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	<title>ODONTOBLOG.NET &#187; profilo professionale odontotecnici</title>
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	<description>Web dental lab</description>
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		<title>Rispetto</title>
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		<comments>http://www.odontoblog.net/index.php/2011/11/rispetto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 07:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[laboratorio odontotecnico]]></category>
		<category><![CDATA[profilo professionale odontotecnici]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto odontotecnici]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il rispetto non si pretende, va meritato&#8230;reso inevitabile&#8221; Daniele Di Nenno Visitando i forum e le fiere, chiaccherando on ed off line con colleghi sento parlare spesso di rispetto&#8230; &#8220;&#8230;non siamo rispettati&#8230;ci dobbiamo fare rispettare&#8230;la categoria non è rispettata&#8230;&#8221; Dal dizionario di italiano rispetto cito&#8221; ...Sentimento e comportamento informati alla consapevolezza dei diritti e dei ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h3><strong><em>&#8220;Il rispetto non si pretende, va meritato&#8230;reso inevitabile&#8221;</em></strong></h3>
</blockquote>
<p>Daniele Di Nenno</p>
<p>Visitando i forum e le fiere, chiaccherando on ed off line con colleghi sento parlare spesso di rispetto&#8230;</p>
<p>&#8220;&#8230;non siamo rispettati&#8230;ci dobbiamo fare rispettare&#8230;la categoria non è rispettata&#8230;&#8221;</p>
<blockquote><p>Dal dizionario di italiano <a href="http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/R/rispetto.shtml">rispetto</a> cito&#8221; <strong>..</strong><em>.<strong>Sentimento e comportamento informati alla consapevolezza dei diritti e dei meriti altrui, dell&#8217;importanza e del valore morale, culturale di qualcosa&#8230;&#8221;</strong></em></p>
<p><em>&#8220;La consapevolezza dei diritti e meriti altrui&#8230;.</em>&#8220;</p></blockquote>
<p>La via per ottenere rispetto è lunga, irta e piena di ostacoli ma deve essere chiara e visibile.</p>
<p>La via per meritare rispetto passa da un percorso di formazione teorico-pratico-culturale che</p>
<p>deve dare una base solida all&#8217; odontotecnico che voglia cimentarsi in questa carriera così impegnativa.</p>
<p>Una crescita anche personale ed emotiva atta a gestire le criticità con i clienti, non può mancare&#8230;</p>
<p>Mi riferisco alle reazioni emozionali e non manageriali che spesso noi odontotecnici (io per primo) &#8220;gettiamo&#8221;addosso al cliente: arrabbiature, contrarietà, malumori latenti e non, minano i rapporti dalle fondamenta, mettendo la nostra azienda nelle condizioni di essere sostituita con altre concorrenti.</p>
<p>La dote che assolutamente non può mancare nel titolare del laboratorio odontotecnico è, prima di tutte, la vasta conoscenza, senza lacune, degli argomenti più importanti: la fisiologia, la gnatologia, la scienza dei materiali e la conoscenza delle nuove tecniche e teorie sempre in evoluzione.</p>
<p>La sicurezza e la autorevolezza che si nota in una persona preparata che ha sempre una spiegazione plausibile ad ogni affermazione, chiama ripetto senza bisogno di richiederlo costruendo il<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marca"> <em>brand</em>  </a>che, se coccolato ed allevato con cura, darà lavoro e futuro al titolare, ai dipendenti e collaboratori ed alle loro famiglie.</p>
<p>Lo so, i corsi sono costosi ed impegnativi  ma, se scelti con oculatezza per argomenti rilevanti, portano al nostro bagaglio di conoscenze e di sicurezza una preziosa risorsa per eccellere, e comunque per superare nostri antagonisti che fanno branding solo sul prezzo&#8230;</p>
<p>Immagina un futuro di odontotecnici preparati, magari in scuole tedesche o svizzere, completi a tutti i livelli tecnico-relazionale-manageriale, che frequentano regolarmente corsi di aggiornamento e che vengono invitati &#8220;..<em>.per piacere</em>&#8230;.&#8221; in studio ad assistere il medico per un problema &#8220;..<em>.vorrei che ci fosse lei, DAniele per aiutarmi a capire dove può essere il problema&#8221;</em> (naturalmente con uscita pagata 97 euro +iva)&#8230;</p>
<p>Apri gli occhi , svegliati ed inizia a fare qualcosa..</p>
<p>Dopo 31 anni di carriera, personalmente credo che l&#8217; unica strada sia segnata: impara, impara, impara&#8230;fino alla fine!!</p>
<p>Chi seguirà il mio consiglio scoprirà cosa significhi per l&#8217; autostima e per la voglia di continuare a vivere di e con questo lavoro rinnovarsi con un corso, per esempio di modellazione gnatologica o..che ne so di stratificazione ceramica od ancora di oral design e di AFG di Alberto Battistelli..una sferzata di entusiasmo ed energia!(anche i nostri medici se ne accorgeranno)</p>
<p>In qualsiasi altra categoria, qualsiasi altro profilo simile al nostro avrebbe questo trattamento&#8230;ma, chissà perchè non noi!!</p>
<p>Forse non è un caso che siamo assoggettati ancora a parrucchiere (con tutto il rispetto) per la &#8220;&#8230;cura del corpo&#8230;&#8221;</p>
<p>Facciamo in modo che questo cambi&#8230;quasi naturalmente senza rivoluzioni.</p>
<p>DAniele</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Istituti professionali per odontotecnici: è veramente un disastro?</title>
		<link>http://www.odontoblog.net/index.php/2011/09/istituti-professionali-per-odontotecnici-e-veramente-un-disastro/</link>
		<comments>http://www.odontoblog.net/index.php/2011/09/istituti-professionali-per-odontotecnici-e-veramente-un-disastro/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 21:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[albo odontotecnici]]></category>
		<category><![CDATA[odontotecnici]]></category>
		<category><![CDATA[profilo professionale odontotecnici]]></category>
		<category><![CDATA[istituto odontotecnico]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio odontotecnico]]></category>
		<category><![CDATA[odontotecnico]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli istituti professionali per odontotecnici italiani mostrano già da tempo la loro inadeguatezza: lo so&#8230;molti professori si arrabbieranno con me per quello che dico!! Non volendo generalizzare (ho conosciuto anche professori di laboratorio odontotecnico preparati) perchè è sempre sbagliato, bisogna dire che talvolta la preparazione di queste figure non corrisponde alle esigenze dei ragazzi: solo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span class="rg_ctlv"><a id="rg_hl" class="rg_hl" style="width: 259px; height: 194px;" href="http://www.google.com/imgres?q=odontotecnici&amp;hl=en&amp;biw=1280&amp;bih=629&amp;gbv=2&amp;tbm=isch&amp;tbnid=67HSn9XJCvTnEM:&amp;imgrefurl=http://www.istitutobuonarroti.com/odontotecnici.php&amp;docid=6wtWHItXUr9l_M&amp;w=640&amp;h=480&amp;ei=lt6ETrirNuOF4gTppKCLDw&amp;zoom=1&amp;iact=hc&amp;vpx=175&amp;vpy=321&amp;dur=3358&amp;hovh=194&amp;hovw=259&amp;tx=122&amp;ty=105&amp;page=1&amp;tbnh=131&amp;tbnw=169&amp;start=0&amp;ndsp=20&amp;ved=1t:429,r:13,s:0"><img id="rg_hi" class="rg_hi" style="width: 259px; height: 194px;" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSZLqNirCoJa2CAwaexslcK7cxwYpSSatzKksqXUaO9dEG9yAlP" alt="" width="259" height="194" /></a></span></p>
<p>Gli istituti professionali per odontotecnici italiani mostrano già da tempo la loro inadeguatezza: lo so&#8230;molti professori si arrabbieranno con me per quello che dico!!</p>
<p>Non volendo generalizzare (ho conosciuto anche professori di laboratorio odontotecnico preparati) perchè è sempre sbagliato, bisogna dire che talvolta la preparazione di queste figure non corrisponde alle esigenze dei ragazzi: <span style="text-decoration: underline;">solo chi ha-(veramente-) lavorato in laboratorio odontotecnico può insegnare laboratorio odontotecnico: io sono convinto di questo!</span></p>
<p>Giusto anche dire che molti insegnanti fanno quello che possono, con i mezzi che hanno: lo stato italiano  investe pochissimo nella scuola e nella ricerca, questo è notorio&#8230;.senza menzionare la barzelletta della carta igienica..</p>
<p>Massimiliano, giovane odontotecnico, mi scrive in modo accorato e perciò lo ringrazio.</p>
<p><cite>Massimiliano</cite> scrive:</p>
<div><a href="../index.php/2011/09/svegliamoci/comment-page-1/#comment-1593"> 29 settembre 2011 alle 10:55</a></div>
<blockquote><p>In questo momento sto svolgendo tutte quelle pratiche che richiede  l’apertura di un laboratorio odontotecnico, la cosa che piu’ mi spiace  e’ che molte volte mi trovo in uffici che non hanno la minima idea di  come inquadrare la nostra professione. Strano, mi dicono, che non  abbiate un albo? Vero, dico io e penso che forse si sarebbe potuto  lavorare un po’ meno, ma studiare un po’ di piu’ per farci valere. Io  fino ad ora sono stato dipendente, quindi non me ne vogliate,  sicuramente non trovero’ io la ricetta, ma fa piacere sapere che ci  siano odontotecnici che vogliano cambiare la situazione, non vogliano  sostituirsi ai medici, ma che gli sia riconosciuto l’impegno per una  professione che sta scomparendo anche dalle scuole. Sicuramente il  percorso formativo va rivisto. Tu daniele sei stato in germania, che  tipo di scuole hanno?</p>
<p>Massimiliano</p>
<p>Grazie per lo spunto, Massimiliano!!</p>
<p>Io sono stato  circa quattro anni in germania e ho visto come i  ragazzi, (nel posto dove lavoravo come assunto, prima di aprire il  laboratorio con mio fratello) della scuola per odontotecnici, sono a  scuola la mattina ed in laboratorio il pomeriggio!!!</p>
<p>NON DUE SETTIMANE IN  IV COME QUI DA NOI(…contro voglia perchè obbligatorio….)  MA 365 GIORNI ALL’  ANNO!!!</p>
<p>E sai perchè? Perchè i laboratori usufruiscono di lavoro di ragazzi GRATIS!!!(PAGA LO STATO)</p>
<p>In queste condizioni se tu avessi un laboratorio, vorresti un ragazzo che lavora già benino, tutto gratis??</p>
<p>Secondo te, quando finisce i 5 anni sa lavorare?Secondo me si!!</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">E NON E’ FINITA: IN GERMANIA PER APRIRE UN LABORATORIO DOPO I CINQUE  ANNI SI DEVE FARE <strong>LA SCUOLA DI MEISTER </strong>….(COME UNA LAUREA BREVE…) e devo  dire che è molto severa…mio fratello l’ ha fatta!!</span></p>
<p>Devo dire altro? Daniele</p>
<p>Secondo te, caro collega, la causa del poco peso che ha la nostra categoria può dipendere, in qualche modo, anche dalla scuola italiana?</p>
<p><strong>Lascia commento!!!</strong></p>
<p>DAniele</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Albo professionale per odontotecnici: è la soluzione?</title>
		<link>http://www.odontoblog.net/index.php/2011/01/albo-professionale-per-odontotecnici-e-la-soluzione/</link>
		<comments>http://www.odontoblog.net/index.php/2011/01/albo-professionale-per-odontotecnici-e-la-soluzione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 06:02:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[albo odontotecnici]]></category>
		<category><![CDATA[odontotecnici]]></category>
		<category><![CDATA[profilo professionale odontotecnici]]></category>
		<category><![CDATA[U.O.I.]]></category>
		<category><![CDATA[unione odontotecnici italiani]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;albo professionale è un registro in cui sono raccolti i nomi e i dati di tutte le persone abilitate ad esercitare una professione regolamentata dalla legge. Le leggi statali impongono l&#8217;obbligo di iscrizione ad uno specifico albo, per poter svolgere determinate attività, in particolare là dove entrano in gioco la salute e la sicurezza dei ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><em><span style="color: #3366ff;">L&#8217;<strong>albo professionale</strong> è un registro in cui sono raccolti i nomi e i  dati di tutte le persone abilitate ad esercitare una professione  regolamentata dalla legge. <strong><span style="color: #000000;">Le leggi <a title="Stato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stato">statali</a> impongono l&#8217;obbligo di iscrizione ad uno specifico albo, per poter  svolgere determinate attività, in particolare là dove entrano in gioco  la salute e la sicurezza dei cittadini. </span></strong>In <a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a> esistono diversi ordini ed albi professionali a cui si accede,  solitamente, mediante il possesso di uno specifico titolo di studio,  unito ad un eventuale periodo di praticantato, al superamento di un  apposito <a title="Esame di stato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esame_di_stato">esame di stato</a> e al possesso di determinati requisiti morali, come avere la <a title="Fedina penale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fedina_penale">fedina penale</a> immacolata. In altri casi potrebbe essere sufficiente il solo  superamento dell&#8217;esame di stato. Gli iscritti ad un albo sono  riconosciuti come professionisti che svolgono attività ad elevato  contenuto intellettuale e hanno l&#8217;obbligo di iscriversi ad apposite  Casse previdenziali a vantaggi degli iscritti. L&#8217;iscrizione all&#8217;albo è  fondamentale soprattutto per chi intende svolgere la <a title="Libero professionista" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libero_professionista">libera professione</a>,  in quanto consente di firmare progetti, perizie, consulenze,  certificazioni, ecc., la cui mancanza è punibile penalmente. L&#8217;albo è  rappresentato da un registro pubblico cartaceo nonché da una banca dati  informatizzata dei propri iscritti, in genere accessibile anche su  internet sui siti istituzionali degli ordini professionali. Chiunque può  chiedere e visitare l&#8217;albo professionale per sincerarsi se il  professionista sia iscritto.</span></em></h5>
<h4><span style="color: #3366ff;"><em>Fonte:<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_professionale#Albo_professionale">wikipedia</a></em><em><br />
</em></span></h4>
<h4><span style="color: #ff0000;"><em>Questa definizione tratta da Wikipedia spiega miglioramenti e benefici di una categoria nel momento in cui si autoregola con un albo professionale severo.Non vedo perchè noi odontotecnici non riusciamo a dotarci di un albo professionale che qualifichi i colleghi con attività e competenze documentate e certe e, al contrario, metta fuori dal mercato quelli che non ne hanno (abusivi e evasori totali)</em></span></h4>
<h4><span style="color: #ff0000;"><em>FORSE DA&#8217; FASTIDIO A QUALCUNO?</em></span></h4>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Ognuno tragga le proprie conclusioni!</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Pubblico un interessante commento, che trovate anche in questo articolo a titolo<a href="http://www.odontoblog.net/index.php/2010/08/il-nuovo-profilo-per-gli-odontotecnici/#comments"> &#8220;Il nuovo profilo per gli odontotecnici&#8221;, da parte di UOI (unione odontotecnici italiani) inviatomi dai colleghi odontotecnici.</a></em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Lo trovo particolarmente interessante e stimolante negli argomenti fondamentali della discussione:</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>perchè un odontotecnico non può seguire la applicazione di una protesi da lui progettata e costruita fino al paziente?</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Breve resoconto di come funziona anche negli stati extraeuropei.</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>Buona lettura</em></span></p>
<p><span style="color: #3366ff;"><em><span style="color: #ff0000;">DAniele</span><br />
</em></span></p>
<h3><span style="color: #000080;"><em><br />
</em></span></h3>
<p>Un pensiero per far  riflettere ulteriormente circa il ”paradosso” del  divieto imposto agli  Odontotecnici italiani</p>
<p>R.D. 31 maggio 1928, n. 1334<br />
Regolamento per l&#8217;esecuzione della legge 23 giugno 1927, n. 1264, sulla  disciplina delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie.</p>
<p>Articolo  1<br />
Saranno rilasciate, a termine dell&#8217;art. 2 della legge 23 giugno 1927, n.  1264 (2), distinte licenze per  l&#8217;esercizio di ciascuna delle seguenti  arti ausiliarie delle professioni sanitarie:<br />
a) dell&#8217;odontotecnico;<br />
b) dell&#8217;ottico;<br />
c) del meccanico ortopedico ed ernista;<br />
d) dell&#8217;infermiere.</p>
<p>Articolo  8<br />
L&#8217;obbligo della notifica all&#8217;ufficio comunale dell&#8217;esercente l&#8217;arte  ausiliaria incombe anche ai medici chirurghi ed agli abilitati  all&#8217;esercizio della odontoiatria, in confronto degli odontotecnici che  prestino abitualmente la propria opera nei loro gabinetti dentistici.</p>
<p>Articolo  11<br />
Gli odontotecnici sono autorizzati unicamente a costruire apparecchi di  protesi dentaria su modelli tratti dalle impronte loro fornite dai  medici chirurghi e dagli abilitati a norma di legge all&#8217;esercizio della  odontoiatria e protesi dentaria, con le indicazioni del tipo di protesi  E&#8217; in ogni caso vietato agli odontotecnici di esercitare, anche alla  presenza ed in concorso del medico o dell&#8217;abilitato all&#8217;odontoiatria,  alcuna manovra, cruenta o incruenta, nella bocca del paziente, sana o  ammalata.</p>
<p>Recepimento del Regio decreto del 1928 ancora vigente in Italia:</p>
<p>( Cass. I,11-02-1977 )  ;</p>
<p>La protesi è in realtà un  vero business direttamente proporzionato alla lunghezza della filiera.<br />
Accorciare la filiera è un’opportunità importante a tutela del  cittadino/paziente e  della categoria degli Odontotecnici. L’interfaccia  tra chi realizza il dispositivo medico individuale ( protesi )  e il  cittadino odontoprotesico è il valore aggiunto in termini di conformità  ed eccellenza  come risposta all’aggressività del mercato globale  che  sovente non garantisce sicurezza e qualità così come sanno realizzare i  maestri italiani.<br />
