Albo professionale per odontotecnici: è la soluzione?

L’albo professionale è un registro in cui sono raccolti i nomi e i dati di tutte le persone abilitate ad esercitare una professione regolamentata dalla legge. Le leggi statali impongono l’obbligo di iscrizione ad uno specifico albo, per poter svolgere determinate attività, in particolare là dove entrano in gioco la salute e la sicurezza dei cittadini. In Italia esistono diversi ordini ed albi professionali a cui si accede, solitamente, mediante il possesso di uno specifico titolo di studio, unito ad un eventuale periodo di praticantato, al superamento di un apposito esame di stato e al possesso di determinati requisiti morali, come avere la fedina penale immacolata. In altri casi potrebbe essere sufficiente il solo superamento dell’esame di stato. Gli iscritti ad un albo sono riconosciuti come professionisti che svolgono attività ad elevato contenuto intellettuale e hanno l’obbligo di iscriversi ad apposite Casse previdenziali a vantaggi degli iscritti. L’iscrizione all’albo è fondamentale soprattutto per chi intende svolgere la libera professione, in quanto consente di firmare progetti, perizie, consulenze, certificazioni, ecc., la cui mancanza è punibile penalmente. L’albo è rappresentato da un registro pubblico cartaceo nonché da una banca dati informatizzata dei propri iscritti, in genere accessibile anche su internet sui siti istituzionali degli ordini professionali. Chiunque può chiedere e visitare l’albo professionale per sincerarsi se il professionista sia iscritto.

Fonte:wikipedia

Questa definizione tratta da Wikipedia spiega miglioramenti e benefici di una categoria nel momento in cui si autoregola con un albo professionale severo.Non vedo perchè noi odontotecnici non riusciamo a dotarci di un albo professionale che qualifichi i colleghi con attività e competenze documentate e certe e, al contrario, metta fuori dal mercato quelli che non ne hanno (abusivi e evasori totali)

FORSE DA’ FASTIDIO A QUALCUNO?

Ognuno tragga le proprie conclusioni!

Pubblico un interessante commento, che trovate anche in questo articolo a titolo “Il nuovo profilo per gli odontotecnici”, da parte di UOI (unione odontotecnici italiani) inviatomi dai colleghi odontotecnici.

Lo trovo particolarmente interessante e stimolante negli argomenti fondamentali della discussione:

perchè un odontotecnico non può seguire la applicazione di una protesi da lui progettata e costruita fino al paziente?

Breve resoconto di come funziona anche negli stati extraeuropei.

Buona lettura

DAniele


Un pensiero per far  riflettere ulteriormente circa il ”paradosso” del  divieto imposto agli  Odontotecnici italiani

R.D. 31 maggio 1928, n. 1334
Regolamento per l’esecuzione della legge 23 giugno 1927, n. 1264, sulla disciplina delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie.

Articolo  1
Saranno rilasciate, a termine dell’art. 2 della legge 23 giugno 1927, n. 1264 (2), distinte licenze per  l’esercizio di ciascuna delle seguenti arti ausiliarie delle professioni sanitarie:
a) dell’odontotecnico;
b) dell’ottico;
c) del meccanico ortopedico ed ernista;
d) dell’infermiere.

Articolo  8
L’obbligo della notifica all’ufficio comunale dell’esercente l’arte ausiliaria incombe anche ai medici chirurghi ed agli abilitati all’esercizio della odontoiatria, in confronto degli odontotecnici che prestino abitualmente la propria opera nei loro gabinetti dentistici.

Articolo  11
Gli odontotecnici sono autorizzati unicamente a costruire apparecchi di protesi dentaria su modelli tratti dalle impronte loro fornite dai medici chirurghi e dagli abilitati a norma di legge all’esercizio della odontoiatria e protesi dentaria, con le indicazioni del tipo di protesi E’ in ogni caso vietato agli odontotecnici di esercitare, anche alla presenza ed in concorso del medico o dell’abilitato all’odontoiatria, alcuna manovra, cruenta o incruenta, nella bocca del paziente, sana o ammalata.

