Relazioni di laboratorio odontotecnico in tema di fusione e saldatura (6parte)

ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO “ENRICO FERMI”VERONA

RELAZIONE IN TEMA DI FUSIONE E SALDATURA

1^ Esperienza teorica a scuola
2^ Esperienza pratica in Alternanza Scuola e Lavoro.

Di :   POZZERLE CINZIA

pozzerle cinzia
TERZA A od.                    Anno scolastico 2008/09

Se desiderate visualizzare la relazione completa di bellissime fotografie e schemi, cliccate sul seguente link:

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1^ ESPERIENZA TEORICA A SCUOLA

* INTRODUZIONE:
Il lavoro che abbiamo realizzato nel primo periodo dell’anno scolastico consiste nella realizzazione del provvisorio in resina. E’ stato suddiviso in 2 fasi:una iniziale concentrata sullo studio teorico in classe e poi la seconda fase svolta in laboratorio dell’esercitazione pratica nel manufatto.
Terminato il lavoro del provvisorio in resina il quale è una protesi temporanea atta a garantire al paziente le normali caratteristiche estetico – funzionali sino alla preparazione del dispositivo protesico definitivo, abbiamo sviluppato un impronta dove si è effettuata la fusione dei denti mancanti, una volta finita la loro modellazione, secondo P. K. Thomas (goccia a goccia).Questo ultimo lavoro è la protesi definitiva che andrà a sostituire il provvisorio.

* IMPRONTE :

L’impronta è il negativo delle arcate dentarie del paziente. Li medico attraverso la rilevazione
dell’ impronta ottiene la forma della bocca, cioè la conformazione dei denti e dei tessuti molli, così da permettere all’ odontotecnico di trarre una serie di informazioni, il più possibile attendibili, in merito alla situazione odontoiatrica del paziente.
L’impronta si ottiene ponendo l’apposita pasta alginica che si presenta in polvere,ma mescolandola con l’esatta proporzione d’acqua diventa una pasta pastosa,in un particolare strumento, chiamato portaimpronta o cucchiaio che verrà poi premuto contro il cavo orale della zona interessata. Li cucchiaio è a forma di ferro di cavallo con la concavità all’interno;su tutta la sua superficie sono presenti dei fori per permettere al materiale da impronta in eccesso di fuoriuscire.
Ci sono vari tipi di materiali da impronta ognuno con particolarità diverse. L’ alginato deriva da delle alghe rosse marine (Agar-Agar),vengono cotte,seccate dopo di che triturate e rese polvere. L’ alginato indurisce in 2 minuti e deve essere sviluppato al più presto possibile per evitare delle deformazioni e di conseguenza non avere più l’ esatta rappresentazione dei tessuti e delle arcate dentarie del paziente. In ogni laboratorio odontotecnico è una quotidiana routine lo sviluppo di un modello tratto da un’ impronta in alginato. Una volta sviluppato il modello si rifinisce la base;detta zoccolo,usando la squadra modelli,ma stando ben attenti a non superare il fornice che è la parte più profonda del bordo esterno della parte anatomica del modello.
La squadra modelli è una macchina fornita da un piano dove viene appoggiato il modello da rifinire e da un disco ruotante che ci permetter la rifinitura del modello.
A seconda della lavorazione richiesta si distinguono 2 tipi di squadratura:
a) squadratura alla francese… ideale per la protesi mobile,che consiste nel seguire simmetricamente l’andamento dell’arcata dentaria, del relativo fornice e del limite posteriore. Tale squadratura risulterà priva di spigoli.
b) squadratura all’americana… prevede una forma geometrica con spigoli vivi in punti prestabiliti. Nel superiore tali punti sono situati in corrispondenza delle proiezioni dei canini, delle proiezioni delle linee che corrono lungo il centro dei denti o della cresta, ed infine della linea sagittale mediana. Nell’inferiore, invece, le parte anteriore è arrotondata, mentre un altro angolo di compenso viene situato tra l’angolo di centro-cresta ed il lato che corre lungo il fornice  dei denti posteriori.