L’Odontotecnico italiano è l’anello debole, insieme al  cittadino/paziente:  vittime di chi ha imposto il divieto, all’operatore  principale che realizza il dispositivo medico su misura, di potere  verificare, personalizzare ed ottimizzare  la protesi dentaria  direttamente sul cittadino/paziente;  vittime di chi ha imposto un  pensiero negativo a tali competenze e facoltà, per l’Odontotecnico,  addomesticando a considerare negativo tutto ciò che è riuscito a far  vietare.<br />
Sovvertire la logica di questo divieto è l’impegno che ogni individuo  cosciente che conosce il problema , spogliato da culture povere ed  egoistiche, dovrebbe assumere  per far trionfare una cultura che  distribuisce la ricchezza.</p>
<p>L’Odontotecnica, per lo sviluppo tecnologico, per le numerose e sempre  nuove  metodiche, per l’accumularsi delle varie teorie, si è negli   anni, distaccata completamente dall’odontoiatria generale per diventare<br />
“Scienza” a se stante, completa ed altamente qualitativa ed impegnativa.<br />
Una volta l’Odontotecnica aveva il compito di preparare l’elemento  dentario, destinato a sostituire comunque l’elemento naturale mancante  anche se risultava, all’atto pratico, essere poco idoneo alle esigenze  richieste.<br />
Da tempo, ormai, i compiti dell’Odontotecnica sono ben diversi, la  sostituzione dell’elemento mancante diventa un problema sanitario; la  Terapia di sostituzione si tramuta in terapia di riabilitazione che è  destinata a fare dei dispositivi medici individuali organi dotati di  intelligenza che si integrano perfettamente con l’organismo che li  ospita ed essere idonei a ripristinare la funzione masticatoria e di  sorriso; agevolare la formazione della parola parlata restaurando la  funzione fonetica; conservare i tratti fisiosomatici dell’individuo  appagando le esigenze dell’estetica; il tutto nel pieno rispetto  dell’equilibrio dinamico e posturale dell’individuo.<br />
L’Odontotecnica, in definitiva da empirismo fantasioso è diventato un  sistema Tecnico-Scientifico altamente qualificato e il dispositivo  medico individuale assolve il compito di ristabilire l’equilibrio  Biostatico della cavità orale per dare all’individuo quel benessere e  quella serenità psicologica, che aveva perduto.<br />
Questo sottintende che l’Odontotecnico deve interagire con il paziente,  diversamente si vuole bloccare il progresso verso l’eccellenza cambiando  i connotati di una scienza  e destinarla ad un inevitabile  depauperamento e quindi danneggiando il paziente.</p>
<p>-Va sempre ricordato, che già nel 1928 il Consiglio Superiore di Sanità  aveva manifestato la propria perplessità sul Regio decreto suddetto  asserendo che « o si sopprime la figura  dell’odontotecnico affidando al  sanitario la costruzione dell’apparecchio in modo che egli sia artefice  e medico al tempo stesso o, se si mantiene in vita, attraverso il  riconoscimento giuridico, l’arte dell’odontotecnico così come la legge  dispone, bisogna facoltizzarlo a compiere tutti gli atti preliminari ed  accessori rispetto a quelli principali (vale a dire direttamente sul  paziente e nel cavo orale)»</p>
<p>-Il riferimento, inoltre, alla direttiva europea  47/07, ex 93/42, circa  la regolamentazione di precisi protocolli che investono i fabbricanti  di dispositivi medici individuali riguardo la responsabilità e  valutazione dei rischi a tutela soprattutto del fruitore finale,  richiama, secondo il principio di difesa nel giudizio risarcitorio  promosso dal  paziente-consumatore, una certa forma di  incostituzionalità, in quanto il regolamento con il regio decreto del  1928 impedisce all’Odontotecnico di portare a termine il suo operato  direttamente sul paziente e da qui poter effettivamente essere messo  nelle condizioni a poter verificare e  valutare una corretta  integrazione del dispositivo sul paziente per contenere gli eventuali  danni con oggettive valutazioni dei fattori di rischio tramite anche un  attento follow-up.</p>
<p>ODONTOTECNICO : LA SITUAZIONE INTERNAZIONALE</p>
<p>Qualche decennio fa furono presentate le conclusioni di due commissioni d’indagine in base a due documenti:<br />
1)	Principi riguardanti il rapporto tra Odontoiatra e odontotecnico<br />
2)	Rapporto sulla formazione e sul rilascio di diplomi nelle diverse nazioni.<br />
1)	Rapporto tra Odontoiatra e Odontotecnico<br />
Già durante la riunione di Toronto del 1977 si era discusso tale  problema, ed era stata incaricata l’Associazione Australiana di svolgere  un esame più approfondito del problema; ritenendo tuttavia le varie  enunciazioni troppo generiche e le conclusioni troppo disparate, è stato  deciso nel corso della seduta , di ampliare tale  tipo di studio , e di  discuterne nuovamente nella prossima seduta internazionale. Pur  tuttavia sono state incoraggiate indagini tendenti a raccogliere  informazioni sull’esercizio illegale e legale dei cosiddetti “  denturyst” e “odontoprotesisti” e sulle iniziative tendenti ad ottenere  l’esercizio legale per gli odontotecnici.<br />
Dai vari questionari compilati durante tale assemblea, in merito ai  rapporti tra  Organizzazioni Dentistiche e Organizzazioni Odontotecniche  è emerso che:<br />
a)	nel 60% degli stati vi sono buone relazioni e collaborazione tra Associazioni dei Dentisti e Odontotecnici<br />
b)	Nel 30% degli stati vi è indifferenza e tolleranza<br />
c)	Nel rimanente 10% degli stati vi sono rapporti ostili<br />
d)	Inoltre nel 40% dei vari stati vi sono proposte di legge, iniziative  di tipo organizzativo, pressioni per portare alla legalizzazione  dell’esercizio abusivo degli odontotecnici entro certi limiti<br />
2)	Formazione professionale dell’Odontotecnico<br />
La statistica, riguardante la formazione degli odontotecnici, seppur con  alcune lacune, è stata svolta in 38 nazioni e 68 stati federali (USA,  Canada, Australia), compresa l’Italia; tale indagine non ha portato a  conclusioni effettive.<br />
Pertanto si è deciso di rimandare nuovamente tale studio, nell’ottica dei seguenti obiettivi:<br />
a)	Determinare esattamente il titolo di studio e l’esatta determinazione del tipo di lavoro e delle mansioni da svolgere.<br />
Anche a livello internazionale, infatti, esiste un po’ di confusione: il  titolo più diffuso è quello di tecnico dentale, ma sono usati altri 14  titoli simili che indicano attività e mansioni pressappoco uguali. Ma la  grande differenza, ancora oggi dibattuta, è appunto tra odontotecnico  che ha rapporti col paziente, e odontotecnico che lavora solo per  l’odontoiatra; a questo proposito un’indagine ben dettagliata ha messo  in rilievo che:<br />
-	gli odontotecnici lavorano legalmente in bocca nei seguenti stati:<br />
Danimarca, Svizzera, Finlandia, Norvegia, Giordania, Iran, 7    Canada, 2 stati dell’Australia, 1 stato degli USA: Maine;<br />
-	gli odontotecnici non possono lavorare legalmente ed in modo diretto  col paziente, in circa il 70% degli stati ma, nonostante vi siano le  leggi, queste sono idonee soltanto nel 30% circa di tali stati;<br />
-	in genere gli onorari degli odontotecnici sono inferiori a quelli dell’odontoiatra.<br />
b)	Esaminare e controllare più dettagliatamente i metodi di formazione  ed i sistemi di licenza e di abilitazione.<br />
Solitamente i corsi per odontotecnici avvengono in un periodo medio  della durata di cinque anni con rilascio del Diploma o  dell’Abilitazione. Pur ammettendo che 5 anni di sola scuola non sono  sufficienti per creare un buon odontotecnico, è stato messo in rilievo  che l’obbligo di frequenza a tali corsi non sembra essere la condizione  determinante per il rilascio del diploma.<br />
Inoltre in circa la metà degli stati che hanno risposto al questionario,  esistono corsi di specializzazione ed perfezionamento per Odontotecnici  della durata di un biennio o di un triennio, al termine dei quali viene  rilasciato un ulteriore titolo di specializzazione.<br />
La Federazione Australiana inoltre, ha presentato un documento,  intitolato “ protocollo per la formazione di odontotecnici, licenziati  per agire autonomamente”. In esso l’associazione Australiana ha  affermato che nel Paese già esiste una figura di professionista  odontotecnico che agisce autonomamente,limitando la sfera di azioni ad  interventi incruenti. La F.D.I. tuttavia si è mostrata alquanto scettica  riguardo a tale proposta, pur dimostrandosi abbastanza disposta a  tollerare tale situazione, purchè la preparazione sia adeguata alle  mansioni svolte. A tale fine, ha consigliato la pratica di almeno 5 anni  dopo il diploma di odontotecnico, presso un laboratorio, e  l’acquisizione di particolari nozioni di anatomia, fisiologia e  patologia, in modo da poter sostenere un esame particolare di  abilitazione a tale attività<br />
Come si vede, anche a livello internazionale, non vi sono idee ben  chiare e precise riguardo la situazione dell’odontoiatria e delle  attività ad esse connesse, e agli sviluppi delle varie pratiche  riguardanti la patologia e la profilassi delle malattie dentali; così  come non vi sono idee ben chiare per quanto riguarda la garanzia di una  restaurazione protesica, ed una effettiva riabilitazione a vantaggio di  tutta la popolazione indistintamente</p>
<p>Questo è un appunto pubblicato in una rivista del nostro settore  di qualche anno addietro:</p>
<p>ODONTOTECNICO, ODONTOPROTESISTA ED ABUSIVISMO</p>
<p>L’Italia è uno dei pochi paesi, forse l’unico, che continua a mantenere  operanti leggi ormai superate, dal punto di vista giuridico effettivo,  della pratica giornaliera e del cambiamento di esigenze, usi e costumi.<br />
Infatti l’art. 367 del T.U. leggi sanitarie, afferma che “sono abilitati  all’esercizio dell’odontoiatria, ma non della professione di medico:<br />
1)	coloro che sono abilitati dalle disposizioni anteriori al decreto legge del 16.10.1924;<br />
2)	i cittadini delle nuove province dello Stato che siano in possesso di  concessioni per l’esercizio di odontotecnico, dalle competenti autorità  del cessato Impero Austro-Ungarico.<br />
Come si può facilmente notare, tale normativa è alquanto superata, se  non altro perché le esigenze di cinquant’anni fa, o addirittura di un  secolo fa, non sono senz’altro le stesse esigenze  di oggi. Oggi ci  troviamo di fronte, in Italia, a situazioni paradossali, dove  l’odontotecnico che costruisce la protesi, non è abilitato a porla in  bocca e nemmeno a consegnarla in mano al paziente.<br />
Non si vuol fare di ogni erba un fascio, né permettere ad ogni  odontotecnico indistintamente, di esercitare le funzioni  dell’odontoiatra; questo di fatto avviene già, ed è chiamato col termine  di “Abusivismo”. Il problema, tipicamente italiano, non è di facile  soluzione, altre nazioni l’hanno già da tempo risolto felicemente: basti  ricordare i tedeschi, ad esempio, che, tramite una sanatoria, hanno  risolto il problema, tanto che oggi, ai congressi internazionali,  troviamo gli ex odontotecnici abusivi, i famosi “dentisten” seduti  accanto ai loro colleghi in possesso di tanto di laurea e  specializzazione in odontoiatria.</p>
<p>Si potrebbero aggiungere degli aggiornamenti, ma non cambiano la storia,  il pensiero, le aspettative; non cambia quello che consente di  avere e  difendere la dignità e per questo lottare per un  giusto riconoscimento  professionale dell’Odontotecnico.<br />
Aggregare  colleghi ed amici  alla nostra Associazione è  l’occasione  importante per diversificarsi da quelli che impediscono l’evoluzione  propositiva della professione dell’Odontotecnica italiana.<br />
Con il nostro gruppo si può credere ancora nella speranza, tentare dove  altri non hanno voluto investire . Possiamo e dobbiamo contare su di  Noi; unire le sinergie se vogliamo veramente cambiare il disordine delle  cose; essere  disponibili a rinunciare e rischiare  qualcosa per poter  avere credito alle nostre idee.<br />
Le opportunità ci sono, è importante però che ognuno di Noi faccia la  propria parte, nel proprio piccolo, incominciando a sensibilizzare ed  avvicinare fattivamente i colleghi ed i loro amici all’Unione  Odontotecnici Italiani.<br />
L’associazione deve aumentare di numero se vogliamo avere forza  contrattuale, non abbiamo alcun interesse se non quello di tentare di  risolvere veramente l’emergenza prioritaria dell’Odontotecnico italiano  che era ed è<br />
Il giusto riconoscimento professionale.</p>
<p>Auguri A TUTTI</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il nuovo profilo per gli odontotecnici</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 15:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[laboratorio odontotecnico]]></category>
		<category><![CDATA[odontotecnici]]></category>
		<category><![CDATA[profilo professionale odontotecnici]]></category>
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		<description><![CDATA[Oramai queste parole sono diventate una barzelletta.. Sento queste frasi da molti anni.. Ho partecipato attivamente a battaglie , come vicepresidente della sezione odontotecnici della confartigianato di Verona.. Ho sprecato il mio tempo (rubato alla famiglia) per riunioni, in sede provinciale e regionale con molti altri colleghi odontotecnici, e ogni volta che il disegno di legge sembrava fosse in via ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oramai queste parole sono diventate una barzelletta..</p>
<p>Sento queste frasi da molti anni..</p>
<p>Ho partecipato attivamente a battaglie , come vicepresidente della sezione odontotecnici della confartigianato di Verona..</p>
<p>Ho sprecato il mio tempo (rubato alla famiglia) per riunioni, in sede provinciale e regionale con molti altri colleghi odontotecnici, e ogni volta che il disegno di legge sembrava fosse in via di approvazione (&#8220;questione di ore&#8221;) qualcosa accadeva a bloccare il lieto fine, ed addirittura a resettare il tutto per poi dover ripartire da zero (governi che cadono, commissioni che venivano annullate ecc.</p>
<p>Venire ancora assoggettati, da una legge del 1923, alla cura del corpo (estetisti, parrucchieri ecc) con le competenze richieste per essere produttori di dispositivi individuali così delicati e complessi come quelli prodotti da noi odontotecnici, ha qualcosa di sbagliato e sinistro..</p>
<p>Abbiamo decreti legge che ci obbligano ciclicamente ad aggiornarci alle nuove normative per odontotecnici (sicurezza sul lavoro, privacy ecc) e decreti legge di un secolo fa che ci &#8220;incasellano&#8221; in categorie inferiori, in un profilo professionale che da decenni non è più il nostro..</p>
<p>Non capisco..</p>
<p>E&#8217; come se pretendessi di essere curato dal miglior luminare della medicina, e non volessi corrispondere l&#8217; onorario che la sua posizione comporta, non riconoscendo, di fatto, la professionalità elevata del primario che mi cura!</p>
<p>Come sempre, quando si vuol leggere tra le righe, ci si chiede:<em> cui prodest?</em></p>
<p>A chi giova?</p>
<p>Daniele</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Obbligo ECM per gli odontotecnici</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 20:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[profilo professionale odontotecnici]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamento medico continuo]]></category>
		<category><![CDATA[ecm odontotecnici]]></category>
		<category><![CDATA[ministero della salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto questo breve comunicato dal sito www.ildentale.it perchè mi sembra molto interessante;dopo dieci anni di dubbi e fraintendimenti (anche non casualmente artefatti&#8230;) sembra che finalmente sia fatta chairezza!! L&#8217;obbligo di aggiornamento medico ed il profilo di artigiani non sono congrui: sono artigiano (e non di più) ma mi devo aggiornare come un dentista??? DAniele Nella ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;"><em>Riporto questo breve comunicato dal sito www.ildentale.it perchè mi sembra molto interessante;dopo dieci anni di dubbi e fraintendimenti (anche non casualmente artefatti&#8230;) sembra che finalmente sia fatta chairezza!!</em></span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;"><em>L&#8217;obbligo di aggiornamento medico ed il profilo di artigiani non sono congrui: sono artigiano (e non di più) ma mi devo aggiornare come un dentista???</em></span></h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.shutterstock.com/subscribe.mhtml"> <img class="thumb_image aligncenter" title="stock photo : At dentist's office" src="http://image.shutterstock.com/display_pic_with_logo/386239/386239,1276375130,1/stock-photo-at-dentist-s-office-55056100.jpg" border="0" alt="stock photo : At dentist's office" align="absmiddle" /></a><a href="http://www.shutterstock.com/subscribe.mhtml"> </a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><br />
</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>DAniele</em></span></p>
<h2></h2>
<h2></h2>
<h2>Nella riunione di mercoled ì 14 luglio la Commissione Nazionale ECM avrebbe escluso gli odontotecnici<br />
e gli ottici dall’obbligatorietà verso il programma di aggiornamento continuo. In attesa della conferma<br />
ufficiale da parte del ministero della Salute, fonti vicine alla Commissione ci informano che la decisione<br />
è stata motivata dal fatto che odontotecnici ed ottici sono arte ausiliaria delle professioni sanitarie e non<br />
una professione sanitaria.<br />
La decisione chiude anche una serie di contenziosi attivati dalle associazioni degli odontotecnici che<br />
chiedevano alle Asl uniformità di interpretazione della normativa visto che alcune richiedevano ai<br />
laboratori convenzionati il rispetto del programma ECM ed altre no.</h2>
<h2>Fonte:www.ildentale.it</h2>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Profilo professionale odontotecnici:siamo alle solite</title>