Recepimento del Regio decreto del 1928 ancora vigente in Italia:

( Cass. I,11-02-1977 )  ;

La protesi è in realtà un  vero business direttamente proporzionato alla lunghezza della filiera.
Accorciare la filiera è un’opportunità importante a tutela del cittadino/paziente e  della categoria degli Odontotecnici. L’interfaccia tra chi realizza il dispositivo medico individuale ( protesi )  e il cittadino odontoprotesico è il valore aggiunto in termini di conformità ed eccellenza  come risposta all’aggressività del mercato globale  che sovente non garantisce sicurezza e qualità così come sanno realizzare i maestri italiani.
L’Odontotecnico italiano è l’anello debole, insieme al cittadino/paziente:  vittime di chi ha imposto il divieto, all’operatore principale che realizza il dispositivo medico su misura, di potere verificare, personalizzare ed ottimizzare  la protesi dentaria direttamente sul cittadino/paziente;  vittime di chi ha imposto un pensiero negativo a tali competenze e facoltà, per l’Odontotecnico, addomesticando a considerare negativo tutto ciò che è riuscito a far vietare.
Sovvertire la logica di questo divieto è l’impegno che ogni individuo cosciente che conosce il problema , spogliato da culture povere ed egoistiche, dovrebbe assumere  per far trionfare una cultura che distribuisce la ricchezza.

L’Odontotecnica, per lo sviluppo tecnologico, per le numerose e sempre nuove  metodiche, per l’accumularsi delle varie teorie, si è negli  anni, distaccata completamente dall’odontoiatria generale per diventare
“Scienza” a se stante, completa ed altamente qualitativa ed impegnativa.
Una volta l’Odontotecnica aveva il compito di preparare l’elemento dentario, destinato a sostituire comunque l’elemento naturale mancante anche se risultava, all’atto pratico, essere poco idoneo alle esigenze richieste.
Da tempo, ormai, i compiti dell’Odontotecnica sono ben diversi, la sostituzione dell’elemento mancante diventa un problema sanitario; la Terapia di sostituzione si tramuta in terapia di riabilitazione che è destinata a fare dei dispositivi medici individuali organi dotati di intelligenza che si integrano perfettamente con l’organismo che li ospita ed essere idonei a ripristinare la funzione masticatoria e di sorriso; agevolare la formazione della parola parlata restaurando la funzione fonetica; conservare i tratti fisiosomatici dell’individuo appagando le esigenze dell’estetica; il tutto nel pieno rispetto dell’equilibrio dinamico e posturale dell’individuo.
L’Odontotecnica, in definitiva da empirismo fantasioso è diventato un sistema Tecnico-Scientifico altamente qualificato e il dispositivo medico individuale assolve il compito di ristabilire l’equilibrio Biostatico della cavità orale per dare all’individuo quel benessere e quella serenità psicologica, che aveva perduto.
Questo sottintende che l’Odontotecnico deve interagire con il paziente, diversamente si vuole bloccare il progresso verso l’eccellenza cambiando i connotati di una scienza  e destinarla ad un inevitabile depauperamento e quindi danneggiando il paziente.

-Va sempre ricordato, che già nel 1928 il Consiglio Superiore di Sanità aveva manifestato la propria perplessità sul Regio decreto suddetto asserendo che « o si sopprime la figura  dell’odontotecnico affidando al sanitario la costruzione dell’apparecchio in modo che egli sia artefice e medico al tempo stesso o, se si mantiene in vita, attraverso il riconoscimento giuridico, l’arte dell’odontotecnico così come la legge dispone, bisogna facoltizzarlo a compiere tutti gli atti preliminari ed accessori rispetto a quelli principali (vale a dire direttamente sul paziente e nel cavo orale)»

-Il riferimento, inoltre, alla direttiva europea  47/07, ex 93/42, circa la regolamentazione di precisi protocolli che investono i fabbricanti di dispositivi medici individuali riguardo la responsabilità e valutazione dei rischi a tutela soprattutto del fruitore finale, richiama, secondo il principio di difesa nel giudizio risarcitorio promosso dal  paziente-consumatore, una certa forma di incostituzionalità, in quanto il regolamento con il regio decreto del 1928 impedisce all’Odontotecnico di portare a termine il suo operato direttamente sul paziente e da qui poter effettivamente essere messo nelle condizioni a poter verificare e  valutare una corretta integrazione del dispositivo sul paziente per contenere gli eventuali danni con oggettive valutazioni dei fattori di rischio tramite anche un attento follow-up.

