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giu 27

La tecnologia cad-cam è presente da molti anni nei più svariati settori produttivi: la metalmeccanica trae vantaggio da queste tecniche computerizzate per la produzione di pezzi da assemblaggio.

Teoricamente ogni pezzo può essere prodotto da un utensile rotante, comandato da un computer che ha ricevuto le informazioni su forme, spessori e dimensioni da uno scanner, nei più svariati materiali.

Agli inizi di questo millennio si affacciano sul mercato le prime protesi dentarie fisse: il cad-cam si applica in modo rapido anche nel campo ortopedico. La protesi della testa del  femore  inizia ad essere fresata in ossido di zirconio (anche se in seguito si preferì tornare al titanio per la discreta usura dello zirconio nella frizione con il menisco).Pur mancanti di precisione si intuì che queste tecnologie cad-cam potevano sostituire i materiali e le tecniche tradizionali: multinazionali leader nella produzione di leghe per uso dentale, paradossalmente, investirono ingenti risorse finanziarie per tecnologie cad-cam che sostituissero l’ uso dei metalli, preziosi e non.

La DEGUSSA con il sistema Cercon, fu la prima a intuire il futuro, seguita poi dalla Wieland con il sistema Zeno e dalla KaWo col sistema Everest.

Ma queste elencate sono solo le multinazionali che hanno adattato la sistematica cad-cam al campo dentale:moltissime altre aziende del settore e non hanno sviluppato i loro sistemi cad-cam espressamente per uso dentale: un esempio di grande audacia imprenditoriale si riscontra nella azienda altoatesina  Zirkonzahn nella persona di Enrico Steger il quale creò qualche anno fa il pantografo manuale, molto apprezzato, e recentemente il suo sistema cad-cam.

Dopo questa premessa il collega odontotecnico che vedesse il bicchiere mezzo vuoto potrebbe valutare questo progresso con i sistemi cad-cam una mazzata per la sua attività, la quale probabilmente già soffre per la crisi attuale ed il calo di lavoro registrato nel 2009: -14% nel centro-sud e -9% nel nord….

Io credo che i sistemi cad-cam nel campo dentale non siano una iattura anzi,  dipende da come si reagisce a queste innovazioni: se vedremo tutte queste tecnologie come una opportunità ne trarremo benefici.

Senza pensare che con l’ avvento del cad-cam si va preparando una nuova figura di odontotecnico: l’ operatore informatico delegato alla progettazione dei manufatti dentali, siano in zirconia, titanio o acciaio.

Mansione da delegare principalmente ai colleghi odontotecnici più giovani e quindi più portati verso questi strumenti.

Daniele

nov 14

Non vorrei sembrare ripetitivo, e se così fosse me ne scuso, ma sembra che dalle statistiche fornite da google risulti che questo argomento, nel nostro settore odontotecnico, sia BREAKOUT ,termine tecnico per indicare un “fuori scala”…

Queste parole chiave digitate sui motori di ricerca moltissime volte, zirconia, zirconio in odontotecnica, cad-cam ecc, denotano un interesse sempre crescente per queste tecniche e per questi materiali.

Questo video tratto dalla rete credo dia l’ idea di cosa si possa fare con un sistema completo di fresatura e sinterizzazione della zirconia in cad-cam: 30 ELEMENTI IN 300 MINUTI!!!!

Come già scritto in precedenza, personalmente non posseggo nè lo scanner nè tantomeno il sistema completo cad o cad-cam per la fresatura della zirconia, ma solo perchè la richiesta che ho di queste lavorazioni non giustifica (attualmente) questo oneroso investimento…

Buona visione.

Daniele

ago 01

Pubblico volentieri informazione sul lavoro di un collega odontotecnico, Enrico Steger, che ha creato un piccolo impero con la passione e la competenza imprenditoriale nel campo delle produzioni di protesi dentarie in zirconia.

Guardate le varie fasi operative relative alla realizzazione di corone, ponti ed abutment in zirconia, al seguente link:

zirconia-zirkonzahn-fasi-operative

Daniele

giu 15

Ecco un bellissimo video esplicativo sulla produzione di una corona molare in ossido di zirconio (zirconia) in cad-cam

Sono molto chiari i vari passaggi anche se, naturalmente, accelerati.

In particolare la scannerizzazione del moncone è molto più indaginoso e manca il rapporto con la arcata antagonista..