		<link>http://www.odontoblog.net/index.php/2009/08/profilo-professionale-odontotecnicisiamo-alle-solite/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 17:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[profilo professionale odontotecnici]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio odontotecnico]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo un editoriale del presidente nazionale CIO Battisteli apparso sul sito dei colleghi della SICED. Non avevo molte speranze conoscendo le categorie in questione da quasi trent&#8217; anni&#8230; Il profilo..&#8220;non s&#8217;ha da fare&#8230;nè domani nè mai&#8220;;  mi fischia nelle orecchie la manzoniana frase celebre.. Alzi la mano chi spera ancora&#8230; Daniele PROFILO: FALLIMENTO TOTALE DI ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;">Segnalo un editoriale del presidente nazionale CIO Battisteli apparso sul sito dei colleghi della SICED.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Non avevo molte speranze conoscendo le categorie in questione da quasi trent&#8217; anni&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Il profilo..<em>&#8220;<span style="color: #000000;">non s&#8217;ha da fare&#8230;nè domani nè mai</span>&#8220;</em>;  mi fischia nelle orecchie la manzoniana frase celebre..</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Alzi la mano chi spera ancora&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Daniele</span></p>
<p>PROFILO: FALLIMENTO TOTALE DI UNA POLITICA “SERVILE E OBSOLETA”</p>
<p>Dopo l’inspiegabile annullamento della riunione interassociativa di oggi e il comunicato di ieri su odontoblog da parte del Sig. Troiani, ritengo che la misura sia colma.</p>
<p>Era il 2 Dicembre 2008, quando in una famosa riunione dissi al Sig. Troiani che questo modo di procedere aveva fatto il suo tempo, fallito su ogni fronte! Bisognava solo prenderne atto con un po’ di umiltà e cambiare direzione.</p>
<p>Gli avevo anche detto che era giunto per lui il tempo di scendere dal piedistallo di “Presidentissimo Nazionale” e mettersi intorno al tavolo allo stesso livello degli altri!</p>
<p>Sempre in quel periodo gli telefonai in preda a sgomento, perché ci era stata sbattuta la porta in faccia dalla Conf. Stato Regioni e gli dissi che dovevamo manifestare subito, mi riempì di sproloqui, il cui concetto finale era quello che senza un obbiettivo concreto e immediato, la manifestazione sarebbe stata solo una perdita di energie e di tempo.</p>
<p>Ora con ritardo di sei mesi, dove non è cambiato nulla, si presenta a chiederci di manifestare? Noi in piazza ci saremo sempre quando ci sono gli odontotecnici, ma non certo sotto la guida di chi ha 30 anno di ritardo e si sveglia dopo 6 mesi!</p>
<p>Anche il modo “servile” di frequentare e ristagnare sotto i portoni Ministeriali ha finito il suo tempo, ed è diventato addirittura dannoso per la dignità e l’immagine della nostra professione!</p>
<p>Ci chiama colleghi, poi organizza delle sconclusionate riunioni interassociative (“anche sotto telecomando”) magari, facendo più complicità con la controparte che con i “colleghi” stessi, indebolendo il fronte!</p>
<p>A noi non è mai passato per la testa di andare a ridicolizzare i dirigenti o le altre AAOO, davanti alle istituzioni! (Chi ha partecipato all’incontro di dicembre 08 tra AAOO e Ministero ha visto come abbiamo saputo fare fronte comune anche senza nessun accordo preliminare, la complicità tra colleghi è stata spontanea! Lo SNO non c’era , era andato per conto suo!)</p>
<p>In quest’ultimo mese, molti dirigenti associativi sanno quanto abbiamo fatto affinché ci fosse un incontro serio tra le AAOO (abbiamo anche accettato la proposta di codice di regolamentazione degli incontri interassociativi della FENAODI), ma alcuni, sotto sotto, non vogliono “legittimare” il CIO (sic), altri come lo SNO fanno inviti e lasciano che il Sig. Troiani stabilisca tutto (o chi per lui), date, luoghi, numeri e tipo di partecipanti, non dà agli altri nessuno spazio né possibilità di organizzarsi! Poi accusa, disdice, anticipa con lettere piene di “pseudominacce” e segreti, prive di seri ordini del giorno, poi di colpo manda un sms (del tutto informale, come avesse a che fare col suo giardiniere) e annulla in questo “modo” la riunione del 30 Aprile. Il tutto perché il CIO ha mandato una mail dove contesta il metodo, ma nonostante ciò, dice che parteciperà, e visti i tempi stretti (3-4 giorni) ha trovato, “al momento” e ripeto “al momento”, la disponibilità del Sig. Lino Busà, che però, per lui vale poco, anche se ricopre una carica confederativa all&#8217;interno di Confesercenti molto più alta della sua!!</p>
<p>Quando il funzionario è lui, può fare il “presidente multi funzionale dell’universo”, quando i funzionari sono degli altri, non vale la pena nemmeno più di fare la riunione e la disdice con forme snobbiste.</p>
<p>In questi sei mesi, l’unico cambiamento sostanziale sul profilo è stato il ritorno indietro del Ministero sul documento assurdo, definito “Fazio 2008”, ma questo era avvenuto già il giorno dell’incontro che il Ministero aveva fatto a Dicembre 2008 con tutte le AAOO, dove lui (guarda caso!) non era presente.</p>
<p>Ci fù chiesto di elaborare un nuovo documento sul profilo da sottoporre di nuovo al CSS e alla Conf. Stato Regioni.</p>
<p>Questo lavoro è stato fatto a Gennaio, ma la CNA, invitata, ancora una volta , non è venuta presso la sede FENAODI di Roma.</p>
<p>Il documento esiste e non è stato ancora presentato perché il blocco totale della Conf. Stato Regioni a tutte le nuove professioni sanitarie rende inutile, al momento, relazionarsi sui contenuti.</p>
<p>Quindi altri sei mesi persi!</p>
<p>Il CIO ha iniziato il cammino di recupero di 30 anni di assenza di una comunicazione moderna col pubblico dell’ odontotecnico, che dà la forza politica vera per sedersi ai tavoli senza il “panettone”, ma con la dignità di chi, da soggetto votante (insignificante) diventa soggetto convogliatore di voti (forte), che è ciò di cui vive la politica.</p>
<p>L’esempio dei risultati di interesse, attenzione e allarmismo che stiamo ottenendo con l’iniziativa dello sportello al pubblico, dimostrano con i “famosi fatti”, quale è la direzione per sedersi ai tavoli senza atteggiamenti “servili” che ci hanno portato solo ad essere considerati il nulla più nulla del nulla, nelle mani del potere.</p>
<p>Andare ancora a parlare con i vari personaggi delle istituzioni , significa poco se ci si và con l’atteggiamento debole e“elemosinante” in cerca solo di “connivenze”, senza mai mettere a rischio gli interessi degli interlocutori.</p>
<p>“Ma la nostra forza è poca, ed è questa!” mi è stato risposto!</p>
<p>Chi risponde così pensa che la forza venga dalla unione delle associazioni o cose di questo genere, è vecchio! Miei cari è vecchio! Seppur utile, cambia poco le cose!</p>
<p>15.000 odontotecnici anche se uniti son poca roba! Ciò che conta è come la professione si relaziona e muove l’opinione pubblica, finché si vive nella “grotta laboratorio” si fanno politiche introspettive, non si conta nulla! E’ la civiltà della comunicazione! Ma noi siamo da questo punto di vista all’età della pietra!</p>
<p>Il CIO è nato subito con l’idea di invertire la direzione di marcia e andare verso la gente, il cittadino/paziente, ma altri invece di copiarci (non siamo gelosi!) continuano ostinatamente e diabolicamente a perseverare in atteggiamenti e programmi ,che non sono altro che trivelle che scavano sempre di più il buio pozzo dell’odontotecnica Italiana.</p>
<p>Alberto Battistelli</p>
<p>Pres. Nazionale CIO</p>
<p>CONFESERCENTI FEDERBIOMEDICA</p>
<p>Fonte:www.odontotecnica made in italy.it</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Relazioni di laboratorio odontotecnico in tema di fusione e saldatura (13 parte)</title>
		<link>http://www.odontoblog.net/index.php/2009/08/relazioni-di-laboratorio-odontotecnico-in-tema-di-fusione-e-saldatura-13-parte/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 17:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[alternanza scuola-lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “Enrico Fermi” Verona Relazione di laboratorio odontotecnico in tema di Fusione e Saldatura Svolta da: Uberti Elia Terza A^od Anno sc. 2008.09 Se desiderate visualizzare la relazione completa di immagini e schemi, cliccate sul link seguente: relazione-di-uberti-elia Indice 1.    Esperienza teorica a scuola: -    Impronte -    Modelli ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Istituto Professionale di Stato per l’Industria<br />
e l’Artigianato<br />
“Enrico Fermi” Verona</p>
<p style="text-align: center;">Relazione di laboratorio odontotecnico in tema di<br />
Fusione e Saldatura</p>
<p style="text-align: center;">Svolta da:<br />
Uberti Elia<br />
Terza A^od<br />
Anno sc. 2008.09
</p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_425" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.odontoblog.net/blog/../public/upload/uberti-elia.jpg"><img class="size-medium wp-image-425" title="uberti-elia" src="http://www.odontoblog.net/blog/../public/upload/uberti-elia-300x225.jpg" alt="uberti elia" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">uberti elia</p></div>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">Se desiderate visualizzare la relazione completa di immagini e schemi, cliccate sul link seguente:</span></h3>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.odontoblog.net/blog/../public/upload/relazione-di-uberti-elia.doc">relazione-di-uberti-elia</a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><br />
</span>
</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">Indice</p>
<p style="text-align: center;">1.    Esperienza teorica a scuola:<br />
-    Impronte<br />
-    Modelli<br />
-    Gessatura in articolatore<br />
-    Classificazioni di Angle<br />
-    L’articolazione temporo mandibolare<br />
-    Modellazione<br />
-    Fasi di preparazione del cilindro<br />
-    Fusione<br />
-    Smuffolatura fusione<br />
-    Provvisorio in resina</p>
<p style="text-align: center;">2.    Esperienza pratica in A.S.L<br />
-    Introduzione<br />
-    Sala gessi<br />
-    Modellazione<br />
-    Fusione<br />
-    Resinatura delle faccette estetiche<br />
-    Saldatura<br />
-    Conclusione
</p>
<p style="text-align: center;">Esperienza teorica a scuola</p>
<p style="text-align: center;">-Impronte.</p>
<p style="text-align: center;">Con la realizzazione di un’impronta avremo di fronte a noi la rilevazione al “negativo”  della bocca del paziente. Per ottenere un’impronta è necessario posizionare dell’apposita pasta all’interno di un cucchiaio solitamente in acciaio inox, questo cucchiaio verrà premuto all’interno della bocca contro l’arcata interessata.<br />
Per effettuare un’impronta sono necessari diversi tipi di materiali e ognuno di essi ha differenti proprietà, solitamente viene utilizzato l’alginato, una polvere che miscelata con l’acqua ha un tempo di presa molto breve; oppure per un’impronta pressoché perfetta che ci permette di rilevare quasi tutti i dettagli fra cui i sottosquadri si potranno utilizzare gli elastomeri che si presentano in paste che induriscono grazie ad un catalizzatore.
</p>
<p style="text-align: center;">-Gessi.</p>
<p style="text-align: center;">Per poter avere la vera rappresentazione della bocca del nostro paziente si deve apportare dell’apposito materiale all’interno dell’impronta.<br />
Il materiale più usato per lo sviluppo delle impronte è il gesso in polvere, che mescolato omogeneamente con l’acqua produce una miscela pastosa.<br />
A seconda delle sue proprietà e utilizzi il gesso viene suddiviso in vari tipi:</p>
<p style="text-align: center;">-Gesso di tipo I, chiamato anche pasta di Parigi viene utilizzato per il fissaggio di parti metalliche.<br />
-Gesso di tipo II, è un gesso tenero, denominato emi-idrato Beta per modelli studio e fissaggio in articolatore.<br />
-Gesso di tipo III, è un gesso duro, denominato emi-idrato Alfa è utilizzato per la colatura di modelli necessari per la realizzazione di protesi totali.<br />
-Gesso di tipo IV, gesso extraduro emi-idrato alfa, è reperibile in varie colorazioni ed è principalmente indicato per la colatura di modelli per protesi fissa.<br />
-Gesso di tipo IV’, utilizzato per modelli di ortodonzia.</p>
<p style="text-align: center;">Esistono vari metodi di sviluppo che vanno da i più tradizionali ai più tecnologici, il più usato nel campo dell’odontotecnica è il sistema Pindex a moncone sfilabile:<br />
Dopo una attenta valutazione sul tipo di gesso da utilizzare si potrà passare allo sviluppo dell’impronta, processo piuttosto delicato poiché dovremo evitare la formazione di bolle all’interno del gesso. Con l’ausilio di un vibratore potremo quindi far risalire in superficie anche le bolle più insidiose e completato il tempo di presa del gesso potremo rimuovere il modello dall’impronta e grazie alla squadramodelli, macchinario con lama ruvida e tondeggiante con diametro di circa 30 cm, squadrarlo per prepararlo alla foratura. Per il processo di foratura è necessario una foragessi, macchinario che con l’ausilio del laser consente di individuare il punto dove si andrà a forare.<br />
Ovviamente si andrà a forare e quindi ad inserire il perno solo nelle zone interessate e quindi in corrispondenza dei monconi.<br />
Si potrà quindi passare alla realizzazione dello zoccolo: dopo la miscelazione di gesso giallo potremo creare una massa simile ad uno zoccolo dove potremo posizionare il nostro ferro di cavallo ricavato in precedenza. Terminato il tempo di presa si potrà passare alla squadratura di quest’ultimo facendo sempre attenzione in modo da non andare a danneggiare i denti.<br />
Terminata la squadratura si potrà poi procedere con la gessatura in articolatore.
</p>
<p style="text-align: center;">-Gessatura in articolatore.</p>
<p style="text-align: center;">L’articolatore è uno strumento la cui funzione è quella di riprodurre i movimenti della bocca in modo il più possibile simile alla realtà. Esistono vari tipi di articolatore ma il più usato è l’articolatore A.V.M.<br />
Per assicurare una buona posizione dei modelli in articolatore si dovrà prestare molta attenzione al momento del fissaggio del modello superiore sul piano occlusale con l’ausilio della cera collante. Potremo quindi procedere con la gessatura del modello utilizzando gesso bianco.<br />
Completata la gessatura del modello superiore potremo passare all’inferiore che verrà posizionato in posizione di occlusione rispetto al superiore utilizzando ancora una volta cera collante e quindi effettuare un’altra gessatura.
</p>
<p style="text-align: center;">.</p>
<p style="text-align: center;">- Classificazioni di Angle</p>
<p style="text-align: center;">Ovviamente le relazioni tra le due arcate, superiore e inferiore, non è sempre regolare, infatti Angle suddivise l’occlusione in tre classi:</p>
<p style="text-align: center;">Classe I o normocclusione &#8211; Una relazione molare di classe I è quella in cui si ha la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore che occlude sul solco di sviluppo vestibolare del primo molare inferiore.</p>
<p style="text-align: center;">Classe II o progenismo &#8211; Una relazione molare di classe II è quella in cui si ha la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore che occlude mesialmente sul solco di sviluppo vestibolare del primo molare inferiore.</p>
<p style="text-align: center;">Classe III o prognatismo &#8211; Una relazione molare di classe III è quella in cui si ha la cuspide mesio-vestibolare del primo molare superiore che occlude distalmente sul solco di sviluppo vestibolare del primo molare inferiore.</p>
<p style="text-align: center;">Queste disfunzioni della masticazione sono spesso causate dal malposizionamento dell’osso mandibolare con un conseguente malfunzionamento dell’articolazione temporo mandibolare.</p>
<p style="text-align: center;">- Articolazione temporo-mandibolare</p>
<p style="text-align: center;">L&#8217;ATM svolge la funzione di articolare il movimento complesso della mandibola nei tre piani dello spazio, fondamentali per la masticazione e la fonazione.<br />
Si distinguono infatti movimenti simmetrici (apertura, chiusura, protrusione, retrusione) ed asimmetrici (lateralità, masticatori ed altri movimenti automatici).<br />
Si distinguono inoltre dei movimenti limite, di contatto e liberi. I movimenti limite sono tutti quei movimenti che l&#8217;articolazione concede come estremi alla mandibola. I movimenti di contatto sono tutti quei movimenti che avvengono mantenendo un contatto fra i denti delle due arcate (protrusione, lateralità, retrusione). I movimenti liberi sono cosi detti dal momento che sono compresi tra i due precedenti.</p>
<p style="text-align: center;">- Modellazione<br />
Con la tecnica di modellazione di P.K. Thomas, si procede con la costruzione di tutti i coni delle cuspidi. Si passa quindi alla costruzione delle creste marginali e successivamente si completano i contorni. Completata la modellazione della tavolata occlusale, si può quindi controllare se vi sono precontatti tra i denti antagonisti e terminato questo passaggio andare a realizzare il colletto del dente utilizzando della cera per margini, una cera la cui caratteristica principale è quella di possedere una bassa retrazione termica. Questa tecnica è spesso associata ad una relazione   cuspide-fossa, in cui la cuspide funzionale si inserisce nella fossa occlusale del dente antagonista dando origine ad una elazione di tipo “dente a dente”.
</p>
<p style="text-align: center;">- Fasi di preparazione del cilindro</p>
<p style="text-align: center;">Terminato il processo di modellazione in cera si potrà passare alla preparazione alla fusione e grazie a questo passaggio si trasformerà la modellazione in cera in un elemento in metallo.<br />
Nel modellato già realizzato in precedenza creeremo delle ritenzioni nella parte vestibolare; si dovrà quindi procedere con il metodo di scavo a Weener.<br />
Dopo lo scavo a Weener posizioneremo i canali di colata in cera che fungeranno da via per l’entrata della lega. Il tutto dovrà essere pesato per calcolare le quantità di lega necessaria per la fusione.<br />
Si potrà quindi posizionare il modellato sulla base conica e creare uno spazio tra cilindro e rivestimento con l’ausilio un foglietto di amianto posizionato aderentemente al bordo e bloccato con della cera.<br />
Completata la preparazione del cilindro si potrà quindi procedere con la colatura del rivestimento utilizzando il miscelatore sottovuoto..
