Relazioni di laboratorio odontotecnico in tema di fusioni e saldatura (7 parte)
Continua la rassegna delle relazioni dei ragazzi della 3 odA dell’ Istituto professionale statale per odontotecnici “Enrico Fermi” di Verona.
Devo dire di essere piacevolmente sorpreso dall’ accuratezza e precisione delle relazioni di laboratorio odontotecnico e per questo mi complimento con i ragazzi e con il prof. Caceffo.
Siamo in tempo di scrutini ed esami, anche per gli istituti professionali per odontotecnici, e spero che tutti questi ragazzi abbiano avuto risultati soddisfacenti; se così non fosse vorrei dire loro NON MOLLATE!!
Il mestiere di odontotecnico è meraviglioso perciò non lasciatevi scoraggiare alle prime difficoltà..sono queste che vi rendono più forti e motivati..
UN AUGURIO DI SERENA E FELICE ESTATE!!
Daniele
Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “Enrico Fermi” Verona
Relazione di laboratorio
Odontotecnico in tema di
“Fusione e Saldatura”
Realizzata da:
Rugolotto Thomas
Se desiderate visualizzare la relazione completa di bellissime illustrazioni e fotografie cliccate il link sottostante:
Terza A^od.
A.S 2008/2009
1. Esperienza teorica a scuola
Introduzione:
Noi alunni della classe III° A Odontotecnici dell’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato, con il proff. N. Caceffo insegnante di laboratorio odontotecnico, abbiamo affrontato l’argomento di FUSIONE e SALDATURA di una protesi dentaria fissa.
La fusione di una protesi dentale in campo odontotecnico, non sono altro che i manufatti modellati in cera che, una volta ultimati, vengono trasformati in robusti e funzionali dispositivi metallici per sostituire elementi dentali mancanti.
Questo tipo di protesi viene usata per le corone Weener, per il perno-moncone, per le Richmond e per i ponti.
Impronte:
Noi siamo partiti da un’impronta in silicone nella quale dovevamo colare al suo interno il gesso per arrivare al modello.
Un’impronta destinata al laboratorio odontotecnico, è il negativo della bocca, cioè la riproduzione dell’arcata dentale e dei tessuti molli, così quando l’impronta arriva all’odontotecnico, lui sia in grado di rilevare delle informazioni molto importanti sul lavoro che dovrà andare a fare.
Un’impronta la possiamo trovare in vari materiali ad esempio:
-Pasta di Parigi: procedimento piuttosto lungo e complesso al termine del quale l’ odontotecnico poteva frequentemente riscontrare imprecisioni nei modelli finiti;
-Materiali termoplastici: tali materiali hanno la possibilità di rammollirsi quando vengono esposti a fonti di calore;
-Paste a base di ossido di zinco ed eugenolo: sono materiali con un’elevate precisione, l’ odontotecnico li trova sottoforma di due masse viscose da addizionare per miscelazione;
-Alginati o idrocolloidi irreversibili(i meno amati dall’ odontotecnico per la loro deperibilità veloce) : è un materiale in polver che addizionato all’acqua con dosi opportune si trasforma in una pasta che, una volta messa nel porta impronte e posizionata nel cavo orale del paziente, indurisce in pochi minuti;
-Idrocolloidi reversibili: tramite bollitura e il successivo raffreddamento dell’agar-agar, particolare tipo di alga marina di colore rosso, si ha come risultato una soluzione gelatinosa che viene commercializzata sia allo stato solido sia in apposite siringhe (ormai poco utilizzati in laboratorio odontotrcnico);
-Elastomeri: si usano per facilità di utilizzo, per una buona precisione, per una stabilità dimensionale e una buona resistenza, gli elastomeri sono tra i materiali da impronta più utilizzati nel campo odontotecnico
Il gesso:
Per lo sviluppo delle impronte l ‘odontotecnico usa il gesso che è tra i materiali da sviluppo più usati. Il gesso, nel campo odontotecnico, viene utilizzato sia per la colatura di impronte sia per altri tipi di lavorazioni. Ci quattro tipi di gesso, ognuno adatto per certi tipi di lavori, con diversa durezza e diverso colore:
• Tipo I: gesso tenero per impronte, formato in maggioranza solfato di calcio emi-idrato beta;
• Tipo II: gesso tenero per modelli, formati prevalentemente da solfato di calcio emi-idrato beta;
• Tipo III: gesso duro per modelli, composto maggiormente da solfato di calcio emi-idrato alfa;
• Tipo IV: gesso extra duro per modelli, costituito da solfato di calcio emi-idrato alfa modificato.