Anche per lo sviluppo delle impronte in idrocolloide  la cui composizione chimica è analoga a quella degli alginati, il materiale maggiormente utilizzato è il gesso. Sono molto delicati dopo la disinfezione dell’ impronta vanno eliminati eventuali residui d’ acqua che il materiale potrebbe assorbire, aumentando il proprio volume. Durante la colatura e la solidificazione si deve prestare attenzione a come si appoggia il portaimpronte sul piano del tavolo, per evitare che l’idrocolloide si deformi nelle zone più elastiche(le pareti dell’impronta esterne al portaimpronta o alcuni dettagli interni.
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Le impronte in silicone (elastomeri) hanno una buona stabilita dimensionale e discreta elasticità vengono colate con il metodo dei perni a spillo il quale vengono infilzati nell’impronta a livello dei denti mancanti poi viene colata l’impronta e una volta indurita viene isolata sempre con l’isolante gesso-gesso infine si colato lo zoccolo e si seziona i monconi.
I materiali termoplastici sono classificati in materiali da impronta ma non vengono usati per un impronta, ma solo per un dente;oppure vengono usati per il rinforzo del bordo di un portaimpronta. Sono composti da resine, gomme e cere. Si trovano sotto  forma di un foglio rigido;possono essere utilizzati anche come portaimpronta
Paste a base di ossido di zinco ed eugenolo sono dei materiali rigidi e vengono utilizzati per impronte di un singolo dente o per ribasatura di protesi mobili.

*SVILUPPO DEI MODELLI
Il materiale più usato per lo sviluppo delle impronte è:il Gesso.
Il gesso, viene estratto dalle cave di gesso e si presenta di colore bianco, una volta ridotto in polvere e lavorato tramite il processo di calcinazione il quale gli viene tolta l’acqua e da bi-idrato diventa emi-idrato aggiungendogli l’ acqua diventa una soluzione omogenea e a differenza della composizione d’acqua aggiunta diventa più o meno liquida. La diversità di gesso che si trova sul mercato è causato a un cambiamento del processo di calcinazione. I gessi si distinguono in 4 tipi:
tipo 1 gessi teneri per impronta (molto fragili)gesso di Parigi
tipo 2 gessi teneri per modelli (molto resistenti) per modelli studio articolatori
tipo 3 gessi duri per modelli (modelli da lavorazioni)
tipo 4 gessi extra duri per modelli
Ci sono vari metodi di sviluppo:basi preformate, Pindex e Perni a spillo.
Sistema delle basi preformate, consiste nel colare il modello con gesso extra duro e contemporaneamente riempire con lo stesso gesso di sviluppo la base preformata, ottenendo in tal modo la formazione dello zoccolo all’interno del supporto plastico. Le 2 parti vanno unite immediatamente prima che inizi la fase di presa.
Sistema Pindex,questo metodo prevede la colatura parziale dell’impronta, al fine di ottenere un modello a forma di ferro di cavallo. Si sviluppa la prima parte dell’impronta con gesso di tipo 4 inglobando denti e arcata gengivale; a gesso indurito si sfila l’arcata sviluppata e la si squadra per metterla sul piano. Usando la foragessi.

(Apparecchiatura che fora il gesso nei punti stabiliti dove verranno poi inseriti i perni) pratichiamo un foro in direzione del moncone e applichiamo nel foro un perno in ottone, si prosegue con l’isolamento della sezione sfilabile con isolante “gesso-gesso“ e si applica sulla punta dei perni una goccia di cera spia. Coliamo con gesso di tipo 3 lo zoccolo e a gesso indurito si squadra lo zoccolo all’americana. Quando il modello sarà ben asciutto con un seghetto si taglia la sezione interessata nella quale rimarrà inglobata la punta in ottone che fungerà da guida .
Il metodo dei perni a spillo vengono collocati direttamente all’interno dell’impronta in silicone; anche per questo metodo c’ è una doppia colata di gessi prima si sviluppa la parte dei denti e arcate gengivali si isola la parte interessata al taglio e prima di sezionarlo avviene la colatura dello zoccolo.
L’ apparecchiatura usata per lo sviluppo dei modelli è il Vibratore,

macchina che producendo una più o meno leggera vibrazione di un piano di appoggio, facilita,                       durante la colata, l’eliminazione delle bolle d’aria dalle miscele di gesso o rivestimento.
Dopo aver aspettato che il materiale da sviluppo si sia indurito ,si toglie dall’impronta e si seziona il modello staccando ogni singolo moncone, utilizzando il seghetto o il disco da taglio;si rifinisce i bordi tagliati con la fresa da gesso e con una frese a pallino si segna la fine del colletto. Finita la preparazione del moncone gli si applica sopra la lacca spaziatrice distribuendola uniformemente dopo questa fase usando la stampatrice (apparecchiatura che tramite stampaggio di un foglio in plastica sopra al moncone realizza una cappetta in plastica di  spessore 0,3mm).

