Relazioni di laboratorio odontotecnico in tema di fusione e saldatura (15 parte)

Istituto Professionale
per l’industria e l’artigianato
“E.FERMI”

Davide Gasparini 3 A od.

gasparini davide

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•    Esperienza teorica a scuola
•    Esperienza pratica in alternanza scuola lavoro

ESPERIENZA TEORICA A SCUOLA

In odontotecnica sono sviluppati diversi tipi di protesi, alcune di queste sono ponti che sono usati per sostituire tre elementi dentali di cui due sono stati ridotti a monconi e uno invece è mancante, intarsi è una ricostruzione di una parte di dente probabilmente cariata e tolta dall’odontoiatra, da corone singole fuse in metallo, protesi mobile.

Spiegherò qui sotto invece il procedimento dello sviluppo di un ponte partendo dall’impronta fino ad arrivare alla fine della protesi.

IMPRONTE

Innanzi tutto l’impronta è esclusivamente prodotta dal medico nello studio odontoiatrico poi è mandata dall’odontotecnico che la svilupperà con vari gessi appropriati.L’impronta non è nient’altro che il negativo dell’arcata del paziente e riproduce fedelmente tutti i particolari delle mucose e dei denti.Per l’impronta sono usati due componenti: il cucchiaio, che è uno strumento a forma di ferro di cavallo il qual è attaccato un manico per estrarlo dalla bocca del paziente, inoltre ha una concavità in cui ci sono dei fori per la fuori uscita del materiale da impronta in eccesso. Il medico riempie la cavità del cucchiaio con un materiale da impronta molto spesso con alginato che e un materiale idrocolloide irreversibile che è composto da polvere, che viene ricavata da un’alga marina, e da acqua che uniti formano una pasta morbida.Dopo che il medico ha riempito la cavità del cucchiaio con questo materiale viene compresso nell’arcata del paziente così facendo si crea come uno stampo che riproduce tutti i particolari della bocca, dopo pochi minuti indurisce e viene mandato all’ odontotecnico che poi lo svilupperà in seguito in gesso.

DIVERSI TIPI DI IMPRONTE

Il metodo spiegato precedentemente viene utilizzato con cucchiai standard in acciaio ma esistono altri metodi.
Possiamo trovare il porta impronte individuale che viene prodotto in laboratorio in resina fotopolimerizzante e simile ad un portaimpronta standard ma viene sviluppato sulla base di un primo modello questo però può solo essere usato dal paziente per cui viene prescritto, poi però la massa che viene utilizzata per rilevare l’ impronta e di diverso tipo in elastomero di solito si usano due masse di cui una e più viscosa cosi vengono rilevati meglio i particolari della bocca.

SVILUPPO DELL’ IMPRONTA

L’impronta arrivata nello studio odontotecnico viene per prima cosa disinfettata.
Successivamente si passa alla colatura dell’impronta con un materiale che è il gesso, questo si può trovare di quattro tipi: 1°tipo gesso tenero (pasta di Parigi) 2°tipo gesso tenero per modelli, 3°tipo gesso duri per modelli emi-idrato alfa, 4°tipo gesso extra duro per modelli.
Quest’impronta verrà sviluppata con gesso di 3°tipo in questo modo:
Dopo essere stata disinfettata si prepara il gesso insieme all’acqua nell’ opportuna quantità mettendo all’interno di una scodella in gomma e si miscela, si procede con la colatura prendendo l’impronta e con l’aiuto di un coltellino apposito si inizia a colare nei più piccoli particolari riempiendo in seguito tutto.
Nel nostro caso abbiamo utilizzato le basette preforate che in seguito serviranno per scomporre il modello nei singoli monconi e si procede nel seguente modo: coliamo del tutto l’impronta e contemporaneamente riempiamo con lo stesso gesso di sviluppo la base preformata, ottenendo in tal modo lo zoccolo all’interno del supporto in plastica.
Le due parti andranno unite immediatamente prima che inizi la fase di presa.
Una volta avvenuto l’indurimento si sfila dalla basetta in plastica il modello e per mezzo di un seghetto si separano i vari monconi.