</p>
<p style="text-align: center;">- Fusione</p>
<p style="text-align: center;">Terminato il tempo di presa del rivestimento potremo rimuovere la base conica e introdurre il cilindro nel forno per il preriscaldo e quando quest’ultimo arriverà ad una temperatura di 850°C circa avrà raggiunto un’espansione sufficiente per la colata della lega al suo interno.                       Si posizionerà dunque la lega all’interno del crogiolo della macchina a centrifuga e con l’ausilio del cannello si aumenterà la temperatura della lega fino a raggiungere uno stato liquido simile ad un “occhio di bue”. Rimuoveremo quindi il cilindro dal forno per introdurlo nella centrifuga che dopo essere stata azionata introdurrà la lega appunto per forza centrifuga e terminato il ciclo attenderemo il raffreddamento del cilindro per la rottura del rivestimento.<br />
Estratta la fusione dal cilindro si passerà alla sabbiatura, alla sgrossatura e alla lucidatura della fusione.
</p>
<p style="text-align: center;">La funzione del forno di preriscaldo è quella di sottoporre calore al cilindro, bruciare la lega e consentire l’espansione alla massa di rivestimento.</p>
<p style="text-align: center;">La funzione della macchina a centrifuga è quella di iniettare la lega fusa all’interno del rivestimento con l’ausilio di un braccio meccanico che ruotando spinge la lega per forza centrifuga</p>
<p style="text-align: center;">- Smuffolatura della fusione</p>
<p style="text-align: center;">Completato il raffreddamento del cilindro si potrà procedere con la rottura del cilindro aiutandoci con un martello; e con un macchinario chiamato sabbiatrice eliminare gli ultimi residui di rivestimento e ossidi, potremo dunque procedere con la sgrossatura al banco utilizzando il manipolo, la prova su articolatore ed in fine la lucidatura.</p>
<p style="text-align: center;">- Provvisorio in resina</p>
<p style="text-align: center;">In attesa della realizzazione di una protesi definitiva si deve dare al paziente la possibilità di mangiare, ecco che interviene l’utilizzo del provvisorio in resina.<br />
Innanzitutto si deve procedere con la modellazione in cera del dente o dei denti mancanti, poi si passa alla realizzazione della mascherina in silicone, il quale si indurisce se gli viene addizionato della pasta catalizzatore. Dopo aver creato una specie di “salsicciotto”, esso viene adattato al modello nella parte interessata e lasciato riposare fino al completo indurimento.<br />
Terminato l’indurimento si potrà procedere con la colatura della resina a freddo nello spazio che intercorre tra la mascherina e il modello e creando una specie di “riserva” nella parte linguale del modello; il tutto non potrà essere effettuato se prima non si avrà isolato con dell’isolante UNIFUL che consentirà l’estrazione del provvisorio senza danneggiare i monconi. Si potrà quindi procedere con la cottura della resina immersa in acqua distillata all’interno della polimerizzatrice. Completata la cottura si potranno rimuovere dal modello mascherina e provvisorio e dopo un’attenta valutazione alla ricerca di imperfezioni si potrà procedere con la sgrossatura al banco, la lucidatura con pietra pomice e spazzola e lucidatura finale utilizzando Sidol.
</p>
<p style="text-align: center;">Esperienza pratica in A.S.L.</p>
<p style="text-align: center;">La funzione principale di questo stage è stata quella di integrare la nostra persona nel mondo del lavoro; ad essa si associano il miglioramento e la finalizzazione delle nostre tecniche di lavoro<br />
in modo tale da raggiungere un livello sufficientemente adatto per lo svolgimento del lavoro dell’odontotecnico. In questi 15 giorni ho saputo sentirmi parte di una società di lavoratori che agiscono non solo a scopo di lucro ma anche per il bene fisico e psicologico di coloro che per qualche motivo si rivolgono ad uno studio dentistico e di conseguenza ad uno studio odontotecnico.<br />
Per bene fisico e psicologico si intende lo studio e l’applicazione di metodi più adatti per ridare ad una persona la capacità di nutrirsi e di sentirsi a proprio agio all’interno della società.</p>
<p style="text-align: center;">-Sala gessi<br />
E’ la formazione di base di un odontotecnico, una volta acquisita la padronanza del gesso si potrà realizzare qualunque cosa con esso. È necessario quindi conoscerne ogni sua proprietà in modo tale da riuscire a sfruttare a nostro favore i tempi di presa e le percentuali gesso/acqua.<br />
Dopo l’arrivo in studio di un impronta su cucchiaio si dovrà riprodurre la bocca del paziente colandovi all’interno del gesso giallo emi-idrato alfa e rimosso una volta terminato il tempo di presa. Squadrato il modello si effettueranno dei fori in corrispondenza dei monconi per poi applicarvi dei perni che aiuteranno per la rimozione e il riposizionamento di quest’ultimi una volta colato lo zoccolo e segato in corrispondenza dei monconi. Si potrà quindi passare alla radiatura dei monconi in modo tale da creare il giusto limite marginale da rispettare durante la modellazione.
</p>
<p style="text-align: center;">PRIMA                                                                    DOPO</p>
<p style="text-align: center;">-Modellazione<br />
Per ottenere un buon risultato finale è di primaria importanza compiere una buona modellazione degli elementi mancanti tenendo sempre conto che un modellato preciso consentirà di ridurre i tempi di sgrossatura del metallo<br />
Nella creazione dei nostri elementi saremo aiutati da una serie di cere che verranno utilizzate a seconda delle nostre necessità; la cera verde per esempio è una cera molto morbida e facile da utilizzare e mi è stata consigliata per la realizzazione delle cappette, mentre altre cere, più secche e precise, sono adatte per la totale modellazione del dente.<br />
Alla fine del lavoro ci sarà utile estrarre il modellato dai monconi, quindi nella prima fase della modellazione dovremo utilizzare dell’isolit, una sostanza che impedisce al gesso di assorbire una parte di cera; quindi potremo iniziare a modellare la parte edentula del modello. Completata la modellazione si controllerà l’occlusione e si controlleranno tutti i precontatti.</p>
<p style="text-align: center;">-Fusione<br />
Grazie a questo passaggio si trasformerà la modellazione in cera in un elemento in metallo.<br />
Nel modellato già realizzato in precedenza creeremo delle ritenzioni nella parte vestibolare; si dovrà quindi procedere con il metodo di scavo a Weener.<br />
Dopo lo scavo a Weener posizioneremo i canali di colata in cera che fungeranno da via per l’entrata della lega. Il tutto dovrà essere pesato per calcolare le quantità di lega necessaria per la fusione.</p>
<p style="text-align: center;">Si passa quindi al fissaggio dell’estremità dei canali di colata alla base conica, posizionamento del foglietto di amianto e alla colata della massa di rivestimento miscelata in precedenza con l’aiuto del miscelatore sottovuoto.<br />
Terminato il tempo di presa del rivestimento potremo rimuovere la base conica e introdurre il cilindro nel forno per il preriscaldo e quando quest’ultimo arriverà ad una temperatura di 850°C circa avrà raggiunto un’espansione sufficiente per la colata della lega al suo interno.                       Si posizionerà dunque la lega all’interno del crogiolo della macchina a centrifuga e grazie all’induzione la fusione della lega potrà essere effettuata senza l’ausilio del cannello, e quando la lega raggiungerà uno stato liquido simile ad un “occhio di bue” rimuoveremo il cilindro dal forno per introdurlo nella centrifuga che dopo essere stata azionata introdurrà la lega appunto per forza centrifuga e terminato il ciclo attenderemo il raffreddamento del cilindro per la rottura del rivestimento.<br />
Estratta la fusione dal cilindro si passerà alla sabbiatura, alla sgrossatura e alla lucidatura della fusione.</p>
<p style="text-align: center;">-Resinatura delle faccette estetiche<br />
Onde evitare un eventuale trasparenza delle resine e quindi della possibile visibilità della lega sottostante procederemo con la stesura di un sottile strato di opacizzante sulla parte vestibolare del dente e alla cottura in acqua distillata a 120°C per circa 8/10 minuti.<br />
Terminata la cottura potremo stendere lo strato di dentina e subito dopo un sottile strato di smalto per conferire al dente una sfumatura graduale del colore e prima di cuocere la resina stenderemo uno strato di indurente.<br />
Procederemo allora con una seconda cottura a 120° per circa 8/10 minuti.<br />
Dopo la cottura la resina si presenterà ruvida e opaca, ma con la sgrossatura e la lucidatura renderemo la resinatura praticamente uguale ad un dente naturale.
</p>
<p style="text-align: center;">Prima                                                                       Dopo</p>
<p style="text-align: center;">-Saldatura<br />
La saldatura o meglio dire Brasatura consiste nell’unione di due parti metalliche riscaldate e unite con del saldame.<br />
Per iniziare dovremo trovare la giusta posizione dei denti nei rispettivi monconi(figura 1) per poi unire le due parti da saldare con un’asta e della resina a freddo, dopodichè, con della cera andremo a coprire i punti da saldare in modo tale da impedire al rivestimento di ostruire la fessura.(figura 2)
</p>
<p style="text-align: center;">(Figura 1)    (figura 2)</p>
<p style="text-align: center;">Dopo aver rimosso dalla base in gesso l’elemento, si procede con la creazione di un nuovo zoccolo utilizzando però del materiale da rivestimento.</p>
<p style="text-align: center;">Dopo tale procedimento potremo iniziare il vero e proprio processo di saldatura:<br />
Con un cannello alimentato a gas botano e ossigeno cercheremo di aumentare la temperatura della lega per migliorare l’unione tra le due parti quindi, dopo aver aggiunto del fluidificante nel punto da saldare si procederà con l’apporto di un metallo con temperatura di fusione più basso di quello del nostro elemento in lega in modo da non modificare le caratteristiche anatomiche dei denti.<br />
Un metodo molto efficace è quello di disegnare una linea oltre la quale il saldame non dovrà andare con una matita, e grazie alla proprietà della grafite di resistere alle alte temperature il materiale fuso sarà vincolato a percorrere una sola direzione.
</p>
<p style="text-align: center;">Terminata la saldatura verrà verificato se il nostro elemento calza perfettamente nel modello iniziale, e se sarà così si procederà con la sgrossatura della parte saldata e la totale lucidatura della protesi.</p>
<p style="text-align: center;">Conclusione</p>
<p style="text-align: center;">Questi vari argomenti trattati nel mio cammino di Alternanza Scuola-Lavoro sono stati per me l’approfondimento di ciò che ho imparato a scuola dandomi soddisfazioni sempre più grandi ogni volta che un lavoro veniva terminato; posso quindi affermare che per me questa è stata un’esperienza molto importante non solo perché ho conosciuto delle persone che hanno saputo darmi lezioni di vita, ma anche perché mi ha consentito di conoscere il mondo del lavoro, migliorare la mia preparazione e la mia manualità, e in particolare farmi rendere conto se questo sarà oppure no il lavoro che un domani mi aiuterà a costruirmi una vita.</p>
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		<title>Relazioni di laboratorio odontotecnico in tema di fusione e sldatura (11 parte)</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 12:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Verona 06/03/2009 ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER L&#8217;INDUSTRIA E L&#8217;ARTIGIANATO &#8220;ENRICO FERMI&#8221; Verona RELAZIONE IN TEMA DI FUSIONE E SALDATURA •        ESPERIENZA TEORICA  A SCUOLA •        ESPERIENZA PRATTICA IN ALTERNANZA SCUOLA LAVORO Rivero Gilda gilda rivero Se desiderate visualizzare la relazione completa di fotografie e schemi, cliccate sul seguente link: relazione-di-rivero-gilda Classe 3ª ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Verona 06/03/2009</p>
<p style="text-align: center;">ISTITUTO PROFESSIONALE<br />
DI<br />
STATO PER L&#8217;INDUSTRIA E L&#8217;ARTIGIANATO<br />
&#8220;ENRICO FERMI&#8221; Verona</p>
<p style="text-align: center;">RELAZIONE IN TEMA<br />
DI<br />
FUSIONE E SALDATURA
</p>
<p style="text-align: center;">•        ESPERIENZA TEORICA  A SCUOLA</p>
<p style="text-align: center;">•        ESPERIENZA PRATTICA IN ALTERNANZA SCUOLA LAVORO</p>
<p style="text-align: center;">Rivero Gilda</p>
<p style="text-align: center;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_380" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.odontoblog.net/blog/../public/upload/gilda-rivero.jpg"><img class="size-medium wp-image-380" title="gilda-rivero" src="http://www.odontoblog.net/blog/../public/upload/gilda-rivero-300x225.jpg" alt="gilda rivero" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">gilda rivero</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: center;">Se desiderate visualizzare la relazione completa di fotografie e schemi, cliccate sul seguente link:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.odontoblog.net/blog/../public/upload/relazione-di-rivero-gilda.doc">relazione-di-rivero-gilda</a></p>
<p style="text-align: center;">Classe 3ª A OD.<br />
ANNO SCOLASTICO 2008/2009
</p>
<p style="text-align: center;">ESPERIENZA TEORICA  A SCUOLA</p>
<p style="text-align: center;">Introduzione:<br />
L&#8217;obbiettivo finale del programma di terza, inerente al laboratorio di odontotecnica,<br />
è la costruzione di una protesi fissa, una corona weener per la sostituzione di parti<br />
mancanti in odontotecnica.<br />
La fusione e saldatura è una parte fondamentale di questi lavori.</p>
<p style="text-align: center;">Impronte:<br />
L&#8217;impronta è il negativo della forma della bocca, cioè la conformazione dei denti e dei tessuti molli,<br />
così da permettere l&#8217;odontotecnico di trarre una serie di informazioni, il più possibile attendibili in<br />
merito alla situazione odontoiatrica del paziente.<br />
L&#8217;impronta si ottiene ponendo l&#8217;apposito materiale allo stato “pastoso”, in un particolare strumento,<br />
chiamato portaimpronte, che verrà poi premuto contro i tessuti del cavo orale della zona interessata.<br />
I materiali utilizzati sono molto vari per composizione e proprietà e vengono utilizzati<br />
dall&#8217;odontoiatra. Si deve inoltre osservare prima dell&#8217;utilizzo in laboratorio, la procedura di disinfezione<br />
e pulizia di ogni impronta pervenuta dallo studio, questo passaggio oltre che per<br />
comprensibili motivi di igiene e di sicurezza, rappresenta anche un obbligo di legge.</p>
<p style="text-align: center;">Pasta di Parigi o gesso da impronta<br />
Attualmente l&#8217;uso del gesso da impronta è strettamente limitato alla messa a punto di modelli di<br />
posizione per l&#8217;esecuzione di saldature di elementi protesici. Per lungo tempo è stato utilizzato<br />
anche per la rilevazione di altri tipi di impronte, ma a causa della rigidità del materiale esse<br />
dovevano essere dapprima “rotte” per essere rimosse dalla bocca del paziente, quindi ricomposte<br />
scrupolosamente in laboratorio prima della colatura: un processo lungo e complesso, al termine<br />
del quale si potevano riscontrare imprecisione nei modelli finiti.</p>
<p style="text-align: center;">Alginati o idrocolloidi irreversibili<br />
L&#8217;alginato è un materiale in polvere, addizionato all&#8217;acqua in dosi opportune si trasforma in un<br />
pasta che, inserita nel portaimpronte e posizionata dal dentista nel cavo orale del paziente,<br />
indurisce in circa due minuti. Una volta utilizzato l&#8217;alginato è irreversibile. Soggetto a contrazione<br />
dimensionale dovuta al rilascio di acqua, deve essere trasportato in minor tempo possibile.<br />
Impiegato per la realizzazione di modelli studio, per protesi provvisorie, per apparecchi<br />
ortodontici, per la costruzione di protesi parziali, nonché la prima impronta di protesi totale o<br />
dell&#8217;arcata antagonista e quella sulla quale si lavora.</p>
<p style="text-align: center;">Elastomeri<br />
Per facilità di utilizzo, buone doti di precisione, stabilità dimensionale e resistenza, gli elastomeri<br />
sono, tra i diversi materiali da impronta, quelli più largamente utilizzati. Per la rilevazione della<br />
medesime impronta generalmente vengono utilizzate due masse di diversa viscosità:si prendono<br />
due impronta con due paste diverse, la prima serve per la struttura del cavo orale, la seconda<br />
impronta più dettagliata che consente anche ai più piccoli dettagli del cavo orale. A differenza<br />
degli idrocolloidi , le due paste degli elastomeri possono essere utilizzate sia contemporaneamente,<br />
sia, come spesso accade, in due passaggi successivi.<br />
La loro caratteristica meccanica più significativa è l&#8217;elasticità.</p>
<p style="text-align: center;">Sviluppo dei modelli<br />
Colando un materiale di estrema precisione all&#8217;interno del calco così ottenuto si ottiene il modello:<br />
esso fornisce al laboratorio odontotecnico l&#8217;esatta riproduzione “in positivo” della bocca del<br />
paziente. Tale operazione si chiama sviluppo dell&#8217;impronta o colatura del modello.<br />
I materiali più comunemente usati per lo sviluppo delle impronte sono il gesso e le resine, nei loro<br />
vari tipi, a seconda del lavoro che si intende svolgere e del modello che si desidera ottenere.</p>
<p style="text-align: center;">Il gesso<br />
Il gesso è il componente basilare delle lavorazioni odontotecniche, il gesso è reperibile in natura in grandi giacimenti, dai quali viene estratto dalle cave di pietra, inseguito viene portato nelle raffinerie dove lo espongono a temperature molto alte tra i 110°-120°C, per togliere tutta l&#8217;acqua. In seguito viene macinato e così si trasforma in fosfato di calcio emi-idrato poi viene confezionato e venduto.<br />