*GESSATURA IN ARTICOLATORE
L’articolatore è uno strumento la cui funzione è quella di fornire una verosimile imitazione dei movimenti della mandibola rispetto l’osso mascellare e il rapporto di occlusione. Li più usato è l’articolatore a valori medi .E’ composto da due branche una superiore e una inferiore, trattenute da elastici e connesse da un doppio snodo che simula l’articolazione temporo – mandibolare. Nella parte anteriore è collocata un asta, detta incisiva, che permette la regolazione della distanza tra le due branche. E’dotata da una spina, situata perpendicolarmente alla metà della sua altezza. Essa corrisponde alla linea che corre tra i due centrali, lungo la linea mediana.
Il montaggio del modello superiore avviene utilizzando il piano occlusale, un piano metilico posto orizzontalmente tra le due brache. Il piano di  montaggio supporta il modello superiore durate la gessatura.
Per la gessatura in articolatore si deve cospargere la parte inferiore dello zoccolo con della vaselina e poi ingessare aiutandosi con una spatola da gesso per rifinire e togliere il gesso in eccesso.

Articolazione temporo – mandibolare, si verifica tra il condido del processo condiloideo della mandibola e la fossetta articolare dell’osso temporale. Sono numerosi i movimenti che la mandibola può compiere, il primo movimento è la posizione a riposo si riconosce un primo movimento, esenziale al meccanismo masticatorio, che permette l’abbassamento dell’arcata dentaria inferiore, che consente l’apertura della bocca. Un movimento, consiste nella proiezione in avanti della mandibola, determina uno scorrimento dal dietro verso l’avanti ;mentre un terzo movimento simmetrico, è il movimento di lateralità, in cui i due processi condiloidei, tendono a scorrere trasversalmente.

Classificazione di Angle è molto importante sapere la classe di appartenenza del paziente. Guardando il rapporto tra i primi molari superiori e inferiori si riesce a identificare una delle 3 classi di appartenenza:
1classe:Normo occlusione La cuspide mesio – vestibolare del primo molare superiore articola con il solco intercuspidale del primo molare inferiore.

2classe:Procenismo  La cuspide mesio – vestibolare del primo molare superiore articola          mesialmente rispetto al solco intercuspidale del primo molare inferiore.

3classe:Prognatismo (morso inverso) La cuspide mesio – vestibolare del primo molare superiore
articola distalmente al solco intercuspidale del primo molare inferiore.

*MODELLAZIONE:
Cere di uso dentale:

Naturali                                           di origine minerale:   parafina
cere microcristalline
ozocherite
ceresina
cera montana

di origine animale:     cera d’api

di origine vegetale:    cera carnauba
cera candelilla
cera del giappone
burro di cacao

Artificiali o Sintetiche                    Polimeri di polietilene
Esteri di acidi grassi superiori con alcooli superiori
Polimeri di glicoli etilinici

Cere naturali

Parafina: non è una cera, ma un miscuglio di idrocarburi reperibili in natura nei petroli o nell’ ozocherite.
Cere microcristalline: sono simili alla parafina derivano dalla distillazione del petrolio grezzo, durante la solidificazione registrano una contrazione volumetrica inferiore a quella delle cere a base di parafina.
Ozocherite: nota come cera fossile,è impiegata per l’estrazione della ceresina.
Ceresina: si ottiene sottoponendo l’ozocherite greggia ad un trattamento di raffinazione.
Cera Montana: chiamata anche lignite. E’ una cera dura e fragile.

Cera D’api: è una sostanza derivante dalle celle degli alveoli liberate da larve, depurate, fuse e filtrate. Il suo utilizzo avviene in miscele collose ad alto potere adesivo.

Cera Carnauba: estratta dalle foglie di una palma brasiliana. La cera è di colore grigio-verdastre, più dura della cera d’api. Nelle miscele con le altre cere fornisce caratteristiche di bassa espansione, bassa contrazione e buona durezza.
Candelilla: prodotta dalla Euforbia pianta erbacea del Messico, Texas e America; composta da idrocarburi paraffinici e viene usata nelle miscele con altre cere.
Cera del Giappone:estratta da particolari frutti diffusi in Cina e in Giappone contengono il 15% di grasso, costituito principalmente da palmitina.Aggiunta alla parafina  ne esalta un potere adesivo.
Burro di cacao: Estratto da semi di cacao, viene utilizzato in miscela con altre cere. Ha un colore giallognolo e l’odore è simile a quello del cacao.

