Rispetto
“Il rispetto non si pretende, va meritato…reso inevitabile”
Daniele Di Nenno
Visitando i forum e le fiere, chiaccherando on ed off line con colleghi sento parlare spesso di rispetto…
“…non siamo rispettati…ci dobbiamo fare rispettare…la categoria non è rispettata…”
Dal dizionario di italiano rispetto cito” ...Sentimento e comportamento informati alla consapevolezza dei diritti e dei meriti altrui, dell’importanza e del valore morale, culturale di qualcosa…”
“La consapevolezza dei diritti e meriti altrui….“
La via per ottenere rispetto è lunga, irta e piena di ostacoli ma deve essere chiara e visibile.
La via per meritare rispetto passa da un percorso di formazione teorico-pratico-culturale che
deve dare una base solida all’ odontotecnico che voglia cimentarsi in questa carriera così impegnativa.
Una crescita anche personale ed emotiva atta a gestire le criticità con i clienti, non può mancare…
Mi riferisco alle reazioni emozionali e non manageriali che spesso noi odontotecnici (io per primo) “gettiamo”addosso al cliente: arrabbiature, contrarietà, malumori latenti e non, minano i rapporti dalle fondamenta, mettendo la nostra azienda nelle condizioni di essere sostituita con altre concorrenti.
La dote che assolutamente non può mancare nel titolare del laboratorio odontotecnico è, prima di tutte, la vasta conoscenza, senza lacune, degli argomenti più importanti: la fisiologia, la gnatologia, la scienza dei materiali e la conoscenza delle nuove tecniche e teorie sempre in evoluzione.
La sicurezza e la autorevolezza che si nota in una persona preparata che ha sempre una spiegazione plausibile ad ogni affermazione, chiama ripetto senza bisogno di richiederlo costruendo il brand che, se coccolato ed allevato con cura, darà lavoro e futuro al titolare, ai dipendenti e collaboratori ed alle loro famiglie.
Lo so, i corsi sono costosi ed impegnativi ma, se scelti con oculatezza per argomenti rilevanti, portano al nostro bagaglio di conoscenze e di sicurezza una preziosa risorsa per eccellere, e comunque per superare nostri antagonisti che fanno branding solo sul prezzo…
Immagina un futuro di odontotecnici preparati, magari in scuole tedesche o svizzere, completi a tutti i livelli tecnico-relazionale-manageriale, che frequentano regolarmente corsi di aggiornamento e che vengono invitati “...per piacere….” in studio ad assistere il medico per un problema “...vorrei che ci fosse lei, DAniele per aiutarmi a capire dove può essere il problema” (naturalmente con uscita pagata 97 euro +iva)…
Apri gli occhi , svegliati ed inizia a fare qualcosa..
Dopo 31 anni di carriera, personalmente credo che l’ unica strada sia segnata: impara, impara, impara…fino alla fine!!
Chi seguirà il mio consiglio scoprirà cosa significhi per l’ autostima e per la voglia di continuare a vivere di e con questo lavoro rinnovarsi con un corso, per esempio di modellazione gnatologica o..che ne so di stratificazione ceramica od ancora di oral design e di AFG di Alberto Battistelli..una sferzata di entusiasmo ed energia!(anche i nostri medici se ne accorgeranno)
In qualsiasi altra categoria, qualsiasi altro profilo simile al nostro avrebbe questo trattamento…ma, chissà perchè non noi!!
Forse non è un caso che siamo assoggettati ancora a parrucchiere (con tutto il rispetto) per la “…cura del corpo…”
Facciamo in modo che questo cambi…quasi naturalmente senza rivoluzioni.
DAniele


Ciao Franci,
sempre meglio parlarne..no?
DAni
RISPETTO……. Che parolona……. ce ne sara’ davvero bisogno visto che gia tra noi ODONTOTECNICI (artigiani) non e’ presente la parola rispetto. Penso amaramente che forse solo i numeri 1 abbiano di che dire del rispetto, perche’ sono quelli che di questo lavoro ne anno fatto una professione vera. quelli che non hanno bisogno di uscire dal proprio laboratorio per cercare clienti ma solo per fare conferenze, quelli che ( DOTT ARRIVO SUBITO ) non lo dicono, ma dicono soltanto ( arrivo …… appena mi libero ), Mi dispiace dirlo ma moltissimi nostri colleghi non capiscono cosa significa farsi rispettare. forse la colpa e che molti di noi non si reputino dei professionisti del settore dentale , ma solo dei manufatturieri, quelli che il dentista ordina e loro realizzano, poi senti qualcuno dire pure ( se il mio dentista mi desse lo stipiendio , io sarei piu’ contento) che cosa ne parliamo a fare.