Il processo di macinazione e riscaldamento viene detto calcificazione, ridotto in polvere può essere miscelato con acqua, assumendo così l consistenza di una pasta modellabile, che con il tempo indurisce e torna solida.<br />
In base alle specifiche caratteristiche i gessi sono stati classificati in quattro categorie dette tipi:<br />
-tipo I: gessi teneri per impronte o gessi di Parigi per impronte.<br />
-tipo II: gessi teneri per modelli o gessi di Parigi per modelli.<br />
-tipo III: gessi duri per modelli, sono impiegati nella costruzione di modelli per la protesi totale e in<br />
tutte le lavorazioni che necessitano di gessi discretamente resistenti all&#8217;abrasione e alla comprensione.<br />
-tipo IV: gessi extra duri per modelli, sono molto precisi e duri, tanto da essere utilizzati nella<br />
realizzazione delle superfici di lavoro del modello, arcate antagoniste, elementi preparati (monconi, cavità per intarsi ecc.).</p>
<p style="text-align: center;">Rapporto di miscelazione<br />
La durezza del gesso cambia con la quantità di acqua che viene aggiunta alla miscelazione, che è indicata dalle case produttrici.<br />
Valori indicativi dei rapporti di miscelazione del gesso:</p>
<p style="text-align: center;">Tipo 1-2     45-60 ml acqua    100 g polvere<br />
Tipo 3    27- 36 ml acqua    100 g polvere<br />
Tipo 4    20-25 mi acqua    100 g polvere</p>
<p style="text-align: center;">Sistema di sviluppo delle impronta<br />
Lo sviluppo dei modelli viene effettuato in modo classico, manualmente,in questo caso per evitare<br />
l&#8217;inclusione di bolle d&#8217;aria viene usto un vibratore. La colatura del modello si effettua sul vibratore,<br />
che viene distribuito mediante una piccola spatola o un pennellino.<br />
La rimozione del modello dall&#8217;impronta deve avvenire non prima di 45-60 minuti, che è il tempo<br />
necessario per il totale indurimento del gesso.<br />
Questo dopo essere stato tolto dall&#8217;impronta deve essere rifinito mediante squadratura,<br />
operazione che si compie con l&#8217;aiuto della squadramodelli.<br />
Ma nel nostro caso che nel quale utilizziamo una basetta preformata, la colatura del modello<br />
consiste nel colare il modello e contemporaneamente riempire con lo stesso gesso di sviluppo la<br />
base preformata, ottenendo in tal modo la formazione dello zoccolo all&#8217;interno del supporto<br />
plastico. Le due parti vanno unite immediatamente prima che inizi la fase di presa. Tale<br />
operazione permetterà in seguito la scomposizione del modello, favorendo le successive<br />
lavorazioni. Una volta indurito il modello esso verrà seghettato con un seghetto a mano, così da<br />
permettere lo sfilamento delle parti trattate (monconi, e successivamente si procederà alla<br />
preparazione del moncone.</p>
<p style="text-align: center;">Apparecchiature:<br />
Vibratore: è una macchina che producendo una più o meno leggera vibrazione in un piano<br />
d&#8217;appoggio, facilità, durante la colatura, l&#8217;eliminazione delle bolle d&#8217;aria dalle miscele di gesso o di<br />
rivestimento.</p>
<p style="text-align: center;">Squadramodelli: è una macchina a passaggio d&#8217;acqua simile ad una molla, che serve a rendere<br />
piane le superfici dei modelli che presentano asperità non utili alla realizzazione delle protesi, e<br />
che permette di dare allo zoccolo la forma voluta.</p>
<p style="text-align: center;">Gessatura in articolatore<br />
Il modello squadrato e rifinito viene posizionato sul piano occlusale e fissato con cera collante, inoltre, prima della gessatura, bisogna verificare che tutte le viti dell&#8217;articolatore siano ben serrate.<br />
Nella fase di gessatura, per compensare la distanza tra la piastrina dell&#8217;articolatore e la base del modello, si pone su quest&#8217;ultimo il gesso e si abbassa la branchia superiore. Il materiale in eccesso viene eliminato con un coltello da gesso.<br />
A questo punto il modello superiore è montato secondo i cannoni prefissati.<br />
La seconda fase prevede la gessatura del modello inferiore, questo viene posizionato in articolazione con il modello superiore, una volta trovata la giusta occlusione vengono fissati con la cera collante e si procede alla gessatura. Per gessare il modello inferiore si utilizza la stessa tecnica utilizzata con il superiore.<br />
Per la gessatura si consiglia di usare gessi con bassissima espansione di presa (circa 0,02%).  A gessatura completata, tutti i residui di cera vengono eliminati con l&#8217;aiuto di una spatolina e, se necessario, di acqua bollente o vaporizzatrice.</p>
<p style="text-align: center;">Articolatori<br />
L&#8217;articolatore è un apparecchio meccanico la cui funzione è quella di fornire una verosimile<br />
imitazione dei movimenti della mandibola rispetto all&#8217;osso mascellare, riproducendo la posizione<br />
dell&#8217;ATM. I due modelli, superiore e inferiore, vengono inseriti sull&#8217;articolatore per riprodurre i<br />
rapporti esistenti nella realtà, tra l&#8217;arcata dentaria superiore e quella inferiore del paziente.<br />
Oggi esistono infinite varietà di articolatori, suddivisi in base alle proprietà di regolazione e alla<br />
capacità di rilevare le informazioni.<br />
La classificazione più utile dal punto di vista didattico e nello stesso tempo più semplice, è quella<br />
che distingue gli articolatori in 4 classi:<br />
1 classe: occlusori<br />
riproducono il solo movimento di apertura e chiusura a cerniera (sono stati abbandonati da<br />
tempo).<br />
2 classe: articolatore a valore medio<br />
sono dotati di un&#8217;asta incisiva anteriormente ai modelli a placchetta incisale, in modo da<br />
mantenere stabile la dimensione verticale. Sono dotati inoltre di lateralità (20°-25° di Bennett)<br />
3 classe: articolatori semiadattabili o semiregolabili<br />
riproducono la protusività e i movimenti di lateralità,<br />
4 classe: articolatori a valore individuale<br />
tipici articolatori in grado di ricevere il pantografo ed analizzare i programmi dei vari movimenti,<br />
nella loro completezza e nei tre piani dello spazio. Sono sicuramente gli articolatori più esatti.</p>
<p style="text-align: center;">Cere di masticazione<br />
Le cere per impronte si suddividono in cere per registrazioni e cere per impronta.<br />
Le cere per registrazione possono essere fornite in lastre, in barre diritte o sagomate. Vengono<br />
utilizzate adattandole in basi di prova, o per registrare i rapporti tra le arcate. Sono fornite in varie<br />
durezze a seconda della necessità e della composizione morbida, media e dura.<br />
Le cere per impronta sono utili per rilevare alcuni particolari delle impronte, quali i bordi. Sono utili<br />
al clinico per rendere più precisi i portaimpronte.</p>
<p style="text-align: center;">Articolazione tempero mandibolare<br />
L&#8217;articolazione temporo-mandibolare è l&#8217;articolazione più complessa del corpo umano.<br />
Essa è una bicondiliartrosi cioè una articolazione dotata di ampia mobilità che impegna due<br />
strutture articolari. Il condilo mandibolare è la cavità glenoidea del condilo temporale.<br />
Queste due strutture non avrebbero la possibilità di articolarsi se tra essi non fosse interposto il<br />
menisco o disco articolare. È composto da tessuto fibroso ed elastico. Ha una forma  di lente<br />
leggermente conca in mezzo.<br />
L&#8217;osso mandibolare e temporale si articolano tra loro attraverso il menisco. Le superfici delle ossa<br />
articolari (mandibolare, temporale e menisco) sono mantenuti tra loro per mezzo di una capsula<br />
articolare, la capsula è inserita a livello temporale ed è dotata di legamenti, quello<br />
sfeno-mandibolare; stilo-mandibolare; pterigo-mandibolare. La capsula è rivestita da siero sinnoviale e la sua funzione è quella di tenere l&#8217;articolazione lubrifica e di proteggere.<br />
I movimenti della mandibola hanno lo scopo di permettere alle arcate antagoniste di svolgere 3<br />
funzioni fondamentali: la masticazione, la fonazione e la deglutizione.I movimenti che la mandibola può compiere sono: abbassamento; innalzamento; retrusione; protusione; laterealità.</p>
<p style="text-align: center;">Classificazione di Angle<br />
Si tratta di una classificazione ortodontica composta da tre classi principali e diverse sottoclassi.<br />
Si riferisce ai soggetti edentuli, che classifica principalmente nelle 3 classi in funzione di una “chiave” identificata dal rapporto tra i primi molari superiori e inferiori.
</p>
<p style="text-align: center;">1° classe: la cuspide mesio-vestibolare del 1° molare superiore articola con il solco mesio-vestibolare del 1° molare inferiore.</p>
<p style="text-align: center;">2° classe: la cuspide mesio-vestibolare del 1° molare superiore articola mesialmente al solco mesio-vestibolare del 1° molare inferiore.</p>
<p style="text-align: center;">3° classe: la cuspide mesio-vestibolare del 1° molare superiore articola distalmente al solco mesio-vestibolare del 1° molare inferiore.</p>
<p style="text-align: center;">Modellazione<br />
La modellazione in cera in generale, è un&#8217;operazione basilare per tutte le tecniche del campo odontotecnico e in special modo per la protesi fissa. Si eseguono innumerevoli lavorazioni indispensabili alla riabilitazione protesica:<br />
-esecuzione di cerature diagnostiche, funzionali alla progettazione ed allo studio della corretta soluzione protesica da adottare;<br />
-modellazione in cera di elementi dentari da cui ricavare con opportuni procedimenti: provvisori, elementi in metallo fuso ecc.<br />
Nella corretta modellazione dei denti è di fondamentale importanza riprodurre la loro corretta morfologia.<br />
I contributi di abili protesisti hanno in seguito favorito la messa a punto di più avanzati sistemi di modellazione, basati su un apporto di cera più limitato e costante, detti “goccia a goccia”.<br />
Le tecniche di modellazione funzionale di E.V. Payne e Lundeen, tuttora largamente utilizzate, ispirandosi alla dentizione naturale, prevedono l&#8217;occlusione denti a due denti, cioè il contatto occlusale delle strutture di un dente con quelle di due denti antagonisti, ossia tra cuspide-fossa e cuspide-creste marginali.<br />
P.K.Thomas, invece, autore di un&#8217;altra tecnica di modellazione, oltre che di una fortunata serie di strumenti idonei alla sua realizzazione, definisce un tipo di occlusione che sposta il contatto delle cuspidi dalle creste marginali alle fosse del singolo dente antagonista, realizzando così un&#8217;occlusione tra singoli denti,detta appunto dente a dente.<br />
Prima di iniziare la modellazione, è importante esaminare con attenzione le caratteristiche morfologiche della dentizione residua del modello. Lo studio deve essere effettuato cogliendo i particolari che caratterizzano i denti residui e i tessuti circostanti, e ponendoli in relazione ai tre piani di riferimento: frontale, saggitale ed occlusale.<br />
Nelle modellazioni è opportuno cercare di mantenere o ripristinare una perfetta simmetria ed un perfetto allineamento delle due arcate dentali, con particolare riferimento alle curve di compenso, Wilson e Spee, che sono dotate di una precisa funzione gnatologica.<br />
Tutto nel dente, depressioni, rilievi, curve, convessità, contatti, piccole parti che lo compongono ecc., ha uno specifico scopo; lo stravolgimento anche di una sola caratteristica, può<br />
compromettere la buona riuscita della buona riabilitazione protesica.</p>
<p style="text-align: center;">Le cere<br />
le cere sono sostanze che divengono tenere e plastiche se riscaldate, mentre induriscono con il successivo raffreddamento. Esse si suddividono in naturali, che possono essere di origine minerale, animale o vegetale, e artificiali, generalmente ottenute mediante processi chimici. In odontotecnica si utilizzano per:<br />
-    la modellazione di parti di protesi da trasformare in metallo o resina;<br />
-    la modellazione di corone, intarsi, scheletrati; per unire temporaneamente parti da saldare in un corpo unico prima di operazioni di saldatura o riparazione;<br />
-    per  bordaggio delle impronte (boxing),ecc
</p>
<p style="text-align: center;">CLASSIFICAZIONI               ORIGINI DELLE CERE      COMPOSIZINE</p>
<p style="text-align: center;">Naturali</p>
<p style="text-align: center;">Di origine minerale</p>
<p style="text-align: center;">Paraffina<br />
cere microcristalline<br />
ozocherite<br />
ceresina<br />
cera montana<br />
Di origine animale    Cera d&#8217;api
</p>
<p style="text-align: center;">Di origine vegetale</p>
<p style="text-align: center;">Cera carnauba<br />
cera candelilla<br />
cera del giappone<br />
burro di cacao<br />
Artificiali o sintetiche</p>
<p style="text-align: center;">Polimeri di polietilene<br />
esteri di acidi grassi superiori con alcooli sup.<br />
polimeri di glicoli etilenici</p>
<p style="text-align: center;">Cere per fusione<br />
le cere per fusione servono per la modellazione completa o parziale di protesi da trasformare in metallo mediante il procedimento della fusione a cera persa. Composte da un miscuglio di cere le qualsiasi trovano in commercio sotto forma di bastoncini, lastre, coni, perle e in varie altre forme. Le cere per fusione devono offrire una buona stabilità dimensionale ed aver una buona lavorabilità, sia allo stato liquido che a quello solido.<br />
Il passaggio dallo stato liquido a quello solido avviene attraverso i seguenti stati:<br />
- primo stadio: ottenuto mediante apporto di calore, è lo stato liquido;<br />
- secondo stadio: stadio liquido-plastico;<br />
- terzo stadio: stato plastico, durante il quale si ha una rapida contrazione;<br />
- quarto stadio: intestato plastico-duro<br />
- quinto stato: stato duro. In questa condizione, a temperatura ambiente e dopo l&#8217;indurimento, la cera è pronta per essere rifinita e lavorata.</p>
<p style="text-align: center;">Cere collanti<br />
sono composte da cera d&#8217;api con l&#8217;aggiunta di sostanze adesive. Possiedono una buona adesività servono per tenere unite le parti metalliche da saldare e in genere per fissare diversi pezzi tra loro. Si possono trovare sotto forma di bastoncini o coni, il loro colore è vivo è serve per distinguerla dalle altre cere.<br />
La loro temperatura di fusione è elevata e va trai 70°- 80°C, a temperatura ambiente sono rigide e fragili.</p>
<p style="text-align: center;">Fusione<br />
I manufatti in cera modellati precedentemente vengono trasformati in dispositivi metallici attraverso un procedimento fondamentale chiamato fusione.<br />
Il procedimento attualmente utilizzato viene chiamato a “fusione a cera persa”.<br />
Il modellato deve essere accuratamente rifinito, in ogni sua parte deve mantenere uno spessore non inferiore a 0,3 mm ( se no si rischi che la fusione non risulti corretta).<br />
Per permettere che la lega entri all&#8217;interno del cilindro in rivestimento, è necessario creare un canale con del filo di cera che verrà posto sul modellato e posizionato su una base conica prima dell&#8217;inclusione.<br />
-    Il perno dovrà essere applicato nella sezione più voluminosa del modellato<br />
-    Il volume del perno deve essere superiore al volume del modellato<br />
-    Il punto di fissaggio del perno di colata, deve permettere al metallo di essere introdotto nella cavità del modellato senza modellato senza deviazioni rispetto al suo vettore di penetrazione<br />
-    L&#8217;angolo di inclinazione più favorevole per un perno è di 45° rispetto al piano del tavolato occlusale<br />
-    se si utilizza una nutrice sferica essa deve essere posta accanto al modellato ( alla distanza non superiore della circonferenza della mandata)<br />
È  bene evitare che la cera della mandata non formi angoli o percorsi con asperità, infatti questi sarebbero causa di turbolenza nel flusso del metallo fuso e potrebbero creare rotture del rivestimento.</p>
<p style="text-align: center;">Cilindri<br />
Il cilindro è uno strumento di forma cilindrica dotato di una base conica e aperto superiormente, serve per includere il rivestimento, dopo l&#8217;applicazione del modellato alla base conica.<br />
Si distinguono due tipi di cilindri:<br />
cilindri in metallo<br />
Fungono da contenitore al rivestimento anche dopo l&#8217;indurimento e durante tutte le sucessive operazioni di fusione. Dato che il rivestimento compensa la contrazione del metallo espandendosi, tali cilindri vengono rivestiti internamente di uno strato “cuscinetto” realizzato con fogli di materiale sintetico morbido (fibra di ceramica).<br />
cilindri in plastica, silicone o gomma<br />
Svolgono la funzione di “boxaggio” durante le operazioni di colata e presa del rivestimento.<br />
Grazie alla loro  elasticità permettono l&#8217;espansione di presa della massa refrattaria di rivestimento. Non potendo essere introdotti in forno, dove sarebbero distrutti dal calore, devono essere separati dal rivestimento appena terminata la fase di presa di quest&#8217;ultimo.<br />
Non necessitano quindi della realizzazione dello strato di cuscinetto sulle pareti interne<br />
.</p>
<p style="text-align: center;">Posizionamento del modellato nel cilindro<br />
Il manufatto in cera non deve essere posizionato troppo in prossimità del bordo esterno del cilindro. Un corretto posizionamento del modellato impone che le nutrici si trovino nel centro termico, ossia nella zona che raffredda per ultima, la cavità lasciata dal manufatto protesico in cera, dovrà invece rimanere al di sopra del centro termico, rimanendo tuttavia al si sotto della sommità della massa refrattaria (dai 3 ai 7 mm circa).</p>
<p style="text-align: center;">Preparazione del cilindro<br />
Dopo aver modellato gli elementi mancanti, il modellato viene dotato di spine di fusione .<br />