Rapporto di miscelazione del gesso:
Ogni tipo di gesso ha un rapporto di miscelazione (polvere-liquido) che l’ odontotecnico deve rispettare, per avere una sostanza più omogenea, per avere dei risultati positivi si deve rispettare il rapporto di miscelazione indicato dalle case di produzione.
Valori indicativi del rapporto di miscelazione dei diversi tipi di gesso:
Tipi 1 e 2 45-60 ml. di acqua 100 g. di polvere
Tipo 3 27-36 ml. di acqua 100 g. di polvere
Tipo 4 20-25 ml. di acqua 100g. di polvere
Tempo di presa del gesso:
Ogni tipo di gesso ad uso odontotecnico ha un tempo di presa ed è il periodo che va dalla miscelazione della sostanza al completo indurimento del gesso. Questo periodo però può diminuire usando acqua calda o usando l’acqua di recupero della squadramodelli; però può essere anche prolungato per la presenza di impurità nella superficie dell’impronta oppure a causa della presenza di acido alginico o borace.
Espansione di presa del gesso:
Con il termine di espansione di presa intendiamo l’aumento delle dimensioni della del gesso odontotecnico durante il tempo di presa. Questa caratteristica è inversamente proporzionale alla quantità di acqua presente nel nostro impasto.
I modelli:
Un modello ad uso odontotecnico dopo aver finito tutte le sue fasi di indurimento deve essere preparato, cioè si devono radiare i monconi, sezionarli, ovvero segare il modello dove troviamo i monconi e una volta fatto questo processo si devono fare le cappette in plastica con la stampatrice sottovuoto. Ci sono vari metodi di sviluppo di un modello in laboratorio odontotecnico, noi abbiamo analizzato quello delle basette preformate e per far in modo che il gesso coli all’interno dell’impronta senza creare bolle d’aria si usa il vibratore che, grazie alle sue vibrazioni, elimina la maggior parte di bolle d’aria che si formano durante la miscelazione.
Gessatura in articolatore:
L’articolatore è uno strumento utilizzato dall’ odontotecnico per rappresentare in vero simile i movimenti della bocca ovvero di apertura, chiusura e lateralità. Questo strumento riproduce inoltre l’articolazione temporo-mandibolare. Ci sono vari tipi di articolatori, il più diffuso è quello a valori medi, con il quale l’ odontotecnico può realizzare lavori di diversi pazienti; troviamo anche l’articolatore a valori individuali con il quale si possono compiere lavori solo di un determinato paziente. Prima di gessare i modelli nell’articolatore l’ odontotecnico deve montare il piano occlusale si fissano i modelli con la cera di masticazione per avere una giusta masticazione e per essere a conoscenza a quale classe di Angle appartiene il paziente.
Ci sono tre tipi di classi ben distinte e sono:
1. I° classe: NORMOOCCLUSIONE, la cuspide mesio-vestibolare del I° molare superiore articola con il solco mesio-vestibolare del I° molare inferiore;
2. II° classe: PROGENISMO, la cuspide mesio-vestibolare del I° molare superiore articola mesialmente al solco mesio-vestibolare del I° molare inferiore;
3. III° classe: PROGNATISMO, la cuspide msio-vestibolare del I° molare superiore articola distalmente al solco mesio-vestibolare del I° molare inferiore.