Cere artificiali o sintetiche

Hanno caratteristiche fisiche controllabili; sono tossiche e vengono miscelate con altri materiali. Sono prodotte in fabbrica, il loro difetto è essere tossiche e quindi devono essere utilizzate in bassa percentuale oltre che miscelate con altre cere.
Cere dentali:a seconda del loro utilizzo si suddividono in: cera da modellazione per fusione, preformate per fusione, per masse marginali, da immersione, per boxino, collante e in blocchi da intaglio.
Cere per modellare: trovano impegno nella modellazione di protesi da trasformare in metallo o  resina. A seconda del loro uso vengono suddivise in cere per fusione e cere per placche base.
Cere per fusione: servono per la modellazione completa o parziale di protesi da trasformare in metallo mediante il processo della fusione a cera persa. Queste cere devono offrire una buona stabilità dimensionale, riportare la precisione dei dettagli, non produrre residui dopo l’eliminazione e avere buona lavorabilità, sia allo stato liquido sia a quello solido.
Ci sono vari sistemi di modellazione:l’occlusione denti a due denti,  cioè il contatto occlusale delle strutture di un dente con quelle di due denti antagonisti, ossia tra cuspide-fossa e cuspide-creste marginali. Questo metodo è consigliato per la modellazione di protesi parziali.
P. K. Thomas è autore della tecnica detta dente a dente, ovvero l’occlusione che sposta il contatto delle cuspidi dalle creste marginali  alle fosse del singolo dente antagonista, realizzando un’occlusione tra singoli denti. Consigliabile nelle modellazioni di protesi fisse complete in antagonismo.
Ogni modellato non deve avere uno spessore inferiore ai 0,3mm ,l’elemento e ponte deve essere a becco di flauto (sciacquabile) ,i bordi di chiusura non devono avere rientranze altrimenti si può armare il cibo e provocare le carie. La scavatura della faccia vestibolare deve essere a cassetta.

*FASI DI FUSIONE :P REPARAZIONE  AL CILINDRO

Tipi di cilindro:  il cilindro in metallo funge da contenitore del rivestimento anche dopo l’indurimento e durante tutte le successive operazioni di fusione.
Dato che il rivestimento compensa la contrazione del metallo espandendosi, tali cilindri vengono rivestiti internamente da uno strato ”cuscinetto“ realizzato con fogli di materiale sintetico morbido.
I cilindri metallici sono dotati di buona termostaticità: le pareti metalliche consentono durante la fusione, il mantenimento della temperatura raggiunta in forno.
I cilindri in plastica, gomma o silicone svolgono la funzione di boxaggio durante le operazioni di colata e presa del rivestimento.
Grazie alla loro elasticità permettono l’espansione di presa della massa refrattaria di rivestimento.  Non potendo essere inseriti in forno dove l’alta temperatura li distruggerebbe devono essere separati dal rivestimento appena terminata la fase di presa di quest’ultimo.
Vengono utilizzati soltanto in combinazione con rivestimenti con un elevato grado di durezza.
Ci sono 3 tipi di rivestimenti: legante gessoso,legante fosfatico e legante siliceo.
Legante gessoso:
-polvere apposita più acqua distillata(bollita)o demineralizzate(filtrata)
-fusione per metalli con leghe nobili
-trattamento termico molto lungo
-questo tipo di legante è molto fragile e necessita del cilindro in metallo
Legante fosfatico:
-polvere predosata in bustine, più liquido di miscelazione
-fusione per metalli con leghe non nobili
-il trattamento termico può essere molto rapido e utilizzato per fusioni ad espansione libera
Legante siliceo:
-uguale al fosfatico
-cilindro in metallo
-trattamento termico con intervalli di fusione
Fasi di preparazione alla fusione
*Si riveste il cilindro in metallo con un foglio di materiale sintetico attaccandolo con della cera collante o della vaselina.
* Per permettere al metallo fuso di entrare nel calco di rivestimento,è indispensabile creare nalla massa di rivestimento, un percorso di ingresso detto canale di colata. Per ottenere tale canale di colata, il modellato in cera viene collegato sulla sommità di un cono posto alla base del cilindro di fusione. Il modellato viene unito a spine di fusione preformati in cera o plastica, e  questi al cono.
Le spine non servono solo per collegare il modellato al cono , ma durante la fusione fungono da canale di colata; assolvono inoltre la funzione di serbatoio di riserva del metallo liquido(nutrice)
*Il perno deve essere applicato nelle sezione più voluminosa del modellato e più voluminoso,ne va apposto uno per  ogni elemento dentario:laddove un elemento consti di più sezioni, come un molare, si richiede l’applicazione di più mandate;l’angolo di inclinazione è normalmente di 45° rispetto al piano del tavolato occlusale.
Il modellalo deve essere posizionato nel contro-termico del cilindro con uno spessore attorno di rivestimenti almeno di 0,7mm. Sopra alla faccia vestibolare vengono messe delle palline ritentive.

Per la preparazione del rivestimento si usa il Miscelatore sottovuoto.

