Sale la protesta:scuole occupate come negli anni ’60?
La mia risposta è: …non credo!
Ogni fase storica porta in sè il seme, il DNA della gente che la vive: negli anni ’60 le classi operaie (e la loro discendenza che frequenta gli atenei e le scuole superiori) avevano un ardore, un “fuoco sacro” che oggi non vedo.
La loro protesta era intrisa di lotta pura, spontanea e corredata da una forte speranza di riuscita.
Oggi nelle classi operaie vedo più rassegnazione e disperazione date dalla paura di vedersi portare via quel poco che si è raggiunto per vivere in maniera decente, per sè e per le proprie famiglie..
Nonostante tutto però, se fossi nei governanti, non sottovaluterei questi moti di rivolta degli studenti, perchè, per ricorsi storici, sempre da lì parte la spinta al dissenso.
In questo millennio forse però non ce ne sarebbe nemmeno bisogno: il nostro governo fa tutto da solo, si autodistrugge e distrugge una nazione che potrebbe essere (per i cervelli, che vede nascere nelle sue regioni) il faro di questa terra impaurita.
DAniele
Occupazioni e autogestioni stanno prendendo il sopravvento nelle scuole di tutta Italia, con modalità diverse. C’è chi sceglie l’occupazione, chi l’autogestione, iniziative che si interrompono e riprendono a singhiozzo. Ciononostante è chiara la volontà degli studenti di opporsi con forza alle attuali politiche della scuola e alla riforma Gelmini dell’università che si sta discutendo in queste ore in Parlamento.
Martedì 30 novembre: sono le 7.58 a.m. e Jack dal suo iPhone ci manda questo messaggio con relativa foto: “L’istituto tecnico industriale di Modena da stamattina è occupato!!!”
Nel corso della giornata arrivano nuove segnalazioni: “Modena oggi sono state occupate
la maggior parte delle scuole superiori per protestare contro la riforma Gelmini“.
“Volevo segnalare che il nostro Istituto Tecnico Italo Calvino, di Genova (Sestri Ponente), è stato autogestito da stamattina con termine a questo sabato. Sia oggi che nei prossimi giorni si sono/saranno fatti diversi dibattiti a proposito di argomenti generali [per esempio oggi abbiamo parlato in generale della riforma e
dell'autogestione, domani parleremo di manifestazioni, dipendenze, ecc.]. Anche i prof hanno partecipato dando il loro contributo in termini di attività alternative (storia del rock, politica contemporanea, ecc.) e persino una dipendente del personale amministrativo è venuta a parlare durante l’assemblea. Gli studenti sembrano tutti collaborare, quindi problemi non ce ne sono stati =) ”
“Anche il Liceo Lucrezio Caro di Roma, dopo una faticosa battaglia di barricate e fuggi, fuggi dal vicepreside (che agguantava gli studenti per cacciarli fuori dall’istituto) per i corridoi e dopo aver dato i nominativi degli studenti occupanti alla polizia, è riuscito ad occupare alle 16.00 di questo pomeriggio. Si tratta di una vittoria epocale, considerando che l’ultima occupazione dell’istituto risaliva al 1998. Questa scuola è infatti tendenzialmente di destra e qui un’occupazione è un evento, non una tradizione. Adesso però si ha bisogno di consigli, per far sentire la nostra forma di protesta anche all’esterno della scuola e magari di qualche contatto per poter invitare degli ospiti all’interno.”
Studenti.it è andato a vedere cosa succede al Lucrezio Caro: Da alcune finestre pendono striscioni in cui è scritto che il Lucrezio Caro è occupato; nel cortile dell’istituto è in corso un dibattito, sentiamo che si parla di Stefano Cucchi. Il clima è tranquillo, non ci sono situazioni esasperate. Una studentessa ci dice che l’obiettivo dell’occupazione è avere visibilità, rafforzare gli altri istituti occupati, far vedere che c’è una unità di intenti.
Fuori dalla scuola un gruppetto di insegnanti osserva critico: “In questa scuola non si occupa dal ’98 perchè non ce n’è mai stato bisogno, abbiamo risolto le cose in modo diverso“.(…) “Sono contraria all’occupazione perchè è una forma illegale di protesta. Dicono che l’ha votata la maggioranza degli studenti ma non è vero perchè quando si è votato erano presenti solo gli studenti favorevoli.” Facciamo presente che gli studenti hanno chiarito che non è una protesta contro il corpo docente della scuola ma all’insegnante questa occupazione proprio non va giù: “Protestano contro i tagli alla scuola, dicono che non ci sono i soldi eppure qui abbiamo 37 lavagne luminose e ne hanno già rotte 2! Voglio vedere quante ne rimarranno intere alla fine dell’occupazione“.