Modellazione:
Per realizzare una protesi fissa, come un ponte ad esempio, l’odontotecnico parte dalla modellazione in cera. In natura troviamo molti tipi di cere divise in naturali e artificiali:
Cere di origine NATURALE:
di origine minerale Paraffina,cere microcristalline, ozocherite, ceresina, cera montana
NATURALI di origine animale Cera d’api
di origine vegetale Cera carnauba, cera candelilla, cera del giappone, burro di caco
Cere di origine ARTIFICIALE:
ARTIFICIALI Polimeri di polietilene, esteri di acidi grassi superiori con alcoli superiori, polimeri di glicoli etilenici
Come metodo di modellazione abbiamo preso in esame quella di P.K.THOMAS, odontotecnico giapponese molto conosciuto, che definisce un tipo di occlusione che sposta il contatto delle cuspidi dalle creste marginali alle fosse del singolo dente antagonista, avendo come risultato finale un’occlusione dente a dente. Il modellato in cera deve avere i bordi che chiudono a lama di coltello, per evitare quindi che i residui di cibo entrino all’interno del dente ricostruito, andando a danneggiare il moncone limato dal clinico e l’elemento a ponte deve essere a becco di flauto per facilitare il risciacquo. Una volta finita la modellazione si passa alla scavatura del modellato dove verrà fatta la ceramica per la faccetta estetica.
Masse di rivestimento:
Le masse di rivestimento sono materiali in campo odontotecnico che resistono a temperature molto elevate, e si ottengono miscelando, nelle giuste proporzioni, una polvere adatta, un liquido speciale e dell’acqua distillata. Questa miscela può sviluppare, a seconda della polvere che si usa, vari tipi di masse:
1. Masse di rivestimento per fusione a legante gessoso;
2. Masse di rivestimento per fusione a legante fosfatico;
3. Masse di rivestimento per fusione a legante siliceo.
Le masse di rivestimento odontotecniche vengono classificate in due gruppi:
• Masse di rivestimento per fusione;
• Masse di rivestimento per saldatura.
Masse di rivestimento per fusione:
Le masse di rivestimento per fusione permettono all’odontotecnico di creare la forma del modellato in cera, all’interno del cilindro, che dopo essere stato messo i forno la cera verrà eliminata.
Le masse di rivestimento per fusione per odontotecnici, per la loro funzione, hanno delle caratteristiche fondamentali:
1. Sufficiente porosità;
2. Durezza, resistenza e refrattarietà;
3. Espansione adeguata.
Masse di rivestimento per saldatura:
Le masse di rivestimento per saldatura sono usate, in campo odontotecnico, per mantenere nella posizione esatta le parti di metallo da unire.
Le masse di rivestimento per saldatura, per la loro funzione, hanno delle caratteristiche fondamentali:
1. Minime espansioni di presa in aria;
2. Facilmente manipolabili;
3. Facilmente fratturabili dopo l’operazione di saldatura;
4. Relativamente economici
Prima di colare la miscela all’interno del cilindro il modellato in cera viene posizionato dall’ odontotecnico nel centro termico del cilindro, che è il punto più caldo quando viene immesso il metallo fuso.
Fusione:
La fusione consiste nel far diventare il metallo solido in liquido, grazie alla fonte di calore emessa dalla fiamma, se si usa il cannello. Prima di colare il metallo però lo si pesa per avere una giusta quantità di metallo senza sprechi, e si calcola grazie alla formula:
Peso del modellato in cera per il peso specifico del metallo;
prima l’odontotecnico pesa il modello in cera completo di canali di colata e poi si passa alla formula.
Ci sono vari modi per realizzare una fusione:
• Il cannello;
• Per induzione.
Noi abbiamo approfondito il metodo del cannello che consiste nel mettere nella centrifuga il crogiolo in ceramica dove verrà inserito il metallo da fondere, poi con la fiamma l’odontotecnico lo scalda fino ad avere il metallo che è passato dallo stato solido a liquido e per finire si posiziona il cilindro sull’apposito supporto della centrifuga, dove una volta fatta partire il macchinario per forza centrifuga il metallo esce da crogiolo ed entra nel cilindro.
Una volta fatto raffreddare il metallol’ odontotecnico passa alla sabbiatura della fusione per togliere gli ossidi e poi alla sgrossatura della fusione dapprima con il disco separatore per separare i canali di colata dei denti che abbiamo fuso e poi con frese in tungsteno si passa alla rifinitura dei residui che erano rimasti dai canali e per finire con frese apposite si passa all’eliminazione delle ultime parti da eliminare e con il sasso marcio e una spazzola adatta l odontotecnico passa alla lucidatura finale, una volta lucidato si vaporizza il tutto con la vaporizzatrice per disinfettare e per pulire gli elementi.