GESSATURA IN ARTICOLATORE

Dopo la colatura nello stesso modo l’impronta inferiore si passa alla gessatura in articolatore..
Questo è uno strumento che permette la simulazione dei diversi movimenti della bocca precisamente l’apertura, la chiusura, la protusione e la retrusione.
Esistono diversi tipi di articolatori:
-articolatore a valori medi: riproduce mediante i movimenti della bocca,
-articolatore individuale: riproduce fedelmente, dopo aver impostato i parametri del paziente su un arco facciale e poi riportato sull’articolatole,
i movimenti del singolo paziente.
Per gessare i modelli sull’articolatore si prende il modello superiore si fissa sul piano occlusale tramite cera collante; la branchia superiore dell’articolatore è dotata di una basetta in metallo da cui verrà inglobata nel gesso.
Nella fase di gessatura, per compensare la distanza tra la piastrina dell’articolatore e la base del modello, si pone su quest’ultimo il gesso e si abbassa la branca superiore.
Il materiale in eccesso viene eliminato con una spatola di rifinitura di piccole dimensioni o un coltello da gesso.
Durante la fase di presa un elastico manterrà l’astina in contatto con il suo supporto, evitandone l’accidentale rialzo.
A questo punto il modello superiore è montato in articolatore secondo i canoni prefissati.
La fase successiva prevede la gessatura del modello inferiore in articolazione con il modello superiore.
Quando sui modelli sono presenti i denti questa posizione è facilmente individuabile; in caso contrario si utilizzeranno le cere di registrazione fornite dal medico.trovata la posizione corretta, i due modelli vengono bloccati tra loro mediante cera collante.per gessare il modello inferiore all’articolatore si utilizza la stessa tecnica con il superiore.
Per evitare che l’espansione di presa del gesso alteri il rapporto di articolazione tra i due modelli, si consiglia di utilizzare gessi con bassissimo coefficiente di espansione. A gessatura completata tutti i residui di cera devono essere eliminati con l’ausilio del coltello da gesso e della spatolina e,
se necessario, di acqua bollente o vaporizzatrice.
Si procede con la radiatura dei monconi che consiste nel far risaltare il colletto del moncone mediante una solco con una fresa a pallina e micromotore sotto il colletto senza però danneggiarlo. Poi sui monconi si procede con la realizzazione di cappette in plastica mediante una macchina che utilizza del calore per scaldare un foglio di plastica e poi risucchiarlo mediante il sotto vuoto sui monconi realizzando cosi un stampaggio.

LE CLASSI DI ANGLE

Si tratta di una classificazione che appunto è di tre classi che si basa su il rapporto tra i primi molari superiori e inferiori.
1.    prima classe: qui presente nella prima figura la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore articola con il solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore. Normo occlusione.
2.    seconda classe: nella figura al centro la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore articola mesialmente al solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore. Progenismo.
3.    terza classe: nella figura a destra la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore articola distalmente al solco mesio-vestibolare del primo molare inferiore. Morso inverso.
MODELLAZIONE IN CERA

Dopo aver gessato in articolatore il modello si passa alla modellazione in cera dei singoli denti mancanti con la tecnica di P.K. Thomas.
Autore di una tecnica

FASI E PREPARAZIONE DELLA FUSIONE
Particolarità del modellato in cera:
•    Modellato e tavolo occlusale;
•    Bordi di chiusura (a coltello);
•    Spessore non inferiore al 0,3mm;
•    Saldatura tra elementi omogenei;
•    Elementi di ponte sciacquabili;
•    Scavatura della faccia vestibolare e applicazione palline ritentive.
La fusione permette di “trasformare” il manufatto in cera in metallo la preparazione avviene in un cilindro di metallo poi riempito di rivestimento.

Posizionamento del modellato nel cilindro:

E’ intuitivo che il manufatto in cera non debba essere posto troppo in prossimità del bordo esterno del cilindro.
Infatti, nel corso della fusione l’eccessiva vicinanza potrebbe causare uno sfondamento della massa refrattaria, con conseguente fuoriuscita del metallo fuso, ovvero potrebbe causare un rapido raffreddamento delle sezioni più vicino all’esterno, con inevitabili problemi nella fusione.
Al contrario un corretto posizionamento dei modellati sia appena al di sopra del centro termico.