ODONTOTECNICO : LA SITUAZIONE INTERNAZIONALE

Qualche decennio fa furono presentate le conclusioni di due commissioni d’indagine in base a due documenti:
1) Principi riguardanti il rapporto tra Odontoiatra e odontotecnico
2) Rapporto sulla formazione e sul rilascio di diplomi nelle diverse nazioni.
1) Rapporto tra Odontoiatra e Odontotecnico
Già durante la riunione di Toronto del 1977 si era discusso tale problema, ed era stata incaricata l’Associazione Australiana di svolgere un esame più approfondito del problema; ritenendo tuttavia le varie enunciazioni troppo generiche e le conclusioni troppo disparate, è stato deciso nel corso della seduta , di ampliare tale  tipo di studio , e di discuterne nuovamente nella prossima seduta internazionale. Pur tuttavia sono state incoraggiate indagini tendenti a raccogliere informazioni sull’esercizio illegale e legale dei cosiddetti “ denturyst” e “odontoprotesisti” e sulle iniziative tendenti ad ottenere l’esercizio legale per gli odontotecnici.
Dai vari questionari compilati durante tale assemblea, in merito ai rapporti tra  Organizzazioni Dentistiche e Organizzazioni Odontotecniche è emerso che:
a) nel 60% degli stati vi sono buone relazioni e collaborazione tra Associazioni dei Dentisti e Odontotecnici
b) Nel 30% degli stati vi è indifferenza e tolleranza
c) Nel rimanente 10% degli stati vi sono rapporti ostili
d) Inoltre nel 40% dei vari stati vi sono proposte di legge, iniziative di tipo organizzativo, pressioni per portare alla legalizzazione dell’esercizio abusivo degli odontotecnici entro certi limiti
2) Formazione professionale dell’Odontotecnico
La statistica, riguardante la formazione degli odontotecnici, seppur con alcune lacune, è stata svolta in 38 nazioni e 68 stati federali (USA, Canada, Australia), compresa l’Italia; tale indagine non ha portato a conclusioni effettive.
Pertanto si è deciso di rimandare nuovamente tale studio, nell’ottica dei seguenti obiettivi:
a) Determinare esattamente il titolo di studio e l’esatta determinazione del tipo di lavoro e delle mansioni da svolgere.
Anche a livello internazionale, infatti, esiste un po’ di confusione: il titolo più diffuso è quello di tecnico dentale, ma sono usati altri 14 titoli simili che indicano attività e mansioni pressappoco uguali. Ma la grande differenza, ancora oggi dibattuta, è appunto tra odontotecnico che ha rapporti col paziente, e odontotecnico che lavora solo per l’odontoiatra; a questo proposito un’indagine ben dettagliata ha messo in rilievo che:
- gli odontotecnici lavorano legalmente in bocca nei seguenti stati:
Danimarca, Svizzera, Finlandia, Norvegia, Giordania, Iran, 7    Canada, 2 stati dell’Australia, 1 stato degli USA: Maine;
- gli odontotecnici non possono lavorare legalmente ed in modo diretto col paziente, in circa il 70% degli stati ma, nonostante vi siano le leggi, queste sono idonee soltanto nel 30% circa di tali stati;
- in genere gli onorari degli odontotecnici sono inferiori a quelli dell’odontoiatra.
b) Esaminare e controllare più dettagliatamente i metodi di formazione  ed i sistemi di licenza e di abilitazione.
Solitamente i corsi per odontotecnici avvengono in un periodo medio della durata di cinque anni con rilascio del Diploma o dell’Abilitazione. Pur ammettendo che 5 anni di sola scuola non sono sufficienti per creare un buon odontotecnico, è stato messo in rilievo che l’obbligo di frequenza a tali corsi non sembra essere la condizione determinante per il rilascio del diploma.
Inoltre in circa la metà degli stati che hanno risposto al questionario, esistono corsi di specializzazione ed perfezionamento per Odontotecnici della durata di un biennio o di un triennio, al termine dei quali viene rilasciato un ulteriore titolo di specializzazione.
La Federazione Australiana inoltre, ha presentato un documento, intitolato “ protocollo per la formazione di odontotecnici, licenziati per agire autonomamente”. In esso l’associazione Australiana ha affermato che nel Paese già esiste una figura di professionista odontotecnico che agisce autonomamente,limitando la sfera di azioni ad interventi incruenti. La F.D.I. tuttavia si è mostrata alquanto scettica riguardo a tale proposta, pur dimostrandosi abbastanza disposta a tollerare tale situazione, purchè la preparazione sia adeguata alle mansioni svolte. A tale fine, ha consigliato la pratica di almeno 5 anni dopo il diploma di odontotecnico, presso un laboratorio, e l’acquisizione di particolari nozioni di anatomia, fisiologia e patologia, in modo da poter sostenere un esame particolare di abilitazione a tale attività
Come si vede, anche a livello internazionale, non vi sono idee ben chiare e precise riguardo la situazione dell’odontoiatria e delle attività ad esse connesse, e agli sviluppi delle varie pratiche riguardanti la patologia e la profilassi delle malattie dentali; così come non vi sono idee ben chiare per quanto riguarda la garanzia di una restaurazione protesica, ed una effettiva riabilitazione a vantaggio di tutta la popolazione indistintamente

