Il nuovo laboratorio odontotecnico

IL NUOVO ODONTOTECNICO: strategie di un mondo che cambia.

“…..prenditi tutto il tempo che vuoi, non importa, basta che tu lo faccia bene…”

Negli anni ‘80/’90 si sentiva dire spesso questa frase in laboratorio odontotecnico, dove il titolare si preoccupava di servire in modo ineccepibile i suoi dentisti/clienti.

Era coinvolto emozionalmente nel soddisfare i dentisti, per non avere reclami, senza tenere sotto controllo le spese (da una analisi dei costi di settore risulta che la tariffa oraria complessiva dei dipendenti sia la voce a bilancio che incide per più del 30% sui costi di gestione totali) e quindi senza tener sotto la lente i ricavi, fine ultimo di ogni azienda, piccola o grande che sia.

Il listino prezzi era fatto sostanzialmente dal medico (“..si..si va bene però mi fai uno sconto del 20%) ed i volumi di lavoro iniziavano a scarseggiare rispetto al periodo aureo degli anni ‘60/’70

In quel periodo la situazione era diversa: gli istituti professionali per odontotecnici si contavano, su tutto il territorio nazionale, sulle dita di una mano ed erano perlopiù privati e molto costosi.

Io iniziai a lavorare come ragazzo di bottega nel ’76, mentre ancora frequentavo la scuola e ricordo che i laboratori odontotecnici della mia città non erano più di 6/7 con molti dipendenti ed i dentisti si recavano al laboratorio con la borsa piena di impronte e, discutendo col titolare, concordavano i tempi e le modalità di consegna!

Il rapporto dentisti/laboratori era sbilanciato a favore del laboratorio e le imprese artigiane del settore avevano la sola difficoltà nel reperire dipendenti abili o ragazzi volenterosi nell’ apprendere l’ arte..

Gli utili netti dei pochi fortunati ad essere proprietari di laboratori odontotecnici erano interessanti.

Le cose cambiarono: in molte città italiane aprirono scuole professionali per odontotecnici e molti studenti, attratti dalla prospettiva di grandi guadagni, vi si iscrissero proseguendo poi con la creazione di migliaia di realtà artigiane (generalmente tutte micro imprese) che saturarono il mercato: oggi, nella mia città di trecentomila abitanti, si contano 250 laboratori “ufficiali”.

Contemporaneamente, con le cicliche crisi economiche, il lavoro diminuisce e persino i dentisti, si lamentano del notevole calo di lavoro (una indagine dell’ANDI per l’ anno 2005 dichiarava una diminuzione di 1.000.000 di unità sulle poltrone dei suoi associati!!)

Come sempre accade però il mercato ,con le sue leggi imparziali, effettua la sua autoregolazione naturale nel cercare di riequilibrare la situazione che non è più, per vari motivi, funzionale.

E’ stato calcolato che nel quinquennio 2003/2007 ci sia stato un saldo negativo di aziende del nostro settore del 27% ,tutte micro imprese, purtroppo non bene strutturate per adeguarsi alla crisi persistente.

Ecco come, la noncuranza dei tempi di lavorazione, il mancato controllo degli standard di qualità e delle fonti di approvvigionamento dei macchinari e materiali, il mancato controllo dei finanziatori (banche) insomma una assenza di controllo di gestione professionale, porti  l’azienda in sofferenza sia finanziaria che patrimoniale.

Il nuovo odontotecnico deve lavorare con un occhio al banco e l’ altro al cronometro appeso al collo, deve annotare su schede prestampate tutti i tempi di lavorazione delle relative fasi, prender nota di ogni non conformità relativa ad ogni singola commessa, in modo da poter riferire con precisione al titolare ( e da questi al dentista) ogni incongruità di processo.

Il nuovo odontotecnico deve assumersi ogni responsabilità del suo operato controfirmando (nel caso di lavorazioni parziali) ogni processo eseguito e siglando con un “visto” (dopo un controllo) ogni lavorazione eseguita da un collega.

Il nuovo odontotecnico deve avere capacità tecniche, teoriche e manuali tali da poter contribuire al miglioramento del livello tecnico ed umano della realtà artigiana in cui vive e dalla quale trae sostentamento per sé e per la sua famiglia.

Il nuovo odontotecnico deve sapere che sono finiti i tempi del “…accada quel che accada alle sei me ne vado” e che il suo impegno( fisico ed intellettuale) deve essere profuso senza nessun tipo di ritrosia,  perché il bene dell’azienda è anche (nelle giuste proporzioni) il bene per sé.

Un capitolo a parte va riservato al titolare del laboratorio odontotecnico, figura sulla quale si rivolge , in ultima analisi,  tutta la responsabilità della sua azienda.

Il titolare di un’impresa artigiana, di stampo tradizionale, è una figura che, china sul suo banco di lavoro, impiega gran parte della sua vita nel rincorrere, con ansia, tutte le scandenze temporali che i committenti gli assegnano, senza avere né il tempo né le capacità imprenditoriali per far crescere la sua impresa in modo coerente e soddisfacente.

La classe artigiana, per definizione, è da sempre una categoria di lavoratori innamorata della propria arte, del sapere acquisito negli anni con sacrificio e spesso (agli inizi) senza nessuna retribuzione, ripagata con la possibilità di “imparare un mestiere”.

Questa formazione però gli si ritorce contro nel senso che i suoi sforzi sono tesi continuamente al crearsi la manualità (dote particolarmente necessaria agli odontotecnici), lasciando poco o nulla alla formazione teorica (gli istituti professionali sono quello che sono) e imprenditoriale intesa nel senso più stretto della parola.

Ecco che un ragazzo pieno d’entusiasmo esce dal percorso scolastico e, se è stato fortunato ad aver frequentato negli anni di studio un laboratorio, si trova in grado di aprire un’attività in proprio, ma non ha una minima idea di come impostare la parte economico-finanziaria

A questo punto spesso commette l’ errore della sua vita:

affronta l’ Everest  del mercato del lavoro senza aver le competenze dell’ imprenditore!

Si butta a capo chino sul lavoro e, per poter acquisire clienti, propone un listino inadeguato (per il bisogno di lavorare) che non riuscirà mai più a rendere adeguato!

Un listino che non tenga conto delle qualità intrinseche del suo lavoro (se ne ha) e dei costi di produzione di ogni singolo articolo venduto!

Nel commercio determinare il prezzo di vendita di un articolo è molto facile: prendo il prezzo di acquisto all’ ingrosso, lo ricarico della percentuale adeguata (che tenga conto dei costi generali dell’ impresa e del guadagno che imputo al mio lavoro), tempi di lavorazione non ne esistono, ecco che il prezzo di vendita è presto fatto e mi dà la certezza che se vendo, automaticamente guadagno.

Per noi artigiani  invece è molto più difficile includere in ognuno dei nostri dispositivi i numerosi costi di gestione, tra i quali il più rilevante è “il tempo uomo”.

Ma di questo argomento parleremo nel prossimo special report: “Analisi dei costi in laboratorio odontotecnico” disponibile il prossimo mese.

Daniele

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