In questo momento oltre 50 piazze in tutta Italia si stanno riempiendo di studenti medi, universitari, ricercatori e precari. Oggi 30 novembre, giornata di mobilitazione nazionale contro l’approvazione del ddl-Gelmini alla Camera e per la costruzione di un’alternativa dal basso dei processi di produzione della conoscenza (l’AltraRiforma).
Altre segnalazioni
“Vorrei Segnalare il Vincenzo Cuoco, di Napoli, tra i Licei Attualmente Occupati. La Scuola, è in Fase di Occupazione, ma la Formazione Didattica non ha avuto battute di arresto, grazie ad alcuni corsi di recupero e d’informazione istituiti dagli allievi del V Anno.”
PALERMO: OCCUPAZIONI CONTRO I TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA E IL FINANZIAMENTO AI PRIVATI
Da Martedì 23 novembre a Palermo quasi tutti gli istituti superiori sono in stato di agitazione. Sono 21, e tra questi ci sono il Liceo Classico Garibaldi, gli scientifici Cannizzaro ed Einstein, gli artistici Catalano, Regina Margherita e Almeyda, il tecnico Pareto. Severo il preside dell’Umberto I che all’occupazione ha reagito con la segnalazione degli studenti alla Digos e la richiesta di 6 in condotta per 16 maggiorenni.
Attilio Costa, rappresentante d’istituto del Liceo Artistico D.Almeyda e portavoce del coordinamento ha motivato le occupazioni con la volontà di “sottolineare con forza la nostra contrarieta’ alla decisione del Ministro Gelmini di finanziare con 240 milioni di euro le scuole paritarie, crediamo che in un momento di crisi in cui mancano fondi per l’edilizia scolastica e per i laboratori sia scellerato stanziare questo fondo destinato alle famiglie che iscriveranno i propri figli alle scuole paritarie“.
ROMA
Occupati il Machiavelli, il Virgilio (che ha invitato Saviano a parlare), il Talete, il Manara, il Tacito e il Platone.
Al Colonna, il Mamiani e il Visconti in accordo con gli insegnanti le occupazioni si sono trasfomate in lezioni alternative.
Liceo Avogadro: gli studenti lo hanno abbandonato perchè occupato da esterni
Studenti e professori hanno chiesto lo sgombro alle forze dell’ordine per rimpossessarsi dell’istituto ormai occupato da esterni. In un comunicato si legge: “Dopo aver provato invano a riappropriarsi del controllo della situazione, gli studenti occupanti abbandonano la loro scuola, intimoriti dalla presenza degli esterni e non sentendosi appartenenti alla
sigla che compariva in molteplici manifesti e striscioni appesi alla scuola e persino davanti ad un’aula dichiarata “privata”.
Talete: ristrutturato dagli studenti
Nel corso dell’occupazione gli studenti si sono dati da fare: hanno dipinto i muri scrostati di una classe, rimesso in sesto qualche porta scardinata, riparato qualche filo elettrico scoperto, stuccato qualche buco perchè per Andrea, studente del Talete, in questo momento “tutto è a rischio crollo. L’etica, la politica, le istituzioni, l’economia globale, il terrazzo.(…) A noi studenti ci vogliono trasformare in burattini che dovranno perpetrare un sistema criminale dove il 20 per cento della popolazione sfrutta l’80 per cento delle risorse e gli altri.. affari loro“.
Mamiani: didattica alternativa
Una settimana fa l’istituto era stato occupato, questa settimana invece studenti e prof hanno concordato un programma di didattica alternativa che li porterà a seguire le lezioni in Piazza di Spagna e Piazza Risorgimento (tempo permettendo!). Martedì e giovedì la scuola sarà aperta a tutti per stilare insieme una contro-riforma.
Virgilio, Manara, Tacito
Negli istituti occupati giorni fa proseguono le occupazioni.
MILANO
Sono attualmente occupati i licei scientifici Volta, Cremona e l’artistico Tenco. Autogestioni invece al Da Vinci, Virgilio e Parini.
Liceo Scientifico Leonardo da Vinci
Il 19 novembre la preside dell’istituto aveva tentato di evitare l’occupazione chiudendo i cancelli ma alla fine il cancello è stato aperto e gli studenti sono entrati.


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