I tempi di fresatura sono sicuramente maggiori ed i tempi di sinterizzazione (cottura) di 12 h

apr 19

Il materiale migliore per la produzione di rivestimenti estetici in campo dentale è sicuramente la ceramica.

Bisogna innanzitutto fare una distinzione tra ceramica e porcellana: comunemente si usa il termine “porcellana” anche per le protesi dentali ma in modo errato.

Per le applicazioni dentarie si dovrebbe usare il termine  “ceramica “ che differisce sostanzialmente dalla porcellana per la quasi assoluta assenza di caolino.

Per precisione chiameremo perciò “ceramica” il materiale più estetico e biologicamente accettato per gli usi protesici del cavo orale.

Per molti decenni l’ uso delle caramiche dentali è stato abbinato solo a metalli, preziosi e non, che, nell’ evoluzione delle tecnologie e dei materiali, hanno portato la protesica “fissa” a livelli di estetica e robustezza ottimali.

Negli ultimi dieci anni si affacciarono i primi progetti sviluppati per la produzione di ceramica integrale (cioè prive di metallo=metal free) che, limitatamente ad alcune applicazione protesiche (corone singole ed intarsi in ceramica) davano sicuramente dei risultati estetici più naturali.

Si tratta di ceramiche create per iniezione in speciali forni (con la tecnica della “cera persa”) che una volta ricoperte con ceramiche a basso punto di fusione (750-800°C) donano alle corone una lucentezza e naturalezza inarrivabili con qualsiasi metallo-ceramica, specialmente nei settori anteriori dove l’ esigenza estetica non è rinunciabile.

Il limite di queste ceramiche era (ed è ancora) la relativa fragilità che non consente la loro applicazione nel caso di ponti, specialmente nei quadranti posteriori dove il carico masticatorio supera di gran lunga il carico di rottura del materiale caramico.

Non potendo coprire ogni esigenza protesica, verso la fine del secolo scorso l’industria del settore (usufruendo delle tecnologie cad-cam), sviluppò ed adattò un materiale con proprietà che sembravano rispondere alle esigenze dentali:lo zirconio.

Uso il verbo “adattare” perchè lo zirconio puro non era certo il materiale adatto alla protesi dentaria e per questo si arrivò a creare l’ ossido di zirconio Y-TZP (yttria-tetragonal-zirconia-polycristalline)che starebbe per “zirconio tetragonale policristallino stabilizzato con ossido i yttrio).

Nel 2002 la Degussa lanciò il Sistema Cercon che, in verità, in quegli anni era solo “CAM”, vale a dire che le sottostrutture in zirconio erano fresate da una macchina comandata da un computer (Computer-Aided-Manufacturing) ma non CAD perchè il pezzo da fresare era costruito e modellato a mano (con le possibili imprecisioni, spesso inevitabili nel costruire ponti anche estesi in resina).

In seguito altre multinazionali del campo dentale seguirono la strada tracciata dalla Degussa: la Wieland col sistema Zeno, la 3m col sistema Lava e la Kawo col sistema Everest, tutti già aggiornati con tecnologia Cad-cam.

Dopo questa intruduzione storica vorrei portare la mia esperienza di sette anni di lavorazioni su zirconio.

La ceramica su zirconio mostra alcuni vantaggi:

  • Biocompatibilità -i metalli, necessariamente presenti nella metallo-ceramica, interagiscono con i fluidi del cavo orale e causano disturbi di vario genere.
  • Biologici-la preparazione cervicale del moncone può essere anche iuxta-gengivale (preparare il moncone non sotto il solco gengivale mantiene inalterato il delicato sistema corona-parodonto,
  • Estetico-l’ assenza di metalli che ossidano nel cavo orale (lasciando l’antiestetico bordino nero) non obbliga l’ odontotecnico ad “impazzire”per coprire le parti critiche:la chiusura cervicale.Limitatamente ai quadranti posteriori (nelle zone anteriori sono indicati altri materiali, per es. la allumina) la zirconio ceramica è consiglliata per qualsiasi indicazione protesica, anche per ponti fino a due elementi intermedi.

La zirconio ceramica segnala anche degli svantaggi:

  • Costi elevati
  • Impossibilità di riparazioni su strutture imperfette
  • Scarsi risultati estetici nelle zone anteriori (spesso la mancanza di spazio e la poca trasparenza dello zirconio non consentono una stratificazione ceramica altamente estetica)
  • Cementazione: richiede tecniche leggermente diverse da quelle usuali.

Daniele

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