Preparazione al cilindro:

Il modellato viene posto con i canali di colata che devono essere nella parte più voluminosa del dente a circa 45° poi i perni di colata vengono attaccati su una base conica con gli accorgimenti che abbiamo parlato in precedenza per l’altezza. Una volta attaccato si prepara il cilindro inserendo al suo interno un foglietto appoggiandolo sulle pareti, di uno spessore di due, tre millimetri che cosi permetteranno al rivestimento di espandere.Sul modellato in cera si spruzzerà un liquido che abbassa le retrazione del rivestimento

Materiali da rivestimento:

•    legante gessoso: – polvere più acqua distillata o demineralizzata;
-    fusione di leghe nobili;
-    trattamento termico lungo;
-    utilizzato per cilindri in metallo;

-    legante siliceo: – polvere predosata;
-    utilizzato per leghe nobili;
-    trattamento termico con intervallo di fusione;
-    utilizzati per cilindri in metallo;

-    legante fosfatico: – polvere predosata più liquido di miscelazione;
-    utilizzato per fusione di leghe nobili e non                                       nobili;
-    trattamento termico rapido;
-    utilizzato per cilindri ad espansione libera;

Il rivestimento è un materiale refrattario in grado di arrivare a sopportare alte temperature. In un miscelatore sotto vuoto si aggiungono la polvere del rivestimento e il liquido apposito. Sì da il via alla miscelazione sotto vuoto una volta finita si procede a riempire il cilindro molto accuratamente senza creare bolle al suo interno. Una volta indurito il cilindro si pone nel forno di preriscaldo capovolto facendolo così arrivare ad una temperatura di circa 800/900° C, negli ultimi 15 minuti si inserisce nel forno anche il crogiuolo.
Una volta che il forno raggiunge la temperatura si preleva il crogiuolo, si pone nella fonditrice e si aggiunge al suo interno il metallo,in seguito si fonde  con il metodo a cannello.
Una volta fuso si inserisce nell’apposita spazio il cilindro e avvia la centrifuga. Si attende il raffreddamento del metallo che deve essere a temperatura ambiente e con nessun notevole sbalzo termico.Una volta raffreddato si procede alla smuffolatura e con la sabbiatrice si tolgono i residui di rivestimento.
Con un micro motore ed un disco da taglio si tolgono le spine e in seguito con gomma,frese al tungsteno,spazzola lucidatrice ,rossetto e sasso marcio si passa alla rifinitura del manufatto.

Macchinari utilizzati:
Nella colatura dell’impronta abbiamo usato il vibratore che è una macchina che riproduce una più o meno leggera vibrazione di un piano di appoggio, facilita, durante la colatura, l’eliminazione delle bolle d’aria dalle miscele di gesso o di rivestimento.

Per la squadratura dei modelli in seguito abbiamo utilizzato la squadramodelli  che è una macchina a passaggio d’acqua simile ad una mola,che serve a rendere piane le superfici dei modelli che presentano asperità non utili alla realizzazione delle protesi, e che permette di dare allo zoccolo la forma voluta.

Per la disinfezione e la pulitura del lavorato usiamo la vaporizzatrice che è una macchina che producendo vapore saturo ad alta temperatura e sotto pressione, viene utilizzata per pulire, sgrassare e detergere sia la protesi, sia i modelli.

Nella preparazione dei monconi e per il lavoro sulla protesi si usa il micromotore  che ha una velocità di rotazione che può oscillare dai 1500 ai 50.000 giri/min. è pertanto possibili,con gli adatti utensili (frese, dischi, ecc.), rifinire e lucidare qualsiasi tipo di protesi in resina o in metallo.

Il mixer sottovuoto è un’ apparecchiatura per la lavorazione di rivestimenti per cilindri e gessi. È costituito da una struttura portante la quale si sviluppa verticalmente supportando tutte le parti essenziali, consolle di comando, moto riduttore, piano vibrante, tazze di muscolazione e coperchio con spatola.

Un altro apparecchio che ci serve per la fusione è il forno per il riscaldamento del cilindro. Per tale operazione esistono due tipi di forni a gas o elettrici, ma i più usati nei laboratori odontotecnici sono gli elettrici. Gli elementi fondamentali dei forni elettrici sono:
-un termoregolatore, dispositivo che serve per la regolazione automatica della temperatura;
-una camera,le cui pareti sono di materiale refrattario(per sopportare le alte temperature),dove va posto il cilindro;
-un pirometro,per la lettura della temperatura,generalmente in gradi Celsius.
Questo macchinario, oltre a riscaldare il cilindro per l’eliminazione della cera, viene usato per il riscaldamento del crogiuolo.