Con un commento così, Corrado, cosa potrei aggiungere.
Chapeau!
DAniele
accidenti daniele per parlare di rispetto verso gli odontotecnici non so se bastano un centinaio di pagine.provo a stringere e tanto per cominciare rendiamoci conto che quando a noi odontotecnici vengono fatti nomi di dentisti famosi 9 volte su 10 sappiamo di chi si tratta,mentre è difficile che 9 dentisti su 10 sappiano ad esempio chi è un tale……willy geller,ubassy,yamamoto ecc ecc ecc.
questo per dire che siamo più attenti noi al mondo odontoiatrico che loro al mondo odontotecnico.
credo sia importante rendersi conto che spesso manca il rispetto proprio dentro la nostra categoria e di conseguenza è più difficile imporre il nostro rispetto altrove.
come giustamente dici tu daniele la via della continua crescita professionale è fondamentale in quanto sapere sempre come affrontare un caso in tutto e per tutto e dare spiegazione delle scelte più opportune per quel singolo caso dia una professionalità che porta automaticamente rispetto.
quest’anno al colloquium dentale al congresso eravamo in 2000! risultato fantastico secondo me e spero che di anno in anno sia sempre meglio.
aggiornamento passione grinta voglia di fare e di comunicare portano rispetto.
un’arma a nostro vantaggio che lentamente cresce e spero cresca sempre più è data dal fatto che i pazienti sono sempre più esigenti e informati,la tipologia protesica stà cambiando.
una volta circolari su circolari scheletrati a tutto spiano………le cose stanno cambiando.
ora esiste la ragazza che il diastema non lo vuole,i conoidi la mettono a disagio, quelle macchie sui centrali le creano problemi ecc.
e finalmen te eccoci!!!entriamo in campo noi perchè preparare una faccetta si può fare senza mandare in fumo il cervello,ma realizzare 4 faccette che si integrino perfettamente nel sorriso del paziente e risolvano in modo eccellente il caso è roba da veri professionisti e il nostro cliente lo sa,e saremo rispettati per questo.
non accontentiamoci dei nostri clienti che non ci danno piena soddisfazione ma cerchiamo senpre di elevarci in tutto,anche nella clientela da servire.
massima professionalità massimo rispetto.
Ciao Vale,
posso chiamarti così, visto che dalle poche righe ricevute mi sembra già di consocerti…
Mi hai donato tempo prezioso,non rubato!
Partendo dalla fine, non ti posso aiutare nella scelta del tuo futuro, solo il tuo cuore può darti la risposta.
Il nostro settore, ma si potrebbe pensare al nostro paese, se non all’ Europa, è in fase di recessione e, soprattutto, di cambiamenti radicali.
Dobbiamo avere la capacità di annusare l’ aria che respiriamo e capire dove stiamo andando..
La tua storia, pur essendo solo tua e perciò bellissima, assomiglia a quella di molti ragazzi e (poche ed eroiche) ragazze…
In questi ultimi anni mi sono convinto che solo con impegno, abnegazione, fuoco interiore e capacità innate si può riuscire.
Il curriculum ed il bagaglio tecnico deve essere biglietto da visita, anche per noi che artigiani lo saremo sempre meno!
Hai mai pensto a tecnico di unità cad-cam?