Questo è un appunto pubblicato in una rivista del nostro settore  di qualche anno addietro:

ODONTOTECNICO, ODONTOPROTESISTA ED ABUSIVISMO

L’Italia è uno dei pochi paesi, forse l’unico, che continua a mantenere operanti leggi ormai superate, dal punto di vista giuridico effettivo, della pratica giornaliera e del cambiamento di esigenze, usi e costumi.
Infatti l’art. 367 del T.U. leggi sanitarie, afferma che “sono abilitati all’esercizio dell’odontoiatria, ma non della professione di medico:
1) coloro che sono abilitati dalle disposizioni anteriori al decreto legge del 16.10.1924;
2) i cittadini delle nuove province dello Stato che siano in possesso di concessioni per l’esercizio di odontotecnico, dalle competenti autorità del cessato Impero Austro-Ungarico.
Come si può facilmente notare, tale normativa è alquanto superata, se non altro perché le esigenze di cinquant’anni fa, o addirittura di un secolo fa, non sono senz’altro le stesse esigenze  di oggi. Oggi ci troviamo di fronte, in Italia, a situazioni paradossali, dove l’odontotecnico che costruisce la protesi, non è abilitato a porla in bocca e nemmeno a consegnarla in mano al paziente.
Non si vuol fare di ogni erba un fascio, né permettere ad ogni odontotecnico indistintamente, di esercitare le funzioni dell’odontoiatra; questo di fatto avviene già, ed è chiamato col termine di “Abusivismo”. Il problema, tipicamente italiano, non è di facile soluzione, altre nazioni l’hanno già da tempo risolto felicemente: basti ricordare i tedeschi, ad esempio, che, tramite una sanatoria, hanno risolto il problema, tanto che oggi, ai congressi internazionali, troviamo gli ex odontotecnici abusivi, i famosi “dentisten” seduti accanto ai loro colleghi in possesso di tanto di laurea e specializzazione in odontoiatria.

Si potrebbero aggiungere degli aggiornamenti, ma non cambiano la storia, il pensiero, le aspettative; non cambia quello che consente di  avere e difendere la dignità e per questo lottare per un  giusto riconoscimento professionale dell’Odontotecnico.
Aggregare  colleghi ed amici  alla nostra Associazione è  l’occasione importante per diversificarsi da quelli che impediscono l’evoluzione propositiva della professione dell’Odontotecnica italiana.
Con il nostro gruppo si può credere ancora nella speranza, tentare dove altri non hanno voluto investire . Possiamo e dobbiamo contare su di Noi; unire le sinergie se vogliamo veramente cambiare il disordine delle cose; essere  disponibili a rinunciare e rischiare  qualcosa per poter avere credito alle nostre idee.
Le opportunità ci sono, è importante però che ognuno di Noi faccia la propria parte, nel proprio piccolo, incominciando a sensibilizzare ed avvicinare fattivamente i colleghi ed i loro amici all’Unione Odontotecnici Italiani.
L’associazione deve aumentare di numero se vogliamo avere forza contrattuale, non abbiamo alcun interesse se non quello di tentare di risolvere veramente l’emergenza prioritaria dell’Odontotecnico italiano che era ed è
Il giusto riconoscimento professionale.