Con l&#8217;ausilio di un apposito collante, si fissano sulle facce vestibolari (che erano state scavate precedentemente) delle ritenzioni di forma sferica, i quali, a fusione avvenuta assicurano l&#8217;adesione meccanica della resina al metallo.<br />
È importante che le ritenzioni siano di misure minime perché una volta che la resina viene applicata non si devono intravedere.<br />
Prima del suo collegamento alla base del cilindro, per determinare la quantità esatta di metallo necessario all&#8217;esecuzione della fusione, si pesa il corpo in cera e il peso lo si moltiplica per il peso specifico della lega utilizzata.<br />
In seguito si fissa il modellato alla base conica. All&#8217;interno del cilindro si pone un foglio di fibra di ceramica che lo si attacca con della cera rosa, il quale fungerà da cuscinetto.<br />
Prima di chiudere il cilindro sul modellato viene applicato il riduttore di tensione superficiale, cioè un liquido (o uno spray) che ha la funzione di agevolare lo scorrimento del rivestimento sule pareti del modellato. Infine si passa alla coltura del rivestimento.</p>
<p style="text-align: center;">Massa di rivestimento<br />
Le masse di rivestimento sono dei materiali resistenti alle alte temperature, che sono ottenuti miscelando, nelle opportune proporzioni, un&#8217;adatta polvere con acqua distillata o liquidi speciali; dopo la presa , tali materiali, tali materiali danno luogo ad una mass dura e resistente.<br />
Le masse di rivestimento possono essere classificate in due gruppi:<br />
1.    masse di rivestimento per fusione ;<br />
2.    masse di rivestimento per saldatura<br />
Le masse di rivestimento per fusione<br />
le masse di rivestimento hanno lo scopo di creare la forma, all&#8217;interno del cilindro, in cui, dopo l&#8217;eliminazione (in forno) del modellato in cera, verrà iniettata la lega, preventivamente portata allo stato liquido.<br />
I rivestimenti per fusione, per assolvere alla loro funzione, devono possedere una serie di requisiti, fra cui i principali sono:<br />
-    sufficiente porosità, per facilitare la fuoriuscita dei gas (o aria) presenti all&#8217;interno della cavità generata dall&#8217;eliminazione del modellato in cera, permettendo così la completa penetrazione della lega allo stato liquido<br />
-    durezza resistenza e refrattarietà (ovvero resistenza alle alte temperature senza fondere, né modificarsi chimicamente)<br />
-    espansione adeguata, che compensi la contrazione subita della lega durante il raffreddamento.<br />
Ultimate le fasi precedenti, il cilindro può essere inserito in una pentola a pressione e portato a circa 1,5 atm, mantenendolo a un tempo non superiore a otto minuti, o semplicemente lo si può lasciare all&#8217;esterno a indurire (i vari procedimenti di uso del materiale refrattario ci viene fornito dal rivenditore).</p>
<p style="text-align: center;">Inserimento in forno e fusione<br />
Una volta terminata la fase di indurimento del rivestimento, possiamo posizionare il nostro cilindro all&#8217;interno del forno di preriscaldo. Il forno di preriscaldo deve essere stato acceso e portato a temperatura indicata dal fornitore della lega.<br />
Il tipo di fusione che si è utilizzato viene chiamato fusione con cannello e centrifuga, il sistema prevede il riscaldamento della lega tramite cannello, in un crogiuolo di materiale refrattario.<br />
Si inizia introducendo nella centrifuga il crogiuolo in ceramica contenente il metallo. Quest&#8217;ultimo viene riscaldato con il cannello fino alla fusione. Quando la lega è completamente allo stato liquido, il cilindro deve essere estratto dal forno  ed alloggiato sull&#8217;apposito supporto, si avvicina il crogiuolo al cilindro e si avvia la centrifuga.</p>
<p style="text-align: center;">Rifinitura<br />
Finita la fusione il cilindro viene estratto dalla fonditrice e lasciato a raffreddare. Conclusa la fase di raffreddamento, si può rimuovere il rivestimento dal manufatto.<br />
Il manufatto metallico viene da prima decapata mediante sabbiatura, si eliminano i canali di colata con un disco separatore e si prova a collocare il manufatto in metallo sul modello in gesso.<br />
Viene rifinito con frese coniche al tugsteno, cercando di fidare la forma che precedentemente si era modellata in cera, con una fresa sottile si creano gli spazzi interdentali, per non danneggiare la gengiva, nell&#8217;elemento a ponte inferiormente si fresa dando una forma a becco di flauto, che servirà al paziente per il risciacquo (così da evitare gli accumuli di cibo), ogni spigolo lo si deve arrotondare per evitare danni ai tessuti molli del paziente.<br />
Infine viene lucidato tramite passaggi chiamati gommatura e lucidatura, per quest&#8217;ultima viene utilizzato uno spazzolino e una pasta lucidante.<br />
Una volta terminato il lavoro esso può essere inviato allo studio.</p>
<p style="text-align: center;">Apparecchiature<br />
becco bunsen:è un bruciatore di combustibile gassoso usato per riscaldamenti, fusione e piccole saldature. Nel laboratorio è utilizzato per la maggiore per il riscaldamento della cera (durante la modellazione). Un semplice becco bunsen è costituito da un tubo verticale metallico che, per mezzo di un&#8217;appendice laterale, si può collegare, con un flessibile di gomma, alla conduttura del gas. Il flusso del gas può essere collegato a una manopola. È possibile regolare la fiamma, distinguendola in tre zone, caratterizzate da temperature diverse:<br />
1.    nella prima zona “ossidante” (la zona più interna della fiamma) la combustione è completa, con presenza di ossigeno in eccesso, la sua temperatura è di circa 200°C;<br />
2.    nella seconda zona “riducente” (la zona intermedia della fiamma) di colore blu chiaro, la combustione si compie in modo regolare e completo, si raggiunge la temperatura più alta di 1000°C;<br />
3.    nella terza zona “ossidante” (zona più esterna) si ha il contatto con la zona circostante, e quindi con l&#8217;ossigeno contenuto nell&#8217;aria stessa, per cui avrà ossigeno in eccesso, la temperatura è sui 600°C.</p>
<p style="text-align: center;">forni per il riscaldo del cilindro: il cui impiego h lo scopo di :<br />
-    eliminare la cera all&#8217;interno del cilindro stesso;<br />
-    ottener l&#8217;espansione della massa di rivestimento (espansione termica) necessaria a compensare la contrazione subita dalla lega nel suo raffreddamento sino a temperatura ambiente.<br />
Gli elementi fondamentali dei forni elettrici sono costituiti da:<br />
-    un termoregolatore, dispositivo che serve per la regolarizzazione automatica della temperatura;<br />
-    una camera, le cui pareti sono di materiale refrattario (per apportare alte temperature), in cui è immesso il cilindro;
</p>
<p style="text-align: center;">un pirometro  per la lettura della temperatura, generalmente in gradi Celsius (°C) o Fahrenheit (°F).di recente realizzano forni computerizzati per il riscaldamento del cilindro, forniti di: programmi liberi (a disposizione dell&#8217;operatore con possibilità di programma manuale) e programmi prefissati (temperatura autoregolante); piccolo schermo (monitor) grafico e visualizzatore digitale con avviso acustico; temporizzatore (timer).</p>
<p style="text-align: center;">Mixer: il mescolatore mixer è una apparecchiatura per la lavorazione di rivestimenti per cilindri e gessi. È costituito da una struttura portante la quale si sviluppa verticalmente supportando tutte le parti essenziali, motoriduttore, piano vibrante, tazze di mescolazione e coperchio con spatola. La macchina viene comandata da un interruttore posto sul retro dove si trovano anche i fusibili e la presa per il cavo di alimentazione.<br />
Le tazze dove avviene la miscelazione sono realizzate in plexiglass trasparente permettendo la visione diretta sia della spatolazione che del riempimento del cilindro.<br />
Il sistema di aspirazione del vuoto nelle tazze, garantisce che entrambi i contenitori, di miscelazione e di colata, siano sottovuoto così da poter effettuare tutte le operazioni in assenza d&#8217;aria.</p>
<p style="text-align: center;">La macchina per colata con fusione diretta: fusione diretta tramite cannello a gas consta essenzialmente di un albero verticale, munito  nella parte superiore di due bracci (di cui almeno uno è snodato) posti orizzontalmente e diametralmente opposti. L&#8217;albero può essere fatto ruotare, uno dei bracci della macchina è munito all&#8217;estremità di un contrappeso, mentre l&#8217;altro braccio è munito di un crogiuolo  in materiale refrattario (o in grafite) e di una serie per il cilindro.<br />
Crogiuolo e cilindro al momento della colata, dovranno essere comunicanti per favorire il flusso della lega. Prima di riscaldare il cilindro nel forno si dovranno equilibrare i due bracci della macchina, dopo aver posto il cilindro nell&#8217;apposita sede e le piastrine di lega nel crogiuolo: l&#8217;equilibrio verrà ottenuto spostando opportunamente il contrappeso situato nell&#8217;altro braccio.<br />
La macchina andrà sia a forza d&#8217;inerzia che a forza centrifuga.</p>
<p style="text-align: center;">Sabbiatrici :<br />
la sabbiatrice ha lo scopo di apportare i residui del rivestimento e lo strato di ossidi che rimangono aderiti alle superfici del pezzo colato(operazione chiamata sgrassatura), e, in particolari lavorazioni quello di asportare le impurezze presenti  e di creare sulla superficie metallica stessa delle microritenzioni che facilitano l&#8217;ancoraggio della copertura estetica (operazione chiamata microsabbiatura). Le sabbiatrici sono macchine costituite da una cabina metallica, munita con sportello di chiusura a perfetta tenuta, in cui un getto d&#8217;aria (prodotto da un compressore) lancia sui manufatti da pulire delle finissime particelle di varie granulometrie e varia natura: biossido di silicio, allumina, microsfere di cristallo&#8230;</p>
<p style="text-align: center;">Trapani da laboratorio:<br />
I trapani vengono utilizzati nei laboratori odontotecnici per la rifinitura e la lucidatura di manufatti protesici. Le partiti costitutive di un trapano sono in genere:<br />
-    il motore (elettrico)<br />
-    il mezzo di trasmissione della rotazione<br />
-    il manipolo<br />
Nei micromotori l&#8217;asse rotante è in presa diretta con il manipolo e la apparecchiatura elettrica che alimenta il motore è contenuta in una cassetta (centralina). È di buona norma, in tali apparecchi, sostituire periodicamente il piccolo filtro (di feltro) a protezione dei cuscinetti, in corrispondenza del mandrino.</p>
<p style="text-align: center;">Il provvisorio in resina<br />
Con il termine protesi provvisoria si definisce la protesi temporanea, atta a garantire al paziente le normali caratteristiche estetico-funzionali sino al confezionamento del dispositivo  protesico definitivo.</p>
<p style="text-align: center;">Il provvisorio  ha numerosi funzioni:<br />
-    diagnostica: si esegue il monitoraggio della diagnostica del paziente;<br />
-    aiuta al tecnico: a dare varie soluzioni estetiche e funzionali, ancora prima che il clinico prepari i denti pilastro k supporteranno il dispositivo protesi definitivo;<br />
-    riabilitazione: in certi casi i provvisori aiutano a ripristinare le anomalie masticatorie;<br />
-    salvaguardia dei denti limati: per conto dei vari stress termo-chimici;<br />
-    protegge: i tessuti molli durante la masticazione;<br />
-    impedisce: l&#8217;emigrazione dei denti residui, non spostandoli dal loro asse;</p>
<p style="text-align: center;">Il provvisorio si distingue in tre tipi:<br />
•    provvisorio immediato: il tecnico realizza un provvisorio sul modello che gli viene fornito dal clinico, prima che esso prepari i monconi.<br />
•    provvisorio tradizionale: realizzato su un modello ottenuto da un&#8217;impronta dei denti già preparati;<br />
•    provvisorio armato: impronta con rinforzo metallico fuso, che gli permette di stare nella bocca a lungo senza deteriorarsi.<br />
Il provvisorio può essere realizzato in due modi, mediante mascherina e mediante muffola.</p>
<p style="text-align: center;">Realizzazione mediante mascherina<br />
introduzione<br />
Nella prima realizzazione in mascherina i passaggi sono molto semplici.<br />
Quando il clinico ci ha inviato l&#8217;impronta, da essa si sviluppano due modelli, il primo verrà utilizzato per il provvisorio e il secondo per il lavoro definitivo.<br />
Fasi di lavoro<br />
Sul modello si iniziano a modellare gli elementi mancanti, seguendo i criteri anatomici. I colletti vengono modellati di dimensioni leggermente superiori per favorire la zeppatura della resina. Sui denti viene quindi realizzata una mascherina in silicone (pasta + catalizzatore), la quale deve essere impastata fino a creare un colore uniforme, a questo punto si appoggia delicatamente la mascherina sulle viste occlusali e vestibolari,le si lascia indurire per qualche minuto assicurandosi che non avvengano movimenti.<br />
Quando la mascherina ha fatto presa, l&#8217;impronta viene separata dal modello con attenzione, i denti in cera vengono eliminati con l&#8217;aiuto di una spatolina o della vaporizzatrice.<br />
Eliminata la cera, sui monconi si passa un leggero strato di isolante gesso-resina, si appoggia la mascherina sul modello e la cavità la si riempie con resina-dentina termopolimerizzante. Una vola che la cavità è stata riempita con cura, si aspetta qualche minuto per immergerla all&#8217;interno di una pentola d&#8217;acqua calda dove avviene la cottura, che dura 10 minuti circa.<br />
Terminata la cottura, la resina è indurita e la si può estrarre dal modello. Con il trapano il tecnico lima le facce vestibolari per creare lo spazio giusto per il secondo strato di resina, la massa smalto viene quindi depositata nella porzione vestibolare della mascherina, si riposiziona quindi la mascherina sul modello, dove e già appoggiato il provvisorio, la si comprime per farvela aderire bene, eventuali fuoriuscite di resina vengono eliminate tirandole via con un dito. A questo punto si cuoce il tutto, con i sistemi indicati dal produttore della resina.<br />
Ultimata la cottura, la mascherina può essere rimossa, durante la rifinitura per evitare di deteriorare i bordi di chiusura del colletto essi vengono evidenziati con una matita.<br />
Le frese utilizzate per la rifinitura sono: fresone in metallo per la sgrossatura iniziale, punta montata per rifinitura, dico horico, punte metalliche al tungsteno, punta montata, fresa a fessura.<br />
Tramite la lucidatrice il provvisorio viene lucidato, inizialmente con la pomice (pomice in polvere miscelata con acqua), successivamente con pasta lucidante e spazzola a pelo di capra. A solo fine di migliorare l&#8217;aspetto estetico.</p>
<p style="text-align: center;">Apparecchiature:<br />
Pulitrici:
</p>
<p style="text-align: center;">Le pulitrici (o pulimentratici) da banco sono delle macchine utilizzate in laboratorio odontotecnico per la lucidatura di protesi in resina o metallo. Tali macchine sono dotate di un motore elettrico la cui rotazione viene trasmessa a delle spazzole fissate ai due mandrini posti all&#8217;estremità dell&#8217;albero motore. Per l&#8217;igiene dell&#8217;ambiente di lavoro tali macchine dovrebbero essere dotate di impianto di aspirazione. L&#8217;aria inquinata viene inviata verso un filtro, depurata e quindi espulsa all&#8217;estero. Si usano due spazzole, una a pelo di capra e l&#8217;altra in filo di cotone.</p>
<p style="text-align: center;">ESPERIENZA PRATTICA IN ALTERNANZA SCUOLA LAVORO</p>
<p style="text-align: center;">Introduzione<br />
Quest&#8217;anno la scuola ha organizzato il progetto di scuola alternanza lavoro,il quale consiste nel mandare gli alunni di una classe ad eseguire sul posto di lavoro un programma di laboratorio odontotecnico.<br />
Questo progetto è stato svolto in due periodi, il primo è iniziato dal 7 gennaio e si è concluso il 17 gennaio, il secondo periodo dal 2 febbraio al 10 febbraio.</p>
<p style="text-align: center;">Il progetto l&#8217;ho svolto in un laboratorio vicino a scuola assieme ad una mia compagna di classe. Gli odontotecnici che ci hanno ospitato sono stati molto ospitali nell&#8217;accoglierci e nel seguirci nel corso del progetto.<br />
Il primo giorno ci siamo ambientati all&#8217;interno del laboratorio, abbiamo visto come si suddividono i lavori e come è disposto un laboratorio. Ci hanno munito di mascherina, guanti in lattice e occhiali, per rispettare le norme di sicurezza. Accanto ad ogni postazione di lavoro e ogni macchinario abbiamo notato che  c&#8217;era un cartello con le norme di prevenzioni.<br />
Il secondo giorno ci hanno consegnato un modello sul quale dovevamo modellare, era un modo per metterci alla prova e vedere la nostra capacità di modellazione. Oltre alla modellazione ci hanno mostrato cosa succede quando arrivano le impronta dal clinico e come ci si deve comportare (precauzioni riguardo alle varie infezioni e malattie del cavo orale).
</p>
<p style="text-align: center;">Il terzo giorno  abbiamo proseguito con la modellazione dei denti in cera.  Terminata la modellazione ci hanno spiegato e fatto vedere come avviene una duplicazione di un modello.</p>
<p style="text-align: center;">Duplicazione di un modello in alginato<br />
il procedimento viene realizzato nello studio odontotecnico utilizzando un cucchiaio da impronta che deve essere di grandezza opportuna per il modello che si vuole duplicare.<br />
Il procedimento è il seguente:<br />
-    si prende una scodella di silicone e si fa una giusta proporzione di acqua e polvere di alginato, si miscela il tutto,<br />
-    ed una volta che l&#8217;impasto ha preso una consistenza adeguata lo si appoggia all&#8217;interno del cucchiaio per impronte.<br />
-    Si appoggia il modello sul cucchiaio, facendo una leggera pressione e lo si lascia per qualche minuto<br />
-    una volta che l&#8217;alginato si è indurito, si svila con attenzione il modello.