Macchinari:
Micromotore: E’ uno strumento odontotecnico che conferisce moto circolare, ad elevata velocità, e vengono usate delle frese ad alta velocità di taglio e raggiunge la velocità di 27.000 R.P.M.
Sabbiatrice: Utilizzando gli abrasivi più adatti ai singoli scopi, con la sabbiatrice è possibile asportare il rivestimento e le ossidazioni di fusione su qualsiasi metallo normalmente in uso nel settore Odontotecnico.
Saldatura:
Una saldatura avviene quando si manifesta la frattura di un ponte in metallo per esempio e con la massa di rivestimento apposita si cerca di mettere nell’esatta posizione le due parti da saldare. L’odontotecnico prende il saldame e con il cannello lo si scalda fino a far in modo che il saldame si saldi alle due parti. Il punto in cui verrà fatta la saldatura sarà sempre un punto debole della protesi.
Provvisorio in resina:
Prima di mettere nel cavo orale del paziente una protesi fissa l odontotecnico fa un provvisorio in resina, che serve per una funzione estetica, per dare al paziente la possibilità di mangiare e di palare senza problemi. Il primo passaggio è quello di colare, appena ci arrivano le impronte un modello odontotecnico che verrà usato per il provvisorio. Il primo lavoro che si svolgerà è la modellazione degli elementi mancanti con la cera bianca, una volta modellati tutti gli elementi si crea una mascherina in silicone formata da pasta in silicone e la sostanza indurente, quando abbiamo realizzato la mascherina l’ odontotecnico passa a colare al suo interno la resina e alla cottura della resina in un forno per dieci minuti. Passati i dieci minuti, quando ormai la resina è indurita con le frese adatte per quel tipo di lavoro si passa alla sgrossatura e alla rifinitura dal provvisorio, prima di metterlo in bocca al paziente lo si lucida con la pomice e la spazzola e poi con la pasta lucidante e la spazzola opportuna per lucidare.
2. Esperienza pratica in alternanza scuola-lavoro
Introduzione:
Noi alunni della III° A Odontotecnici, abbiamo partecipato al progetto di alternanza scuola-lavoro organizzato dalla nostra scuola, dai nostri proff. in particolare dal nostro proff. di laboratorio N. Caceffo. Questo progetto consisteva nel fare un periodo in un laboratorio odontotecnico alternato a un periodo a scuola. A ognuno di noi è stato assegnato un laboratorio odontotecnico il più possibile vicino alla nostra abitazione, dovevamo fare otto ore al giorno per quindici giorni lavorativi, e in questo periodo dovevamo realizzare, secondo il programma di III°, la FUSIONE e la SALDATURA di una protesi fissa.
Il laboratorio odontotecnico
Il mio primo giorno non è stato difficile perché il mio tutor lo conoscevo già visto che frequento il laboratorio durante il periodo estivo, quindi non ho avuto problemi di inserimento.
Li ho iniziato subito a fare i lavori che lui mi assegnava perché le macchine le avevo già viste questa estate.
Il metodo di lavoro è molto diverso da come lo avevo visto a scuola, a partire dello sviluppo delle impronte, a scuola abbiamo i le impronte in silicone quindi basta colare al suo interno il gesso con cautela, mentre in laboratorio odontotecnico c’erano i cucchiai individuali in alginato, i modelli avevano, per la maggior parte, gli acutrack e venivano gessati in articolatore senza il piano occlusale, anche la modellazione era diversa, ma non come metodo, ma come tipi di cere, infatti ogni cera aveva il suo uso.
Sviluppo delle impronte:
Lo sviluppo delle impronte era diverso e più complesso del metodo che avevamo utilizzato a scuola, c’erano più passaggi e bisognava essere ancora più attenti nel colare, all’interno del cucchiaio, il gesso.
Il cucchiaio individuale in arginato è un metodo di impronta, si prende il cucchiaio in acciaio e l’ odontotecnico mette al suo interno un materiale da impronta, in questo caso l’alginato, poi quando si deve colare al suo interno il gesso, ci sono ancora dei residui di acqua e per farli uscire l’ odontotecnico mette una piccola quantità di gesso e con il vibratore lo si fa passare su tutta l’impronta. Una volta fatto questo passaggio, l odontotecnico passa al colatura completa del gesso e si riempiono tutte le cavità lasciate dai denti del paziente.
