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dic 03

Da recenti indagini di mercato della multinazionale americana 3M, dedicate alle tendenze del prossimo decennio riguardo l’ impiego di materiali in campo dentale nei laboratori odontotecnici, risulta che la fascia di mercato media-intesa come l’uso di leghe dentali auree per la metallo ceramica- andrà sempre più assottigliandosi a favore delle fasce alta, medio/alta e bassa.

Le previsioni dicono, in sostanza, che nei laboratori odontotecnici (naturalmente commissionata dai dentisti) l ‘uso della lega nobile sarà sempre più infrequente a favore della lega vile (per le fasce di basso costo) e dell’ ossido di zirconio per le riabilitazioni protesiche di alta qualità.

Per i laboratori odontotecnici questa potrebbe sembrare una buona notizia perchè è noto che l’uso di leghe dentali nobili comporta costi di magazzino non indifferenti (visto anche la congiuntura dei prezzi dell’ oro fino, ai massimi storici da qualche tempo) e una incidenza sul prodotto finale spropositata..

Poteva succedere che, per esempio, una corona fusa in oro giallo, uscisse dai laboratori odontotecnici con una fatturazione più alta alla voce “metallo impiegato” che non a quella “lavorazione”!

Con la lega vile (l’ aggettivo è spregiativo ma il cromo-cobalto ha, in alcuni casi, proprietà migliori di alcune leghe denominate auree) si abbattono i costi di magazzino per i laboratori odontotecnici e con l’ossido di zirconio il costo finale è predicibile anche ad una attenta analisi dei costi, senza parlare della estetica e compatibilità tissutale che tale materiale porta in dote.

Daniele

nov 26

Naturalmente noi odontotecnici non siamo un’ isola felice..quando soffiano venti di recessione (la corte dei conti dice che dopo due trimestri consecutivi con una crescita di segno negativo, si è ufficialmente in recessione-come se ci fosse bisogno di conferme…) la paura del consumatore (e non solo quella..)fa sì che i consumi rallentino ed essendo la nostra una economia basata sui consumi il risultato è lampante!

Anche i dentisti e di conseguenza gli odontotecnici vedono scendere la quantità di lavoro, non solo nei volumi, ma anche nel valore, nella qualità..

Ecco che uno scheletrato del periodo pre-bellico, viene riadattato anzichè sostituito..

Ecco che una corona si esegue, a richiesta del clinico, con metallo vile anzichè in oro..

Sembra incredibile ma il paziente risparmia (se non addirittura rimanda) anche sulla propria salute..

Il laboratorio odontotecnico, se aperto legalmente, ha dei costi altissimi di gestione che incidono pesantemente sui margini di ricavi.

Una soluzione ci sarebbe ma gli odontotecnici non avrebbero dovuto farsi cogliere di sorpresa da questa crisi: dotare il proprio laboratorio odontotecnico di materiali e macchinari tali da rispondere a qualsiasi esigenza, come si dice “fare tutto in casa”..

Altra necessità aver reperito un numero alto di clienti in modo tale da non risentire più di tanto della crisi..

Cosa facile a dirsi, ma non a farsi, ne sono certo…

Ma è l’ unica soluzione perchè la corsa al ritocco verso il basso del listino porta alla morte del laboratorio odontotecnico.

Daniele

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