Un abbraccio
DAni
Ciao Daniele, mi presento sono Valentina, ho 30 anni e sono un odontotecnico, forse questo non è il post giusto per lasciare questo commento ma di fronte alla parola rispetto mi si è accesa una lampadina, ho iniziato a leggere distrattamente questo blog pensando fosse il solito laboratorio in cerca di pubblicità ma mi sono subito piacevolmente ricreduta e appassionata dopo aver letto con attenzione le tue parole e la tua ostinazione nel voler cambiare le cose..
inizio con il dire che ho scelto questo mestiere per l’autentico piacere di lavorare usando le mani, esprimere la mia arte in modo alternativo , visto che per i miei genitori un liceo artistico sarebbe stato troppo poco per la loro adorata figlioletta…..crescendo poi ho capito che il lavoro manuale è una cosa che parte dalla testa.. crescendo poi ho capito anche di amare questo lavoro. .. mi sono appassionata sempre di più fino al punto di crederlo il lavoro più bello in assoluto, ho faticato ad entrare nel primo laboratorio in quanto “donna” per ovvi motivi (il rischio di una gravidanza il ciclo che magari ti porta a stare a casa… insomma tutte balle!! in 10 anni sarò stata a casa si e no 20 giorni festività escluse ovviamente… )ma questo non mi ha fermata .. con la mia determinazione sono riuscita ad ottenere il mio primo posto di lavoro dove tutta orgogliosa per mesi ho vissuto dentro quella sala gesso, ne ho colto tutti i segreti possibili e immaginabili, è difficile da spiegare, i miei colleghi mi prendevano in giro per il mio modo ingenuo di amare anche il più insignificante degli articolatori, ma cosa vuoi che ti dica a me piaceva veramente e sono andata avanti .. nel momento stesso in cui ho capito che ero pronta per passare ad altro e li non avrei mai avuto modo di crescere, ho comprato una spiritiera, della cera e tornata a casa mi mettevo a modellare in cucina utilizzando i modelli vecchi di lavori finiti.. tra altre risa collettive.. “chissà cosa c’è di male poi nell’amare tanto il proprio lavoro” pensavo tra me e me… comunque sia questo tipo di atteggiamento nel tempo mi ha ripagata.. sono entrata in altri posti di lavoro dove ho avuto la possibilità di crescere in piena libertà .. tra alti e bassi.. fino al giorno in cui la crisi ha colpito in pieno il posto in cui lavoravo e da un giorno all’altro mi sono ritrovata da ritmi folli che sicuramente conosci bene allo zero assoluto,” non abbiamo più bisogno grazie e arrivederci”.. tutto rigorosamente in nero…. e “adesso? che faccio?”… stufa delle continue lotte e rinunce fatte per amore di questo lavoro mi son detta “mollo tutto”.. e cosi ho fatto… per mia fortuna ho tante passioni e una di queste mi ha permesso di non cadere nella depressione più totale.. da sei anni sono clown di corsia e da 8 mesi mi mantengo facendo il clown nelle feste o l’artista di strada…
sono una che non si arrende, è vero sono delusa ma dentro di me qualcosa ancora arde , tant’è che sono finita proprio su questo blog ,nella disperata speranza di incontrare chi come me che ha voglia di lottare per cambiare le cose .. ho cercato nuovi annunci ma non c’è niente in giro, sono troppo grande per un contratto di apprendistato, quelli a progetto sono umilianti buste paghe da 1000 euro senza tredicesima e ferie non retribuite in una città come Milano dove pago 600,00 euro di affitto e fortunatamente non ho una famiglia .. ho provato pure a cercare in altre regioni ma forse è peggio ancora.. tu cosa faresti al posto mio?dovrei aprire un laboratorio tutto mio? ma come?? non credo di avere soldi a sufficienza ..solo la mia volontà.. forse dovrei continuare a fare il clown e regalare sorrisi alternativi anziché tentare l’ennesima lotta? grazie in anticipo e spero di non averti rubato del tempo prezioso…
Ciao Giorgio,
magari!!!
Ho molte idee in questo senso…vediamo se il lavoro mi consentirà di metterle in atto…
Resta in ascolto e contribuisci con commenti e, se te la senti, con editoriali più complessi di un commento.
Sarei felice di sentire la tua opinione in modo più approfondito…
Il tuo commento mi ha dato l’ idea per aprire a tutti coloro vogliano dire la loro opinione in modo più visibile di un commento…
Nel prossimo post le modalità di partecipazione.
A te spetta l’ onore del primo!!
Un saluto
DAni
ciao daniele mi è molto piaciuto il “taglio” che hai dato a questa annosa questione sarebbe bello organizzare un incontro fra di noi per parlare guardandoci in faccia di questi argomenti che ne dici ?