Il miscelatore sottovuoto è un apparecchiatura per la lavorazione di rivestimenti e gessi. E’ costituito da una struttura portante la quale si sviluppa verticalmente supportando tutte le parti essenziali di comando;motoriduttore, piano vibrante, tazze di muscolazione e coperchio con spatola. La macchina viene comandata da un interruttore posto sul retro dove si trova anche la presa per il cavo di alimentazione. Le tazze dove avviene la muscolazione sono realizzate in plexiglass trasparente permettendo la visione diretta sia della spatolazione che del riempimento del cilindro;quella ,dedicata al rivestimento per cilindri è dotata di rubinetto di colata in acciaio inox . Il sistema di aspirazione del vuoto nelle tazze,avviene mediante una canalizzazione interna, garantisce che entrambi i contenitori, di muscolazione e di colata, siano sottovuoto così da poter effettuare tutte le operazioni in assenza d’aria. Il miscelatore può essere fornito a scelta dell’utilizzazione, con o senza pompa del vuoto.
USO E MANUNTENZIONE:Dopo aver azionato l’interruttore generale si prepara la macchina ad iniziare la lavorazione. Si toglie le tazze ed il coperchio con la spatola di muscolazione e disporre la basetta porta cilindri in gomma sulla base vibrante. Collocare il modellato da riprodurre sulla base in gomma poi incastrare il cilindro in una delle apposite scanalature. Posizionare la tazza inferiore dopo aver controllato che la guarnizione sia pulita e non vi siano corpi estranei che possano compromettere la sigillatura. Nella tazza superiore introdurre la quantità e la proporzione necessaria di rivestimento e di acqua dopo aver chiuso il rubinetto di colata. Chiudere la tazza superiore con il coperchio e disporre la tazza inferiore al proprio posto. A questo punto chiudere la valvola di scarico del vuoto ed agganciare l’innesto rapido del tubo di aspirazione ,impostare il tempo di muscolazione e poi azionare la pompa per il vuoto. Trascorso il tempo di spatolazione programmato si può iniziare la fase di colata aprendo il rubinetto.Durante la fesa di colata è possibile migliorare la compattazione del rivestimento, all’interno del cilindro azionando la vibrazione della base d’ appoggio delle tazze mediante la manopola con la quale si avvia e si regola l’intensità di vibrazione. Terminata la colata si toglie il vuoto aprendo la valvola di scarico e si rimuove le tazze dalla macchina.
Per un buon funzionamento della macchina è indispensabile tenere tutti i componenti delle tazze di muscolazione in perfetta pulizia, assicurandosi inoltre il buon stato della garanzia di tenuta;controllare inoltre il libero funzionamento della spatola di muscolazione, muovendola manualmente.

*Fasi di fusione :
1-Prima di attaccare il modellato in cera alla base del cilindro si pesa e si moltiplica poi questa misura per il peso specifico della lega utilizzata.
2-Dopo aver attaccato il modellato alla base del cilindro gli si applica sopra un riduttore di tensione superficiale ,cioè uno spray che ha il compito di agevolare lo scorrimento del rivestimento sulle pareti del modello.
3-Preparazione e colatura del rivestimento all’interno del cilindro .
4-Si aspetta che il rivestimento faccia presa e poi si inserisce nel forno fino ad arrivare alla temperatura di 750° C cicra.
Il forno di preriscaldo serve per il preriscaldo dei cilindri di qualunque dimensione,confezionati con qualsiasi tipo di rivestimento utilizzato. Il forno è dotato di aspiratori per l’estrazione dei fumi dalla camera di riscaldo,il funzionamento degli aspiratori può essere controllato direttamente dal pannello di controllo.

5-Arrivara alla temperatura necessaria si inserisce nel crogiuolo

il metallo da fondere e a differenza della fonditrice che può essere a cannello (ha il crogiolo in ceramica,fusioni per metalli nobili e è a gas più aria compressa) oppure a induzione (ha un elettro muffola che contiene il crogiuolo, fonde il metallo per temperatura impostata) si porta il metallo allo stato liquido.
La fonditrice che abbiamo a scuola è a induzione; la lega viene posta in un apposito crogiolo e una volta liquida viene iniettata all’interno del cilindro.

6-Si toglie il cilindro dal forno e si inserisce subito nella fonditrice dove per effetto centrifuga il metallo allo stato liquido entra nella cavità lasciata libera dalla cera.
7-Smuffolafura della fusione e sabbiatura con sabbia da riciclo per togliere i residui di rivestimento rimasti attaccati alla fusione.
La  sabbiatrice che abbiamo a scuola è la marca ECO ,è un centro di sabbiatura multifunzionale di ridotte dimensioni composto da una camera di lavoro con un proiettore a riciclo abrasivo per la sgrossatura è provvista di due moduli per micropolveri. Utilizzando gli abrasivi ,con la sabbiatrice è possibile asportare il rivestimento e le ossidazioni di fusione di qualsiasi metallo. Le sue microsabbiatrici applicate sono particolarmente adatte per operazioni di ottima precisione quale la preparazione della parete ritentiva sulle strutture metalliche,il decapaggio meccanico, la micro aspirazione di materiale refrattario e la satinatura lucidante di qualsiasi metallo.

