Il laboratorio sta bruciando…

A volte una distrazione può costare cara..

Lucio, giovanissimo odontotecnico, non riusciva a resistere tutta la giornata senza mettere in bocca la sua amata Marlboro

Nemmeno  Davide, suo fratello più piccolo di venti mesi, bocia di laboratorio (per chi non è veneto, “bocia” significa ragazzo) agli inizi della sua carriera di odontotecnico, ci riusciva.

Il fratello maggiore, Gianni, titolare e fondatore del laboratorio odontotecnico 3D,  non fumava e mal sopportava quelle nuvole grigie che aleggiavano sui banchi di lavoro: il laboratorio sembrava una fumeria turca..

Stufo di non essere ascoltato, Gianni diede un ordine perentorio: “nei laboratori odontotecnici non si fuma perchè è pericoloso e malsano..“tuonò un giorno…”…e non si fumerà più… “

I due fratelli, sbarazzini, sogghignavano pensando già al modo di eludere quell’ ordine così, a loro parere, ingiusto.

Le due birbe già meditavano ( bastava uno sguardo) di aspettare che Gianni, titolare e quindi  spesso impegnato presso gli studi dentistici,  uscisse dal laboratorio odontotecnico per dare libero sfogo alla propria “passione”…

Come spesso accade, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi…

Lucio, il più sbadato,fu attento a non far trovare la cenere, ed a rovesciare un po’ di monomero della resina a freddo (puzzolente per coprire l’ odore del fumo) ma non si accorse di gettare il fiammifero usato per accendere la sigaretta ,ancora accceso, nel secchio del banco da gesso del nostro laboratorio odontotecnico…

Casualità volle, evidentemente, che il fiammifero cadesse non su resti del gesso o su qualsiasi altro materiale non infiammabile ma su resti di carta sporca di resina e monomero, che  possono finire spesso nei rifiuti dei laboratori odontotecnici..

I due fratellini non se ne accorsero e chiusero il laboratorio odontotecnico per tornare a casa…probabilmente il fuoco già stava covando lentamente nel secchio…

Non esistevano ancora i cellulari e, dopo il lavoro Lucio e Davide fecero un salto al bar poco lontano per un aperitivo prima di cena…non pensarono certo al loro laboratorio odontotecnico quando videro passare le autopompe dei vigili del fuoco a sirene spiegate…

“Ma quel fumo….???” si chiese Davide…

“Porc…vuoi vedere che…!!!” pensò Lucio

Tornarono di corsa, con la loro vespa 50, verso il laboratorio odontotecnico e non ebbero il coraggio di arrivarci…

Una rapida occhiata…frenata…testa coda e via verso casa….con il papà da mediatore sarà più facile…

Le fiamme già alte sopra il voluminoso bidone dei rifiuti avevano bruciato delle parti in plastica e , per fortuna, il fumo nero che invase i piani superiori (il laboratorio odontotecnico, per legge, non può essere situato più alto del primo piano) attirò subito la attenzione dei coinquilini ed i vigili del fuoco arrivarono prima che i danni fossero irreparabili, sia per il laboratorio che per lo stabile.

Il titolare, il povero Gianni, arrivò sul luogo del disastro quando oramai tutto era finito e, quasi senza voce, chiese al comandante:

“…dove ha avuto origine l’ incendio?”

Rispose il pompiere:” …mah ..sembrerebbe proprio da questo punto…deve essere caduto qualcosa di acceso in questo punto…”

Si sa, alcune persone hanno un sesto senso ,un istinto;  Gianni ha queste doti; sentendo il vigile del fuoco spiegare la probabile causa della semidistruzione del suo laboratorio odontotecnico, capì cosa era successo…

Gli inquilini del palazzo dove abitava quella famiglia si ricordano ancora, venticinque anni dopo, quella sera…

E chi se la dimentica…

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