Modelli con accutrack:
I modelli vengono realizzati con le basette in plastica, chiamate accutrack. Queste basette hanno la caratteristica di avere una specie di pinze che tengono il modello fisso alla basetta e una calamita sulla base la quale serve per tenere il modello e la basetta attaccati nella base in gesso dell’articolatore.
Una volta realizzato il modello con la base l odontotecnico passa alla radiatura dei monconi e alla sezionatura del modello, per poter lavorare meglio avendo i monconi sfilabili. E’ molto più pratico e sicuro per i monconi questo tipo di basette per si evita che magari con il tempo le “pinze” si rovinino e i monconi si sfilano e cadendo si rompano.
Gessatura in articolatore:
A scuola per gessare in articolatore si posizionava il piano occlusale e si colava un modello alla volta, durante questa esperienza ho imparato a colare i modelli senza posizionare il piano occlusale. All’inizio ho riscontrato delle difficoltà perché dovevo essere veloce per evitare che il gesso odontotecnico facesse presa e quindi i primi articolatori erano venuti male, poi continuando sono arrivato a riuscire a gessare i modelli in maniera decente.
Modellazione:
Una volta finita la gessatura in articolatore e la preparazione dei modelli si passava alla modellazione. Nella modellazione odontotecnica non ho avuto grossi problemi perché me la cavo abbastanza bene, ho solo migliorato la mia manualità. La differenza da quando ero a scuola era che a scuola con una cera si faceva tutta la modellazione in questo progetto ho potuto notare che ogni cera aveva il suo utilizzo, infatti avevo la cera rossa per le cappette che era una cera più elastica, quella beige che era per la modellazione degli elementi e quella viola che era adatta per la rifinitura dei colletti dei denti perché aveva una bassa retrazione termica. Il metodo però era lo stesso che usavo a scuola, in labotratorio odontotecnico, quindi non ho avuto problemi.
Posizionamento nel cilindro, fusione e saldatura:
Questa fase del progetto era la più semplice perchè era uguale a quello che avevo visto a scuola quindi i problemi non c’erano, cambiavano solo le marche dei materiali, ma i macchinari odontotecnici(FORNI, CENTRIFUGA, MIXER SOTTOVUOTO, SABBIATRICE, CANNELLO) erano uguali a quelli visti a scuola.
Macchinari:
Forno: Servono per il preriscaldo dei cilindri di qualunque dimensione, confezionati con qualsiasi tipo di rivestimento utilizzato nei laboratori Odontotecnici.
Fonditrice: Il suo scopo è quello di fondere per induzione la lega posta in un apposito crogiolo ed una volta liquida iniettarla in uno stampo di forma cilindrica precedentemente confezionato.
Mixer: E’ un’apparecchiatura per la lavorazione di rivestimenti per cilindri e gessi ed è il risultato di una stretta collaborazione con moderni laboratori odontotecnici e di uno studio accurato delle attuali innovazioni tecnologiche in campo elettromeccanico ed elettronico.
Conclusione:
Questo progetto secondo me è stato molto utile per tutti, perché chi aveva delle difficoltà ha avuto la possibilità di superarle, chi non le aveva ha avuto la possibilità di migliorare le sue capacità, ed è servito molto anche per capire se questo lavoro è proprio quello che vogliamo fare noi quando saremo grandi, questi progetti si dovrebbero fare più frequentemente per servono davvero tanto.
Indice:
1. Esperienza teorica a scuola:
• Introduzione;
• Impronte e vari materiali da impronta;
• Gesso e la sua classificazione;
• Tempo di presa e espansione;
• I modelli;
• Gessatura in articolatore e classi di Angle;
• Modellazione e vari tipi di cere;
• Masse di rivestimento;
• Masse di rivestimento per fusione e per saldatura;
• La fusione e i vari metodi per fondere;
• La saldatura;
• Provvisorio in resina;
2. Esperienza pratica in alternanza scuola-lavoro:
• Introduzione;
• Il laboratorio odontotecnico;
• Sviluppo delle impronte;
• Modelli con sistema Accutrack;
• Gessatura in articolatore;
• Modellazione;
• Posizione del cilindro, fusione e saldatura;
• Conclusione.


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