8-Si stacca quindi la materozza con un disco separatore e sgrossiamo con delle frese in tung-steno ,diamantate e in acciaio sottili per rifinitura.
9-lucidatura con dischi abrasivi in gomma,spazzolini lucidanti con sasso marcio (pietra lucidante con spazzola a pelo di capra) e spazzolino lucidante in feltro e pasta brillantante.

*Saldatura o Brasatura
Si definisce saldatura ,la congiunzione la congiunzione di due parti metalliche ,riscaldate con la fiamma di un cannello ed unite tramite l’apporto di saldame ,una lega leggermente diversa da quella di cui sono composti i pezzi da saldare. Le sezioni da saldare vanno preparate levigando leggermente i lembi da unire con un gommino, e lasciando uno spazio di  max 0,7mm tra le parti ;a questo punto si inviano le diverse parti al medico, che le prova e le blocca nella corretta posizione. Il blocco ottenuto torna al tecnico che lo blocca con del rivestimento e lo mette in firno per preriscaldo .Nella parte da unire si mette del flux per permettere che la lega per saldatura scorri bene e con il cannello a fiamma corretta si fonde il metallo da saldare .A saldatura finita si fa la decappatura con sali o sabbiatura disossidante.

*PROVVISORIO IN RESINA
Con il termine protesi provvisoria si definisce la protesi temporanea ,atta a garantire al paziente le normali caratteristiche estetico – funzionali sino al confezionamento del dispositivo protesico definitivo.
Per la realizzazione del provvisorio :
1-    Si fa lo sviluppo dei modelli per duplicazione:il modello studio e il modello di lavoro,che si realizza con un impronta in elastomero.
2-     Dopo aver colato il modello di lavoro si seziona i monconi e successivamente gli si fa la radiatura usando una fresa a pallino usando il micromotore

3-    Sui monconi si mette la lacca spaziatrice o una cappetta in plastica;
4-    Montaggio in articolatore la cui funzione è di riprodurre nel modo più migliore possibile la dinamica dei movimenti mandibolari e il rapporto di occlusione.
5-    Si ingessa i modelli in articolatore
6-    Isolo il modello con isolante gesso-cera e inizio la modellazione dei monconi con cera bianca a goccia – goccia secondo P. K. Thomas .Durante la modellazione si osserva la forma del dente dal modello studio, l’occlucione  e i bordi di chiusura.Lo spessore dei denti da modellare deve essere superiore alla norma .
7-    Terminata la modellazione si costruisce una mascherina utilizzando del silicone e della pasta indurente. La mascherina è lo stampo delle facce vestibolari e occlusali dei denti modellati. Si aspetta qualche minuto perché la mascherina faccia presa e prenda bene la forma dei denti modellati .
8-    Isolo il modello con l’isolante gesso – resina dopo averlo ben vaporizzato .Si riposiziona la mascherina e usando del liquido e polvere apposita si prepara la resina che verrà poi colata all’interno della mascherina e inserita nella polimerizzatrice a pressione per circa 10 minuti.
9-    Con frese in acciaio di tung-steno piccole e grosse e dischi di separazione si sgrossa in provvisorio.
10-    Si rifinisce il tutto con dischi in acciaio (Horico i più sottili) e per finire si lucida prima con una spazzola in pelo di capra e acqua e pomice e poi con una spazzola in feltro e pasta lucidante.