Per fondere il metallo ci sono due tipi di macchine:a induzione o a cannello quella che noi abbiamo utilizzato. La fusione con il cannello sfrutta la fiamma che si genera dalla combustione di un gas con l’ossigeno, entrambi contenuti in apposite bombole reperibili in commercio. I gas generalmente utilizzati per la fusione di leghe sono il gas metano e il gas propano. Questa macchina viene usata per fare fondere la lega, e richiede molta esperienza da parte dell’operatore, il quale dovrà essere in grado di valutare la temperatura a cui è stata portata la lega guardando la colorazione di quest’ultima e quando è arrivato al punto desiderato, attraverso la centrifuga,deve inoltrare la lega nel cilindro.

A questo punto bisogna utilizzare la sabbiatrice. Questa macchina ha lo scopo, attraverso un getto d’aria che lancia sui manufatti delle finissime particelle di varie granulometrie e varia natura: biossido di silicio, allumina, microsfere di cristallo, di asportare i residui del rivestimento e lo strato di ossidi che rimangono aderenti alla superficie del pezzo colato.

Infine usiamo la pulitrice  che è una macchina utilizzata in laboratorio odontotecnico per la lucidatura di protesi in resina o metallo, eccezion fatta per le leghe al cromo-cobalto e gli acciai, per i quali è preferibile la lucidatura anodica. Tale macchina è dotata di un motore elettrico la cui rotazione viene trasmessa a delle spazzole fissate ai due mandrini posti all’estremità dell’albero motore.