</p>
<p style="text-align: center;">Il modello di lavoro lo abbiamo sviluppato con il metodo dello zaiser, invece l&#8217;antagonista è stato posizionato con il metodo tradizionale senza basetta, creando uno zoccolo direttamente con il gesso, durante lo sviluppo del modello.</p>
<p style="text-align: center;">Seguite dal tutor di laboratorio abbiamo squadrato e rifinito il modelli (con la squadramodelli a secco) e sezionato i monconi con il seghetto a laser.<br />
Dal modello abbiamo estratto i monconi ed evidenziato i colletti. Abbiamo passato un sottile strato di lacca spaziatrice fotopolimerizzante, facendo attenzione di stare distanti dal colletto di 2 mm.</p>
<p style="text-align: center;">Sul moncone inizialmente abbiamo creato una cappetta con la cera rossa a bassa ritenzione per colletti. In seguito abbiamo iniziato la modellazione goccia a goccia secondo il metodo P.K. Thomas.<br />
Il quarto giorno si è proseguito con la modellazione, oltre alla quella abbiamo visto il montaggio in articolatore, abbiamo eseguito sviluppi dei modelli, tutto seguito da spiegazioni accurate da parte degli odontotecnici che ci seguivano.
</p>
<p style="text-align: center;">Il quinto giorno finita la modellazione si è creata una mascherina in silicone che ci è servita successivamente durante la fase di scavatura. La nostra tutor ci ha spiegato e fatto vedere come utilizzare il microscopio e come si chiudono i colletti.</p>
<p style="text-align: center;">Il sesto giorno durante la scavatura, ho crepato il modellato in cera e mi è toccato rifarlo quasi tutto. Ma grazie alla mascherina che mi ero fatta precedentemente, non ho impiegato tanto tempo per rifare il lavoro. A modellazione terminata ho rifatto una seconda mascherina.<br />
Il settimo giorno ho chiuso i colletti con la cera violet e con l&#8217;aiuto del microscopio ho rifinito l&#8217;interno del modellato togliendo tutte le micro- impurità.<br />
L&#8217;ottavo giorno abbiamo visto la costruzione del bite, per mancanza di tempo non abbiamo messo i nostri modelli in cilindro poiché la prima parte del programma era finita.</p>
<p style="text-align: center;">Nel secondo periodo, abbiamo proseguito con il nostro lavoro.<br />
Il nono giorno ho dovuto richiudere i bordi  perchè con la temperatura e il tempo che era passato il modello in cera aveva subito delle leggere deformazioni.<br />
Abbiamo visto il montaggio dei denti su una bocca edentula e come si crea il cucchiaio individuale.<br />
Il decimo giorno sul modellato di sono posti i canali di colata con le riserve già prefabbricate. Con l&#8217;aiuto di uno degli odontotecnici abbiamo posto le palline ritentive sulle viste vestibolari e abbiamo pesato il tutto.<br />
Ci hanno insegnato a leggere la tabella delle varie leghe e ad usare le proporzioni che ci servirà per la fusione, spiegandoci le varie proprietà della lega che abbiamo utilizzato.</p>
<p style="text-align: center;">L&#8217;undicesimo e dodicesimo giorno con la supervisione di un odontotecnico siamo andati a posizionare il manufatto all&#8217;interno del cilindro in silicone. Prima di includere si è spruzzato il liquido di riduzione di tensione.  In fine si miscela  a sottovuoto il rivestimento fosfatico con le proporzioni acqua distillata, liquido speciale e polvere. Fatto ciò il cilindro lo si pone all&#8217;interno di una pentola a pressione di un ATM e lasciata solidificare. Quando il rivestimento si indurisce lo si pone all&#8217;interno del forno di preriscaldo, dove raggiungerà la temperatura necessaria per la fusione.<br />
Quando il cilindro è rovente e alla temperatura necessaria  lo si posiziona nella fonditrice, che tramite la forza centrifuga, introdurrà il modello nella cavità, che prima era occupata dalla cera.  Al raffreddamento effettuato si eseguono gli stessi procedimenti svolti a scuola (rifinitura e lucidatura).</p>
<p style="text-align: center;">Tredicesimo giornoUna volta che il manufatto metallico è stato rifinito e lucidato, si prosegue con la creazione della faccetta estetica.<br />
Il manufatto metallico viene sabbiato nelle facce vestibolari con il Rocatek, che spalma una pellicola di Silano, e con il biossido di alluminio che è un polimero a pressione 2,8 atm, spalmato sulla superficie crea un legame metallo/resina molto forte, e va ad integrare l&#8217;adesione meccanica fatta con la sabbiatura normale.</p>
<p style="text-align: center;">Faccetta estetica<br />
Si mescola l&#8217;opaco-polvere liquido che è un composto ad alta percentuale di metacrillato, che crea un&#8217;interfaccia coprente tra composto e metallo, è un composto autopolimerizzatrice ma anche fotopolimerizzatrice. Il composto che usiamo è un composto a matrice polimetilmetracrillato modificato polimero di Bowen e riempitivi inorganici.<br />
Inizialmente viene spalmato l&#8217;opaco (il quale bisogna mescolarlo bene e spalmarlo in maniera omogenea).<br />
Il bordino del terzo occlusale lo si dipinge con un po&#8217; di blu-viola, per dare allo smalto un riflesso più vivo, nel terzo cervicale si mette del marrone per coprire di più lo stacco dal metallo. Una volta messo l&#8217;opaco e indurito  con la lampada fotopolimerizzante a luce blu, si spalma un po&#8217; di vasellina che funge da isolante sul modello. Così si applica la dentina in maniera da dare forma al dente.<br />
Finita tale operazione si mette tutto il metallo all&#8217;interno di una macchina fotopolimerizzante, lo si estrae e si fresa con molta cura la parte superiore per poi andare a spalmare uno strato di smalto trasparente. Per concludere si lucida tutto ed è pronto.<br />
I giorni successivi abbiamo visto la modellazione in ceramica, il provvisorio preimatura, la protesi immediata e altre fusioni.<br />
Gli odontotecnici sono stati contenti del risultato e delle basi con le quali siamo entrati a fare il progetto.<br />
A mio parere il progetto è stato molto istruttivo non solo per le notizie che ci hanno fornito in più ma anche per la responsabilità che ci sentivamo a carico.</p>
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		<title>Relazioni di laboratorio odontotecnico in tema di fusione e saldatura (8 parte)</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 10:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[alternanza scuola-lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Istituto Professionale Statale Per L’Industria e L’Artigianato Relazione in tema di Fusione e Saldatura: -Esperienza Teorica a scuola -Esperienza Prattica in Alternanza scuola-lavoro Di: Ariton Simona Classe: 3°A Odontotecnici A.S.  2008/2009 Se volete visualizzare la relazione completa di immagini cliccate sul link sottostante: relazione-di-ariton-simona EPERIENZA TEORICA A SCUOLA: Dal mese di ottobre la classe 3 ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Istituto Professionale Statale Per L’Industria e L’Artigianato</p>
<p>Relazione in tema di Fusione e Saldatura:</p>
<p>-Esperienza Teorica a scuola<br />
-Esperienza Prattica in Alternanza scuola-lavoro</p>
<p>Di: Ariton Simona<br />
Classe: 3°A Odontotecnici<br />
A.S.  2008/2009</p>
<div id="attachment_299" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.odontoblog.net/blog/../public/upload/ariton-simona.jpg"><img class="size-medium wp-image-299" title="ariton-simona" src="http://www.odontoblog.net/blog/../public/upload/ariton-simona-300x225.jpg" alt="ariton simona" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">ariton simona</p></div>
<p><span style="color: #ff0000;">Se volete visualizzare la relazione completa di immagini cliccate sul link sottostante:</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></p>
<p><a href="http://www.odontoblog.net/blog/../public/upload/relazione-di-ariton-simona.doc">relazione-di-ariton-simona</a></p>
<p>EPERIENZA TEORICA A SCUOLA:</p>
<p>Dal mese di ottobre la classe 3 A odontotecnici,insieme al professor Caceffo Nicola ha eseguito e approfondito il tema di:Fusione e Saldatura.La parte teorica è stata svolta in classe,mentre la parte prattica in laboratorio.<br />
Generalmente si parte dallo sviluppo di un modello tratto da un’impronta in alginato.<br />
Impronte:<br />
L’impronta è il negativo delle arcate dentarie,permette all’odontotecnico di trarre una serie di informazioni della soluzione  odontoiatrica del paziente.<br />
Esistono  varie tipologie di impronte in base ai materiali:<br />
MATERIALI TERMOPLASTICI:<br />
Hanno la proprietà di diventare morbidi quando sono esposti a fonti di calore (Acqua calda).Introdotti nella bocca del paziente si addattano facilmente e legono la conformazione.<br />
ALGINATI o IDROCOLLOIDI IRREVERSIBILI:<br />
E un materiale in polvere che addizionato all’ acqua in dosi opportune si trasforma in pasta,che viene inserita nel cavo orale del paziente e indurisce in due minuti.<br />
APPARECCHIATURE:<br />
-miscelatore sottovuoto<br />
-vibratore<br />
-squadramodelli<br />
ARTICOLATORI:<br />
L’articolatore è uno strumento che ha la funzione di riprodurre nel modo migliore i movimenti mandibolari e il rapporto di occlussione.Esistono diversi tipi di articolatori:<br />
-articolatore semiadattabile<br />
-articolatore a valori medi (A.V.M)<br />
-occlusori:consentono solo movimenti di apertura e chiusura<br />
MONTAGGIO IN ARTICOLATORE:<br />
Il modello squadrato deve essere bordato con cera.La cera è posta presso il margine.Il modello posizionato sul piano occlusale va isolato,si pone su quest’ultimo il gesso e si abbassa la branca sup.Il materiale in eccesso viene eliminato.La successiva fase prevede le gessatura del inf.trovata la posizione corretta i modelli vengono bloccati mediante la cera collante.Per gessare l’inferiore si utilizza la stessa tecnica del sup.<br />
CLASSIFICAZIONE DI ANGLE:<br />
E una classificazione ortodontica composta da tre classi principali.<br />
-1° classe:la cuspide mesio-vestibolare del 1 molare sup articola con il solco mesio-vestibolare del 1 molare inf.<br />
2° classe:La cuspide mesio-vestibolare del 1 molare sup articola  mesialmente al solco mesio-vestibolare del 1 molare inf<br />
-3° classe: la cuspide mesio-vestibolare del 1 molare sup. articola distalmente al solco mesio-vestibolare del 1 molare inf.<br />
LA MODELLAZIONE:<br />
Parliamo principalmente delle cere che in odontotecnica si utilizzano per:<br />
-modellazione di parti di protesi da trasformare in metallo resina;<br />
-la modellazzione di corone,intarsi,scheletrati;<br />
-per il bordaggio delle impronte(boxing)<br />
CLASSIFICAZIONE DELLE CERE:<br />
CERE NATURALI:<br />
-DI ORIGINE ANIMALE:(CERA D’API)<br />
) -DI ORIGINE MINERALE (PARAFFINA,OZOCHERITE,CERESINA<br />
-DI ORIGINE VEGETALE(CERA CARNAUBA,CERA CANDELILLA,BURRO DI CACAO<br />
CERE ARTIFICIALI:<br />
-polimeri di polietilene<br />
-esteri di acidi grassi<br />
-polimeri di glicoli etilenici</p>
<p>MODELLAZIONE IN CERA:<br />
teE un operazione basilare per tutte le tecniche del campo odontotecnico in special modo per la realizzazione della protesi fissa.Ci sono diverse tecniche,la piu usata è la P.K.Thomas(goccia a goccia)E di fondamentale importanza riprodurre la corretta morfologia al fine di ottenere dei denti molto simili  a quelli del paziente<br />
FASI DI PREPARAZIONE DEL CILINDRO:<br />
I cilindri si distinguono in due tipi:<br />
-CILINDRI IN METALLO:Fungono da contenitore all’rivestimento anche dopo l’indurimento.Tali cilindri vengono rivestiti all’interno di uno strato “cuscinetto”realizzato con dei fogli di materiale sintetico(fibra ceramica)<br />
Sono dotati di buona termostaticità cioè durante la fusione le paretti metalliche consentono il mantenimento della temperatura.</p>
<p>DESCRIZIONE DELLE MACCHINE:<br />
LA FONDITRICE:<br />
Il suo scopo è quello di fondere per induzione la lega posta in un’apposito crogiolo ed una volta liquida iniettarla in uno stampo di forma cilindrica.<br />
Precauzioni:-Dato il peso della macchina ogni spostamento deve avvenire per mezzo di carrello adatto,indossare sempre le pinze per rimuovere il crogiolo dal cilindro,non utilizzare metallo sporco di olio,grasso,etc.Ma soprattutto deve esere utilizzata da personale adulto ed adestrato.<br />
SABBIATRICE:<br />
E composta da una camera di lavoro con un proiettore a riciclo abrasivo per la sgrossatura e da 2 moduli per micro polveri a perdere.Con la sabbiatrice è possibile asportare il rivestimento e le ossidazioni di fusione su qualsiasi metallo.Le due micro sabbiatrici sono adatte per operazioni di estrema precisione.<br />
Precauzioni:Le micro polveri sono altamente igroscopiche,bisogna mantenerle in luogo asciuto,con il barattolo ben chiuso e con la bustina di Sali di protezione(che si sostituiscono periodicamente)<br />
Prima di effetuare qualsiasi operazione di manutenzione,scollegare l’alimentazione elettrica e quella pneumatica,se durante il lavoro sussistono dubbi,difficoltà per evitare rischi e danni,contattare il servizio tecnico.<br />
MICROMOTORE:<br />
Ecomposto da un manipolo che con il suo cavo di alimentazione si collega all’azionamento da banco che a sua volta viene collegato alla rete elettrica.<br />
Precauzioni:Deve essere utilizzato da personale competente che conosca le tecniche di utilizzo di questa attrezzatura,non tentare di bloccare la rotazione del micromotore con un corpo estraneo,si deve togliere la fresa dopo averlo utilizzato per evitare che si metta in rotazione e possa venire a contatto con persone o cose.<br />
I FORNI:<br />
Servono per il preriscaldo di cilindri di qualunque dimensione,confezionati con qualsiasi tipo di rivestimento.Entrambi i forni possono essere dotati di aspiratori per l’estrazione dei fumi della camera di riscaldo.<br />
Precauzioni:Assicurarsi che l’impianto sia dotato di dispositivo salvavita,si deve provedere all’estrazione della cera mediante un essiccatore ad un forno a gas,cosi i cilindri sono gia privati delle  sostanze chimiche.<br />
MIXER:<br />
E un apparecchiatura per la lavorazione di rivestimenti per cilindri e gessi.E costituito da una struttura portante,la quale si sviluppa verticalmente suportando le parti iniziali,motoriduttore,piano vibrante,tazze di muscolazione e coperchio con spatola.Le tazze dove avviene la miscelazione sono realizztate in plexiglass trasparente,permettendo la visione diretta della spatolazione.<br />
Precauzioni:<br />
Deve essere utilizzato da personale competente che conosca le tecniche moderne in uso,non tentare in nessun modo di bloccare la rotazione del mescolatore con un corpo estraneo.</p>
<p>CILINDRI IN PLASTICA,SILICONE O GOMMA:<br />
Grazie alla loro elasticità permettono l’espansione di presa della massa refrattaria.Non potendo essere introdotti in forno,devono essere separati dal rivestimento,appena terminata la fase di presa.I cilindri in plastica sono molto comodi da usare perche non necessitano della realizzazione dello strato cuscinetto.<br />
POSIZIONAMENTO DEL MODELLATO NEL CILINDRO:<br />
Non deve essere posto sull’bordo esterno perche nel corso della fusione potrebbe causare uno “sfondamento”della massa di rivestimento,che determina poi la fuoriuscita del metallo fuso.<br />
Il centro termico: è la zona che raffredda per ultima,in questo modo possono sfruttare le temperature raggiunte dal nucleo centrale della massa di rivestimento.<br />
MASSE DI RIVESTIMENTO:<br />
1-LEGANTE GESSOSO:polvere+acqua distilata,sono molto fragili necessitano del cilindro in metallo<br />
2-LEGANTE FOSFATICO:polvere predosata+il liquido di miscelazione,può essere utilizzata per fusioni ad espansione libera<br />
3-LEGANTE SILICEO:polvere predosata+liquido di miscelazione<br />
FONDITRICI:<br />
A CENTRIFUGA si divide in:fonditrice a canello e a induzione.<br />
A canello:-gas+aria compresa<br />
-crogiolo in ceramica<br />
-fusioni per metalli o leghe nobili<br />
A induzione:-elettro muffola-che contiene il crogiolo,fonde il metallo per temperatura impostata elettronicamente,perciò c’è un controllo della temperatura e della fusione.<br />
FASI DI FUSIONE:<br />
I manufatti modellati in cera,una volta finiti vengono trasformati in dispositivi metallici.<br />
Procedimento:<br />
Una volta esauriti i vari passaggi della modellazione,i’oggetto riproducente le corona,il ponte,viene inglobato in una massa refrattaria chiamata anche rivestimento.Si provoca quindi lo scioglimento della cera,e nella cavità libera si introduce il metallo fuso,spingendovelo per forza centrifuga.<br />
APPLICAZIONE DEI PERNI:<br />
Nella massa di rivestimento è indispensabile creare,nella massa refrattaria ,un percorso(canale di colata)attraverso il quale il metallo possa scorrere.Per ottenere il canale si colloca al modellato in cera un cono posto nella base del cilindro.Quindi all’interno del cilindro viene colata la massa di rivestimento,che una volta solidificata conserverà in negativo l’impronta del manufatto.<br />
E importante che:<br />
-il perno vada applicato nella sezione piu voluminosa del modellato<br />
-il volume del perno sia superiore al volume del modellato<br />
-l’angolo di inclinazione deve essere di 45 C<br />
Inserimento nel forno:<br />
Esaurita la fase di indurimento,il rivestimento viene tolto dalla base.Prima dell’istalazione del cilindro nella centrifuga,viene segnato sulla base del cilindro un punto di riferimento,che indica il senso della centrifugazione.Quindi il cilindro viene posto nel forno e portato a 250°<br />
C dove rimane per un’ora dopodiche lentamente a temperatura tra 650 C e 750 C.Poi viene introdotto nellì apposito apparecchio per la fusione.<br />
A scuola abbiamo fatto la Fusione con il canello:<br />
Prevede il riscaldamento della lega tramite il canello,in un crogiolo di materiale refrattario.Si inizia introducendo nella centrifuga,il crogiolo contenente il metallo,questo viene riscaldato con il canello fino alla fusione.<br />
RIFINITURA DELLA FUSIONE:<br />
Quando il metallo si è raffredato si procede alla rimozione del rivestimento dal manufatto metallico.Viene ripulito con spazzoloni di vetro o con la sabbiatrice.<br />
SALDATURA:<br />
E la congiunzione di due porzioni metalliche,riscaldate con la fiamma del canello ed unite tramite l’apporto di una lega leggermente diversa di quella di cui sono composti i pezzi da saldare.</p>
<p>ESPERIENZA PRATTICA IN ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO:<br />
Tra gennaio e febbraio la classe 3 A odontotecnici ha fatto alternanza scuola-lavoro,una bella esperienza che aveva lo scopo di mostrarci com’è il mondo del lavoro e quali sono le diverse difficoltà di questo lavoro.Durante i 15 giorni che sono stata in laboratorio ho visto come si realizzano i vari lavori,le tecniche, che possono essere diverse a seconda del laboratorio,ma soprattutto ho capito che per la riuscita di un buon lavoro devi dedicarti completamente.<br />
I vari lavori che ho visto nel laboratorio sono:<br />
Il distacco di un dente:<br />
Che poteva essere dovuto a incidenti di vario tipo.<br />