Ciao Stefano, mi fa piacere risentirti..
La risposta al medico che ti chiede”…vediamo che ne dice il mio paziente…” potrebbe essere col sorriso sulle labbra “…ok, vediamo”
C’è sempre un modo per cavarsela non credi?
Alzare i listino con medici già acquisiti è difficile lo so: nel mio post però intendevo una crescita a media lunga scadenza, un adeguamento di listino con nuovi clienti, conseguente ad un miglioramento teorico-tecnico-culturale,
Il continuo lavoro di marketing è vitale per ogni azienda: come dicevo qualche tempo fa, stare fermi equivale ad arretrare.
Un affettuoso saluto a te, Stefano.
DAniele
Ciao Daniele,
rispondo con piacere alla tua provocazione e ti chiedo: quante volte hai proposto un miglioramento e il dentista ti ha dato la seguente risposta “vediamo che ne dice il mio paziente”?
… che tradotto significa “ma quante sono le persone che accetterebbero di spendere questa ulteriore cifra che NON POSSO giustificare in parcella perché al paziente non posso far vedere la fattura dell’odontotecnico”?
Sarebbe come dire, ad esempio: in un caso di trattamento ortodontico non faccio la cefalometria e risparmio!
… tanto, il caso “appare SEMPLICE” e comunque nessuno saprà mai che in termini medico – legali è indispensabile, … e tanto meno saprà mai che io risparmio sulla mia spesa mettendo in tasca tale risparmio, pur restando disponibile a spendere la cifra necessaria (o il tempo per eseguirla in proprio), solo nel momento in cui dovesse sorgere la necessità legale di dimostrare che l’ho fatta.
… del resto: chi potrà mai dimostrare che l’ho fatta solo nella necessità del bisogno e non a scopo diagnostico?
E’ solo uno degli esempi, come pure potrebbe esserlo stato negli anni ’70, e lo era per davvero, la proposta di utilizzare l’oro per costruire i ponti e corone al posto del classico “acciaio” comunemente usato per le corone stampate … magari fenestrate per fa posto alle faccette in resina, che all’epoca ancora “NON era caricata”. Per i più giovani, sto parlando dell’epoca in cui non esisteva ancora in commercio il primo composito per otturazioni chiamato “ADAPTIC” e tanto meno i supercolori studiati per quel materiale!
Ma i tempi vanno avanti inesorabili e in tanti sono poi costretti ad “adeguarsi ai tempi”, malgrado le resistenze iniziali, altrimenti restano presto “fuori dal giro”.
La domanda è invece moooooltoooooooo semplice: chi è il dentista più furbo che si accaparra il migliore tra gli odontotecnici (che di norma si possono permettere di PRETENDERE il “per piacere” di cui tu parli?)
… e chi dentista furbo non è … si pone inesorabilmente fuori mercato perché non si serve dei “migliori”! (il presupposto è che la storia sia scritta dai migliori, anche non sempre è così).
Dirò di più; l’odontotecnico che non pretende di farsi dire “per piacere … e contemporaneamente farsi pagare per le sue prestazioni (magari ASBUSIVE), ” avrà sempre la possibilità di “servire” altri dentisti che “furbi non sono”, ma poi non può lamentarsi di essere bistrattato da questi ultimi, semplicemente perché sa in anticipo che ha accettato di “servire” (nel senso di SERVO, questa volta), i dentisti “meno furbi”.
Vai Daniele: non demordere con questi temi!
Se è la prima volta ,Emiliano, spero non sia l’ ultima…
Sono felice di trovare sintonia con i colleghi…vediamo in queste pagine quanti..
DAniele
Ciao Daniele,
è la prima volta che rispondo alle tue “provocazioni”.
Sono molto contento dell’ argomento da te proposto.Sono sempre stato convinto che la cultura e la preparazione di noi tecnici,sia l’ unica arma per confrontarci con i clinici.Purtroppo tantissimi nostri colleghi reputano importante solamente la proposta di un prodotto o di un mero macchinario.TECNICA,METODO E CONOSCIENZA.
Solo cosi possiamo salvarci.
Ciao…es