2^ESPERIENZA PRATICA IN ALTERANZA SCUOLA E LAVORO

I nostri professori ci hanno dato la possibilità di fare per tre settimane un esperienza lavorativa in laboratorio esterno alla scuola.
Il progetto di alternanza scuola – lavoro si è effettuato nei seguenti giorni:dal 7al 9/01/09 e dal 12 al 16/01/09 e dal  dopo una pausa la quale siamo ritornati a scuola abbiamo ripreso A.S.L dal 2 al 10/02/09 e al sabato andavamo a scuola .
Io sono andata nel laboratorio di Anselmi Luigi a Badia Calavena. Il mio tutor era Anselmi ,ma a volte mi insegnavano e mi mostravano i lavori che eseguivano anche i suoi collaboratori.
Ho iniziato A.S.L giovedì 8/01 per problemi di circolazione stradale causati dalla neve,nelle prime due settimane iniziavo alle 9:00 fino alle 13:30 tranne gli ultimi giorni che rimanevo in laboratorio fino alle 18:30. Non ho fatto tutti i giorni 8 ore perché non avevo un mio posto di lavoro e dovevo quasi sempre rimanere in piedi a osservare i lavori che eseguivano tranne quelle volte che ero in sala gessi per effettuare dei lavori che mi richiedevano. Nel primo ero un po’ imbarazzata perché non conoscevo nessuno ,ma già dal secondo giorno ho iniziato a stringere rapporti.
Il primo giorno si è basato sull’osservazione delle varie macchine presenti e dei lavori che si stavano effettuando. Ho visto fare una fusione partendo dalla fase di colata dei rivestimento all’interno di un cilindro in metallo. Per realizzare quella fusione hanno usato 150g di rivestimento in polvere già predosate 33ml di liquido, suddiviso in liquido d’espansione e acqua distillata. Mi hanno detto che a seconda delle varie fusioni si possono cambiare gli ml di liquido d’espansione e acqua distillata per aumentare o diminuire l’espansione. Successivamente ho assistito alla colata di un impronta in alginato , mi hanno fatto separare i monconi di un modello e mi hanno insegnato fare il dicing (margine del colletto)ai mondoni con il microscopio usando una fresa a pallino e stando ben attenti a non togliere il margine di chiusura. Ho usato la sabbiatrice utilizzando la sabbia da riciclo per togliere i residui di rivestimento dalle fusioni che avevano fatto il giorno prima.
Ho notato che per rivestire i cilindri in metallo attaccano il foglio sintetico con della vaselina mentre a scuola lo attaccavamo con delle gocce di cera collante. In fine giornata ho modellato un canino superiore dx .
Venerdì 9/01 sono arrivati in laboratorio dei nuovi lavori da fere e ho partecipato alla disinfezione delle impronte.
In laboratorio usano il disinfettante Peroxill 2000 è molto potente,elimina ogni traccia di sangue. I modelli rimangono immersi nel liquido per circa quattro minuti e si deve sempre usare i guanti in lattice. Ho imparato a colare li impronte in alginato utilizzando 150g  di gesso extra duro e 20ml di acqua distillata. Li ragazzo della sala gessi mi ha spiegato che usano quasi sempre acqua distillata per la colatura dei vari lavori tranne per la gessatura in articolatore che usano l’acqua stagnante.
Lunedì 21/01 arrivata in laboratorio ho consegnato al tutor i fogli che mi avevano dato a scuola e poi ho colato un po’ di basette per articolatori. Mattia ,il ragazzo addetto alla sala gessi mi ha mostrato la procedura per fare gli articolatori ;dopo di che mi ha fatto provare a farne uno. Ho commesso un errore dimenticandomi di bagnare la basetta con un po’ d’acqua e il gesso posto sul modello si è staccato dalla basetta ,l’ho rifatto bagnando la basetta .
Ho visto svolgere una tecnica di imperniazione diversa da quella fatta a scuola e sfogliando un libro ho notato che ci sono molte altre varie tecniche. Nella tarda mattinata ho preso il modello che mi ero colata con gesso extra duro la volta precedente,usando una fresa da gesso l’ho rifinito nei bordi e con un seghetto e un disco separatore ho separato i monconi. Infine sempre con la fresa per gesso ho rifinito i monconi nella parte tagliata.
Martedì 13/01 ho visto la fusione completa,dalla modellazione alla fusione vera e propria .Ho rivestito il cilindro usando la vaselina per attaccare il foglio di materiale sintetico attorno ai bori interni dei cilindro. Nelle fusioni effettuate nei giorni successivi hanno usato solo cilindri in silicone. Questi cilindri non vengono rivestiti al loro interno perché effettuata la presa del rivestimento (20 minuti) si toglie il cilindro.
Mercoledì 14/01 ho visto alcune saldature di ponti ,ho sabbiato con sabbia da riciclo alcuni lavori e ho modellato.
Giovedì 15/01 ho modellato tutto il giorno perché c’era un posto di lavoro libero,e ho colato delle impronte arrivate in laboratorio.
Venerdì 16/01 ho visto la messa in muffola.(finito il montaggio denti si cosparge la muffola di vaselina,si chiudono i sottosquadri con cera rosa ,si inserisce all’interno del gesso per articolatori e dopo la presa del gesso si chiude la muffola e ci cola all’interno gesso extra duro per il controstampo. Si lascia per 20 minuti la muffola all’interno di una pentola a pressione per permettere che la cera si sciolga e permettere ai denti di rimanere infissi nell’esatta posizione dentro al gesso di contrastampo.
Passati i 20 minuti si apre la muffola e con una fresa a fessure si incide delle ritenzioni alla base dei denti per permettere che si attaccano bene alla resina che verra pio colata all’interno della muffola. Dopo la colata della resina si comprime la muffola sotto una pressa dopo di che si mette a cuocere e infine si rifinisce e si lucida.
La ribasatura viene fatta perché nel passare degli anni la mucosa della bocca si contrae e la protesi può non calzare più perfettamente come dovrebbe;il medico aggiunge nella parte inferiore della protesi un materiale apposito che andrà ad occupare lo spazio formatosi tra la protesi e la mucosa della bocca. Ottenuto lo stampo il medico manda il lavoro in laboratorio,che dopo averlo disinfettato lo blocca con del gesso all’interno di uno strumento apposito dopo di che usando gesso extra duro si fa il contrastampo e una volta indurito il gesso si stacca il contrastampo  in gesso dal modello. Si toglie dalla protesi il materiale messo dal medico(per occupare lo spazio che si era formato a causa della ritenzione della mucosa della bocca)e si cola si cola al suo posto la resina, si inserisce nella macchina apposta per cuocere la resina per 15 minuti. Poi si rifinisce con frese ,si lucida e si rimanda in studio.
Dopo di 15 giorni di scuola sono ritornata in laboratorio il 3/02 perché 2/02 stavo male ;iniziavo alle 8:30 fino alle 19:00 con una pausa dove rimanevo in laboratorio a mangiare .Il 3/02 ho squadrato dei modelli,messo le impronte nel disinfettante poi le colavo e la mettevo in articolatore il resto del tempo ho modellato.
Mercoledì 4 ho modellato e ho visto fere la ceramica.
Giovedì 5 ho rivisto fere la muffola e poi ho modellato dei molari.
Venerdì 6 ho sempre modellato e lucidato dei lavori.
Lunedì 9 ho imparato a fare il cucchiaio individuale usando resina autopolimerizzante  e poi l’ho rifinito. Mi hanno aiutato a fare un provvisorio anche sr mi ricordavo i passaggi che avevo imparato a fare a scuola.
Sfortunatamente è arrivato l’ultimo giorno dove ho fatto la fusione di un molare superiore con scavatura per la ceramica. Ho fuso in un cilindro in silicone usando cromo(fonde dai 350.. ai 400°C) .
Questo progetto mi è servito molto per capire bene il lavoro e ho capito di aver scelto la scuola giusta .In laboratorio mi sono trovata molto bene e ho instaurato da subito dei bei rapporti.