Il procedimento:Si fissa il dente nella posizione corretta mediante la cera collante e si realizza la mascherina in silicone.Dopo aver rimosso la cera collante con la vaporizzatrice si dve fare un foro profondo ,in questo modo aumenta la capacita ritentiva.<br />
MONTAGGIO DEI DENTI:<br />
Si inizia dall’arcata dove c’è la presenza dei denti residui.Quindi si inizia dall’centrale sup. e per essere piu precisi si mette la cera di masticazione.Completato il montaggio di tutti i denti si invia il manufatto al clinico per la prova estetica.<br />
CERAMICA DENTALE:<br />
Si parte dalla cappetta metallica che richiede prima di tutto di essere opacizzata.Il primo wash di opaco è completamente bianco,perché la luce è resopinta totalmente da una superficie bianca (da una nera sarebbe tutta assorbita)Inoltre il bianco consente di avere uno sfondo uguale qualunque sia il metallo sottostante.Cotto lo strato opaco,se ne crea uno successivo impiegando tre opachi diversi,al livello del colletto si utilizza una miscela formata dall’opaco del colore base.Dopo la cottura si dovra costriure tutto il dente con la dentina.Lo smalto si applica sul contorno incisale.<br />
PROTESI SCHELETRICA:<br />
L’odontoiatra esegue le impronte in alginato e una cera di occlusione iniziale,poi nel laboratorio si ha l’esecuzione dei modelli studio e la prima progettazione della protesi scheletrica,cioè si evidenziano le zone di appoggio e si propone al clinico le zone dove gli appoggi dentali dei ganci devono alloggiare.Si preparano i portaimpronte individuali poi si costruisce un’ eventuale placca di masticazione in caso di edentulie estese e si richiude una prova di occlusione nel caso che la protesi possa interferire con la intercuspidazione del paziente.Si effettua il montaggio dei denti e si manda allo studio per eseguire i controlli fonetici e articolari cioè:-controllo dell’ occlusione,controllo dei bordi periferici e la loro interferenza sulle mucose orali.Quindi alla fine si ha la rifinitura della protesi scheletrica provata.</p>
<p>IDROCOLLOIDI REVERSIBILI:<br />
Dopo aver riscaldato e portato allo stato di solidificazione l’idrocolloide,il medico lo introduce nella cavità orale del paziente,quando è circa a 45°C.<br />
SVILUPPO DEI MODELLI:<br />
TIPI DI GESSO:<br />
TIPO 1:gessi teneri per impronte<br />
TIPO 2:gessi teneri per modelli<br />
TIPO3:gessi duri per modelli<br />
TIPO4:gesssi extraduri per modelli<br />
Quando si sviluppa un modello tratto da un’impronta in alginato è necessario:<br />
-indossare sempre guanti chirurgici durante la manipolazione,per evitare il contaggio da malattie infettive.<br />
-pulire molto bene l’impronta in modo da eliminare odi saliva e di sangue.<br />
Per lo sviluppo di un’modello si utilizza gesso di tipo 3,l’impasto si effettua con miscelatore sottovuoto e la colatura si effettua sul vibratore e inizia l’apporto di un minimo quantitativo di gesso mediante una piccola spatola.<br />
Dopo l’indurimento del gesso che avviene tra 45-60 minuti,si seziona il modello,si fa la radiatura,la lacca e le cappette in plastica con uno spessore minimo di 0,3 mm.</p>
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		<title>La protesi sociale</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 16:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[laboratorio odontotecnico]]></category>
		<category><![CDATA[odontotecnici]]></category>
		<category><![CDATA[profilo professionale odontotecnici]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo  l’articolo sull’ odontoiatria sociale apparso sul n°1 della rivista Dental Labor e tratto dal sito www.odontotecnica made in italy  dei colleghi odontotecnici della SICED. Odontoiatria sociale :Cio, Fenaodi e Antlo non aderiscono! Pubblico questo articolo con rammarico evidenziando le divisioni di categoria, quando invece, oggi più che mai, sarebbe auspicabile un fronte compatto per ...]]></description>
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<div class="entry">
<p><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><span style="font-size: large;"><span style="color: red;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: black;">Questo  l’articolo sull’ odontoiatria sociale apparso sul n°1 della rivista Dental Labor e tratto dal sito www.odontotecnica made in italy  dei colleghi odontotecnici della SICED. </span></span></span></span></span></p>
<p>Odontoiatria sociale :<br style="color: red;" /><span style="color: red;">Cio, Fenaodi e Antlo non aderiscono!</span></p>
<h3><span style="color: #ff0000;">Pubblico questo articolo con rammarico evidenziando le divisioni di categoria, quando invece, oggi più che mai, sarebbe auspicabile un fronte compatto per beneficiare tutti dei miglioramenti legislativi in iter.</span></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">Accordi su tavoli ministeriali che non comprendano tutte le parti interessate puzzano tanto di accordi sotterranei, anche se, non mi illudo, sappiamo bene come funziona in Italia…</span></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">Da quanto mi è dato capire sarebbero tagliati fuori dalla “protesi sociale” tutte le migliaia di piccoli laboratori odontotecnici (la stragrande maggioranza) che non avrebbero la possibilità, per motivi comprensibili, di sottostare a prezzi di molto inferiori ai loro listini abituali.. </span></h3>
<h3><span style="color: #ff0000;">Daniele<br />
</span></h3>
<p><span style="font-size: small;"><br style="color: blue;" /><br style="color: blue;" /><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Da qualche tempo il tema dell’odontoiatria sociale è divenuto un cavallo di battaglia dello Sno/Cna. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Un’odontoiatria definita “sociale” perché esercitata  a costi abbordabili per le fasce meno abbienti della società. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Obbiettivo senz’altro auspicabile in una nazione civile, dove il ruolo della sanità pubblica per lunghissimo tempo è stato più che latitante. La salute orale infatti nel nostro paese  è da sempre quasi completamente a carico del settore privato, con costi assai gravosi  e spesso difficili da sostenere  per una larga fascia della popolazione.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">In un quadro di riferimento di questo tipo ed in presenza di una situazione di crisi economica è naturale che si amplifichino sia le problematiche per i possibili utenti/pazienti sia le situazioni di disagio per gli operatori del settore.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">in tali situazioni si aggravano i problemi di lavoro per gli addetti, a causa della cosiddetta “sindrome della poltrona vuota” e del “turismo dentale”. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Dato quindi il giusto plauso ad una qualsiasi iniziativa che si proponga di soccorrere le categorie sociali più deboli, l’esame delle risoluzioni prese  lascia assai  dubbiosi.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Le modalità e gli  interlocutori dell’iniziativa (ANDI) lasciano ancora più perplessi. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">I compensi fissati per gli odontotecnici creano a loro volta molte perplessità. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Inoltre occorre  riflettere sul fatto che in Italia il servizio della fornitura di protesi odontotecniche è svolto nella stragrande maggioranza dei casi da piccoli laboratori. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Nel nostro paese, da sempre e per ragioni molto diverse, esiste una fenomenale frammentazione del lavoro odontotecnico e delle imprese odontotecniche. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Lo stesso sindacato SNO-CNA è costituito da un novanta per cento di micro-laboratori, la cui realtà operativa è totalmente differente da quella dei laboratori con un alto numero di addetti. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Ricapitolando dunque si è assistito ad una situazione in cui lo Sno si è fatto promotore di un’iniziativa in cui le risoluzioni adottate, gli interlocutori  e i prezzi (sia in senso globale che per la quota spettante agli odontotecnici) generano numerose perplessità e timori.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Timori reali che inducono  a pensare che forse nelle logiche associative Sno si tenga più conto degli interessi dei grandi laboratori piuttosto che di quelli dei piccoli che lavorano solo con due o tre dentisti. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Una  prova a suffragio di questa ipotesi è dimostrata dal fatto che agli incontri tra Ministero, Andi e Sno ha partecipato anche un consorzio costituito prevalentemente da laboratori di grosse dimensioni dell’Emilia; partecipazione avvallata dallo Sno.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Non è dato conoscere come questo consorzio abbia potuto percorrere la strada che l’ha portato fino a sedersi ad un tavolo del ministero; forse lo sanno solo loro, o forse lo sanno  i dirigenti SNO.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">I dubbi e i timori potranno essere in futuro risolti se verranno fornite adeguate risposte ai molti quesiti che  nel corso di questa vicenda la SICED ha via via sollevato.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;"> Eccone alcuni:</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Perché lo Sno/Cna ha ritenuto che l’accordo sulla fornitura della protesi sociale venisse sottoscritto  al tavolo del Ministero anche da un consorzio di laboratori (Q.E.T.)?</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Possibile che all’interno dello Sno non ci si sia chiesti se questa organizzazione di grandi laboratori  non si metterà in concorrenza con tanti piccoli laboratori, molti dei quali iscritti allo SNO, che non vorranno o non potranno aderire all’accordo?</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Possibile che nello Sno non ci sia chiesti se questi grandi laboratori non utilizzino imprese di sub appalto per la fornitura di  semilavorati ?</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Possibile che dentro lo Sno non si sia compreso che muovendosi da soli e andando ad una   trattativa senza le altre sigle sindacali, ma con al fianco un consorzio di grossi laboratori odontotecnici, si sarebbe alzato ulteriormente  lo scontro con le altre rappresentanze della categoria? </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Ci chiediamo se verranno pubblicati solo gli elenchi degli odontoiatri che aderiranno, o anche quelli dei laboratori? </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Un odontoiatra potrà scorrere l’elenco dei laboratori che hanno aderito all’iniziativa e, non trovando quello da cui si serve abitualmente, andrà  a servirsi poi da un altro laboratorio che invece ha aderito, dando un bye bye forse definitivo al laboratorio con cui aveva collaborato fino ad allora? </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Magari servendosi da un grande laboratorio che è in grado di consegnare ed assistere, anche fuori dalla sua zona e che già era in grado di produrre ai prezzi stabiliti nella convenzione? </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">A questi dubbi si aggiungono alcune constatazioni come quella che le tariffe stabilite dall’accordo Andi-Ministero sono più elevate di diversi tariffari  di studi già presenti sul mercato. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Altra constatazione è che lo Sno ha accettato che la parcella dell’odontotecnico sia 1/3 di quella dell’odontoiatra, così come proposto dall’Andi. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Il fatto che negli accordi definitivi o nelle ricostruzioni dei fatti relativi a questa vicenda da parte dello Sno vengano inserite, o quanto meno citate, tante clausole che sono state elementi critici sollevati dalla  SICED in questi ultimi anni, non attenua il senso di disagio degli odontotecnici italiani. Avere mostrato attenzione  alle sollecitazioni sulla difesa del made in italy e sulla  richiesta di protocolli di lavorazione che garantissero  un minimo di qualità ha dimostrato la volontà di tenere conto anche del parere della nostra associazione, ma spiace però constatare come lo SNO abbia persa un’enorme occasione per richiedere che l’accordo comprendesse la fatturazione separata per il laboratorio. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Un disagio che non si attenua anche per le modalità con cui si sono recepite le diverse indicazioni, e per le vicissitudini che ne sono seguite al punto da far sembrare che le istanze della categoria siano state accolte come elementi di abbellimento e non di sostanza. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">I timori che l’accordo ha generato  e le problematiche ad esso legate vanno concatenandosi ai problemi da anni aperti e senza risposta.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">La questione specifica della protesi sociale ha semmai solo amplificato la condizione di voluta incomunicabilità tra  i dirigenti dello Sno e le altre associazioni. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Agli odontotecnici infatti appare incomprensibile il comportamento dello Sno nel voler andare da solo con Andi e Ministero. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">La risposta di Cio, Fenaodi e Antlo all’invito a partecipare alla trattativa è stata la seguente:</span><br style="color: blue;" /><br style="color: blue;" /><span style="font-style: italic; color: blue;">Più volte è stato chiesto( dalle nostre associazioni) di aprire un tavolo di sereno confronto, al quale possano sedere i soggetti coinvolti nel progetto, che – si ricorda &#8211; sono tre: le associazioni di rappresentanza di chi costruisce la protesi, di chi le installa e di chi ne è il destinatario. </span><br style="color: blue; font-style: italic;" /><span style="font-style: italic; color: blue;">Ancora oggi non si capisce il perché della partecipazione di entità di diversa estrazione, come ad esempio la società consortile: perché una e non tutte o neanche una, visto che tali società sono già ricomprese nella rappresentanza delle imprese odontotecniche. </span><br style="color: blue; font-style: italic;" /><span style="font-style: italic; color: blue;">Non si comprende altresì il perché della totale esclusione dei destinatari del programma di odontoiatria sociale, i consumatori, e ancora, il perché dell’inoltro delle convocazioni – per di più ad audizioni separate &#8211; a soltanto alcune organizzazioni odontotecniche. </span><br style="color: blue; font-style: italic;" /><span style="font-style: italic; color: blue;">Per queste ragioni, ancora una volta, si dichiara la totale indisponibilità delle scriventi a confrontarsi a condizioni poco chiare, inadeguate nella scelta dei soggetti e finalizzate ad una logica che non fa certo capo agli obiettivi dichiarati dal progetto. </span><br style="color: blue; font-style: italic;" /><span style="font-style: italic; color: blue;">Resta, invece, la disponibilità già manifestata a prendere parte ad un eventuale confronto serio, che veda interazione tra tutte le entità coinvolte, scevro da qualsiasi forma di discriminazione e che preveda, dunque, parità di condizioni tra le parti. </span><br style="color: blue; font-style: italic;" /><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Da un po’ di tempo lo Sno si è isolato, percorrendo strade diverse, dalle altre sigle sindacali e non partecipando allo sforzo congiunto delle altre sigle di presentarsi unite ai tavoli delle trattative.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Il fatto che mille associati Andi abbiano dato la loro adesione all’iniziativa sta ad indicare non tanto un’improvvisa conversione al sociale di una parte di odontoiatri, ma soltanto che in tempi di vacche magre le tariffe stabilite per i dentisti sono comunque appetibili.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;"> Al Ministero è stato siglato un accordo di poca rilevanza sociale, vantaggioso per gli odontoiatri e penalizzante per i laboratori e per il movimento odontotecnico in generale. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Anche in questo caso, di fronte a problematiche molto pressanti, di fronte ad un Andi che in tutte le sedi cerca esplicitamente di affossare le legittime istanze dei laboratori odontotecnici, lo Sno nazionale ha preferito rompere con le altre sigle e fare invece accordi  che premiano in primo luogo i grandi laboratori emiliani riuniti in consorzio. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Accordi che proprio perché pensati quale premio ai grandi laboratori finiscono per indebolire le posizioni di gran parte dei piccoli laboratori tra cui anche i soci dello Sno-Cna.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">In questo quadro di comportamenti oggettivamente indirizzati a dividere la categoria si individuano le scorrettezze dei dirigenti dell’associazione Sno-Cna, ma anche i dirigenti dell’Andi non sono scevri dalla responsabilità di non avere tenuto in alcun conto le indicazioni delle altre rappresentanze degli odontotecnici, ma questo non ci sorprende più di tanto.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Un capitolo a parte poi merita il comportamento dei rappresentanti del ministero. </span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Ci riferiamo in particolare al Prof. Enrico Gherone, unico responsabile al Ministero per le questioni relative all’odontoiatria.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;">Se oggi un accordo, seppur discutibile, sulla protesi sociale è stato raggiunto è indubbiamente anche “grazie” al suo impegno.</span><br style="color: blue;" /><span style="color: blue;"> Quello che lo Sno fa propagandisticamente come un accordo fra “pari” odontotecnici (Sno) e odontoiatri (Andi) in realtà è stato un accordo fra Ministero e Andi, già siglato la scorsa estate. Solo all’ultimo momento e frettolosamente sono stati convocati lo Sno ed il QET, i quali altrettanto frettolosamente hanno firmato il pacchettino/accordo già confezionato per loro. Le modalità decisamente penalizzanti per i laboratori, il mancato riconoscimento alle associazioni sindacali della Confesercenti e della Confederazione Generale  Artigiani  escluse dalla discussione sono demeriti da ascrivere al  Prof. Gherlone, al quale  in quanto rappresentante di un apparato dello stato rivolgiamo la preghiera di essere equamente attento ai  problemi di tutti i laboratori odontotecnici italiani  e non ripiegato sulle tesi di un solo dirigente sindacale o peggio ancora attento unicamente ai destini di un  minuscolo gruppo di grandi laboratori, solo per portare a casa un piccolo e molto discutibile risultato.</span><br />
</span><span style="font-size: small;"><br style="color: blue;" /> <span style="color: blue;">Paolo Facchinetti</span></span></p>
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