per coprire l’ odore del fumo) ma non si accorse di gettare il fiammifero usato per accendere la sigaretta ,ancora accceso, nel secchio del banco da gesso del nostro laboratorio odontotecnico…

Casualità volle, evidentemente, che il fiammifero cadesse non su resti del gesso o su qualsiasi altro materiale non infiammabile ma su resti di carta sporca di resina e monomero, che  possono finire spesso nei rifiuti dei laboratori odontotecnici..

I due fratellini non se ne accorsero e chiusero il laboratorio odontotecnico per tornare a casa…probabilmente il fuoco già stava covando lentamente nel secchio…

Non esistevano ancora i cellulari e, dopo il lavoro Lucio e Davide fecero un salto al bar poco lontano per un aperitivo prima di cena…non pensarono certo al loro laboratorio odontotecnico quando videro passare le autopompe dei vigili del fuoco a sirene spiegate…

“Ma quel fumo….???” si chiese Davide…

“Porc…vuoi vedere che…!!!” pensò Lucio

Tornarono di corsa, con la loro vespa 50, verso il laboratorio odontotecnico e non ebbero il coraggio di arrivarci…

Una rapida occhiata…frenata…testa coda e via verso casa….con il papà da mediatore sarà più facile…

Le fiamme già alte sopra il voluminoso bidone dei rifiuti avevano bruciato delle parti in plastica e , per fortuna, il fumo nero che invase i piani superiori (il laboratorio odontotecnico, per legge, non può essere situato più alto del primo piano) attirò subito la attenzione dei coinquilini ed i vigili del fuoco arrivarono prima che i danni fossero irreparabili, sia per il laboratorio che per lo stabile.

Il titolare, il povero Gianni, arrivò sul luogo del disastro quando oramai tutto era finito e, quasi senza voce, chiese al comandante:

“…dove ha avuto origine l’ incendio?”

Rispose il pompiere:” …mah ..sembrerebbe proprio da questo punto…deve essere caduto qualcosa di acceso in questo punto…”

Si sa, alcune persone hanno un sesto senso ,un istinto;  Gianni ha queste doti; sentendo il vigile del fuoco spiegare la probabile causa della semidistruzione del suo laboratorio odontotecnico, capì cosa era successo…

Gli inquilini del palazzo dove abitava quella famiglia si ricordano ancora, venticinque anni dopo, quella sera…

E chi se la dimentica…

set 18

Quando non si vuole sentir ragione…

Licia, dentista, quarant’ anni molto ben portati, una procacità inquietante, straripante dal camice bianco sempre lindo e generosamente aperto, non sospetta di certo che la buca, il tombino aperto che le si pone sotto i piedi la farà diventare, suo malgrado-,un mito tra gli odontotecnici veronesi..

stock photo : Young female dentist taking care about her patient

L’ odontotecnico, si sa, non capisce niente e quando parla lo fa fuori luogo..”che volete..è un artigiano, noi siamo professionisti…possiamo mai sbagliare?

L’odontotecnico, è notorio, è un topo che sta rinchiuso tra quattro mura (molto spesso buie e maleodoranti: costano meno..) e non capisce niente di come si svolge la vita “fuori”, negli studi dentistici, luminosi, puliti, asettici e ben arredati; lui, dal suo laboratorio non vede nemmeno il sole (perchè vi entra col buio del mattino e ne esce col buio della sera)

Tutto questo è vero:l’ odontotecnico è tutto ciò…e molto di più..

L’ odontotecnico, con tutti i suoi difetti e limiti, vede, riesce però a distinguere tra una protesi totale con i denti montati in cera (in prova) e la stessa protesi finita e lucidata in resina…

…ma dottoressa, prova ad avvertire la assistente spaventata, l odontotecnico l’ ha mandata in prova: la protesi è in prova!!!”

“Ma noooo” ribatte la dottoressa, non vede com’è lucida…è finita…”

Si sa, la voce del padrone suona sempre più alta delle altre: la assistente non controbatte, sogghignando già sotto i baffi (chi non lo avrebbe fatto? chi non avrebbe pregustato la scena che, inevitabilente, si sarebbe verificata?)

Si sa, l’odontotecnico non deve gioire perciò non potè assistere, il giorno dopo, al gioco a nascondino per le stanze dello studio dentistico da parte della dentista Licia: “la dottoressa è fuori…non è ancora arrivata…forse oggi non viene…non si sente bene” cercava di far credere la assistente…

Gli imprevisti della vita, la ineluttabilità del fato,  giocarono un brutto scherzo a Licia: il paziente era una persona importantissima, un industriale molto noto nella zona che, la sera a cena trovava eccezionalmente comoda e modellata alle sue gengive quella protesi …da paradiso ma, stranamente, nel sorbire un brodo caldo, i denti sembravano animarsi e muoversi: i denti erano vivi!!

Il paziente, in quel caso di nome ma non di fatto tornò in studio il giorno dopo con i denti in mano (non tutti) a chiedere spiegazioni, tuonando e dicendo “l ho sentita, ieri, la sua assistente dire che l’ odontotecnico le ha mandato la protesi in prova…”

Se i dentisti ascoltassero , qualche volta, l ‘odontotecnico….

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