RELAZIONE DI LABORATORIO SULL’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO
In collaborazione con la scuola noi alunni abbiamo partecipato al progetto di alternanza scuola lavoro. Esso consisteva nel lavorare in uno studio odontotecnico per un periodo complessivo di tre settimane.
Nel laboratorio in cui sono andato ho potuto trovare diversi tipi di materiali che vanno dai più basilari come ad esempio il gesso e le cere ai più complessi come i siliconi ecc…
Inoltre ho trovato vari tipi di macchinari :sabbiatrice, lucidatrice,dosatore del gesso automatico,vaporizzatrice,varie macchine per disinfettare le impronte e spatoline elettriche.
Gli argomenti principale che stiamo sviluppando a scuola quest’anno sono la fusione  e la saldatura.
Quando nel laboratorio si esegue una fusione si mettono in atto diverse procedure: si inizia
eseguendo una prima impronta in alginato che una volta pronta viene portata in laboratorio per
essere disinfettata e subito dopo  lavata sotto l’acqua corrente.
Prima di colare le impronte si sparge del gesso per eliminare quel liquido viscoso che si deposita sull’alginato.
Subito dopo si procede con la colatura con il gesso del 3° tipo,si analizza la procedura,si esegue una seconda impronta con siliconi che essendo più viscosi il risultato sarà più preciso,si procede come per la prima impronta a differenza che la si sviluppa con un gesso di tipo 4 e viene montato in articolatore nel seguente modo:il primo passaggio consiste nel montare il piano occlusale, bloccare il modello superiore  con della cera collante su di esso, viene bloccato con del gesso e delle basette preformate in plexiglas e permettere ai diversi denti di essere tagliati per aver la possibilità di sfilarli singolarmente, con alla base del modello in gesso dei perni in ottone e la basetta verrà bucata per l’inserimento dei perni.
In seguito viene messo in occlusione il modello inferiore,bloccandolo con la cera collante e ripetendo il procedimento come il superiore ,con le basette in plexiglas si fissa in articolatore con gesso usato per gli articolatori.
Quando il gesso è indurito si staccano i modelli,vengono ripuliti mediante la vaporizzatrice dalla cera collante usata in precedenza.
Rimessi in seguito sulle basette si tagliano i diversi denti per poterli sfilare.
Sui denti da preparare in provvisorio si deve eseguire una prelimatura:ridurre il dente ad un moncone con la differenza che questo sarà più grande di quello che eseguirà il dentista sul paziente,bisognerà inoltre isolarlo (o isolarli se i monconi sono più di uno).
Con il metodo goccia a goccia la cera verrà modellata sui monconi con delle spatoline elettriche; per i diversi denti vengono applicati anche diversi accorgimenti come ad esempio:
sugli incisivi verrà presa in considerazione la distanza tra i superiori e gli inferiori,ai canini si terrà conto della guida canina e per i molari si controllerà la corretta occlusione.
Una volta terminato di modellare vengono messe in opera le mascherine con un apposito silicone che aggiunto ad un catalizzatore indurisce.
Le mascherine saranno tre:una palatale,una linguale,una vestibolare e una occlusale.
In seguito si elimina la cera e stampate delle cappette con un foglio da 0,3-0,4 mm.
Si inserisce la resina miscelata nelle mascherine eseguite in precedenza,si colloca in apposita macchina in acqua calda e sotto pressione.
Una volta tolte le mascherine dalla macchina si rifinisce la resina ,si procede con la lucidatrice, pulito il tutto si consegnato al medico.
Avendo eseguito la preparazione del moncone più piccolo di quello preparato in laboratorio il provvisorio si fissa in bocca con del cemento che avendo una consistenza morbida si procederà a far chiudere la bocca al paziente in modo da dare la possibilità al provvisorio di adattarsi meglio ai monconi,non dovrà esserci spazio tra essi in quanto il cemento si adatterà perfettamente.
La fusione
L’odontoiatra prima di fissare i provvisori esegue un’altra impronta che una volta mandata in laboratorio sarà colata con un gesso di tipo 4.
In questo caso i monconi dovranno essere perfetti con il modello così risulterà una riproduzione perfettamente corretta della bocca del paziente. Fissati in articolatori,sempre con le basette,si applicheranno le mascherine del provvisorio e modellate le cappette in resina rossa autoindurente,molto più precisa.
Con le mascherine si procede ad un altro provvisorio escludendo un’altra modellazione, conclusa la rifinitura dei denti si passa alla radiatura avendo molta attenzione a non fresare il colletto.
Una volta radiati i monconi si inseriscono i denti in resina al microscopio con cera apposita per colletti a bassa retrazione termica e si ricontrolla il bordo di chiusura.
Si fresano le facce vestibolari per eseguire poi le faccette estetiche cioè dove andrà la resina per rendere il dente più naturale possibile.
Terminata questa procedura si metterà in un cilindro con il rivestimento per la fusione.
Questo passaggio deve avvenire accuratamente:presa la base a cono vengono attaccati i perni, i denti devono essere appena sopra il centro del cilindro e devono essere attaccati ai perni di colata nel punto più alto della modellazione e a 45 gradi, sulla parte del cilindro si attaccherà un
foglio spesso 1 mm circa e questo permetterà al rivestimento di espandersi.
Prima di collocare il cilindro sulla modellazione si dovrà spruzzare con un liquido che permetterà al rivestimento di scivolare meglio sulla struttura in cera e in resina.
Con un liquido e della polvere si procederà a fare il rivestimento,tutto questo sotto vuoto in modo da evitare che si formino delle bollicine,si riempirà il cilindro e si attende l’indurimento.
Nel frattempo si metterà nel forno di preriscaldo il cilindro facendo raggiungere la temperatura a 800/900 gradi così che la cera e la resina abbiano la possibilità di sciogliersi del tutto e il rivestimento si espanda.
Negli ultimi minuti viene messo anche il crogiolo della fonditrice con il metallo,si lascerà in forno per 15 minuti circa intanto si prepara la fonditrice.
Essa è quella macchina che permetterà alla lega fusa con la forza centrifuga di entrare nel cilindro.
La fonditrice ad induzione è provvista di un braccio che ruota fissato a metà da un perno,in un lato c’è il peso che viene regolato alla spinta e che si deciderà di dare al braccio,dall’altra invece ,c’è il perno vicino al crogiolo dove al di sotto c’è una resistenza che permetterà di fondere la lega metallica all’interno dello stesso; infine all’estremità c’è la sede del cilindro.
Quindi trascorso il tempo del preriscaldamento si prenderà il crogiolo dal forno messo nell’apposita sede assieme alla lega si accenderà la macchina e inizierà il processo di fondazione,una volta fusa si useranno delle pinze per prelevare il cilindro e lo si appoggerà sul carrello e si darà inizio alla centrifugazione in modo da permettere alla lega fusa di entrare precisa nella cavità lasciata dalla cera fusa.
Una volta fatto raffreddare il manufatto a temperatura ambiente si verificherà che entri nei monconi e si potrà procedere alla rifinitura :si taglieranno i perni di colata,che ora sono in metallo,si rifinirà il tutto con delle frese ,si luciderà e sarà pronto per eseguire le faccette estetiche.

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