Auguri A TUTTI

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Commenti

8 commenti a "Albo professionale per odontotecnici: è la soluzione?"

  • Daniele scrive:

    Pubblico volentieri la tua opinione”,io penso questo”

    Ma potresti firmarti col tuo nome di battesimo?
    Ciao
    DAniele

  • io penso questo scrive:

    L’odontotecnico non alzerà mai la sua figura professionale se pensa di farlo inveendo contro
    la categoria dei medici.Per quanto riguarda i listini io non guadagnerò di più se inveisco sui
    ricarichi del medico,ma se saprò essere organizzato e professionale e quindi farmi pagare
    adeguatamente il mio lavoro.I medici hanno due mani sinistre e questo lo sanno anche loro,
    in un aula universitaria un medico relatore che proviene dall’odontotecnica in merito alle competenze dei medici ha sentenziato che la classe medica italiana tolte le punte di eccellenza per grande maggioranza è mediocre,ma di contro gli odontotecnici che sarebbero in grado di colare il gesso nel suo studio potrebbero essere tanti in percentuale.Al di la dei distinguo penso che abbia ragione.Non voglio ripetere un opinione giaà espressa sul “Istituti professionali che disastro”.Per quanto riguarda i giovani che non fanno più questo lavoro credo che il problema non sia solo per l’odontotecnico,ma per tutti i lavori manuali,e questo perchè noi grandicelli abbiamo fatto credere ai nostri figli che lavorare con le mani è disdicevole e sopratutto che bisogna guadagnere facilmente,e ripeto noi ,perchè noi siamo la società che non è un entità astratta dove sembra che c’è sempre qualche altro.

  • Daniele scrive:

    Se quello che dici Rosario è vero…direi che è molto grave!!
    Non ero a conoscenza di quest’ ultima novità
    Grazie e torna a trovarci.
    DAniele

  • rosario scrive:

    il governo ha presentato un disegno di legge per nuovi albi e ordini professionali no sanitari tra qui il diabetista e alcune professioni tecniche GUARDA CASO NON C è L,ODONTOTECNICA la risposta è molto semplice gli odontoiatri sono al governo, e noi gli facciamo guadagnare tanti soldi prostituendoci nei loro cosidetti gabinetti odontoiatrici,senza la garanzia del lavoro assicurato nemmeno ha tempo determinato-MA i cittadini pazienti sanno che la protesi costa 10 volte tanto dal passaggio tecnico dentista.Oggi sono sempre neno i giovani che vogliono fare questo mestiere o arte protesica bisogna fare tanti sacrifici e fare investimenti importanti per il propio laboratorio per poi chiedere l,elemosina per gli studi odontoiatrici dogliendo magari il lavoro a un collega.I Lla soluzione c;e ELIMINARE LA FIGURA DELL ODONTOTECNICO E CREARE UN UNICA FIGURA QUELLA DEL TECNICO DENTISTA ALMENO COSI NON HANNO IL TEMPO PER FARE I POLITICI un saluto ha tutti E BUONA FORTUNA

  • maurizio scrive:

    vorrei tanto conoscere quei tizi che danno la laurea in odontoiatria a persone che hanno due mani sinistre.be se è questo il risultato delle facolta a numero chiuso,cambio vita.grazie.

  • unsees scrive:

    Per sapere se è un’odontotecnico , dovresti andare sul sito del ministero della sanita e cercare regione e nome di quella persona nell’elenco
    http://www.salute.gov.it/dispositivi/paginainternasf.jsp?id=15&menu=elenchi
    qui troverai tutti gli odontotecnici abilitati alla produzione di dispositivi medici su misura

  • Daniele scrive:

    Ciao Eleonora,

    è così importante per motivi affettivi o professionali?
    Lo puoi comunque sapere cliccando qui:ministero della salute
    Ciao
    Daniele

  • eleonora scrive:

    ciao daniele io ho conosciuto un uomo che dice di essere un odontotecnico…come faccio a essere sicura che lo sia veramente ed eserciti nella legalità la sua professione?

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