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Commenti

3 commenti a "Relazioni di laboratorio odontotecnico in tema di fusione e saldatura (6parte)"

  • Daniele scrive:

    Caro Mirco,

    faccio di più: ti darò la mail (in un messaggio privato) dell’ insegnante di laboratorio del Fermi di Verona al quale potrai chiedere tutte le informazioni…
    Mi raccomando chiedi solo le cose essenziali…
    Spero che abbia il tempo di risponderti!
    Ciao

  • mirko scrive:

    ciao. posso chiederti un favore?
    Ho già un diploma, ma voglio iscrivermi al corso di odontotecnico per prendere anche questo diploma superiore.
    In segreteria mi hanno già fatto compilare e pagare la quota di iscrizione all’ESAME DI AMMISSIONE AL TERZO ANNO 2009/2010. Praticamente dovrei studiare in questi due mesi (la prova sarebbe ad inizio settembre) i libri di ANATOMIA, ECOSISTEMA, DISEGNO, per entrare DIRETTAMENTE in terza (classe che poi frequenterò).
    Quindi invece di frequentare i primi due anni (che hanno materie comuni al mio primo diploma) dovrei studiarli privatamente e presentarmi a questo esame di AMMISSIONE a settembre.. una scommessa per me, ma purtroppo vista l’età devo necessariamente velocizzare il raggiungimento di questo secondo diploma.
    Purtroppo i professori non mi hanno dato informazioni sul test, allora sto cercando informazioni da qualche studente che stà entrando in terza (oppure ha appena frequentato questa classe) su quali sono gli argomenti PIU’ IMPORTANTI ED ESSENZIALI svolti in prima e seconda, cosi mi preparo principalmente su quelli senza studiare tutti i libri… specialmente quello di disegno…
    Magari riuscissi a rintracciare anche telefonicamente qualche gentile studente che mi dia qualche dritta sarebbe un fortissimo se non essenziale aiuto.
    Tu riusciresti ad aiutarmi oppure indicarmi o lasciare il mio numero a qualcuno?
    ti lascio anche il cellulare 3381115366, non ho nulla da nascondere.
    ti ringrazio in anticipo
    ciao.

  • [...] Fonte Articolo: Relazioni di laboratorio odontotecnico in tema di fusione e … [...]

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